Escursione alla Rocca Radevil – 1957 m – Valle Stura – Alpi Cozie

Tra la Val Grana e la Valle Stura, a poche centinaia di metri dal Colle dell’Ortiga, spicca la sagoma tagliata di una roccia: è la Rocca Radevil.

Accesso stradale: raggiunto Demonte lo si percorre per la via centrale. Dalla piazza in testa al paese, prendere immediatamente a destra (Piazza Renzo Spada) poi Via Paschero per un corto tratto, quindi sulla destra Via Gerbido e subito a sinistra Via Perosa. Si continua oltrepassando la frazione Perosa, poi le borgate di Parafauda e Saret fino a raggiungere le case Ronvello (1064 m).

Dati tecnici

  • Ascesa: 890 metri circa
  • Distanza: 15,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.064 metri
  • Altitudine massima: 1.957 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: Passo, Vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

È un bel periodo questo per chi vuole camminare in montagna. La neve, scesa a fine ottobre alle basse quote, si è assestata attualmente attorno ai 2000 metri. In verità non siamo ancora così ansiosi di calpestarla, perché sicuramente ne arriverà altra più avanti.

Vogliamo invece approfittare di questo periodo favorevole per dedicarci a quelle gite più semplici, ma non per questo meno belle, quelle che in estate si cerca di evitare per salire a quote più elevate.

Oggi abbiamo in mente la Rocca Radevil, cima che avevamo tentato di raggiungere nello scorso mese di marzo ma non eravamo riusciti per pericolo di slavine nell’ultimo tratto.

Posata l’auto appena oltre le case del Ronvello, con Riccardo mi metto in movimento alle 8:55 lungo la carrareccia che prosegue alla sinistra dell’omonima solatìa Cappella. Oltrepassato il ponticello sul rio Fons, la sterrata si dirige verso Tetto Montrosà che dal basso vediamo spiccare su un’altura. Pochi metri prima dell’ingresso alla borgata, lasciamo sulla destra il tronco di strada che conduce alle case di Alberetto inferiore e superiore.

Nel tratto iniziale

Oltre Montrosà, gruppo di case ormai abbandonate da tempo e in rovina, la marcia procede su un tratto rettilineo verso il valloncello del rio Fons. Puntando verso ponente, piccoli tornanti nella faggeta ci fanno acquistare velocemente quota fino al raggiungimento del Colle Angelino (1419 m).

Lasciata, a sinistra, la stradina per il Colle delle Ferriere (1579 m), ci immergiamo in un boschetto di conifere. Oltrepassato un rudere ci addentriamo in un bel viale di faggi che accompagnerà il nostro cammino per un buon tratto.

inizio del viale dei faggi

Ritornati in pineta, troviamo più avanti le indicazioni di un bivio per Valloriate che lasciamo a destra. Cammin facendo raggiungiamo uno spiazzo più ampio dove giace una vecchia roulotte abbandonata (fontana).

Continuando la salita tra pini e larici raggiungiamo, poco prima del Colle, una splendida radura dalla quale si prospetta una deliziosa panoramica sulla conca e sulla lontana Rocca Radevil (1957 m) mentre a sud restano ben visibili ed innevate tutte le cime delle Marittime

Dalla radura spunta la Rocca Radevil

Un ultimo quarto d’ora nella pineta in direzione nord-ovest per raggiungere, poco prima delle 11:00 il Colle dell’Ortiga.

Tra il 7 ed 8 agosto del 1744, proprio al Colle dell’Ortiga si svolse una grande battaglia tra le truppe dell’armata franco-spagnola e quelle piemontesi che dovettero soccombere. Alcuni resti di quella battaglia pare giacciano ancora nel sottosuolo del Colle, motivo per cui ancora oggi tanti appassionati di armi o cose antiche salgono da queste parti armati di metal detector per setacciare i prati con lo scopo di recuperare ciò che rimane di quell’antica battaglia.

Colle dell’Ortiga. A sinistra Rocca Radevil con lo sfondo del Monviso

Ottimo è il paesaggio che si prospetta sul vallone di Coumboscouro e, a nord, verso il Monviso. Rocca Radevil si staglia sulla sinistra. Ci dirigiamo subito nella sua direzione superando una china arrotondata. Proseguiamo quindi sul crinale facendo fuggire nel vallone di Frise un branco di una decina di camosci e raggiungiamo le prime rocce.

 

In salita sulla china arrotondata

Panorama sulle innevate Marittime

Aggirando verso sinistra il primo tratto, ci portiamo sul retro della cresta. Tagliando obliquamente sull’erba, abbandoniamo un sentierino che si dirige verso la Rocca Pergo e il Passo della Magnana (2215 m). Risalito un corto tratto verso le rocce finali raggiungiamo con facilità l’ometto di pietre eretto sulla cima. Il Gps dice che abbiamo percorso 7,86 km dalla partenza.

Avvicinamento alla Rocca Radevil

Panorama dalla cresta. A sinistra il Beccas del Mezzodì

Ultimi metri prima della cima

Ottimo panorama verso il Beccas del Mezzogiorno coi larici che hanno assunto una colorazione rossiccia. In lontananza la Bisalta (2404 m). Molto belle sono le vallate sottostanti semiavvolte nella nebbia. Dalla parte opposta spicca la Rocca Pergo (2128 m) e, più distanti, il Grum (2367 m) e il Bram (2357 m).

In cima

 

Il monte Grum innevato e, a destra, Rocca Pergo

Nebbie nelle vallate. A metà della foto, verso sinistra, è visibile il Monte Saben

Ci fermiamo sulla cima per rifocillarci e, nel frattempo, veniamo raggiunti da altri due giovani escursionisti.

Durante la discesa dalla Rocca

Panorama tra le rocce

Il ritorno lo effettuiamo sulle orme dell’andata.

Cappella della Madonna del Ronvello

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (2)

  1. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Questa mattina ho affrontato la Rocca Radevil compiendo lo stesso percorso proposto in questa pagina di Cuneotrekking.
    Purtroppo a causa di un impegno nella primissima mattinata riesco ad essere alla partenza solamente per le 10:15, un po’ tardi per un’escursione.
    Tra l’altro arrivare a Case Ronvello (dove ho lasciato la macchina a poche decine di metri dopo i caseggiati) si è dimostrato un po’ problematico al punto da dover mettere il navigatore a causa dei numerosi incroci che si incontrano a Demonte salendo verso il gruppo di case.
    Ad ogni modo fortunatamente il tempo è un po’ nuvoloso e riesce un po’ a mitigare il calore del Sole che a quell’ora picchia già prepotente in questo periodo, un venticello fresco ogni tanto fa capolino.
    Pochi minuti prima di partire vengo superato da tre ciclisti in mountain bike.
    Proseguo nella strada inizialmente asfaltata, dopo qualche tornante diventa definitamente sterrata.
    Procedo di buona lena anche per non arrivare lassù troppo tardi, il cartello alla partenza mi segna 2 ore e mezza per il Colle dell’Ortiga, un po’ troppo pessimista secondo me.
    Da prima si passa diversi faggi, più avanti iniziano a comparire le conifere.
    In prossimità del Passo Angelino raggiungo, con mia grande sorpresa, i tre ciclisti che avevo incontrato in partenza.
    Ma quanto sto andando veloce?….
    Erano in sosta e mi hanno risuperato pochi minuti dopo
    Effettivamente continuo ad avere un’andatura decisamente veloce.
    Più avanti li rincontro al bivio con un sentiero che riscende verso il Colle di Valloriate, a circa 35 minuti di cartello dal Colle dell’Ortiga.
    Si sono fermati perchè la via per il Colle è ricoperta da un discreto strato di neve non sciolta per via della posizione coperta al Sole.
    Consultandosi anche con me, visto che mi hanno chiesto informazioni sulla via e al Ortiga ci ero già andato qualche anno fa e ricordavo che praticamente la via proseguiva nei boschi fino al colle, hanno deciso di intraprendere la via per il Colle di Valloriate.
    Io proseguo in solitudine verso la mia destinazione, i ciclisti hanno fatto davvero bene: praticamente la via e totalmente ricoperta di neve (abbastanza molle per la temperatura di questo periodo), in molti punti anche con uno spesso strato.
    Arrivo alla radura e vedo la mia destinazione, inconfondibile con quella forma, mi accorgo che ci sono delle persone in cima.
    Ed ecco che arrivo al Colle dell’Ortiga dopo 1 ora e mezza dalla partenza.
    Ma quanto sto andando veloce?…
    Il Monviso in lontananza mi da il benvenuto.
    Sono davvero in splendida forma e proseguo verso Rocca Radevil senza fare una sosta.
    Oltre la piccola salita incontro 4 signori che tornano verso il colle, forse erano quelli in cima alla rocca.
    Ancora presenza di neve a macchie su tutto il percorso spartiacque Stura-Grana.
    Più mi avvicino e più mi incuriosisce la sua particolare forma, domandandomi su come l’avrei intrapresa non vedendo praticamente sentieri, domandandomi ad essere completamente sincero il perché voi di Cuneotrekking l’avevate classificata con una semplice E come difficoltà, mi sembrava davvero difficile la salita verso la cima a prima vista.
    Almeno è totalmente sgombra di neve.
    Pochi minuti dopo scopro che un sentierino si stacca da quello principale e permette una salita agevole ed in sicurezza.
    Ecco il perchè del semplice E, questa cima è più facile di quanto appaia…
    Solamente gli ultimissimi metri sono i più ripidi.
    Eccomi in cima alla Rocca Radevil (dopo 2 ore di marcia dalla partenza), il panorama è bello anche se una foschia generale compre la pianura e rende un po’ nascoste le cime: le innevate vette delle Alpi Marittime, la vicina Rocca Pergo Piccola ed in lontananza il Grum, verso Est ecco il Beccas del Mezzodì.
    Il precipizio verticale verso la Valle Grana fa davvero impressione.
    Sto li una mezz’oretta per mangiare e godermi il tutto, ogni tanto un vento freddo fa capolino ma ad ogni modo sto magnificamente in maglietta e pantaloncini corti.
    Inizio la discesa senza sosta (ma questa volta con un’andatura decisamente più tranquilla) verso la macchina e arrivo li verso le 15.
    Bella gita in una vetta che non avevo ancora mai fatto, andatoci per la sua forma curiosa, bei posti esposti al Sole ed il panorama che non finisce mai di stupire nonostante i tanti anni di escursioni nelle nostre valli.
    Un saluto da Mattia di Mondovì.


    • Ciao Mattia! Come sempre grazie per la bella descrizione. Già al colle dell’Ortiga vale la pena andare, ma rocca Radevil ha davvero il suo fascino. A presto e buone gite!

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