Escursione alla Testa del Ferro (Cime des Blanches) – 2769 m – e Testa di Garbe – 2760 m – Valle Stura

Novità Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

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La Testa del Ferro (2769 m), posta sul confine Stura/Tinèe, è una montagna facilmente raggiungibile dal Vallone di Pontebernardo. La sua cima offre un punto di osservazione ottimale sui laghi di Vens. Sul Colle di Panieris (2683 m) si trovano resti difensivi risalenti agli anni Trenta (tra i quali il grande Bunker Opera 27).

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.150 metri circa
  • Distanza: 13,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.700 metri
  • Altitudine massima: 2.769 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Passo, Vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Finalmente Valerio ha avuto una giornata libera; ne ho quindi approfittato per farmi accompagnare. Le giornate di questi tempi sono finalmente improntate al bello per cui sarebbe un grosso errore non approfittarne. Tra le tante mete che potevo scegliere ho preferito questa: dopo essere stato al Colle di Stau, al Passo di Scolettas e alla Testa dell’Ubac, avevo bisogno di completare la mappa mentale della zona e questo era un tassello che ancora mi mancava. Ero interessato anche a rendermi conto della fattibilità di alcune cime, tra cui il Monte Vallonetto, Cima las Blancias e le cime di Vens. Per avere un ottimo punto di osservazione su questa catena non c’è niente di meglio che salire la panoramica Testa del Ferro.

Lunedì 27 luglio 2009 verso le 8:10 lasciamo l’auto nel parcheggio del rifugio Talarico (1712 m). Saliamo, ancora completamente all’ombra, lungo la carrareccia che porta al Passo di Stau. Dopo alcuni tornanti lasciamo a sinistra il sentiero che sale al rifugio Lausa e al Passo di Vens per proseguire sulla sterrata (GTA).

Alcune centinaia di metri dopo, presso un tornante, troviamo l’indicazione su un masso, sulla sinistra, indicante il colle di Panieris. La seguiamo iniziando la risalita (ottimamente segnalata con tacche rosse) di un erto pendio erboso tagliato da una lunga serie di zig-zag che in poco tempo ci fanno superare un buon dislivello. Siamo sulla destra idrografica di un rio che forma, di tanto in tanto, qualche cascata.

Salendo verso l’alto del vallone di Pontebernardo

Sul pendio erboso con lo sfondo del Becco Alto del Piz e Testa dell’ Ubac

Verso quota 2200/2300 m il percorso diventa più gradevole: si entra in una zona di rocce montonate che via via si fa meno ripida fino al raggiungimento del Vallone di Panieris.

Nella zona di rocce montonate

Superata una barriera rocciosa di fronte a noi appare una conca imprevista che racchiude, al suo interno, un laghetto, un verde pianoro erboso ed una bella cascata; sullo sfondo comincia a delinearsi la sagoma della Testa del Ferro. Il sentiero sale a sinistra della conca tenendosi a confine con le pietraie della soprastante Cima Las Blancias (2970 m) portandosi poi, con un semicerchio, sui bordi della cascata.

Dalla conca salendo verso la cascata

Il laghetto nella conca erbosa

Entriamo quindi in un pianoro superiore. Ci fa piacere vedere che, nonostante la strage di quest’inverno, sono ancora sopravvissuti dei camosci che, ovviamente spaventati al vederci, fuggono verso le garbe di Stau.

Ci troviamo nell’anfiteatro terminale dove, a sinistra e in cima ad una pietraia, una casermetta precede il Passo sud di Panieris (P. du Lagon) (2667 m). Noi che andiamo al Colle di Panieris (2683 m) seguiamo le immancabili tacche rosse che ci guidano su un ripido pendio verso destra. Nel salirlo ad un certo punto compare, proiettato in alto contro un cielo azzurro, un fortino. Nell’avvicinarci scopriamo di essere ormai in prossimità del colle, adagiato su pianori erbosi, non più tanto distante da dove siamo ora. La meta così vicina ci mette le ali sotto i piedi e in quattro e quattr’otto ci ritroviamo sul versante del Vallone di Ferrere.

Arrivo al Colle Panieris

Sguardo verso il vallone Forneris

Dal colle un sentiero continua in leggera discesa verso il Pas des Blanches (2660 m) (erroneamente indicato sulle mappe italiane come Passo Morgon) sul displuvio Stura/Tinée. Il posto è stupendo: ci si prospetta davanti una tavolozza di colori meravigliosi. Non è la zona pietrosa che ci immaginavamo, al contrario è geologicamente molto interessante.

Da qui possiamo anche osservare che più in basso si verifica il fenomeno delle doline. Siamo vicini al grande bunker Opera 27 che con i resti di filo spinato sparsi qua e là mi fanno pensare al romanzo “Deserto dei tartari”.

Non ci fermiamo molto sul colle perché prima vogliamo raggiungere la nostra meta che per oggi rimane la Testa del Ferro. Proseguendo lungo la china erbosa alla nostra sinistra risaliamo l’ultimo pendio e dopo un centinaio di metri di quota ne raggiungiamo la sommità sormontata da un cippo di pietre. Sono le 10:40. Osserviamo che un cumulo di pietre, rispetto ad una croce, non dà la medesima soddisfazione di aver conquistato una vetta.

Sguardo verso nord

Arrivo sulla cima della Testa del Ferro (2769 m)

I laghi di Vens

Valerio sulla vetta

Ci rilassiamo un momento con lo sguardo che finalmente può spaziare a trecentosessanta gradi. Sotto di noi compaiono i laghi di Vens e più a sinistra quelli di Fourchas. Ne contiamo una decina in tutto. Sempre alla nostra sinistra, oltre alla Cima Las Blancias vediamo il Monte Vallonetto (2951 m), le Cime di Vens (2952) ed il Claï Superiore (2982 m). Sul lato opposto fa bella mostra di sé il Monte Peiron (2796 m) e poco più basso la Testa di Garbe. In lontananza si vede l’Enciastraia e l’immancabile Oronaye (3100 m).

Ci godiamo per un po’ questa magnifica vista da questo ottimo punto d’osservazione scattando parecchie foto. Ridiscesi poi al Colle Panieris risaliamo anche la vicina Testa di Garbe (2760 m), dalla quale abbiamo un’ottima visuale sul Vallone di Stau. E’ qui che matura il desiderio di fare la discesa con un diverso itinerario.

Panorama dalla Testa di Garbe

La Testa del Ferro (2769 m) vista dalla Testa di Garbe (2760 m)

Raggiunto nuovamente il Colle Panieris, puntiamo verso nord-est, in direzione di quel fortino che vedevamo lungo la salita e che scopriremo non essere altro che il punto di arrivo di una vecchia funivia.

L’arrivo di una vecchia funivia militare

Da qui inizia la discesa nel Vallone di Stau. Il primo tratto si presenta ripido e franoso e dobbiamo fare molta attenzione per non scivolare giù. Raggiunta la casermetta sottostante il pericolo cessa.

Primo tratto di discesa verso il Vallone di Stau

Al fondo di questa ritroviamo il sentiero che ci fa scendere verso i bordi di una pietraia. Transitando vicini ad alcune rocce scopriamo un piloncino eretto dai soldati nel 1940. Poco più in là, nei pressi della bella grangia posta poco sotto il Colle di Stau, ci concediamo uno spuntino per poi iniziare la discesa sul comodo sentiero che ci riporterà ai Prati del Vallone.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

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Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Bibliografia

In cima. 100 normali nelle Alpi Marittime

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Bruno Michelangelo

Blu Edizioni, 2012

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (3)


  1. Bello, davvero ,hai fatto una bella gita….mettiamola da parte per una futura escursione,ciao Elio

  2. cuneotrekking


    Quando ci vuoi andare non hai che da farmi un fischio. Ciao.

  3. Name (required)piero


    ciao, sono un fruitore del tuo sito che reputo non solo fatto bene, ma di più e io e i miei compagni di uscite Beppe e Max innamorati delle montagne cuneesi te ne siamo grati.
    Oggi 27/6/2015, di buon mattino siamo andati sul percorso da te fatto nel 2009 partendo dalla ex colonia(che tra 4 giorni inaugureranno come rifugio)raggiungendo la cima Testa di Ferro in circa 2 ore e mezza (almeno, il Beppe e il Max perché io preso da mal di schiena c’ho rinunciato fermandomi al Colle Panieris pensando alla discesa non certo facile nelle mie condizioni….difatti) e già che c’erano, anche sulla testa di Garbe, mentre io….ad ogni modo è stata una bella e interessante escursione.
    Ti invio questa mail anche per sapere la tua disponibilità ad una uscita con ..nosotros ( sperando nel mio caso in una condizione meno…precaria), ti premetto che siamo persone di mezza età tra i 50 e 60 anni con una buona forma fisica (soprattutto i miei amici Beppe e Max molto più praticanti questa disciplina. ..) ma non così esperti da andare su tutti i percorsi, diciamo per dare un riferimento che siamo da …E.
    Ringraziandoti anticipatamente, ti saluto anche a nome di Beppe e Maxi e rimango in attesa di un tuo riscontro anche solo di una tua opinione.
    ciao

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