Testa dell’ Ubac

Il tuo commento

Commenti (11)


  1. Anche io sono stato sull’Ubac ,ma c’era un po’ piu’ di neve prima del colle della Lausa;e’ stata davvero una splendida gita,Complimenti.Ciao Massimo.

  2. cuneotrekking


    Ciao Massimo, ho scoperto le tue gite andando a curiosare su “Gulliver” (anche quella sulla Testa dell’Ubac). Complimenti, sei veramente bravo a fare le innumerevoli cime che hai descritto, tipo il Roc della Niera, o la Tour Real che non credo siano tanto facili (ma quante ne hai salite solamente nel 2008!!!). Ora, quando avrò bisogno di consigli so a chi potrò rivolgermi.
    Ciao, Elio.


  3. Non credo che hai bisogno dei miei consigli per le tue gite, che sono sempre ben descritte e interessanti.Quest’anno e’ andata bene,saro’ andato per monti circa 60 volte e moglie e figlio cominciano a brontolare.A parte gli scherzi,puo’ essere che ci incontriamo una volta tra le vallate della nostra provincia.Ciao,

  4. cuneotrekking


    Anch’io ho qualche volta (quasi sempre) da fare i conti con moglie e famiglia. Se dipendesse solo da me passerei almeno il 50% delle mie giornate in montagna, però capisco anche che è giusto ogni tanto fare qualche piccola rinuncia per le cose importanti. Sono anche convinto che così la gita agognata verrà ancor più apprezzata e goduta.
    Se continui con questo ritmo, è facile che prima o poi ci troveremo su qualche cima. Metti qualche tua foto su un’ escursione, almeno così ti potrò riconoscere.
    Ciao, Elio.


  5. Ciao Elio,non mi piace inserire foto mie sui siti,preferisco le montagne;comunque se vuoi possiamo organizzare qualche gita insieme visto che abitiamo vicino. Il mio mail lo conosci ciao Massimo.

  6. Marco Alessandria


    Ciao, sai dirmi qualcosa sulle condizioni del bivacco Vigna? Coperte, materassi, punti acqua nelle vicinanze?
    Grazie

    • cuneotrekking


      Ciao Marco, sono stato al Bivacco Vigna quell’unica volta. L’ho ispezionato dal di fuori ma non ci sono entrato, quindi non ti so dire di più. Proprio oggi sono stato nel Vallone di Pontebernardo e ti posso dire che lassù c’è ancora tanta neve. Non ricordo comunque si trovi acqua da bere nelle vicinanze del bivacco.
      Ciao, Elio.

  7. Marco Alessandria


    per tanta neve vuol dire che per la testa dell’ubac potrebbero servire ramponi e piccozza?

    • cuneotrekking


      Troverai sicuramene neve nella parte alta del Vallone, specialmente sull’ultima rampa che porta verso il Colle della Lausa. Oltre non dovrebbero esserci problemi. Secondo me è sempre meglio portarsi dietro qualcosa in più che in meno (vedi ramponi e piccozza) anche perchè potresti rischiare di non poter salire senza questi attrezzi.
      Ciao.

  8. Marco Alessandria


    grazie mille per i consigli


  9. Ciao a tutti.
    Spulciando nel sito per trovare qualcosa da fare per oggi in solitaria, tra le gite più vecchie inserite mi spunta questa Testa dell’Ubac è ho esclamato “E’ vei, Mi e mai fara!”. per chi non è avvezzo al piemontese ho detto “E’ verò, non l’ho mai fatta!”. E scusate, non so scriverlo bene.
    Non mi resta che compiere questa escursione, così alle 7:15 sono già ai Prati del Vallone, danno un graduale peggioramento del tempo lungo la tarda mattinata ed il primo pomeriggio.
    Ci sono 12 gradi e sono all’ombra, niente vento.
    La salita procede inizialmente su mulattiera fino al bivio con il Colle di Stau, poi diventa un sentiero ben visibile.
    Devo risalire per intero il Vallone di Pontebernardo.
    Al Rifugio della Lausa spunta il Sole.
    Se devo muovere una critica a questo percorso è che non ci sono tacche per segnarlo, non ci si perde comunque visto il sentiero ben tracciato.
    Dopo il rifugio il panorama cambia totalmente, da quel punto i prati ed il verde in generale lasciano definitivamente il posto alla roccia.
    Arrivo al bivio a destra con il Colle di Vens che lascio perdere per procedere a sinistra, in alto a sinistra compare il canalino di risalita verso il Colle della Lausa.
    Uno dei miei timori era che ci fosse ancora neve per via della sua esposizione a Nord e per la poca luce che riceve, invece trovo la via sgombra con solo i lati ancora innevati in maniera irregolare. Ma i problemi non sono finiti.
    La pendenza è davvero sostenuta e si cammina su sfasciumi e ghiaia per niente stabile, infatti per arrivare al colle faccio una fatica boia, in compenso qui ci sono evidenti tacche rosse a differenza che a valle.
    Al colle trovo il vicino Bivacco Vigna dove due francesi si apprestano a lasciarlo dopo la notte passata li dentro, il valico è posto sul confine Italia/Francia.
    Qui compare la finalmente la mia destinazione, ora devo scendere in Francia.
    Qui inizia un altro problema: la via si vede poco per la natura del percorso su pietraia ed inoltre non è segnata benissimo, pochi ometti di pietra, è facile perdersi.
    Ed infatti decido di puntare a vista verso la Bassa dell’Ubac, da li l’ultimo strappo verso la vetta.
    Alle 10 in punto sono dalla croce a 2991 m.
    Il panorama è grandioso: spazia fino al Monviso ed all’Alta Valle Maira, in Francia ottima vista sulla Val de la Tinèe, in più le vicine cime sono tutte impervie e rendono il posto davvero selvaggio.
    Il tempo inizia a guastarsi un po’ ed inoltre c’è un forte vento freddo che rende la mia permanenza sulla cima molto breve, infatti dopo 20 minuti inizio la discesa, non si riesce a stare oltre.
    Incontro subito un signore che sta arrivando in cima.
    La mia idea era quella di entrare nel bivacco Vigna per mangiare pranzo al riparo dal vento, arrivato al bivacco appena aperto vengo investito da un forte odore di kerosene.
    Non riesco a stare li dentro…
    Così decido di scendere più in basso, la discesa sul canalino detritico si rivela difficoltosa, un paio di volte mi sono lasciato scivolare dalla ghiaia che muovevo e che scivolava a valle.
    Ad ogni modo nel vallone il vento non c’è e quindi posso trovarmi un posto per sostare, lo trovo vicino al bivio con il Colle di Vens.
    Il resto della discesa niente da segnalare, a fine percorso incontro qualche merenderos a passeggio e qualche escursionista ritardatario.
    Al rifugio incontro un mio collega di lavoro in Valeo e mi fermo un po’ a parlare con lui.
    Alle 13:30 sono dalla macchina e ritornando presto verso casa non ho trovato il traffico classico di fine giornata della Valle Stura, con camper, moto ed auto che scendono dalla Francia.
    Una bellissima gita lontano dalle mete più famose in cui si può gustare un ambiente estremamente selvaggio, e la zona è davvero bella di suo, senza contare il panorama dalla vetta.
    Da fare assolutamente ma con le condizioni perfette, mi sento di sconsigliarlo in caso di nebbia o di terreno bagnato per i motivi che ho descritto in precedenza.
    Un saluto da Mattia da Mondovì.