Escursione alla Testa dell’Ubac – 2991 m – Valle Stura

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23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

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La Testa dell’Ubac , con la Rocca Brossé (2988 m) , il Tenibres (3031 m) e la Rocca Rossa (2995 m), va a chiudere a semicerchio, a sud-ovest, il Vallone Superiore del Piz. La via normale per la salita, quella che ho seguito, parte dal Rifugio Talarico (1712 m), (accesso stradale da Pontebernardo, direzione Murenz e poi Prati del Vallone). L’escursione, fatta in condizioni normali, non è difficile. Eventuali complicazioni possono trovarsi, dopo aver superato il Rifugio della Lausa (2404 m), nel vallone pietroso superiore e nel superamento del canalone detritico che porta al Passo o Colle della Lausa. Il tratto di salita sulla punta non presenta difficoltà, ma è consigliata ad escursionisti esperti. È stata una piacevole camminata, non troppo faticosa, molto appagante per la vista che si gode dalla cima. Tempo impiegato per la salita: ore 2 e 45 minuti.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.290 metri circa
  • Altitudine partenza: 1.700 metri
  • Altitudine massima: 2.991 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Passo, Rifugio, Vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Lunedì 13 ottobre avevo già provato ad affrontare questa escursione. Mano a mano che percorrevo la Valle Stura notavo che il cielo diventava sempre meno promettente. Sperando in un miglioramento, avevo ugualmente raggiunto in macchina il Rifugio Talarico e iniziato la salita. Quando oramai mi trovavo in vista del Rifugio della Lausa, incominciò a venire giù una pioggerellina insistente che mi costrinse a rinunciare.

Quattro giorni dopo, venerdì 17 ottobre 2008, eccomi di nuovo qui. Finalmente oggi la giornata sembra nettamente migliore. Posata l’auto nei pressi del Rifugio Talarico inizio l’ escursione alle 8:00 precise. Non c’è nessun altro nei paraggi. Muovo i primi passi verso il vallone centrale seguendo la strada che, dalla piana erbosa, sale verso il Colle di Stau (2500 m, percorso GTA). Dopo alcuni tornanti abbandono la carrareccia per prendere, a sinistra, il sentiero (segnalato) che va in direzione del Rifugio Lausa. Con piacevole percorso a zig-zag , non faticoso, in mezzo a larici con marcati colori autunnali, risalgo questa parte di vallone che porta in una prima conca pietrosa. A sinistra (ometto), lascio il sentiero che, scavalcato un rio, si inoltra nel canalone detritico verso il Passo di Vallone (2780 m). Più sopra, alla mia destra e sotto una parete di roccia, compare, abbarbicato su un ripiano, il Rifugio della Lausa (2404 m).

Verso il Rifugio della Lausa (2404 m, quasi mimetizzato verso il centro della foto)

Per raggiungerlo, il sentiero si inerpica e supera, sulla sinistra orografica del Vallone, alcuni pendii erbosi alternati. Lo raggiungo alle 9:10. (Il rifugio è privato; per le chiavi occorre rivolgersi all’albergo Barricate di Pontebernardo). Non è il classico bel rifugio alpino, ma una semplice ex casermetta, come se ne vedono molte sui nostri valichi, riadattata.

Il sentiero continua (qualche tratto in frana) verso il centro della bastionata rocciosa e si porta a ridosso del vallone superiore. Poche decine di metri prima devo arrestare la mia marcia per qualche minuto poiché due stambecchi maschi sono in mezzo al sentiero e non hanno nessuna voglia di spostarsi. Alla fine mi devo cercare un percorso alternativo e, per non disturbarli, risalgo alla meglio un tratto abbastanza ripido.

Giunto sulla bastionata, il paesaggio cambia decisamente aspetto e diventa più severo. Ora sono i massi che la fanno da padrone. Qualche centinaio di metri più avanti, la mulattiera passa nelle vicinanze di una torretta di pietre (2514 m) eretta a ricordo dell’alpinista Cesarino Giusta, mentre con la coda dell’occhio intravedo, oltre, il canalone che dovrò affrontare e che conduce dritto al colle della Lausa. Poco più avanti lascio sulla mia destra un sentiero che sale al Colle di Vens (palina).

Passo e Cima sud di Vens

Ora bisogna prestare un po’ di attenzione perché in mezzo a questa pietraia la mulattiera, a tratti, scompare ed occorre seguire gli ometti di pietra. La direzione, comunque, è abbastanza evidente. Nel canalone poi le tracce tornano ad essere visibili.

Il canalone che conduce al Colle della Lausa

Oggi è più semplice proseguire perché il terreno è gelato, perciò sono più stabili i sassi che di solito tendono a franare.

Poco più su trovo anche un po’ di neve ghiacciata su cui lo scarpone non fa presa. Arrivo comunque in vista del bivacco Vigna (costruzione addossata ad una parete di roccia), e poi, pochi metri dopo, al Colle della Lausa (2875 m) che mi saluta con un bel sole (il primo da questa mattina).

Dal Colle della Lausa si intravede il tetto del Bivacco Gino Vigna

Sono ora le 10:15. Il mio sguardo ora abbraccia la Val de la Tinée e, in fondo a sinistra e più lontana, intravedo la meta di questa escursione.

Come appare la Testa dell’Ubac dal Colle della Lausa

Non mi rimane che scendere, su tracce, una cinquantina di metri e poi seguire un itinerario che taglia, con percorso a semicerchio (ometti), la base rocciosa delle Cime della Lausa portandomi, con salita leggera e costante, ai piedi della Testa dell’Ubac. Aggirate ora le prime rocce sulla sinistra, non mi resta che salire nella direzione di un grosso cippo di pietre che fa compagnia a due croci di vetta. Sono le 10:44.

Sulla cima

Da questo privilegiato punto panoramico ammiro la vicina vetta del Tenibres e tutto il vallone sottostante con il lago Mongioia.

In basso, il vallone superiore del Piz visto dalla Cima

A sinistra, imponente sul Vallone superiore del Piz, domina la Testa del Vallone (2970 m); ad est e sud/est svettano la Rocca Rossa, le cime di Schiantalà (sud 2905 m, centrale 2926 m, nord 2931 m), il Becco Alto dell’Ischiator (2996 m) ed il Corborant (3010 m). Nell’anfiteatro sottostante (ovest) sono ben visibili i lacs de Tenibre e, poco sopra, il Colle della Lausa da cui sono arrivato.

La vicina “Testa del Vallone” (2970 m)

I lacs de Tenibre (2572 e 2583 m)

Colle (o Passo) della Lausa dalla Testa dell’Ubac

Più lontano sono imponenti le Cime di Vens. Qualche passo più avanti (direzione nord) mi offre lo scorcio su ciò che rimane del ghiacciaio dell’Ubac.

Il panorama è superbo; peccato che il sole in questo periodo passi basso e, verso est, mi riesce difficile fotografare. Ad ogni modo rimango per 35/40 minuti in punta ad ammirare queste meravigliosi paesaggi e poi mi appresto a scendere. Mi soffermerò ancora qualche minuto ad osservare, da fuori, il Bivacco Gino Vigna (sempre aperto) per poi intraprendere la discesa del canalone. La pausa per il pranzo la farò al Rifugio Lausa e poi giù al Vallone di Pontebernardo. In tutto questo percorso non ho visto una sola persona, ma solamente stambecchi e camosci.

In discesa dal vallone superiore

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

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Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Bibliografia

In cima. 100 normali nelle Alpi Marittime

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Bruno Michelangelo

Blu Edizioni, 2012

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Vette delle Alpi dalla Liguria al Monviso

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Andrea Parodi

Andrea Parodi Editore, 1996

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (10)


  1. Anche io sono stato sull’Ubac ,ma c’era un po’ piu’ di neve prima del colle della Lausa;e’ stata davvero una splendida gita,Complimenti.Ciao Massimo.

  2. cuneotrekking


    Ciao Massimo, ho scoperto le tue gite andando a curiosare su “Gulliver” (anche quella sulla Testa dell’Ubac). Complimenti, sei veramente bravo a fare le innumerevoli cime che hai descritto, tipo il Roc della Niera, o la Tour Real che non credo siano tanto facili (ma quante ne hai salite solamente nel 2008!!!). Ora, quando avrò bisogno di consigli so a chi potrò rivolgermi.
    Ciao, Elio.


  3. Non credo che hai bisogno dei miei consigli per le tue gite, che sono sempre ben descritte e interessanti.Quest’anno e’ andata bene,saro’ andato per monti circa 60 volte e moglie e figlio cominciano a brontolare.A parte gli scherzi,puo’ essere che ci incontriamo una volta tra le vallate della nostra provincia.Ciao,

  4. cuneotrekking


    Anch’io ho qualche volta (quasi sempre) da fare i conti con moglie e famiglia. Se dipendesse solo da me passerei almeno il 50% delle mie giornate in montagna, però capisco anche che è giusto ogni tanto fare qualche piccola rinuncia per le cose importanti. Sono anche convinto che così la gita agognata verrà ancor più apprezzata e goduta.
    Se continui con questo ritmo, è facile che prima o poi ci troveremo su qualche cima. Metti qualche tua foto su un’ escursione, almeno così ti potrò riconoscere.
    Ciao, Elio.


  5. Ciao Elio,non mi piace inserire foto mie sui siti,preferisco le montagne;comunque se vuoi possiamo organizzare qualche gita insieme visto che abitiamo vicino. Il mio mail lo conosci ciao Massimo.

  6. Marco Alessandria


    Ciao, sai dirmi qualcosa sulle condizioni del bivacco Vigna? Coperte, materassi, punti acqua nelle vicinanze?
    Grazie

    • cuneotrekking


      Ciao Marco, sono stato al Bivacco Vigna quell’unica volta. L’ho ispezionato dal di fuori ma non ci sono entrato, quindi non ti so dire di più. Proprio oggi sono stato nel Vallone di Pontebernardo e ti posso dire che lassù c’è ancora tanta neve. Non ricordo comunque si trovi acqua da bere nelle vicinanze del bivacco.
      Ciao, Elio.

  7. Marco Alessandria


    per tanta neve vuol dire che per la testa dell’ubac potrebbero servire ramponi e piccozza?

    • cuneotrekking


      Troverai sicuramene neve nella parte alta del Vallone, specialmente sull’ultima rampa che porta verso il Colle della Lausa. Oltre non dovrebbero esserci problemi. Secondo me è sempre meglio portarsi dietro qualcosa in più che in meno (vedi ramponi e piccozza) anche perchè potresti rischiare di non poter salire senza questi attrezzi.
      Ciao.

  8. Marco Alessandria


    grazie mille per i consigli

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