Escursione alla Testa dell’Autaret – 2763 m – Valle Stura

La Testa dell’Autaret, da non confondersi con la Tête de l’Autaret della Valle Varaita, è situata sul confine con la Francia al fondo e sulla sinistra del lungo vallone di Collalunga.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.160 metri circa
  • Distanza: 16,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.663 metri
  • Altitudine massima: 2.763 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Lago, Rifugio, Vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Le previsioni del tempo danno buono per la mattinata di venerdì 29 luglio 2011. Mi sento con Riccardo ed insieme decidiamo di tornare in Valle Stura con l’obiettivo della salita alla Testa dell’Autaret. Risalita con l’auto tutta la Valle fino a Bagni di Vinadio, proseguiamo fino a San Bernolfo.

Verso le 7:30, lasciata l’auto nel parcheggio antistante la borgata (1663 m) e oltrepassato il ponte sul torrente Corborant, ci dirigiamo verso il Colletto del Laus. Dopo pochi passi in discesa, non teniamo conto della diramazione che scende verso Callieri e continuiamo, seguendo alcune scorciatoie, sulla bella sterrata che si inoltra nella pineta.

Una mezz’oretta di cammino ci porta al Rifugio De Alexandris (1910 m) dove facciamo il pieno d’acqua fresca alle borracce in compagnia di un nutrito gruppo di ragazzi francesi che lì ha pernottato. Proseguiamo poi verso il Colletto del Laus lasciando poco prima, sulla destra, il sentiero che sale alla Rocca di San Bernolfo.

Dal Colletto (1950 m) una piccola scorciatoia ci porta in discesa lungo le sponde del bel lago del Laus (1913 m) per proseguire sulla sterrata nell’ampio e lungo vallone di Collalunga. Pochi metri più avanti lasciamo sulla sinistra un sentiero che porta, al di là del rio, verso il Colle di Guercia. La strada continua il suo percorso centralmente rispetto al vallone eseguendo, più avanti, una serpentina che porta in direzione di una evidente bastionata rocciosa che racchiude il lago di Mezzo (2282 m).

 

Al centro, il Lago di Mezzo appena superato

Oltre il lago continuiamo la nostra marcia su una scorciatoia che elimina alcuni tornanti, raggiungendo una fontana che ha il pregio di scaturire da una roccia.

La fontana che sgorga da una roccia

Poco più avanti raggiungiamo l’ex casermetta dove c’è il famoso manufatto a forma della prua di una nave.

il manufatto a forma di “prua di nave”

La cararreccia prosegue sulla sinistra di una seconda bastionata rocciosa e va a raggiungere la riva del primo dei laghi di Collalunga (2429 m). Lo contorniamo a sinistra e in pochi minuti ci portiamo nei pressi del Passo di Collalunga (2533 m). Salendo si ha l’opportunità di vedere, un po’ nascosta e protetta, la cima est della Testa dell’Autaret.

le cime dell’Autaret, viste dai pressi del Passo di Collalunga

Senza raggiungere il Passo proseguiamo sul sentiero che continua e transita vicino ad una trincea. Poco più avanti, ad un bivio, prendiamo a destra e continuiamo la salita con alcuni zig-zag sulle rampe finali che conducono alla Cima ovest (2754 m). Si prospettano ottimi scorci panoramici sul vallone e sui vari laghi che abbiamo costeggiato ed anche sul lontano Corborant.

A sinistra i laghi di Collalunga; a destra il lago di Mezzo

Nei pressi della Testa dell’Autaret

Aggirando verso destra la cima ovest, proseguiamo superando un ripido ed esposto costone raggiungendo il colletto a metà tra le due cime, su cui è collocato in posizione precaria manufatto ex militare in cemento. La cima più alta, a due passi da lì, la raggiungiamo alle 10:20.

Purtroppo alcune nuvole vengono ad offuscare i bei panorami che pensavamo di vedere verso ovest. In ogni caso intravediamo ancora bene il la Cima di Collalunga (2759 m) e il lontano Corborant (3010 m). Ad est scorgiamo la Testa Rugnusa della Guercia e sotto di noi il vallone che abbiamo percorso in precedenza.

Il manufatto di cemento posto fra le due cime

Panorama dalla cima principale

La cima

Panorama verso ovest

Riccardo sulla cima

In basso, il vallone di Collalunga

Tornati sui nostri passi, scendiamo per il pranzo fino al lago del Laus, sempre ottimo punto per passare qualche ora in tranquillità.

Ritorno verso il lago del Laus

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

Carta n. 112, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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