Escursione alla Testa Gias dei Laghi – 2739 m – Valle Stura

La Testa Gias dei Laghi (2739 m), come la Punta Maladecia (2945 m), il Monte Aver (2945), il Monte della Valletta e la Cima Lombarda (2801 m) è situata sul divisorio tra il Vallone di Sant’Anna e quello di Riofreddo. Tutte queste cime fanno corona ad est del Santuario di Sant’Anna di Vinadio (2010 m).

Accesso in auto:

Da Vinadio si prende la strada che sale al Santuario di Sant’Anna. Dopo una decina di chilometri la si abbandona e si procede, a sinistra, in direzione del colle della Lombarda. Percorsi 5 chilometri (cartello chilometrico) si arriva presso due tornanti dove, per breve tratto, la strada si sdoppia. 50 metri dopo si trova posto nel parcheggio sterrato sulla destra (2189 m). Sul lato opposto della strada inizia il sentiero dell’escursione (ma non ci sono cartelli indicatori).

Dati tecnici

  • Ascesa: 550 metri circa
  • Distanza: 5,6 km circa
  • Altitudine partenza: 2.189 metri
  • Altitudine massima: 2.739 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Giovedì 6 agosto 2009. Dopo aver salito l’altro ieri la Cima Est del Matto, scelgo una meta più facile e tranquilla. Oggi Valerio mi fa compagnia. E’ l’unica punta, tra quelle menzionate sopra, che non ho mai salito e questa lacuna mi premeva colmarla da tempo. Dato che il tragitto è breve ce la prendiamo molto comoda e partiamo alle 9:18. Il primo tratto in leggera salita si svolge su sentiero che transita attraverso alcuni bellissimi prati erbosi in fiore. Più avanti il sentiero passa nei pressi di una morena situata sotto le pendici ovest dell’Aver e poi, con alcuni tornanti, devia verso sinistra raggiungendo, al termine di una salita, il colle San Giovanni (2480 m).

Il Colle San Giovanni (2480 m)

Dal Colle San Giovanni verso la Cima Aver

Da questo punto si ha una bella visuale sulla comba Mourrè. Il sentiero degrada ora verso destra e poi torna sul fondo a risalire un ripido pendio di sfasciumi che culmina sull’intaglio del Colle dell’Aver (2585 m); qualche traccia sulla destra evita, in verità, questo tratto franoso, ma ce ne accorgeremo solamente una volta arrivati.

Il Colle Aver (2585 m) dal Colle S. Giovanni

Dal colle si gode una bella vista sul Lago soprano dell’Aver e, verso sinistra, sulla grande pietraia che culmina con la Cima della Testa Gias dei Laghi. A questo punto non rimane che risalire alcune roccette alla sinistra del colle per portarci alla base di questa lunga pietraia che percorreremo in tutta la sua lunghezza fin sotto la cima.

Dal colle Aver (2585 m) verso la Testa Gias dei Laghi (2739 m)

Il Colle San Giovanni visto dal Colle Aver

Il lago Aver

Il Colle Aver visto salendo verso la T. Gias dei Laghi

Alle nostre spalle, verso la cima (2745 m) e il colle (2585 m) Aver

Non rimane ora che risalire la pietraia e sbucare sul punto più alto (2739 m) dove un cippo di pietre ci attende.

Lunga pietraia prima della vetta

Sono le 10:40. Possiamo ora ammirare un grandioso panorama che spazia da Rocca la Paur all’Argentera, al vicino Malinvern. Sul lato opposto ci troviamo di fronte alla Punta Maladecia, salita lo scorso anno. A sinistra, in fondo al vallone, domina, 700 metri più in basso, il complesso di Sant’Anna di Vinadio.

La vetta

La Punta Maladecia (2745 m)

Sant’Anna di Vinadio e la balconata del giro ad anello dei quattro colli

Funs Ciarnier (2542 m) e Testa Ciairiliera (2638 m)

Dalla Cima verso l’Argentera

panorama verso il Monte Matto

Anche se secondo i canoni non sarebbe ancora ora, decidiamo di mangiare qui sulla punta, tanto più che il tempo è stupendo e non c’è un filo di vento. Mentre siamo intenti a consumare il nostro pasto, quattro stambecchi vengono a farci visita brucando a pochi metri da noi.

Prima di ridiscendere di nuovo al Colle dell’Aver facciamo ancora una puntatina su una vetta pietrosa senza nome (quota 2701) sormontata da una piccola croce lignea.

Dalla vetta senza nome (quota 2701) verso la Testa Gias dei Laghi

Ora non ci rimane che ridiscendere con tutta tranquillità alla nostra macchina.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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