Escursione alla Tête de la Frema – 3142 m – Valle Maira

La Tête de la Frema, montagna molto panoramica su tutto il gruppo del Chambeyron, si trova al termine del Vallone di Stroppia. Posta sul confine tra la valle dell’Ubaye, il Vallone di Stroppia e quello dell’Infernetto, è a poche centinaia di metri dall’Aiguille de Chambeyron.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.480 metri circa
  • Distanza: 18,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.686 metri
  • Altitudine massima: 3.142 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Lago, Passo, Rifugio, Vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

È tempo di ferie. Gli amici con cui sono solito andare in montagna sono stesi su qualche bella spiaggia a godersi un pò di sole. Essendo rimasto a casa non mi va di lasciare sfuggire malamente le poche giornate belle di quest’estate. Trovo in Martino, finalmente libero da esami all’università, il compagno ideale. Lo voglio portare in un bel posto, anche per cercare di fargli venire un pò di passione per la montagna. Quando penso a qualche bel posticino non posso fare a meno di ricordare quanti ne possa offrire la Valle Maira.

Venerdì 12 agosto 2011 risalgo con lui, per la quinta volta nell’arco di un mese, tutta la valle fino alla borgata di Chiappera. Proseguendo con l’auto ancora per un pochino sulla sterrata, ci portiamo alla piana di Stroppia (1686 m). Sono le 7:25. Il primo tratto di cammino, quello che sale ripido al rifugio Stroppia, lo percorriamo sul “sentiero Dino Icardi” S18 (segnavia giallo/blu) che inizia con una salita a zig-zag per la prima parte del pendio fino ad un traverso verso sinistra.

Una palina segnaletica (rifugio Stroppia) ci fa abbandonare la traccia che va ad inerpicarsi ripida sulle rocce, per condurci in leggera discesa sul ponticello in legno che scavalca il rio dove confluiscono le acque provenienti dalle cascate sovrastanti. Poco più in là una serpentina ci porta sul ripiano erboso situato a circa metà strada dal Rifugio Stroppia. Dal ripiano proseguiamo ancora un tratto su terreno franoso e ci portiamo all’imbocco del ripido percorso scavato nella roccia, nel lontano 1940, dal Battaglione Valcamonica, percorso che ci conduce fino al Rifugio Stroppia (2230 m). Dal Rifugio proseguiamo in direzione della cascata, che in questo momento è a secco, seguendo il sentiero che ne risale il lato sinistro e, superato il Passo dell’Asino (2309 m), ci troviamo sui bordi del Lago Niera (2302 m).

Dal lago Niera, inizio del vallone di Stroppia

Alle nostre spalle la Rocca Bianca (3021 m), la Cima di Stroppia e, appena visibile, il Sautron (3166 m)

Un piccolo tratto di salita ci conduce alla confluenza col vallone laterale del Sautron che lasciamo a sinistra (paline). Ora affronteremo un lungo tratto di sali scendi nell’interminabile vallone di Stroppia fin verso il suo fondo. Dopo circa 4850 metri di cammino dalla Piana di Stroppia troviamo il bivio per il Colle Infernetto che lasciamo a destra. Notiamo che i tempi di percorrenza segnati sulle varie paline incontrate non sono molto attendibili, per cui non li consideriamo. Dopo altri 650 metri di cammino raggiungiamo il bivio per il Colle Nubiera che lasciamo a sinistra. Ancora un pò di percorso sinuoso in salita tra le rocce ed ecco apparire, al fondo, il Colle di Gippiera. Ora piegheremo a destra incuneandoci tra il Brec de Chambeyron e la Tête de la Frema.

Raggiungiamo il bivacco Barenghi (2815 m), alto sulle sponde del Lago di Vallonasso di Stroppia, intorno alle 10:05.

Il lago del Vallonasso di Stroppia e la Tête de la Frema a destra

Salendo sul sentiero verso il Col di Gippiera

L’imponente mole del Brec de Chambeyron (3389 m)

Martino ha qualche problema con gli scarponi e decide di fermarsi al bivacco. Intendendo proseguire, una decina di minuti dopo mi metto in cammino per il Colle di Gippiera (2948 m). Dal Barenghi ridiscendo di qualche metro in pietraia per ricongiungermi, più avanti, al sentiero che sale abbastanza ripido al Colle. Incrocio parecchi gruppi di francesi che stanno facendo dei trekking attorno al Brec de Chambeyron. Dalla Gippiera parte una traccia a zig-zag ben visibile che sale ripida il costone occidentale della Tête de la Frema.

Lac des Neuf Couleurs visto dal Col di Gippiera

Col di Gippiera (2948 m)

Durante la salita mi fermo ogni tanto per contemplare il Bivacco Barenghi, ormai ridotto ad un puntino, ed il lago di Vallonasso di Stroppia, sempre più distante, che si staglia turchese tra le rocce.

Lago del Vallonasso di Stroppia e bivacco Barenghi, durante la salita alla Tête de la Frema

Senza alcun pericolo mi porto presto nelle vicinanze della Cima; aggirando gli ultimi spuntoni rocciosi, mi trovo, quaranta minuti dopo aver lasciato il Bivacco, alla croce di vetta.
In compagnia di un simpatico francese col cane, ammiro verso nord-ovest l’Aiguille de Chambeyron (3412 m), più a nord la Tête de l’Homme (3202 m), il Ciaslaras (3005 m) appena salito cinque giorni fa, il Brec de Chambeyron (3389 m) e l’immenso vallone di Stroppia con la lunga serie di cime superiori a tremila metri.

A pochi metri dalla cima della Tête de la Frema

In cima alla Tête de la Frema

Veduta sul vallone dell’Infernetto

Lago del vallonasso di Stroppia e Brec de Chambeyron visti dalla Cima

Dal gentile transalpino mi faccio scattare una foto ricordo e poi ridiscendo velocemente, in sua compagnia, verso il bivacco Barenghi dove Martino mi sta aspettando per il pranzo.

Qui troviamo e facciamo conoscenza con un gentile Signore di Bra, ex capitano di mare di lungo corso, grande appassionato di montagna. Facciamo anche conoscenza col figlio dello scomparso Dino Icardi, su al Barenghi in compagnia di due ragazze per un’escursione.

Ritorno al lago del Vallonasso di Stroppia

Al Barenghi, foto ricordo con Martino e, al centro, il figlio di Dino Icardi

Durante la discesa, veduta sui laghetti nei pressi del bivacco Barenghi

Per il ritorno ricalchiamo le orme della mattina contemplando il magnifico e verdeggiante vallone di Stroppia. Dal Rifugio Stroppia ripercorriamo il tratto, in discesa, scavato nella roccia per continuare, infine, sul sentiero “Dino Icardi” fino alla Piana dove ci attende l’auto.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 111, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Valle Maira, Acceglio, Brec De Chambeyron

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Commenti (1)


  1. Bellissimo percorso fatto un mesetto fa proprio come nell’articolo, molto panoramico e non eccessivamente difficile.. a meno che si voglia provare a “inseguire” i tempi scritti sui cartelli, davvero troppo ottimistici!!

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