Escursione alla Tête de l’Homme (Brec de l’Homme) – 3202 m – Valle Maira

La Tête de l’Homme si trova al termine della Valle Maira, sul divisorio con la Valle dell’Ubaye. Data l’imponenza e la ragguardevole altezza, è molto ben visibile anche da lunga distanza. La cima offre la possibilità di godere una vista privilegiata sul gruppo del Chambeyron e su tutte le alte vette della Valle Maira.
Accesso in auto: Risalire da Dronero tutta la valle Maira fino all’ultima borgata di Chiappera. Continuare ancora per qualche chilometro sulla strada che prosegue in salita alla sinistra della rocca Provenzale verso le grange Collet. Lasciare l’auto in uno spiazzo un centinaio di metri oltre il bivio per il vallone dell’Infernetto, appena prima delle grange Collet.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.450 metri circa
  • Distanza: 15,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.980 metri
  • Altitudine massima: 3.202 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Lago, Passo, Rifugio, Vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Dai cartelli indicatori (Colle dell’Infernetto) iniziamo un primo tratto di ripida salita tendente a spostarsi verso la sinistra dell’ampio e verde vallone. Il sentiero, ben marcato, porta al superamento di una prima balza; proseguendo nella medesima direzione si raggiunge una seconda balza, dove recentemente è stato posto un prefabbricato adibito a riparo dei margari; si continua poi sul lungo falsopiano dove, al termine, il sentiero riprende con un’impennata spostandosi verso sinistra.

Nel pianoro superiore, sede anche di un bel lago, troviamo quasi subito alcuni cartelli indicatori per il Colle dell’Infernetto e il Passo Terre Nere. Seguendo quello verso il Passo di Terre Nere, proseguiamo nel centro del vallone sede di altri graziosi laghetti. Al termine, poco prima della testata, approdiamo ad un ultimo lago.

Ecco la Tête de l’Homme al centro della foto, vista dal bivio per il Colle dell’Infernetto

Dall’ultimo laghetto dell’Infernetto iniziamo la salita in pietraia

Da questo punto, se si volge lo sguardo in alto verso sinistra, si notano chiaramente strati di rocce tendenti al nero. Quella sarà la nostra direzione di salita. Gelu ci abbandona per il Ciaslaras. Continuiamo il percorso in tre.

Poco prima di raggiungere il sentiero Cavallero proveniente dal Colle del Ciaslaras, visibile al fondo

Iniziamo quindi a salire al meglio la pietraia in direzione del canalone nerastro che sta alla base della cuspide della Tête de l’Homme. L’avanzamento su detriti mobili è faticoso e cessa quando, a circa metà salita, incrociamo il sentiero “Roberto Cavallero” proveniente dal Colle del Ciaslaras.

Ora finalmente possiamo seguire le numerose tacche rosso/blu e risalire con più facilità le tracce che convergono alla base di un imbuto aperto tra pareti rocciose diventate più ripide.

La ripida pietraia da salire; sono ora evidenti le tracce del sentiero Cavallero che conducono in alto verso le le rocce nerastre

L’imbuto da dove ha inizio il tratto esposto

Qui, una catena facilita il primo tratto di salita. Dopo una decina di metri ci spostiamo in un anfratto roccioso nascosto verso sinistra, sempre con il supporto della catena. Il punto più esposto e strapiombante del percorso lo troviamo subito dopo, su un’aerea cengia di circa sei metri di lunghezza per una trentina di centimetri di larghezza.

Gianni alle prese con la salita

La cengia con il tratto di maggiore esposizione

Gianni in un passaggio delicato della cengia

Superato infine un saltino di roccia, sbuchiamo sul Passo Terre Nere (3035 m) che si manifesta sulla valle dell’Ubaye con un grandioso paesaggio comprendente il Lac des Neuf Couleurs e il maestoso gruppo del Chambeyron. Qui le difficoltà tecniche sono praticamente terminate.

Arrivo al Passo Terre Nere (3035 m)

Dal passo, per tracce, scendiamo di qualche metro spostandoci gradualmente verso nord. Superata, più avanti, una piccola spaccatura di roccia andiamo a salire una ripida fascia di detriti che porta al raggiungimento di una spalla prospiciente sul vallone del Marinet.

In salita verso la Cima con l’Aiguille de Chambeyron alle spalle

Durante la salita, scorcio con vista sul Ciaslaras

A questo punto, svoltando a destra (est) saliamo al meglio tra le rocce fino a raggiungere, in pochi minuti, l’aerea cima. Due minuscole croci rendono più viva e piacevole questa punta. Ma ora dobbiamo ammirare il grandioso panorama che si prospetta a 360°. L’Aiguille de Chambeyron con tutto il suo contorno di cime secondarie la fa da padrone; rivedo la Tête de la Frema, salita pochi giorni prima. La giornata è meravigliosa, siamo fortunati a trovarci in un posto così bello, in più possiamo prendercela con calma. Abbiamo tutto il tempo per gustare il meraviglioso paesaggio da quest’altezza. Un’aquila reale, davanti a noi, fa la spola, senza battere le ali, tra l’Aiguille e la nostra cima.

Sulla Tête de l’Homme

Veduta verso il Vallone del Marinet

Aiguille de Chambeyron vista dalla Cima

Dopo esserci riempiti gli occhi di magnifici paesaggi e le foto di rito ci decidiamo a ridiscendere verso il Passo Terre Nere. Seguendo poi un itinerario ad anello, ci immettiamo sul sentiero Cavallero che prosegue nella direzione del Lac de Neuf Couleurs. Nei pressi del lago dobbiamo superare un tratto antipatico di rocce rotte abbastanza noioso ritrovando poi il sentiero che riprende la salita verso il Colle di Gippiera.

Nel tratto antipatico presso il Lac des Neuf Couleurs

Dal colle non ci rimane che scendere al Bivacco Barenghi, dove abbiamo intenzione di fermarci a pranzare. Il posto è abbastanza affollato, ma troviamo una grande pietra che fa al caso nostro.

Quando ormai siamo quasi pronti per iniziare la discesa incontriamo tre simpatiche ragazze: Elisa, Elena e Manuela che ci chiedono consigli per il ritorno. Le convinciamo a seguire il percorso “Dino Icardi” attraverso il Colle dell’Infernetto (palina dal bivacco). Noi partiamo con qualche minuto di ritardo ma avremo occasione di reincontrarle e far loro compagnia.

A qualche centinaio di metri dal bivacco passiamo alti su due begli specchi d’acqua. Poi il sentiero, in leggera discesa, tende ad aggirare il costone della Cima della Finestra di Stroppia.

Arrivo al bivacco Barenghi

Elisa, Manuela ed Elena in discesa dal Barenghi

Dopo un corto sali-scendi si accede ad una conca appartata dove, in amena posizione, è ubicato il bellissimo lago della Finestra (2794 m).

Lo stupendo lago della Finestra

Continuando il nostro cammino in leggera salita raggiungiamo un varco. Il sentiero poi inizia una lenta discesa andando a tagliare una parte scoscesa e detritica e infine raggiunge il Colle dell’Infernetto (2783 m). La discesa successiva, su terreno friabile, non desta preoccupazioni e in poco tempo ci troviamo nel vallone dell’Infernetto alla base del canalino.

Qui, Gelu che ha terminato il suo giro in solitaria ci sta aspettando per l’ultimo tratto di discesa insieme. Una piccola pausa per gustare il suo buon genepy e poi giù per l’ultimo tratto in loro compagnia.

Ritorno nel Vallone dell’Infernetto

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Escursione alla Cima Sud Argentera, 3297 m – Valle Gesso

Precedente Escursione alla Tête de la Frema – 3142 m – Valle Maira

Cartografia essenziale

Carta n. 111, 1:25.000

Carta n. 111, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Maira, Acceglio, Brec De Chambeyron

Vedi su Amazon
Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Bruno Rosano

1:20.000

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (9)

  1. gianni (tranta)


    ciao elio e compagni grazie per la bellissima giornata passata assieme..e grazie a voi sono riuscito a concludere tutto il giro del cavallero!! è per me una bella soddisfazione..:)intanto continueremo a fare delle belle escursioni!!

    • cuneotrekking


      Ciao Gianni, siamo noi a ringraziare te che, nonostante una settimana passata interamente sulle montagne, hai ancora avuto la forza e la volontà di accompagnarci fin sulla Cima. E’ stata una bellissima escursione che vorrò presto ripetere con Valerio per fargli godere questi spettacoli della natura.
      Ciao, grazie ancora e… alla prossima!!!


  2. Come sempre complimenti per le fantastiche foto e le descrizioni esaustive dei vostri itinerari. LeggendoVi mi è venuta l’ispirazione per un giro ad anello di 2 giorni. Primo giorno salita al bivacco Barenghi per il colle dell’Infernetto, secondo giorno salita alla Tete de la Frema, Tete dell’Homme, monte Ciarlaras ed infine discesa al colle Maurin. L’unica mia perlessità è il passo di Terre Nere: come lo vedete in discesa? La descrizione del Roberto Cavallero reperita su “La Ghironda” consiglia di munirsi di imbrago. Per farVi intendere la nostra preparazione Vi indico le cime fatte quest’anno: Pelvo, Frisson, Punta Dante per gola delle forciolline e Rocca la Meja.
    Grazie fin d’ora per le indicazioni che saprete darmi e ancora complimenti!
    Chicca

    • cuneotrekking


      Ciao Chicca. Grazie per i complimenti.
      Brava, hai intenzione di compiere un magnifico trekking nei posti più belli della Valle Maira. Leggendo le cime che hai fatto quest’anno, direi che non dovresti avere problemi. Se avrai la fortuna di trovare belle giornate come oggi, farai un fantastico giro. Venendo al Passo di Terre Nere, ti consiglierei anch’io un imbrago. Non per altro, ma per avere quella maggiore sicurezza data dal sapere che se ti viene un capogiro non ti può succedere niente. Passata quella ventina di metri, il restante percorso non presenta problemi. Fammi poi sapere com’è andata.
      Ciao e auguri per un buon trekking. Elio


      • Grazie per le preziose indicazioni ed ancora complimenti per il blog, nella lista dei miei “preferiti”!.
        Mi permetto di segnalarvi la gita a Punta Dante: autentico balcone privilegiato sul Re di Pietra. Noi siamo saliti passando per la Gola delle Forciolline (brevi passaggi attrezzati) ed il bivacco Boarelli. Il percorso è segnato da ottime tacche gialle. Per la discesa, tornati al Boarelli, abbiamo percorso un anello passando per il bivacco Berardo. Altra possibilità di discesa dal colle di Dante è nel vallone del bivacco Bertoglio.
        Comunque non mancherò di informarvi sul nostro trekking e di seguire le vostre gite!!
        Ciao. Chicca

        • cuneotrekking


          Ciao Chicca, terremo presente le segnalazioni precise per la Punta Dante. E’ una zona che non conosciamo ancora abbastanza, ma solo per la lontananza da casa nostra. Grazie anche per aver inserito il blog nella lista dei preferiti.
          Ciao e a presto, Elio


  3. Ciao volevo chiedere un info: il canale sud ovest che si prende dal lago 9 colori e diverso dall itinerario sopra descritto? Perché nel libro nelle alpi del sole parodi da il canale sud ovest come via normale….Grazie in anticipo

    • Cuneotrekking


      Ciao Andrea. Premesso che non ho letto l’itinerario seguito da Parodi, da come mi dici posso pensare che abbia fatto quel percorso in un momento in cui c’era ancora neve sull’itinerario. Quella che abbiamo fatto noi al ritorno dalla cima è la via normale. Praticamente si segue il percorso Cavallero (segnato con tacche rosso/blu) fino al Passo di Terre Nere. Da qui, si prosegue sulla traccia che abbiamo descritto nell’itinerario fino alla cima. Elio


  4. Ok grazie mille

Il tuo commento