Escursione alle tre croci del Monte Bracco (Monbracco) da Sanfront – Valle Po

Il monte Bracco, o Monbracco, è un monte molto caro ai saluzzesi. Sulle sue alture ogni comune confinante ha voluto imprimere un proprio sigillo issando una croce. L’itinerario parte da Sanfront dirigendosi alla croce di Rifreddo per proseguire a quella di Envie e in seguito, dopo una pausa al rifugio Mulatero, a quella di Sanfront prima di tornare al rifugio Miravidi dal combale Tofu.

Da Saluzzo salire nella valle Po e raggiungere Sanfront. Appena prima del semaforo svoltare a destra e percorrere un tratto di strada che costeggia poco dopo una centrale elettrica e attraversa il fiume Po. Svoltando poi verso sinistra al tornante, percorrere un tratto di strada fino alla cappella della Madonna delle Grazie dove, appena prima, si svolta su una ripida stradina asfaltata che raggiunge il parcheggio del rifugio Miravidi. Lì si lascia l’auto.

  • Ascesa: 900 m circa
  • Distanza: 9,1 km circa
  • Altitudine partenza: 600 m
  • Altitudine massima: 1.307 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: rifugio, vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Ci dev’essere qualcosa di speciale in questa montagna se anche Leonardo da Vinci si è scomodato a scriverne più di cinquecento anni fa.

Anche noi, che nel nostro piccolo la stiamo scoprendo solo ora, dopo averla frequentata abbiamo notato un qualcosa di speciale. Innanzitutto la posizione di questo monte, a metà strada tra la pianura e la montagna, impressiona per i colpi d’occhio verso la catena del Monviso e quelli che a 360° che abbracciano tutta la piana del Piemonte fino alle lontane montagne della Valle d’Aosta. In secondo luogo siamo rimasti stupiti dalla grande quantità di percorsi rurali che nel passato le popolazioni di queste vallate hanno tracciato. Infine, trovarci a vagare in questo ambiente roccioso inaspettato, costituito da gneiss scistosi che rendono il paesaggio particolarmente gradevole, affascinante e spettacolare.

La vegetazione presente è molto varia e muta a seconda dell’altezza. In basso la fanno da padrone i castagni, mentre più si sale più si nota una notevole presenza di noccioli, per finire con le betulle che riempiono la parte più alta del monte.

Non per altro i comuni limitrofi (Sanfront, Revello ed Envie), quasi per prenderne possesso e voler escludere definitivamente ogni altro pretendente, hanno voluto significare la loro appartenenza a questo monte issando ognuno la propria croce.

11 dicembre 2018. Dal parcheggio del rifugio Miravidi seguiamo le indicazioni per meire Motetto imboccando una stradina in discesa. Dopo qualche centinaio di metri una seconda indicazione ci fa svoltare a sinistra e seguire una stradina lastricata nel bosco tra castagni e betulle raggiungendo dapprima le case Occelli (700 m) poi la fonte Motetto e infine la meire omonima (750 m).

Dopo l’ultima casa della borgata le indicazioni per la croce di Rifreddo ci fanno svoltare a sinistra. Ora ci attende una salita impegnativa che non dà tregua, che va a seguire un costone di terreno misto a rocce lisce e foglie secche.

In tutto questo tratto le betulle e qualche alberello di sorbo ci fanno da contorno abbellendo la visuale e il paesaggio verso l’onnipresente Monviso oggi splendente più che mai.

Interessanti anche le vedute retrostanti sulla pianura. A quota 930 metri lasciamo a sinistra un percorso che conduce alla fonte dell’Orso e al rifugio Mulatero.

Proseguendo a destra in direzione della soprastante Rocca Piston il percorso diventa più vario quando, appena oltre, inizia ad intrufolarsi tra gli strati rocciosi (dotati in alcuni punti di catene) che rendono questo tratto molto particolare.

Ogni tanto compare a nord, e ancora distante, il luccichio della croce di Rifreddo che ci indica la direzione da seguire. Dopo un sinuoso percorso e dopo aver superato altri strati di rocce accatastate, raggiungiamo finalmente il nostro primo obiettivo: la croce di Rifreddo.

Dopo una breve pausa riprendiamo la marcia salendo ancora qualche metro verso la parte rocciosa soprastante. Da questo pulpito il panorama si amplia verso la pianura. Poi il sentiero riprende con una svolta verso sinistra e un attraversamento laterale (direzione ovest) con leggere salite e discese all’interno di un noccioleto.

Il tratto si interseca infine su una sterrata dove lasciamo, a sinistra, un breve segmento che porta nella direzione del rifugio Mulatero (ci torneremo dopo).

Svoltando invece a destra seguiamo la direzione croce di Envie trovando, più avanti, una segnalazione che lo colloca ad una ventina di minuti. Ci troviamo ora su una splendida balconata panoramica.

Proseguendo oltre abbandoniamo la strada nei pressi di una palina segnaletica, tra le betulle, che ci indirizza su un sentiero diretto alla croce di Envie.

Il tratto è breve ma piacevole perché man mano che ci avviciniamo alla meta offre degli scorci fotografici sorprendenti verso il poggio stratificato di rocce che sorreggono la croce. In breve il sentiero ci porta a raggiungere il rifugio Monbracco e, a destra, la grande croce di Envie dove possiamo finalmente godere un panorama grandioso verso i paesini della pianura, estendendosi poi fino alle cime della valle d’Aosta.

Dopo una prolungata sosta ci rimettiamo in cammino tornando sul sentiero seguito in precedenza per poi prolungare il tragitto al rifugio Stefano Mulatero (1204 m, fontana). Lì ci fermiamo per la sosta del pranzo.

La terza croce, quella di Sanfront, eretta nel luglio del 1966 a ricordo del vicario don Bruera, la andiamo a raggiungere poche centinaia di metri più a sud-ovest dopo un breve percorso tra le rocce.

Da qui il panorama è tutto rivolto a Sanfront.

Tornando in seguito verso il rifugio Mulatero iniziamo la discesa seguendo poco prima le indicazioni che ci ricondurranno al rifugio Miravidi attraverso il combale Tofu.

Nel vallone, seguendo le numerose e preziose indicazioni, passeremo presso alcune pareti rocciose dette “I Pilastrini” dove i climber si dilettano a scalare e, più in basso, dalla “placconata dei Serpenti”, quindi dal “torrione del Pissai” prima di immergerci nuovamente tra i castagni del fondovalle che sovrastano il rifugio Miravidi. La lunga discesa infine ci riporta presso il parcheggio del rifugio.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (2)


  1. Bella escursione! Bravi per darci sempre nuove idee!

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