Escursione autunnale al monte Ventasuso, 2712 m – Valle Stura

Escursione molto frequentata dagli sci alpinisti nel periodo invernale. Noi l'abbiamo percorsa in autunno, quando i colori tendono al marrone e al giallo dei larici. Il Ventasuso (l'Enclause per i francesi) è posto sulla destra orografica della valle Stura, sul displuvio con il vallon de Lauzanier, e dalla sua cima lo sguardo può spaziare dalla cima Incianao all'Enciastraia, dal Brec de Chambeyron al monte Sautron.

Dopo aver raggiunto Borgo San Dalmazzo percorrere tutta la valle Stura di Demonte, superando i numerosi paesi, tra cui Demonte, Vinadio, Aisone, Pontebernardo, Argentera. Dopo quest'ultimo, percorrere tutto il rimanente tratto che termina al colle della Maddalena (col de Larche per i francesi) e parcheggiare l'auto nell'ampio spazio sul confine.

  • Ascesa: 730 m circa
  • Distanza: 8,3 km circa
  • Altitudine partenza: 1.991 m
  • Altitudine massima: 2.712 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: gias, lago, passo, vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Dal parcheggio (1991 m) ci dirigiamo sulla sterrata a sinistra del rifugio della Pace.

Poco più avanti, per non passare un gregge sorvegliato da tre cani, attraversiamo il prato con una deviazione verso sinistra, ricongiungendoci alla sterrata che prosegue il suo cammino verso sud e che, molto più avanti si arresta nei pressi di un gias (2132 m).

Volgendo lo sguardo verso destra (ovest) ci dirigiamo ora in direzione di un unico larice posto poco in alto e, seguendo in seguito alcuni tratturi, proseguiamo la marcia sui piccoli dossi e avvallamenti presenti. In questo tratto, intravediamo alla nostra sinistra un minuscolo laghetto.

Non essendoci un vero e proprio sentiero continuiamo la marcia in direzione della lontana cresta superando, di volta in volta, i dossi e i varchi che si interpongono tra noi e la cresta.

Arriviamo infine su una parte piatta del percorso con il Ventasuso leggermente spostato alla nostra sinistra, racchiuso tra il Bric del Pui (2508 m) a sinistra e la punta Vallonetto (2502 m) a destra.

Tra il Ventasuso e il Vallonetto ci sono due colli: il più evidente è il colle Ventasuso (2474 m) a sinistra della Punta Vallonetto.

Poi c’è il passo di Rouit (2540 m), meno evidente, spostato di qualche centinaio di metri più a sinistra. È verso quest’ultimo passo che ora ci dirigiamo superando una ripida rampa erbosa.

La salita ci conduce al passo, sul displuvio che guarda nell’ampio vallon Lauzanier. Svoltando a sinistra percorriamo la costa accidentata. Superato uno spuntone di roccia risaliamo facilmente il pendio fino alla croce di vetta (2712 m). Durante questo tratto conosciamo Mara G., simpaticissima ragazza che ci conosce attraverso il sito. Insieme saliremo fino alla cima.

Un po’ di neve è presente sulle cime più alte dell’Enciastraia (2955 m) e sulla cima delle Lose (2813 m). Bellissimo è il panorama che guarda verso le più distanti e limpide cime della Meyna (3067m), del Brec de Chambeyron (3389 m), del Bec de Lièvre (2770 m) e dell’Oronaye (3100 m).

La bella e limpida giornata ci invoglia a rimanere più tempo sulla cima, poi però viene il momento di rientrare.

Ripercorriamo con Mara un tratto della cresta accidentata, poi deviamo a destra sulla ripida china erbosa fino al pianoro sottostante.

Ammirando lo strepitoso paesaggio attorno a noi pranziamo su alcuni massi affioranti.

Prima di concludere degnamente questa facile escursione ci concediamo una piccola deviazione per ammirare dall’alto il lago della Maddalena.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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