Escursione autunnale al rifugio Alpetto, 2268 m – Valle Po

Novità Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

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Il rifugio Alpetto (comune di Oncino) è posto a circa tre chilometri di distanza in linea d’aria dalla cima del Monviso. Costruito con la pietra del luogo nel 1998 è adagiato su un piccolo pianoro a una ventina di metri di distanza dall’omonimo e più vecchio rifugio del CAI. È un ottimo punto d’appoggio per la salita al rifugio Quintino Sella (2640 m) e al Monviso (3841 m).

Accesso in auto:

Da Saluzzo si percorre la valle Po fino a Paesana, poi si prosegue fino al bivio per Oncino, dove si svolta a sinistra. La strada, che si restringe, conduce fino al paese. Seguendo da qui l’indicazione per il rifugio Alpetto si continua su asfalto verso Meire Dacant (1641 m) e, a seconda della presenza di ghiaccio o neve, si parcheggia lungo la strada.

Note: Escursione da fare solamente in presenza di neve sicura, quando tutte le slavine presenti già dalla parte centrale dell’escursione sono scese giù a valle.

Dati tecnici

  • Ascesa: 760 metri circa
  • Distanza: 11,2 km circa
  • Altitudine partenza: 1.523 metri
  • Altitudine massima: 2.268 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Lago, Rifugio
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Martedì 13 dicembre 2016. Siamo partiti per questa escursione con le racchette da neve appese allo zaino senza poi utilizzarle. Sono serviti invece i ramponi, che ci portiamo sempre appresso, consentendoci di superare agevolmente, intorno ai tre quarti del percorso, la ripida barra rocciosa ammantata di neve ghiacciata.

Lasciamo l’auto poco prima di un curvone con presenza di ghiaccio (quota 1523 m circa), un centinaio di metri circa di dislivello sotto la Meire Dacant (1641 m) muovendo i primi passi sulla strada che, a tornanti, prosegue il suo corso.

Sul tratto iniziale di asfalto

Panoramica verso il luogo dell’escursione

Senza pervenire alla grangia proseguiamo un tratto verso destra raggiungendo una palina segnaletica indicante il rifugio Alpetto.

Il sentiero che si origina da qui, con andamento sinuoso passa a breve distanza dal rio omonimo lasciando a sinistra il costone che sale a croce Bulè e a destra, sull’opposto versante, le chiare rocce della rocca Bianca (1872 m).

Più avanti raggiungiamo un prato erboso e, poco dopo, scavalchiamo un ponticello in legno per passare sulla sponda sinistra orografica.

Tratto sulla sponda sinistra orografica…

…nel percorso di avvicinamento

Eseguendo un percorso di avvicinamento a mezza costa ci portiamo dopo un po’ in vista dello sbarramento roccioso del Gruppo di Alpetto.

La salita prosegue sulle ripidi pendici verso destra incontrando primi strati di neve ghiacciata.

Lo sbarramento roccioso del Gruppo di Alpetto

Poco prima della slavina

Il sentiero dopo aver superato una slavina si ripiana per un tratto riprendendo in seguito la salita su neve dura fino al raggiungimento delle pareti rocciose.

Infilati i ramponi cominciamo la ripida salita a zig-zag sulla parte destra, lasciando in basso a sinistra l’ampia gola di scorrimento del rio dell’Alpetto.

Un attimo di pausa per valutare il percorso

Nuovamente in cammino

Mentre arranchiamo, una famiglia di stambecchi, arrampicati su ripide pareti, ci segue con lo sguardo fino a quando non superiamo il varco.

Parte di una famigliola di stambecchi

Verso il varco superiore

Sguardo verso il versante opposto

Appena un po’ oltre abbiamo un stupenda visuale sul Monviso, che compare quasi all’improvviso davanti a noi oltre le Rocce Sbiasere (2562 m) e le Balze di Cesare (2687 m).

Un tratto in piano e una leggera discesa ci condurrebbe verso il pianoro solcato dal rio Alpetto; mantenendo invece la quota iniziale tagliamo alcuni dossi verso destra fino a quando siamo in vista del rifugio.

Sui dossi che precedono il rifugio

Eccoci in vista del rifugio

Lo raggiungiamo dopo più di 2 ore e mezza di cammino.

A non più di venti metri di distanza è ancora locato il vecchio rifugio dell’Alpetto, che è stato il primo in assoluto costruito dal CAI sul suolo italiano nel lontanissimo 1866; serviva da punto d’appoggio per la salita sul Monviso e da alcuni anni è stato trasformato in museo visitabile in modo gratuito solo quando è aperto il nuovo. All’interno è stata ricostruita la vecchia ambientazione completata da alcuni pannelli illustrativi.

Poco oltre è presente la splendida sorgente del rio Giulian e proseguendo oltre la conca glaciale si può accedere a destra al rifugio Quintino Sella ed a sinistra ai Passi Gallarino e San Chiaffredo.

Il nuovo rifugio Alpetto dal dosso che lo fronteggia

Il vecchio, a sinistra, ed il nuovo

Appena oltre il vecchio rifugio c’è il laghetto di Alpetto, che oggi troviamo completamente ghiacciato.

Non ci fermiamo tanto sul posto, solo per qualche foto poi, ripercorrendo la traccia del ritorno, ci spostiamo nell’avvallamento a sinistra del rio riconquistando più avanti le tracce dell’andata.

Veduta del Monviso scendendo dal rio

Piccolo tratto in piano prima dello sbarramento roccioso

Scavalcata la barra rocciosa scendiamo con cautela il tratto ghiacciato ritrovando il sentiero di discesa, lasciando poco più avanti ad un bivio (indicazione) il sentiero per il monte Tivoli.

Sul sentiero del ritorno

Ci concediamo una pausa pranzo sul prato inferiore nelle vicinanze del ponticello. Al ritorno facciamo visita alla Meire Dacant, poi discesa fino al tornante dove abbiamo parcheggiato l’auto.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 106, 1:25.000

Carta n. 106, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Monviso, Valle Po, Valle Varaita, Valle Pellice

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (8)

  1. Mattia Bertero


    Ciao ragazzi.
    Bellissima gita, io l’ho fatta quest’anno a metà Maggio assieme a Silvia seguendo il vostro stesso percorso e ci è rimasta nel cuore, tanto che molte volte parlando di montagna tra di noi o con gli amici la nominiamo.
    Il posto è davvero incantevole, quella volta poi eravamo solo io e Silvia per tutta la durata dell’escursione (il rifugio era ancora chiuso), piazzati li in mezzo alla natura ed al silenzio…
    Coraggiosi a passare tra lo sbarramento del Gruppo dell’Alpetto, già senza neve fa impressione per l’esposizione, con la neve io personalmente avrei paura a passare da li…
    Bravi.
    Colgo l’occasione per farvi gli auguri per un sereno 2017 a voi di Cuneotrekking ed alle vostre famiglia.
    Alle prossime escursioni, un saluto.


    • Ciao Mattia, auguri anche a te e Silvia. Spero che il suo ginocchio sia già in forma per proseguire con le escursioni del 2017.
      Ciao e Buon Anno!!!

  2. marco craveri


    Una valida alternativa per raggiungere l’Alpetto consiste nel partire dalle Meire Tirolo, salire il pendio verso Ovest fino a raggiungere la panoramica Costa del Vallone, arrivati nei pressi di un evidente ammasso di rocce, si prosegue ancora a Ovest verso Piano Radice e da li in pochi minuti si raggiunge il rifugio. E’ un sentiero molto bello, che però è meno frequentato rispetto al “classico” da voi percorso. Auguro a tutti un anno con tante belle escursioni.


    • Ciao Marco grazie per l’informazione. Veramente siamo stati l’altro ieri sulla Costa del Vallone e dalle cartine abbiamo notato questa alternativa che tu ci confermi. Ce la siamo già annotata e sicuramente sarà un’escursione della prossima primavera.
      Grazie e auguri di Buon Anno anche a te!

    • Stefy Gheroppa IMontanari


      Scusami 🙂 ma avendo visto bene l’Alpetto dalla Rocca Nera, ci era venuta l’idea di arrivarci, leggendo la tua spiegazione arriviamo bene fino a Costa del Vallone e forse l’evidente ammasso di rocce è quello alla base delal salita finale in cui varia la pendenza rispetto alal costa del vallone verso al rocca nera? Però poi da li in poi non trovo riferimenti sulle cartine che abbiamo, ne pian radice ne un sentiero per l’alpetto….puntando a W in effetti ci pareva facile e intuintivo, ma in montagna di facile e intuitivo, special modo in invernale, c’è poco 🙂
      Per caso hai una traccia?


      • Dall’ammasso roccioso dove siamo arrivati noi, si può salire sulla Rocca Nera con un diagonale a sinistra a rientrare e raggiungere il Piano Radice, dopodiché si può scendere con un diagonale sud-ovest al rifugio Alpetto. Se hai la cartina aggiornata n°106 1:25000 del Monviso, ti indica la traccia da seguire. Però anch’io non l’ho mai provata con la neve. Mi sono ripromesso di fare più avanti questo percorso.
        Ciao e buone escursioni anche a te!


  3. Buongiorno, devo correggervi solo un piccolo errore (se posso permettermi) il veccio rifugio dell’alpetto è già stato trasformato in museo alcuni anni fa ed è visitabile in modo gratuito solo quando è aperto il nuovo rifugio.
    All’interno è stata ricostruita la vecchia ambientazione completata da alcuni pannelli illustrativi.
    Poco oltre il rifugio è presente la splendida sorgente del rio Giulian e proseguendo oltre la conca glaciale con accesso a destra al rifugio Quintino Sella ed a sinistra al Passo Gallarino e San Chiaffredo.
    Questi itinerari estivi sono ottimi trekking poco frequentati ed ottimi per chi cerca la quiete anche in pieno agosto
    Alfredo


    • Grazie Alfredo per le informazioni. In serata andrò a correggere l’errore. La nostra filosofia è quella di dare tutte le informazioni nel modo più esatto possibile e per questo le accettiamo di buon grado. Gli itinerari che mi hai dato, molto interessanti, li faremo sicuramente più avanti nella stagione.
      Ciao e buone camminate!

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