Escursione “Boves/Passo di Ceresole/Boves” – 1620 m – Valle Colla

Il Passo di Ceresole, posizionato sul confine tra le Valli Colla e Vermenagna, si trova a circa metà strada del percorso che porta al Bric Costa Rossa. Il Passo è un ottimo punto panoramico e fotografico verso tutta la dorsale della Bisalta e le cime che vanno dalla Rocca dell’Abisso all’Argentera. A pochi passi dal colle, in discesa sul versante Bovesano, si trova il nuovo rifugio Ceresole.

Il tragitto di questa escursione si svolge completamente in mezzo ai boschi, al di fuori delle strade battute dal traffico; per lunghezza e dislivello può essere considerato un ottimo allenamento per chi ha in vista cose più impegnative.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.080 metri circa
  • Distanza: 23,3 km circa
  • Altitudine partenza: 600 metri
  • Altitudine massima: 1.620 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Già da qualche tempo mi frullava per la mente l’idea di andare al Passo di Ceresole partendo da Boves. Per un motivo o per un altro, non avevo ancora potuto attuare il mio desiderio . Mi si ripresenta finalmente l’occasione il 15 dicembre 2011.

Per questa escursione, che non presenta alcuna difficoltà, sono partito da Via Monviso cioè la prima deviazione che si incontra sulla destra di Via Roncaia (la strada che porta alla Madonna dei Boschi di Boves). Il percorso risale inizialmente tutta la collina boschiva fino al Prato del Soglio, poi prosegue rimanengo per un lungo tratto sul versante Bovesano. Oltre i tralicci dell’alta tensione si mantiene appena al di sotto della cresta divisoria, sconfinando un paio di volte in Valle Vermenagna, fino al raggiungimento del passo.

Mi trovo all’inizio di Via Monviso nel momento in cui al campanile dei Cerati rintoccano le ore 8:00. Inforco la carreggiata denominata “via dei Gigutin Soprani” (palina segnaletica). Passando accanto ad alcune villette di nuova costruzione proseguo nei boschi di castagni costeggiando alcune prese d’acqua. Dopo la terza, ad un bivio, tengo la sinistra (palina). La salita si impenna entrando all’interno di un avvallamento naturale. Dopo qualche curva ed un piccolo rettilineo, nei pressi di un muretto di pietre trascuro la via pianeggiante a sinistra che conduce alla borgata dei Gigutin Sottani (738 m, palina segnaletica) per proseguire su quella di destra con maggiore decisione.

La strada, poco oltre, si affaccia sulla radura dei Gigutin sottani e dopo un lungo tratto nel bosco raggiunge, al fondo, un curvone verso destra e più avanti un tornante a sinistra. Altre curve mi portano poi a sbordare nella valletta successiva dove si intravedono, tra gli alberi, le vecchie case diroccate dei Gigutin Soprani (905 m – palina segnaletica).

La stradina prosegue nel vallone, alta rispetto alle case sottostanti, costeggiando boschi di castagno ormai in disuso quindi, dopo quattrocento metri circa, vira a sinistra con pendenza più sostenuta. Più avanti, superato un varco, piega nuovamente verso destra proseguendo per lungo tratto in leggera salita. Superato un secondo varco si perviene ad una radura ombrosa, dal cui fianco scoperto si intravede parte della pianura bovesana. Si sale ancora un’ultima corta rampa che porta ad affacciarsi sulla Costa Rosbella.

La strada proseguirebbe in leggera discesa, costeggiando un vecchio rottame di skilift, per poi incrociare quella che da Rosbella sale al Prato del Soglio. Scegliendo invece la scorciatoia in leggera salita sulla destra, raggiungo poco dopo un casotto che è situato sul margine inferiore del Prato del Soglio. Il prato, che offre una magnifica visuale sulla Bisalta, ospita nella parte più alta una bella baita con tetto in paglia, adagiata sul crinale che si affaccia su Robilante. Da questo punto si possono avere ottimi scorci panoramici sul Monte Bussaia e la Rocca d’Orel oltre che sul lontano Monviso. Dietro alla baita sale la strada che arriva dal Malandrè.

La strada che arriva dal Malandrè

Girando verso sinistra (sud) si risale un corto tratto che porta ad un quadrivio, dove si ritrova la strada che porta verso il Passo di Ceresole (cartello). Seguo ora la sterrata che procede con qualche stretto tornante passando alla base del Becco del Corno (1342) in direzione sud e transitando, più avanti, nei pressi di un cippo con croce in ferro che ricorda il luogo esatto dove sono stati fucilati, nell’ultimo conflitto mondiale, alcuni abitanti del Malandrè. Dopo aver superato una vasca con fontana e, più in là, essere passato alla base della Cima di Francia (1421 m) svolto verso destra nel Vallone Francia.

La strada che conduce al vallone di Francia

Tratto tra le betulle poco prima dei tralicci dell’alta tensione

La visuale si amplia verso la parte alta del percorso da intraprendere. Seguo la rotabile che si porta appena sotto la base dei tralicci dell’alta tensione. Un nuovo tratto di strada carrozzabile è stato da qui completato in questi ultimi tempi e procede ancora per un buon tratto nella direzione del Passo. La seguo per un bel pò, fino a quando inizia la discesa in direzione di Tetto Ronchi. Prestando un pò di attenzione, sulla destra parte un sentiero ben marcato da tacche bianco/rosse. Seguendole arrivo ad un primo cartello che indica le due direzioni opposte. Poco più avanti trovo un secondo cartello che non aggiunge suggerimenti importanti.

Mantenendomi costantemente sul versante Val Colla, supero la Punta Tre Confini (1483 m) ed attraverso, poco dopo, una breve radura. Alcuni boschi di faggi si intrappongono tra la radura e le Rocce Baila, spuntoni di roccia che dalle nostre parti vengono anche chiamate “Dodici Apostoli”. Più avanti una deviazione facoltativa (indicazioni) mi conduce ad un punto panoramico sulla Val Colla denominato “Casino Guardie del Parco” (1562 m).

Il sentiero che conduce al Casino delle Guardie

Panorama dal Casino delle Guardie verso il tratto già percorso

Qualche centinaio di metri dopo raggiungo il cartello segnaletico di due sentieri alternativi che vanno al Passo di Ceresole aggirando la Punta Gutzard (1678 m). A sinistra, un percorso più tortuoso raggiunge il passo passando prima dalla Fonte della Morta (1560 m); a destra un sentiero più veloce va ad aggirare la Punta piombando direttamente sul Passo.

Scelgo il percorso di sinistra perchè voglio vedere dov’è ubicata la Fonte Morta. Il sentiero mi porta ad aggirare un costone scosceso, poi con qualche sali-scendi raggiungo la fonte che trovo ghiacciata. Risalgo dalla parte opposta seguendo un sentierino che conduce nella conca del Rifugio. Tenendomi poi verso destra un ultimo ripido tratto mi porta direttamente al Passo di Ceresole.

Dal Passo di Ceresole

Lo spuntone di roccia più a destra è la Punta Gutzard

Sono le 10:55. Oggi c’è un pò di vento freddo che soffia da nord-ovest, per cui mi sposto a cercare riparo attorno alla baracca in pietra del pastore, dove mi fermo un momento per scaldarmi con un ottimo the bollente. Nel frattempo vedo scendere un ragazzo che proviene dal Bric Costa Rossa. Anche lui si lamenta per il ventaccio furioso trovato in cresta.

A destra, Rocca d’Orel e cima Bussaia

Verso sinistra, la Rocca dell’Abisso e il Monte Frisson

Ora che ho raggiunto l’obiettivo, scatto un pò di foto del luogo, poi mi appresto immediatamente a far dietro-front seguendo il sentiero alternativo che in salita dal passo aggira la Punta Gutzard sul versante della Val Vermenagna.

Veduta del Passo di Ceresole dai pressi della Punta Gutzard

Ricongiuntosi più avanti col normale sentiero dell’andata, seguo a ritroso tutto il percorso fino al bivio per il Prato del Soglio. Per variare paesaggio, non faccio ritorno dalla via di salita ma scelgo di scendere lungo la carreggiata normale fino a Rosbella.

Tratto di sentiero in faggeta

Il casot di Luciano al Prato del Soglio

In discesa verso Rosbella

Poco prima di terminare la discesa che porta all’abitato svolto a sinistra scendendo lungo la vecchia strada di Rosbella che, qualche chilometro più in basso, mi riporta a Tetto Metre, a poche centinaia di metri a sud del santuario della Madonna dei Boschi. Dal Santuario seguo la strada normale che scende verso Boves riportandomi in pochi minuti in Via Monviso.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 114, 1:25.000

Carta n. 114, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Limone Piemonte, Valle delle Meraviglie, St. Dalmas de Tende

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Carta A.S.F. 4, 1:25.000

Carta A.S.F. 4, 1:25.000

Institut Geographique National

Vallée des Merveilles, Val Vermenagna

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (6)


  1. Avevo già intenzione di andarci, ma letta la tua sempre bella e precisa relazione, non posso mancare. ciao fulvio


  2. Ciao, grazie per le belle spiegazioni innanzitutto .
    Avevo programmato di effettuare questo trekking la settimana prossima , ma vi chiedevo informazioni riguardo la fattibilità . In pratica : quanta neve c’è ? 🙂 E’ praticabile ? sono necessarie le ciaspole ?
    E poi , ho acquistato la cartina che consigliate , ma non risesco a trovare tutta l’escursione , mi pare che manchi un tratto. E’ un problema mio ? 🙂 non conoscendo i luoghi magari non la leggo bene .
    Grazie in anticipo .


  3. Magari , se non chiedo troppo , mi sapete consigliare un uscita da fare in quella zona ? Ho a disposizione la mappa n 114 e la “Carta dei sentieri e dei Rifugi 1:25.000” n° 113 . Grazie di nuovo .


    • Ciao Luisa, ti posso consigliare il bel giro ad anello ai Tetti Ronchi che oggi pubblicheremo sul blog e che percorre un bel tratto di quella zona. Ne vale veramente la pena. L’abbiamo fatto l’altro ieri, per cui troverai la traccia, ancora fresca, sulla neve. Occorrono le ciastre perchè ci sono 65 cm di neve. Non ti consiglio ancora quello verso il passo di Ceresole per la pericolosità di slavine in un punto.
      Per ciò che riguarda le cartine, io ne ho una franco-italiana (Vallée des Merveilles – Val Vermenagna n. 4) che però costa un pò cara (18,00 €) perchè ha un libricino allegato. La cartina 114 che tu hai non copre quel tratto di percorso.
      Ciao e buona gita!!!

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