Al Lago del Carbonè con quattro americani commemoriamo la tragedia aerea del 1954

Novità Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

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Il lago del Carbonè (sup. 20.000 mq) giace nel Vallone delle Quarantene, in una conca sotto il versante est del Monte Carbonè. La zona è remota e pochissimo frequentata. L'accesso al Lago avviene da San Giacomo d'Entracque. Non è più possibile accedere da Trinità d'Entracque in quanto la vegetazione ha, ormai da tempo, cancellato ogni traccia.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.500 metri circa
  • Distanza: 17,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.430 metri
  • Altitudine massima: 2.800 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Lago, Passo
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: Solo su una porzione del percorso
  • Partenza: Indicazioni stradali

Da sinistra: Bruce, Steve, Paula e Stephanie ci fanno la sorpresa indossando, a nostra insaputa, una maglia con la scritta “Cuneotrekking Settembre 2010”!

Domenica 2 maggio 2010. Come ogni sera, nel collegarmi ad Internet per consultare il nostro blog, creato tempo fa con Valerio ed altri amici bovesani, trovo un nuovo commento. Sono stupito nel constatare che, questa volta, chi ci scrive è Bruce, americano di Buffalo (New York). Ha letto attentamente l’ escursione al Passo del Monte Carbonè pubblicata da noi dove proprio lassù, nell’ottobre del 1954, ha perso il cugino Earl F. Tooley di 21 anni, schiantatosi, insieme ad altri 20 connazionali, con l’aereo militare americano Dakota C47 contro le pareti del monte Carbonè, durante il volo aereo Roma-Lione.

Si dice molto motivato e interessato a salire fino al luogo della tragedia chiedendomi, se ho la possibilità, di trovargli una guida. Telefono agli amici Angelo e Riccardo, accordandoci infine di accompagnarlo su noi. Nel corso dello stesso mese segue una fitta corrispondenza via mail. Nel frattempo Bruce, in continua ricerca di notizie su quella tragedia, contatta altri familiari di superstiti.

Il 7 giugno, mi scrive Steve dal Michigan. Non conosce Bruce ma, tramite il nostro blog, si sono contattati. Anche lui mi dice di essere molto interessato alla salita avendo perso il padre Paul T. Mac Govren di 23 anni, nella tragedia. Alla nostra risposta positiva mi scrive:

“Voglio dirvi innanzitutto che siete davvero gentili ad esservi offerti come guida per l’avventura che ci aspetta! Mi sono sempre chiesto del luogo dove lo spirito di mio papà vive. Ho visto la montagna da distante durante il mio viaggio a Entracque nel 2005 e ho sempre desiderato andare a vedere il posto dell’incidente. Alcuni miei parenti pensano che sono un folle ma a volte una persona ha bisogno di chiudere il cerchio. Anche se mio papa’ e’ morto quando avevo 8 mesi, mi chiedo sempre che tipo di uomo era e che tipo di padre sarebbe stato. Lui aveva solo 23 anni quando è morto e non posso non pensare al dolore che mia mamma – sola con 2 bambini – avrà provato. È per questo che provo il desiderio di visitare il luogo dove è accaduto l’incidente”.

Segue tra noi altra fitta corrispondenza. Nel frattempo ci diamo da fare per l’organizzazione. Sapendo che difficilmente sono preparati per affrontare questa lunga camminata, ci rivolgiamo al Sindaco di Entracque che, in via eccezionale, ci concede gentilmente il permesso scritto per condurli con i nostri automezzi fino al gias del Vej del Bouc.

Ci rivolgiamo anche al Parco delle Alpi Marittime, nelle persone della dott.ssa Rossi e del Sig. Canavese per chiedere di poter usufruire, in caso di maltempo o di indisposizione di qualcuno, del casotto del Parco situato al Lago del Vej del Bouc. Anche da loro abbiamo la completa disponibilità. Dal gentile personale del Parco veniamo poi riforniti di depliants e dettagliate cartine della zona dell’escursione che provvediamo a spedire direttamente negli U.S.A ai loro indirizzi di casa.

Risolviamo il problema dell’interprete affidandoci al bravissino amico Davide che, con le sue grandi doti di intrattenitore, ci accompagnerà per tutto il periodo della loro permanenza in Italia.

In ultimo, e per dar loro tutte le informazioni possibili riguardanti la sciagura del 1954, riesco a mettermi in contatto con Sergio Costagli, ricercatore di tutte le vicende belliche nel territorio cuneese e autore, con Gerardo Unia, del libro “Ali Spezzate”, invitandolo a partecipare ad una serata con gli americani.

Il periodo per effettuare l’escursione, la terza settimana di settembre, lo scegliamo sperando nel bel tempo e compatibilmente con i loro periodi di ferie. Stabiliamo la data precisa dell’arrivo e, puntualmente nel giorno prefissato, si presentano nel loro hotel di Limone.

Tutto il team di cuneotrekking, con l’interprete Davide, incontra Bruce con Paula e Steve con Stephanie la mattina del 19 settembre nella hall dell’hotel e fin da subito instauriamo un grande affiatamento. La sera stessa facciamo un salto a casa di Costagli per un briefing e lui consegna ad ognuno di loro alcuni cimeli recuperati sul luogo della tragedia.

L’indomani sono a casa mia, dove Franca, Silvia, Mary e Marina, le nostre mogli, si son prodigate per far gustare loro un’ottima cena all’italiana; qui apprendiamo che anche Paula e Stephanie vogliono partecipare all’evento. Come da precedenti accordi, sono venuti forniti di scarponi e abbigliamento da montagna.

Il problema ora è il tempo. Le previsioni per la settimana non danno molte speranze. La mattina del martedì, con un po’ di trepidazione, consulto il sito internet del meteo e, per qualche strano miracolo, scopro che l’indomani è prevista una bella giornata. Mi sento con tutto il gruppo e ci accordiamo per partire prima dell’alba.

Mercoledì 22 settembre. La mattina, verso le 5:50 li andiamo a prelevare in hotel. Verso le 7:15 raggiungiamo con le nostre auto il Gias sottano del Vej del Bouc. Sta per albeggiare. I simpatici amici americani, sempre scherzosi con noi, vogliono farci una sorpresa alla partenza. Ad un cenno stabilito si levano tutti insieme la giacca a vento e si presentano in maglia rossa con la scritta “Cuneotrekking – settembre 2010”.Questo in tutti noi instaura subito un clima di forte allegria. Oltre a loro, nella comitiva sono presenti Valerio, Angelo, Riccardo, ed io di Cuneotrekking, l’interprete Davide, Luciano, Sergio Costagli ed un inviato de “La Stampa”.

Ci mettiamo in viaggio per una di quelle che verrà considerata da tutti “giornate indimenticabili”. Quando il sole proietta la sua luce sulla Maledia e Gelas, gli amici americani rimangono a bocca aperta per lo spettacolo. Qui inizia la serie infinita di “wonderful” e “very nice”. Sono letteralmente entusiasti perché non hanno mai visto montagne così belle; pare di trovarci sulla luna, dicono.

Con passo molto tranquillo percorriamo tutta la prima rampa che sale al Lago del Vej del Bouc, dove stanno arrivando i primi raggi di sole. Sulle rive del lago c’è già ad attenderci papà Luciano (padre di Davide), partito prima dell’alba a piedi da San Giacomo. Ha voluto essere presente portando per tutti un carico di pane e favolosi grissini “rubatà” fatti nel forno a legna di casa sua. Qui la pausa per la colazione è doverosa. Con nostro rammarico lasciamo Paula che non se la sente più di continuare; nello stesso tempo non vuole assolutamente che qualcuno di noi si fermi a farle compagnia. Le facciamo presente che dovrà attenderci per circa 5/6 ore.

Bruce fa l’andatura oltre il lago del Vej del Bouc

Momento di pausa oltre il lago

Di nuovo in marcia dietro Stephanie

Verso quota 2400 m Riccardo, con passo cadenzato, conduce l’andatura

Riprendiamo la marcia, intervallandola con piccole pause, sul sentiero alla sinistra del Vej del Bouc zigzagando su una lunga rampa erbosa per arrivare infine ad un colletto molto panoramico (2555 m), dove i nostri amici possono fare una sosta più lunga e contemplare il sublime paesaggio che spazia dalla cima dal Clapier all’Argentera.

Angelo (cineoperatore del gruppo) alla ricerca di nuove inquadrature

Ora è Valerio a condurre la comitiva

Altro momento di salita

Bruce si dà un pò di vigore col “Gatorade”

Stephanie, Steve, Bruce, Davide e Riccardo contemplano il grandioso paesaggio

Il sentiero per un po’ si ripiana passando tra alcuni specchi d’acqua. Superato poi un tratto ripido entriamo verso la testata del lago della Roccia.

Si superano alcuni specchi d’acqua

Un traverso in sali-scendi ci conduce verso gli ultimi tornanti che precedono il Passo, ben vigilati da un magnifico stambecco maschio che si staglia appena più su nel blu del cielo.

Finalmente, verso le 12:15, l’arrivo al Passo del Monte Carbonè. Noi li precediamo di qualche minuto per immortalare l’evento.

L’emozione che provano alla vista del lago, dove Steve ha perso il padre e Bruce il cugino, è chiaramente visibile sui loro volti. Siamo tutti commossi, ma anche molto orgogliosi di essere riusciti a condurli fino qui.

L’arrivo di Steve, Bruce e Stephanie al Passo del Monte Carbonè

Stephanie e Bruce osservano dal Passo, cartina alla mano, il luogo dell’impatto aereo

Il lago Carbonè giace ancora 200 metri sotto di noi


Foto di gruppo al Passo del Monte Carbonè

È il più bel giorno della mia vita, dice Steve (ma anche il più faticoso, gli fa eco Angelo). Ora ci attendono tre intensi momenti:

  • La posa, al Passo, della targhetta commemorativa delle 21 vittime americane del 1954 che il nostro team ha fatto incidere per loro.
  • L’apertura e lo sventolio della bandiera americana che la Zia di Bruce (mamma di Earl F. Tooley) ha appositamente confezionato con gli abiti del figlio perito nella tragedia.
  • La discesa di tutto il gruppo italiano sulle rive del lago. Steve vuole che deponiamo, sotto una pietra, una busta in plastica contenente la corona del rosario del padre, alcune foto dei suoi familiari ed una busta.

Con le foto dei loro cari davanti alla targhetta commemorativa

Secondo momento importante. Sventolio della bandiera americana confezionata, dalla zia di Bruce, con gli abiti del figlio perito nella tragedia

Sulle sponde del Lago Carbonè

Resti del carrello dell’aereo ancora visibili sulle rive del lago

altri resti tra le pietre

Dall’alto del Passo gli amici americani osservavano la scena con i binocoli in contatto via radio con noi. Al ritorno dal lago consegnamo loro alcuni cimeli ritrovati fra le pietre.

Poi il lento ritorno verso il lago del Vej del Bouc preceduto, un po’ più in basso, dal pranzo al sacco. Come dal cilindro di un prestigiatore, al momento dell’abbuffata sbucano all’improvviso alcune bottiglie di ottimo vino (nascoste da noi, tra le pietre, oltre un mese fa). I grissini e l’ottimo pane di casa di Luciano contribuiscono a rendere migliore il pasto.

Ridiscesi poi al lago del Vej del Bouc reincontriamo Paula in spasmodica attesa di notizie e del nostro ritorno.

Infine la discesa fino alle auto, raggiunte alle 19:00. Quello che abbiamo provato noi tutti in questa escursione commemorativa è qualcosa che non si può descrivere. Da lassù siamo tornati alle nostre case tutti un po’ più ricchi. Questi nuovi amici e questa giornata rimarranno impressi indelebilmente nei nostri cuori.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Escursione a Rocca la Marchisa – 3072 m – Valle Varaita – Alpi Cozie

Precedente Escursione al Monte Sautron - 3166 m - Valle Maira

Cartografia essenziale

Carta n. 113, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas

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Bibliografia

In cima. 100 normali nelle Alpi Marittime

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Bruno Michelangelo

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (19)


  1. Carissimi di Cuneotrekking, attendevo la pubblicazione di questo post con il racconto della giornata; grazie per questi nuovi amici che ci avete fatto conoscere e grazie per tutto quello che ci regalate con i resoconti delle vostre escursioni. Abito al “mare”, ad Albissola Marina (SV), ma spesso godo delle vostre montagne e mi siete di grande aiuto. Ciao

    • cuneotrekking


      Un grazie a te, carissima Paola per quello che dici. Siamo contenti di esserti, ogni tanto, di aiuto nelle tue escursioni. Certo che la settimana scorsa è stata per noi molto importante. Ci ha fatto conoscere gente splendida sotto tutti i punti di vista. Internet in questo caso ci è stato di grande aiuto.
      Speriamo di incontrarti qualche volta dalle nostre parti. Ciao, Elio.


  2. Dear Cuneotrekking/David family,

    We can not begin to express our gratitude for your help in our adventure. More importantly, we are so full of love for our new Italian family.

    Warm Regards,
    Stepanie and Steve

    • cuneotrekking


      Hello Stephanie and Steve. We are happy to have helped you to realize your important dream. It allowed us to meet wonderful people, with whom we could become friends forever. Elio & company


  3. Carissimi “Amici” ( scusate se mi permetto di usare il termine,ma per me un po’ lo siete…) di Cuneotrekking,ho letto con estremo interesse questa vicenda e devo dire che mi ha colpito, sia per come si è sviluppata e per come ha potuto compiersi ed avverarsi per queste persone che tenevano in maniera così determinata alla sua riuscita.
    Penso che, come avete descritto, sia per loro, ma anche per voi sia stata una grande emozione, che difficilmente possa essere scordata.
    Un ” Grazie” anche da parte mia, perchè in un certo senso l’avete trasmessa anche a me.
    Massimo ( sempre quello di Candiolo – To )

    • cuneotrekking


      Ciao Massimo di Candiolo. Siamo orgogliosi di annoverarti fra i nostri amici, visto che segui sempre così da vicino le nostre escursioni. Detto questo ti possiamo dire che abbiamo partecipato molto intensamente alla vicenda del Carbonè, primo perchè volevamo dare una mano a questi signori (diventati poi grandi amici) che da anni andavano alla ricerca di notizie e di gente che sapesse dar loro un aiuto concreto per poter soddisfare questo grande desiderio, poi perchè ci siamo talmente immedesimati in loro, quasi come se la tragedia fosse capitata a noi stessi. E’ per questo che d’istinto è venuto da dire: state tranquilli, faremo di tutto per portarvi su noi. Siamo stati poi fortunatissimi a trovare quell’unica giornata splendida nella settimana della loro permanenza. E’ stata per noi tutti un’esperienza fantastica che ci ha segnati per il resto della vita.
      Grazie anche per la tua partecipazione. Ciao, Elio


  4. La semplice lettura di questa importante storia (penso che questo sia il termine più appropriato), ha trasmesso a me, semplice lettore, una grande emozione.
    Posso solo immaginare cosa abbiate provato voi ad averla vissuta da protagonisti. Io vado sempre dicendo che la montagna è un luogo magico, un vero paradiso dove anch’io a volte riesco a sentire il mio cuore un po’ più nel profondo, conosco il passo del Carbonè essendoci stato tempo fa, un luogo severo di alta montagna molto bello; il silenzio, le vette spettatrici intorno a voi, l’impresa dei vostri, nostri amici americani per i quali è stata veramente un’avventura salire lassù, hanno incorniciato il profondo significato di ogni gesto compiuto lassù.
    Osvy.

    • cuneotrekking


      Ciao Osvy. Ti ringrazio per questo tuo importante scritto. Conoscendo il tuo profondo amore per le montagne ed i nostri posti sarei contento di poterti far vivere le stesse emozioni provate da noi attraverso un video che abbiamo girato quel giorno. L’ho visto ieri sera per la prima volta e ti confesso che al temine avevo gli occhi lucidi. Fammi sapere se la cosa ti interessa. Ciao, Elio.


  5. Carissimi Amici, solo ora tornando a visionare il vostro sito, ho letto della vostra proposta. Se è ancora valida, mi farebbe piacere…grazie.
    Ciao, Osvy.

  6. Lorenzo Bonino


    Leggo solo ora di questo stupenda iniziativa! Complimenti, siete stati veramente grandi!

    • cuneotrekking


      Grazie Lorenzo, quello che hai letto è stato vissuto da noi con grande emozione. La settimana scorsa è tornato a trovarci l’americano Steve; ci siamo ritrovati di nuovo tutti insieme per festeggiarlo, con una splendida cena.
      Ciao, Elio

  7. Alessio pepino


    Ciao Elio,
    ci eravamo già conosciuti in un rapido scambio di mail su una mia immersione al Carbonè.
    Ti scrivo perchè sono stato contattato da Bruce Zoitos che ci ha ringraziato per aver potuto vedere sul mio sito (http://xalessiox.jimdo.com/speciale-lago-carbonè-2009/) quello che c’è sotto il lago. Come lui altri parenti delle vittime hanno visto quelle foto. Scrive che spera di tornare in Italia e conoscerci di persona magari con voi di cuneotrekking con cui è già molto amico. Per noi l’immersione al Carbonè è stata un’esperienza unica e leggere la mail di Bruce è stato molto toccante e per certi versi commovente.
    Ho riletto così la vostra pagina sul lago e si capisce che anche per voi è stata una grande esperienza.
    Complimenti per il lavoro fatto e per il bellissimo sito.
    A presto
    Alessio

    • cuneotrekking


      Ciao Alessio. Sono contento che sei stato contattato da Bruce. Bruce è davvero infaticabile e vuole essere in possesso di tutte le notizie riguardanti la tragedia del Carbonè. Ciò che tu hai fatto nel 2009 è stato grandioso e solo un esperto subacqueo come te poteva farlo. Questo serve per avere una visione ancora più completa dell’evento. In questi giorni mi sto dando da fare per cercare qualche alpino che ha partecipato al recupero delle salme. Spero proprio di riuscirci.
      Teniamoci in contatto.
      Grazie anche per i complimenti del sito.
      A presto, Elio.


  8. Un saluto a tutti.
    Complimenti sinceri. Siete stati grandissimi.
    Ne approfitto per chiedervi una cosa………… Da un paio di mesi, stò cercando il libro “Ali Spezzate”, ma senbra veramente introvabile.
    Avete qualche suggerimento su dove potrei trovarlo??
    Grazie mille, ed ancora complimenti per la bella storia.
    Renato da Genova

    • Cuneotrekking


      Ciao Renato, veramente grazie per i complimenti. Purtroppo il libro Ali Spezzate non si trova più in commercio perchè l’editore che lo pubblicava è fallito circa un anno fa. Io sono riuscito ad averne una copia dall’autore Sergio Costagli. Con un pò di fortuna lo si potrebbe ancora trovare nei mercatini di libri usati.
      Mi dispiace non poterti essere d’aiuto. Ciao, Elio


  9. eccomi di nuovo a scrivervi sulla pagine del Carbonè.
    Se vi interessa potete vedere un mio video sull’immersione al Carbonè su questo link:
    http://mm.lastampa.it/multimedia/cuneo/lstp/31353/

    complimenti ancora per il sito
    alessio

    • Cuneotrekking


      Ciao Alessio, lo abbiamo visto e apprezzato già qualche giorno fa provvedendo a spedire il link a Bruce. Tienici sempre informati sulle tue immersioni. Grazie ancora, Elio.


      • Ciao a tutti. E’ un anno che sono alla ricerca del libro ALI SPEZZATE ma non riesco proprio a trovarlo. Mi e’ stato detto che la casa editrice L’ARCIERE e’ fallita. Voi sapete dove potrei trovarlo? Grazie mille e…. Ancora complimenti per il vostro splendido sito e per le fantastiche escursioni che riuscite a fare.


  10. Perdonami Elio….. Mi avevi gia’ risposto…. Ancora grazie cmq.

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