Ometto sulla cima delle Rossette

Commenti (8)


  1. Bella gita e splendida descrizione come sempre.Fatta con le ciaspole o ramponi?


    • Grazie Claudio. L’abbiamo fatta con le ciaspole ma, data la poca neve, le abbiamo calzate solo dopo le grange del Bersagliere. Ora, sicuramente, di neve ce ne sarà meno e con le temperature odierne potrebbero servire i ramponi.

  2. oscar casanova


    Bravissimo Elio. ricordo con piacere di avere accompagnato amici, un paio di volte ed in estate, sulla cima delle Rossette; hai descritto molto bene questo splendido belvedere panoramico, forse meno conosciuto e visitato di quanto merita.Come diciamo nel CAI: Excelsior!


    • Grazie Oscar. Non l’ho mai salito in estate, ma penso sia altrettanto splendido per i colori e la splendida flora alpina che colonizza la parte alta. Mi hai messo una pulce nell’orecchio… Ciao

  3. Ernesto Aloia


    Salita domenica, prima parte semplici scarponi, poi dalle Grange del Bersagliere abbiamo usato i ramponi fino a sotto la cima, dove per mancanza di neve li abbiamo dovuti togliere. Al ritorno, visto che la neve cedeva, abbiamo usato le ciaspole fino alle Grange. Grande vento e panorama stupendo con le nuvole basse che a poco a poco riempivano la valle.


  4. Ciao a tutti voi e buon 2020.
    Per iniziare bene il nuovo anno ho deciso di intraprendere questa vetta da tempo individuata.
    Le condizioni sono perfette: pericolo valanghe basso, tempo sereno, poco vento.
    Non resta che partire.
    Alle 8:30 sono alla dogana di Chianale all’ombra, ci sono 3 gradi sottozero, il tempo è perfettamente sereno.
    Ci sono solo 3 macchine parcheggiate, al ritorno saranno decisamente di più.
    La neve è presente fin dalla partenza, sulla strada per il Colle dell’Agnello la via è ben compattata dal passaggio di numerosi escursionisti.
    Salgo con molta tranquillità, incontro tre coppie (due con sci e l’altra con ciaspole).
    Al Piano dell’Agnello noto una bella traccia che risale il Vallone dell’Agnello, la via diretta per il colle senza passare per il Gias del Bersagliere.
    Io invece proseguo lungo la strada asfaltata che a mala pena si fa notare sui suoi bordi esterni.
    Ci sarà almeno un metro e mezzo di neve.
    Sui tornanti del Gias del Bersagliere ho l’occasione di fare dei bei tagli di percorso che intraprendo con cautela per la pendenza, quando seguo la strada in questo punto devo prestare attenzione alla traccia perchè è un pò in bilico con il versante che, nel caso di una scivolata, sarei andato parecchio in basso…
    Finalmente ne esco fuori ed arrivo al punto in cui devo svoltare a destra per puntare direttamente verso la Cima delle Rossette.
    Le traccie verso questa montagna sono pochissime ed in molti punti si perdono, devo fare molta improvvisazione.
    Ed è il punto in cui faticherò non poco, impiegherò un’ora e mezza solo per fare il tratto dalla svolta a destra fino alla vetta.
    Tutto questo a causa della varietà della neve presenza: alcune volte è molle da sprofondare un poco, altre volte è perfetta, altre volte è dura come il cemento.
    Saranno circa 400 m di dislivello ma mi hanno fatto davvero penare ed infatti sono costretto a numerose soste, in prossimità del colletto ho le gambe che stanno tremando dallo sforzo.
    Arrivo al colletto dove la vista si apre verso il Monviso ed il Vallone di Soustra sottostante, alla mia sinistra la vetta.
    Il versante Sud di salita è ancora pieno di neve mentre quello rivolto ad Ovest invece ne è sgombro.
    Salendo con le poche forze rimaste prima provo il Sud ma arrivato alla pendenza finale molto sostenuta prendo paura: la neve è molle, in precedenza ho lasciato le ciaspole per i ramponi ma non sono serviti a niente.
    Non mi resta che fare un piccolo traverso e salire la cima dal versante Ovest rivolto verso il Colle dell’Agnello dove incontrerò una bella pietraia.
    Da qui salire è semplice.
    Sono in vetta alle 12 in punto dopo 3 ore e mezza di salita dalla partenza.
    Sono stanco ma il panorama è strepitoso: non c’è una nuvola in cielo, il silenzio è totale e la vista è stupenda delle montagne vicine fino alle lontane Alpi Marittime.
    Resto solo per 15 minuti in vetta a fare fotografie, voglio scendere fino alla strada dove ho intenzione di mangiare pranzo in sicurezza, non voglio rischiare un possibile blocco delle gambe a 2909 m da solo. Oggi le ho sforzate un po’.
    Recupero le ciaspole abbandonate all’andata al colletto, le indosso e sono pronto per la discesa.
    In men che non si dica arrivo alla strada dove finalmente posso gustarmi il meritato pasto ristoratore.
    Che faticaccia, credevo di trovare neve più compatta, però fa davvero troppo caldo per il periodo, anche il ritorno sarà su neve più molle fino alla macchina.
    Noto che sarò l’unico oggi a salire sulle Rossette: tutti gli escursionisti che ho incontrato in salita e quello che incontro in discesa stanno tutti puntando al Colle dell’Agnello, solo 3 invece puntano alla Sella d’Asti, però nessuno verso la Rossette.
    L’unico “furbo” sono io :-).
    Dopo mangiato scendo ed alle 14:30 sono dalla macchina.
    Che fatica oggi ma ne è valsa davvero la pena, peccato solo per la neve un po’ brutta nella salita diretta alla cima.
    Ma che panorama da lassù e che sereno oggi!
    Un saluto da Mattia da Mondovì.


    • Bella escursione, peccato essere da solo, senza poter condividere con altri l’escursione e i bellissimi panorami. Bravo Mattia, alla prossima.

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