Escursione con racchette a neve alla Cima delle Rossette, 2909 m – Valle Varaita

La cima delle Rossette è posta sul displuvio che divide il vallone dell'Agnello da quello di Soustra. A pochi chilometri dal colle dell'Agnello si conferma come uno strepitoso belvedere rivolto verso le più alte cime della valle Varaita.

Da Costigliole Saluzzo imboccare la provinciale n. 8 della valle Varaita e superare numerosi paesi tra cui Brossasco, Frassino, Sampeyre, Casteldelfino, Pontechianale e Chianale. Dopo quest'ultimo procedere ancora per un breve tratto sulla strada che prosegue per il colle dell’Agnello (2748 m) e lasciare l'auto dove la neve sbarra il passaggio ai mezzi motorizzati.

  • Ascesa: 1.100 m circa
  • Distanza: 16,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.830 m
  • Altitudine massima: 2.909 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: grangia, lago, passo, vetta
  • Equipaggiamento: artva, pala, racchette da neve, ramponi, sonda
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

27 febbraio 2019. Dal piazzale (1830 m circa) iniziamo la marcia seguendo i primi tornanti della provinciale 251 che in lenta progressione procede verso il colle dell’Agnello.

Dopo alcuni tornanti, verso quota 2000, raggiungiamo le grange del Rio, minuscolo gruppo di baite poste sul lato destro della strada lasciando, subito dopo ancora a destra, la mulattiera che si inoltra nel lungo vallone di Soustra fino all’ampia conca puntellata da diversi gruppi di splendide grange, dalla quale prendono il via i sentieri per il passo Soustra (2850 m), passo Losetta (2872 m) e la cima omonima (3054 m).

Noi proseguiamo invece verso sinistra con un lungo traverso tendente ad aggirare l’affilata costa Ciais, avvicinandoci man mano al ricovero Carlo Emanuele III (2165 m), che appare collocato su un imprendibile sporgenza rocciosa dominante anche il vallone di Saint Véran.

Nel tratto successivo, dopo un ponticello, facciamo ingresso nel lungo piano dell’Agnello.

Seguendo per quanto possibile la strada che lo percorre ora è uno spettacolo alzare lo sguardo verso le stupende cime che dominano la scena circostante: il Pan di Zucchero (3208 m) e lo slanciato dente del Pic d’Asti (3219 m), che da questa posizione ricorda la piramide del Cervino.

A sinistra invece notiamo la punta dell’Alp (3031 m) e costa Biavette completamente imbiancate dalla neve. Quando siamo ormai in vista delle grange del Bersagliere (2375 m), appena oltre sono visibili i tornanti della strada che vanno a incidere le scoscese pendici iniziali di cima delle Rossette (2905 m).

Può diventare il punto più delicato dell’escursione in presenza di tanta neve e in quel caso è meglio risalirlo con cautela per via della pendenza.

Raggiunto il pianoro, al di là dei guardrail iniziamo la salita, che da qui comporta quasi quattrocento metri di dislivello, cercando una linea abbastanza diretta.

Superando i grandi dossi iniziali puntiamo ad un colletto (2800 metri circa) visibile a sinistra di una rocca scura.

Zigzagando tra i pendii innevati lo andiamo a raggiungere.

Svoltando verso sinistra risaliamo l’ultimo tratto in pendenza, in questo punto quasi senza neve, che ci conduce all’ometto della cima.

Il paesaggio è grandioso sul sottostante vallone di Soustra, con il Monviso alle spalle, ma soprattutto verso il il Pan di Zucchero (3208 m), il Pic d’Asti (3219 m) e l’Aiguillette (3298 m). Strepitoso anche verso la cima di Pienasea (3117 m), il monte Salza (3326 m) e il torrione del Roc della Niera (3177 m).

Ritornati sui nostri passi ripercorriamo in discesa il tratto fino alla base (guardrail). Siamo ancora curiosi di vedere le condizioni del laghetto d’Asti che andiamo a raggiungere svoltando in fondo a destra. Lo troviamo ancora ricoperto di neve.

Non rimane che tornare indietro e poi scendere il colatoio di neve puntando direttamente alle grange del Bersagliere. Ci fermiamo lì per il pranzo in compagnia di tre gentili ragazze che seguono anche il nostro blog.

Riprendiamo più tardi la strada del ritorno seguendo il più possibile la via che scende sulla sinistra orografica del vallone. All’altezza di un ponticello, già verso il fondo, ci fermeremo ad ammirare il vallone di Soustra con il lontano monte Losetta (3054 m) e, dall’alto, le grange del Rio (2007 m).

Poco più avanti lasciamo a destra il ricovero Carlo Emanuele III (2165 m) raggiungibile da qui con pochi minuti di cammino, oggi ben custodito da un gruppo di stambecchi.

Proseguendo in discesa sugli ultimi tornanti ci riportiamo alla base, con gli occhi, la mente e il cuore ancora intrisi dei meravigliosi panorami appena visti.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (6)


  1. Bella gita e splendida descrizione come sempre.Fatta con le ciaspole o ramponi?


    • Grazie Claudio. L’abbiamo fatta con le ciaspole ma, data la poca neve, le abbiamo calzate solo dopo le grange del Bersagliere. Ora, sicuramente, di neve ce ne sarà meno e con le temperature odierne potrebbero servire i ramponi.

  2. oscar casanova


    Bravissimo Elio. ricordo con piacere di avere accompagnato amici, un paio di volte ed in estate, sulla cima delle Rossette; hai descritto molto bene questo splendido belvedere panoramico, forse meno conosciuto e visitato di quanto merita.Come diciamo nel CAI: Excelsior!


    • Grazie Oscar. Non l’ho mai salito in estate, ma penso sia altrettanto splendido per i colori e la splendida flora alpina che colonizza la parte alta. Mi hai messo una pulce nell’orecchio… Ciao

  3. Ernesto Aloia


    Salita domenica, prima parte semplici scarponi, poi dalle Grange del Bersagliere abbiamo usato i ramponi fino a sotto la cima, dove per mancanza di neve li abbiamo dovuti togliere. Al ritorno, visto che la neve cedeva, abbiamo usato le ciaspole fino alle Grange. Grande vento e panorama stupendo con le nuvole basse che a poco a poco riempivano la valle.

Il tuo commento

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.