Punta la Piovosa

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (2)

  1. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di questa mattina mi ha portato in Valle Maira a compiere l’ascensione di questa vetta dal nome curioso.
    C’è poca neve in giro in questo periodo ma continuo ad ostinarmi a proseguire con le ciaspole, così devo per forza puntare a quote più elevate, non ha caso la maggior parte delle ciaspolate che ho fatto finora di questa stagione sono oltre i 2500 m.
    Comunque la strada da Mondovì verso Tolosano è stata sgombra dal traffico così alle 8:30 sono alla borgata pronto a partire. Fa freddo (4 gradi sottozero) e il Vallone di Marmora è ancora in ombra.
    Non c’è nessun’altra macchina parcheggiata, sono il primo.
    Intraprendo la strada asfaltata verso il Colle dell’Esischie, la trovo sgombra di neve, non mi resta che caricare le ciaspole sullo zaino e proseguire solo con gli scarponi.
    I primi sprazzi continui e un po’ seri di neve e ghiaccio il trovo solo dopo 2 chilometri, poco prima dei primi tornanti del percorso, dove indosso le racchette.
    In realtà è più ghiaccio che neve e non sempre è continua.
    C’è davvero poca neve in giro…
    Solo dal bivio verso il Gias dell’Oliveto troverò un manto nevoso continuo fino alla vetta.
    La strada verso il Gias è abbastanza battuta ma le traccie di sciatori o ciaspolatori sono vecchie, si vede che da un po’ di tempo che nessuno ha fatto quel percorso, all’imboccatura della Combale dell’Oliveto mi compare la sagoma della Punta Tempesta che svetta nel cielo azzurro.
    Arrivo abbastanza in fretta al Gias dell’Oliveto dove mi riposo 5 minuti, studiando la via per arrivare alla mia destinazione, non mi ricordo bene la zona.
    Proseguendo la neve continua ad essere un blocco di ghiaccio anche fuori alle traccie battute, sono abbastanza indeciso se proseguire con i ramponi da ghiaccio che o portato ad affidarmi alla lame delle mie ciaspole.
    Intanto proseguo e, dopo un aver aggirato un piccolo rilievo che sovrasta il Gias, ecco che mi si presenta il vallone che porta verso La Piovosa, finalmente visibile a sinistra di un colletto in alto.
    E finalmente il Sole inizia a scaldarmi.
    La neve nel vallone è sempre ghiacciata ma il vento la resa tutta frastagliata, mi fa faticare non poco nelle pendenze più rilevanti non avendo il terreno un po’ liscio sotto i piedi, a seguire le vecchie traccie mi fa faticare ulteriormente così salgo a vista verso il colletto senza seguire niente.
    Infatti a risalire il vallone fino al colletto faccio davvero molta fatica, arrivo al colletto senza forze.
    La neve comunque è davvero poca, non più di una trentina di centimetri, davvero desolante per il periodo anche in rapporto all’anno passato dove c’era il quintuplo di neve rispetto ad adesso.
    C’è l’ultimo strappo da fare a sinistra prima della cima ma la neve è quasi assente e devo destreggiarmi tra massi vari ed erba a vista, e la pendenza qui è davvero elevata rischio di scivolare realmente.
    La vista del palo con la rosa dei venti mi da le ultime forze per arrivare in vetta alle 11:35, più di 3 ore dalla partenza.
    Il panorama però ha meritato questa fatica: le montagne della Valle Maira sono bellissime, neanche a dirlo il Monviso svetta su tutte, le più vicine montagne che confinano sulla Valle Grana sono imponenti, Punta Tempesta ed il Tibert su tutte.
    E si sta davvero bene: c’è poco vento e quando c’è non sembra nemmeno così freddo, il sole picchia forte ma rende la temperatura davvero gradevole, infatti mangio pranzo proprio sulla vetta.
    Dopo le varie foto alle 12:10 inizio la discesa.
    Il pezzo dei massi per arrivare la colletto è la parte più difficile in cui devo usare molta più cautela del solito.
    Noto che nel vallone non sta salendo nessuno…
    Scendo abbastanza velocemente, la strada asfaltata che porta a Tolosano si rivela eterna, sembra non finire mai.
    Alle 14:00 sono dalla macchina alla frazione ed è da sola in un piazzale totalmente vuoto.
    Lungo il percorso non ho trovato anima viva, sul terreno non c’erano traccie nuove a parte la mia, sembra che oggi sia stato davvero l’unico ad escursionare nel Vallone di Marmora!
    Una bella gita, resa faticosa dalla neve ghiacciata (i ramponi alla fine non sono stati necessari), ma il panorama dalla vetta ha ripagato il tutto, inoltre come tempo e temperatura la giornata era perfetta.
    Un saluto da Mattia da Mondovì.


    • Ciao Mattia, ti pensavo alla Tempesta oggi. Anche la Piovosa non è male e me la ricordo bene, ma abbastanza lunga. Peccato solamente essere da soli, in compagnia le cose belle si apprezzano di più.
      Ciao, a presto!

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