Escursione con racchette da neve al bivacco Sartore Danilo, 2440 m – Valle Maira

Il bivacco Sartore è sorto per volere della famiglia a perenne ricordo del figlio Danilo, promettente atleta di biathlon, amante dell'arrampicata e della montagna, deceduto per errore o fatalità a soli 22 anni in una palestra di roccia. Collocato sul percorso che da Saretto sale al Colle del Sautron il bivacco, inaugurato il 7 agosto del 2011, rimane sempre aperto offrendo un importante appoggio e riparo ad escursionisti e sciatori che transitano su questi sentieri dell’alta Valle Maira.
Accesso in auto: L’escursione al bivacco parte da Saretto (1525 m), penultima borgata prima di Chiappera, che si raggiunge dopo aver percorso, da Dronero, tutta la valle Maira. Arrivati al paesino si scende in direzione del laghetto (diventato oggi invisibile per via di un cantiere dell’Enel). Lasciare l’auto nel piazzale all’imbocco della strada che porta alle sorgenti del Maira.

Dati tecnici

  • Ascesa: 920 metri circa
  • Distanza: 8,4 km circa
  • Altitudine partenza: 1.525 metri
  • Altitudine massima: 2.440 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Grangia, Rifugio
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Non eravamo più stati quassù fin dai giorni dell’inaugurazione (vedi). Già da tempo ci eravamo proposti di tornare per vederlo spiccare tra la neve.

Sabato 15 marzo 2014. Dopo aver valicato il ponticello seguiamo la stradina immediatamente a destra (indicazioni per Colle del Sautron e sorgenti Pausa) che parte in leggera salita tagliando un lariceto.

Inizio del cammino dal ponte di Saretto. Al fondo si intravede il vallone che percorreremo

Lasciate per strada alcune diramazioni proseguiamo fino al suo termine.

Sulla stradina che taglia il lariceto

La traccia da seguire ora è quella che prosegue verso ovest, in direzione di un grande masso visibile dal basso che precede la sorgente Pausa (1920 m), prestando prima attenzione al tipo e alla quantità di neve presente sul percorso e valutandone i rischi.

Non esistendo con la neve un itinerario obbligato, saliamo alla meglio, zigzagando verso il grande masso che spicca in alto verso destra. Lo superiamo a sinistra mentre l’itinerario, facendosi più ripido e faticoso, va a sbordare sui lunghi tornanti della strada ex militare (sentiero Frassati) che proviene dalle sorgenti Maira.

In salita dopo il grande masso…

… verso i tornanti della strada ex militare

Continuando per un po’ nel taglio dei tornanti ci trasferiamo sul falso piano dove prende inizio un lungo vallone laterale; sul lato destro sono ubicate le grange Pausa (2056 m). Lasciato a destra il percorso che si inoltra verso le pendici del Monte Sautron, seguiamo per un breve tratto la pista che prosegue più a sinistra lungo il vallonasso di Sautron meridionale. In breve ci portiamo alla base di alcune pareti rocciose.

Lungo il vallonasso del Sautron meridionale

Lasciata nei pressi di una fontana la pista che procede verso il lontano Passo della Cavalla (direzione sud), procediamo verso ovest sul pendio che, diventando più ripido, risale alcune brevi balze susseguenti rompendo i tratti di maggior salita.

Arrivo ad una balza

Intanto, verso sinistra, notiamo molto distante la caratteristica mole arrotondata dell’Auto Vallonasso (2885 m).

Al fondo, la caratteristica forma arrotondata dell’Auto Vallonasso

Superate le brevi balze, compare finalmente vicino il bivacco, eretto nei pressi di alcune vecchie casermette.

Nelle vicinanze del bivacco

Arrivo al bivacco

Il luogo è stupendo, attorniato da panorami che la neve rende ancora più belli.

Un po’ di foto ricordo

Oggi non c’è nessuno nei paraggi. Siamo solo noi tre a goderci il panorama di una vista meravigliosa. Il silenzio che regna viene a tratti scalfito dal sibilo del venticello.

Vista a sud

Particolare del bivacco

A destra del bivacco si nota l’ex casermetta

Siamo sotto le pendici del Monte Viraysse (2838 m), della Pointe de la Reculaye (2775 m), de l’Aiguille de Barsin (2683 m) e del Monte Soubeyran (2697) che fotografiamo con teleobiettivo.

Il Monte Soubeyran ripreso col teleobiettivo

Dopo esserci rifocillati nei pressi della struttura, mentre il tempo sta leggermente volgendo al grigio, riprendiamo la via del ritorno seguendo lo stesso percorso dell’andata, contenti ed appagati per questa giornata trascorsa.

Ultimo sguardo al Danilo Sartore prima della discesa

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Esquiar en Val Maira

Esquiar en Val Maira

Bruno Rosano

1:20.000

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (5)


  1. Complimenti per il bellissimo reportage.


  2. Ciao, ritengo che il tratto della strada militare dopo le sorgenti uscendo dalla pineta sia molto pericoloso a causa delle numerose valanghe quindi assolutamente da sconsigliare questa escursione con neve instabile.


    • Ciao Luigi, quella che dici tu è la strada militare che dalle sorgenti del Maira taglia trasversalmente il versante nord-est sopra Saretto. Noi non abbiamo praticato quella strada, che è veramente pericolosa, ma quella che sale molto più in basso tra i larici, appena sopra il lago di Saretto.
      In ogni caso, ognuno si assume tutte le responsabilità nel seguire gli itinerari proposti, valutando di volta in volta tutte le possibili situazioni di pericolo, tornando indietro nel caso questo sussista. La montagna è sempre lì che ci aspetta. Arriveranno altri momenti buoni.


  3. Ciao, scusa ma nemmeno passando dal tornante che precede il cimitero di chiappera è sicuro il percorso. Comunque come dici tu ognuno è libero di scegliere l’itinerario che desidera salvo non mettere a rischio la vita dei soccorritori. Ho solo detto che è inopportuno e non privo di pericoli fare quella escursione.

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