Escursione con racchette da neve al Bric Arpiol (o Monte Tivoli), 1791 m – Valle Po

Il Bric Arpiol (o Monte Tivoli) è una cima poco pronunciata situata sulla destra orografica della Valle Po in posizione estremamente panoramica sul Monviso e le cime circostanti. Dall’alto del monte si dominano gli abitati di Crissolo e di Ostana.

Percorrere, da Saluzzo, tutta la valle Po in direzione di Crissolo. Superato l’abitato di Paesana, al bivio per Oncino si svolta a sinistra e si segue una strada a curve che nel tratto iniziale procede sotto incombenti pareti di roccia. Lasciare l’auto in un panoramico piazzale posto poco sopra la chiesa parrocchiale di Oncino. In altri momenti è possibile salire un ulteriore tratto con la macchina, ma al nostro arrivo lo spartineve sta ancora lavorando per ripulire strada.

  • Ascesa: 560 m circa
  • Distanza: 11,2 km circa
  • Altitudine partenza: 1.230 m
  • Altitudine massima: 1.791 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: borgata, grangia, passo, vetta
  • Equipaggiamento: racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Giovedì 6 marzo 2014. Dopo le recenti e abbondanti nevicate, per la nostra odierna escursione vogliamo cercare un luogo sicuro dai pericoli di slavine, ma nello stesso tempo che sia appagante sotto il profilo panoramico. Troviamo entrambe le combinazioni con la salita al Bric Arpiol, in alta Valle Po, nelle vicinanze di Crissolo.

La percorriamo senza ciastre salendo alcuni tornanti che costeggiano una piccola borgata; in poco tempo raggiungiamo lo slargo adiacente la borgata Porcili (1328 m). Oltre, la neve è ancora intatta. Le precipitazioni dell’altro ieri hanno lasciato a terra uno strato di neve fresca che raggiunge almeno i 60 cm.

Calzate le ciastre seguiamo il tracciato verso destra che a lunghi tornanti si inerpica nel bosco. La fatica si fa sentire fin da subito, poiché ogni pochi passi si crea all’interno delle racchette uno zoccolo di neve pesante e pressata di una decina di centimetri.

In un curvone scorgiamo, in basso a sinistra, la borgata Paschiè.

Mentre verso sud si stagliano grandiosi panorami che comprendono la Cima di Crosa (2531 m) e la Punta Rasciassa (2664 m), il nostro cammino procede nel susseguirsi dei tornanti che ora si dirigono verso nord.

Pian pianino inizia a comparire, in piccolo, la sagoma del Monviso che in seguito irromperà rubando la scena a tutto il paesaggio circostante.

Al termine di un rettilineo, prima di una curva a sinistra, costeggiamo un gruppetto di case (borgata Meisonette, 1536 m) poste sul lato destro della strada.

Poche curve dopo ci troviamo a percorrere un semicerchio verso sinistra sul pianoro ospitante una vecchia borgata. Raggiungiamo un piloncino votivo, immerso nella neve, dedicato ai santi Chiaffredo e Pancrazio. Dopo aver superato alcuni ruderi in pietra iniziano le prime case della bella borgata Tirolo (1618 m). Il luogo è idilliaco ed in posizione dominante sugli opposti versanti della val Po.

Allungando lo sguardo verso nord iniziamo a intravedere, ancora distante, la cima oggetto della nostra escursione mentre, sul retro, risplende in pieno sole il Monte Frioland (2720 m).

Superate le case della borgata, il cammino riprende quota tra alcuni arbusti compiendo un lunghissimo traversone a semicerchio (dovuto più che altro alla fatica su questo tipo di neve).

Al fondo (lasciata in basso una vecchia casa) risaliamo verso sinistra un pendio cosparso di massi erratici che s’interrompe quando raggiunge il Colle Arpiol (1768 m).

Panorama mozzafiato verso la parete est del Viso che pare di toccare con le mani. Le grange sparse sul colle contribuiscono ancora a valorizzare un quadro già di per sé spettacolare. La fatica, dovuta al tipo di neve, è passata in secondo piano alla vista di tanta bellezza.

Dal colle la salita al Bric, spostato verso destra, è veloce e si conclude in pochi minuti. Una croce in ferro, con un piloncino e statuetta della Madonna, ne segna il culmine.

L’unico neo è rappresentato da un pannello ripetitore posizionato pochi metri più in basso che rovina, in parte, il paesaggio. Dalla cima il panorama si espande verso Crissolo, 470 metri più in basso, e Ostana. Rivedo così, alle spalle di quest’ultimo, la Cima Ostanetta salita con le ciastre tempo fa.

Torniamo in seguito sul colle, in direzione delle grange per il pranzo, ma dobbiamo purtroppo abbandonare questo spettacolo meraviglioso ridiscendendo più in basso per il sopraggiungere di un gelido vento.

Troviamo posto al riparo presso una grangia della borgata Tirolo che regala una splendida vista panoramica in direzione del Colle Cervetto (2251 m).

Infine ritorno ad Oncino con occhi pieni di meravigliose immagini.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (7)


  1. Le vostre descrizioni sono sempre le migliori 🙂
    altro che le tristi pagine di Ciastre d’Oc o gli striminziti Gulliver.
    Sabato potrebbe essere giornata per tornare in attività, dite che su questa escursione c’è una bella traccia ora?
    Cercavo un dislivello circa 500 m per 1h30 min circa e panoramico fin da subito.
    Dato che è solo la 2° dell’anno volevo giocare bene le mie cartucce.
    Ciao e Grazie.


    • Ciao Valerio, intanto ti ringrazio per le gentili parole. Dopo la nostra salita non è più nevicato e sicuramente tanti avranno provato questa salita; troverai quindi la pista ben battuta e se continua con questo tempo tornerai a casa entusiasta.
      Ciao e… buona gita!!!

  2. Terenzio Ferrero


    Grazie per le escursioni che mi inviate sempre, ammirevoli.
    Posso chiedervi se avete qualche fotografia dell’arco alpino, visibile, dal campo di atletica di Cuneo, su cui vengono indicati i nomi delle cime delle montagne. Vi chiedo questo perchè mi piacerebbe, oltre a vedere da casa mia il bel panorama dalla Bisalta al monte Matto, mi piacerebbe conoscere i loro nomi. Il desiderio è tanto quello di conoscere il nome.
    Ciao e Grazie Terenzio (66 anni) appassionato della montagna.


    • Ciao Terenzio. Purtroppo non abbiamo una foto di tutto l’arco alpino che vorresti. Non ti nascondo che ho già pensato parecchie volte di farne una, anche perché viviamo nel posto più bello del mondo, e da Cuneo possiamo avere una visuale impagabile dei nostri monti. Comunque, visto che sei così appassionato, la trovi sul libro di Michelangelo Bruno, intitolato “Alpi sudoccidentali”. Ci sono foto con i nomi di tutto l’arco alpino cuneese.
      Grazie anche che apprezzi ilo nostro lavoro…
      Ciao.


  3. Ciao Elio. Vorrei chiederti come devo intendere i km indicati nella dicitura “sviluppo”. Se, in questo caso 11,2 km sono relativi alla somma tra andata e ritorno oppure si riferiscono alla sola andata. Grazie se vorrai leggermi. Saluti Brunella.


    • Ciao Brunella ti ringrazio molto per averci citati su facebook. Nello sviluppo noi indichiamo sempre i chilometri totali dell’escursione, come pure i metri di ascesa che possono comprendere varie salite e discese lungo il percorso. Com’è la neve da quelle parti? Ce n’è abbastanza? Grazie ancora!


      • Grazie Elio x la tua risposta immediata! Ora ho più chiaro cm intendere le informazioni Ke leggo su Cuneotrekking. Siamo partiti prima di Porcili. La strada è innevata a tratti fin da subito ma la neve è davvero poca tant’è che si cammina tranquillamente con gli scarponi. Le ciaspole le abbiamo messe a partire dalle case diroccate tenute quasi fino alla croce.

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