Escursione con racchette da neve al Bric Brusatà, 1714 m – Valle Vermenagna

Il Bric Brusatà è situato sulla destra orografica della val Grande (Vernante) e dista poco più di un chilometro in linea d'aria da Palanfrè. Lo si raggiunge da Folchi ed è situato a lato del percorso che conduce alla costa Campaula.

Da Borgo San Dalmazzo seguire la strada che porta a Limone Piemonte. Dopo aver superato Roccavione e Robilante ed essere giunti a Vernante, al semaforo svoltare a destra. Entrati in val Grande seguire la strada per Palanfrè. Dopo circa 5 chilometri da Vernante, raggiunto il bivio per Folchi, svoltare a sinistra lasciando l'auto all'entrata della borgata.

Il gelicidio degli ultimi giorni ha creato nella parte superiore del percorso condizioni pericolose a causa della presenza di uno strato di ghiaccio sul manto nevoso che potrebbe causare distacchi. Prestare quindi la massima attenzione: in caso di dubbi meglio rinunciare alla salita alla vetta.
  • Ascesa: 720 m circa
  • Distanza: 12,4 km circa
  • Altitudine partenza: 1.023 m
  • Altitudine massima: 1.743 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: borgata, gias, vetta
  • Equipaggiamento: racchette da neve
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Torniamo a Folchi in una giornata fredda con temperature a -7 °C per ripetere un’escursione fatta appena tre giorni prima. Dopo esserci lasciati alle spalle il “gelicidio” (brutta parola diventata di moda in questi tempi) siamo ansiosi di vedere com’è cambiato il manto nevoso.

A differenza della neve farinosa di domenica, questa volta lungo tutto il cammino di andata e ritorno avremo la sorpresa di trovarlo duro e consistente, quindi perfetto per le nostre ciastre. L’avessimo immaginato prima, sarebbero stati sufficienti i ramponi. L’escursione che proponiamo può essere variata e accorciata a propria discrezione (alcune scorciatoie si possono individuare) a seconda del tempo a disposizione o del tipo di neve incontrata.

Mercoledì 13 dicembre 2017. Parcheggiata l’auto all’entrata di Folchi percorriamo un tratto all’interno della borgata poi, piegando a sinistra, risaliamo la riva (est) incrociando, poco sopra le case, la strada che si allunga nel vallone Creusa.

Il percorso, dopo i primi tornanti, ci porta a costeggiare le case di tetti Giacolinet, e segue costantemente la strada innevata che pigramente va ad aggirare alcuni pendii più ad est.

Ignorato prima un bivio verso destra e superato in seguito il tetto Maron, procediamo verso l’incassato vallone di Creusa percorrendone la sinistra orografica.

In alto, sul versante opposto, si rendono intanto chiaramente visibili il monte Vecchio (1919 m), il colle Arpiola, (1700 m), il Bric Castea (1801 m) e il Bec Baral (2130 m). Seguendo pedestremente la strada, dopo un bel po’ di percorso approdiamo a uno slargo del vallone.

Poco più avanti, un tornante volta verso nord tagliando alcuni boschi di castagni e prosegue a lambire le case dei tetti Creusa (1390 m). Qui incontriamo uno sci alpinista e sarà l’unica persona che avremo il piacere di vedere in tutta la giornata.

Nel successivo tratto di strada rientriamo nuovamente in territorio boschivo e dopo aver aggirato sul finire una paretina rocciosa svoltiamo su una seconda radura, più ampia della precedente, sede del gias Creusa sottano (1541 m).

Dopo l’ultimo caseggiato adibito a riparo, svoltiamo a destra (ovest). Per aggirare un pronunciato poggio percorriamo in salita un segmento che porta in direzione di un versante privo di alberi.

A circa metà altezza, onde evitare rischi di slavine, tagliamo in diagonale verso destra per superare un corto boschetto di faggi.

Al termine del bosco, tornati sul pulito, svoltiamo a sinistra sulla traccia che si dirige alla costa Campaula.

Poi la lasciamo proseguire verso l’alto approdando invece, verso destra, su un cucuzzolo dal quale ora si rende visibile a nord-ovest la lunga costa del Pianard e le cime innevate del Bec d’Orel e del Bussaia.

Da qui spicca a breve distanza il Bric Brusatà, la nostra meta. Con un taglio trasversale ci portiamo alla base del tratto di salita poi, svoltando a destra, percorriamo la cresta innevata rimanente fino alla cima.

Durante questo ultimo tratto del crinale notiamo sulla neve preoccupanti segni di spaccature del manto nevoso, che risaliamo ponendo la massima attenzione (attenzione! in caso di dubbi meglio rinunciare).

Dopo le consuete foto torniamo indietro sui nostri passi e, senza rifare il medesimo percorso dell’andata, scendiamo un tratto nel vallone sottostante (rivolto a est) per andare a riprendere, poco prima dell’imbuto finale, un bel sentiero sulla destra tra gli alberi che prosegue in cresta per un buon tratto.

Quando arriviamo ad un trivio di sentieri (segnato da numerose tacche bianco/rosse sugli alberi), seguiamo quello di destra che con un diagonale discendente ci riporta presso le case dei tetti Creusa (1390 m) che ci attendono per il pranzo.

Due tronchi di frassino ci faranno da sedile verso un belvedere panoramico di tutto rispetto.

Qui rivediamo lo sci alpinista già incontrato all’andata, che ci conferma la pericolosità di certi tratti da lui incontrati (i classici “whoom” di assestamento e neve ghiacciata).

Al termine riprendiamo la strada che con percorso sinuoso ci riporta a Folchi.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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