Escursione con racchette da neve al Bric Cassin – 2636 m – Valle Maira

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Il Bric Cassin è la cima di uno spallone trasversale inserito a nord-ovest del monte Cassorso e del Passo della Gardetta. Lo si raggiunge percorrendo il Vallone di Unerzio fino allo spartiacque che lo separa dall’altipiano della Gardetta, poi seguendo un tratto della cresta nord-ovest fino alla cima.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.150 metri circa
  • Distanza: 15,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.494 metri
  • Altitudine massima: 2.636 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: borgata, passo, vetta
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

18 gennaio 2011.

In compagnia di Gelu, Riccardo e Luciano raggiungo la borgata di Chialvetta (1494 m). Lasciata l’auto sul piazzale antistante, ci inoltriamo tra le case che salgono verso la Parrocchia. Ai piedi della chiesa parte un sentiero tra i frassini che si inoltra sulla destra del Vallone di Unerzio.

Tralasciato più avanti, a sinistra, un ponticello, proseguiamo la salita con pendenza moderata per andare a raggiungere la bella borgata di Pratorotondo (1629 m). La superiamo inoltrandoci subito dopo su una traccia infossata ai bordi di un lariceto raggiungendo, poco distante, la piccola borgata di Viviere (1713 m) (fontana all’uscita).

La fontana all’uscita di Viviere

L’itinerario prosegue sul sentiero che piega verso destra poi, fiancheggiando alcuni massi, punta dritto verso l’interno del bosco portandosi più in alto sulla strada innevata che conduce a Prato Ciorliero.

A lato della strada una scorciatoia (indicazioni Passo della Gardetta) va a tagliare qualche tornante avvicinandosi alla Rocca Limburny. Protetti ai due lati della strada da un primo sbarramento di fortificazioni, erette all’inizio del secolo scorso e facenti parte del Vallo Alpino, seguiamo ora un tratto di percorso più pianeggiante che serpeggia in un grazioso boschetto di larici.

Al termine di una leggera salita, affianchiamo un piloncino sacro che segna l’ingresso a quella magnifica distesa pianeggiante denominata “Prato Ciorliero” (1941 m).

Arrivo in salita al piloncino di Prato Ciorliero

Sulla destra del pianoro alcuni edifici ex militari sono lì a ricordarci che non molto tempo fa, da queste parti, doveva esserci un gran movimento di truppe. Li oltrepassiamo per iniziare una lunga salita in questo meraviglioso vallone ascendente superando alcuni sciatori svizzeri che stanno andando nella nostra stessa direzione. A circa metà vallone abbandoniamo la traccia che sale in direzione del Passo della Gardetta per seguire quella che progressivamente si sposta al centro per poi obliquare verso sinistra in un valloncello adiacente.

Lungo il vallone che sale al Passo della Gardetta

In salita nel valloncello adiacente

Salendo di quota sorpassiamo alcuni bunker militari ben mimetizzati (facenti parte di un secondo sbarramento) poi alcune serpentine ci conducono sulla cresta, a sinistra e ad una quota maggiore (2500 m) del Passo della Gardetta.

Ora si apre un nuovo sipario sul vastissimo altipiano della Gardetta. Al fondo, spiccano la sagoma slanciata di Rocca la Meja, il Bric Servagno, il Monte Bodoira, via via fino ad arrivare alla vicina Rocca Brancia. Con quest’ingresso ci lasciamo alle spalle il monte Scaletta, la cima di Vanclava e la mole spettacolare dell’Oronaye.

Poco prima del colletto

Arrivo al Colletto con vista su Rocca la Meja

In compagnia di Roberto, simpatico compagno di viaggio ligure che ci ha raggiunti con le ciastre, saliamo lo spallone che si innalza verso il Cassorso (2776 m); dopo qualche zig-zag, deviamo a sinistra in direzione dell’evidente, facile e panoramica cima del Bric Cassin, dove abbiamo modo di ampliare la nostra visuale sul resto delle Alpi Cozie. La giornata limpida e soleggiata ci permette una vista unica ed eccezionale a 360 gradi.

In salita verso il Bric Cassin

Arrivo sul Bric Cassin

A sinistra il Monte Cassorso visto dalla cima

Sulla cima

Dopo una ventina di minuti trascorsi su questo pulpito e salutato Roberto che resta ancora a contemplare, non ci rimane che scendere per cercarci un buon posto per rifocillarci.

Lo troviamo appena sotto il colletto nei pressi di una protuberanza rocciosa, con vista eccezionale sull’altipiano sottostante.

Preparativi per il pranzo con vista sulla Gardetta (al centro della foto si vede il rifugio)

La giornata mite e soleggiata, la soddisfazione di trovarci in un posto tanto bello, il sapere che ora potremo gustare i buonissimi grissini e il pane di Luciano fatti in casa, il tutto innaffiato da un buon vinello, caffè e genepy… non ci può far desiderare nulla di più.

Dopo una bella oretta trascorsa in allegria dispiace abbandonare questo panorama ma ci tocca, ancora una volta, riprendere la via della discesa. Andremo a ripercorrere le tracce lasciate la mattina nell’ampio vallone accompagnati da una vista d’eccezione sulle cime circostanti.

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Spettacolo di cime durante la discesa

Scendendo da Prato Ciorliero

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 111, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Valle Maira, Acceglio, Brec De Chambeyron

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (2)


  1. Bellissima gita.
    Insieme a 3 amici l’ho fatta ieri (26/2/12) anche grazie alla vs descrizione. Tempo stupendo anche per noi. Veramente un paradiso …

    Saluti.
    Enrico C. (GE)

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