Escursione con racchette da neve al Bric dell’Oliveto, 2415 m – Valle Maira

Il Bric dell’Oliveto è una cima arrotondata situata sulla destra orografica del vallone di Marmora, vallone secondario fra i più belli e interessanti della Valle Maira, al cospetto di Punta La Piovosa e Punta Tempesta.
Il termine Oliveto, in questo caso specifico, molto probabilmente deriva dalla voce "ulivass" che significa zona ricoperta da licheni verdi.

Accesso in auto:

Da Cuneo si raggiunge Dronero, poi si segue tutta la strada della Valle Maira fino a Ponte Marmora. Lì, nei pressi della centrale Enel, si svolta a sinistra in direzione di Canosio. Poco prima del paese, al bivio, mantenendo la sinistra si sale verso Marmora. Seguendo i cartelli stradali che indicano Tolosano o Colle di Esischie, dopo alcuni chilometri di strada asfaltata si giunge di fronte alla borgata dove abbiamo parcheggiato l’auto.

Dati tecnici

  • Ascesa: 900 metri circa
  • Distanza: 14,3 km circa
  • Altitudine partenza: 1.516 metri
  • Altitudine massima: 2.415 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: grangia, vetta
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Avevamo un conto in sospeso con il Bric dell’Oliveto, provato qualche tempo fa, ma rimasto da salire nell’ultimo tratto per un problema di un aggancio difettoso alle ciastre di Martino.

Per colmare la lacuna ritorno volentieri oggi, con Fulvio, in questa zona della Valle Maira che nasconde nel suo interno una grande quantità di interessanti itinerari per lo scialpinismo e per le ciastre. Per questa escursione siamo saliti con l’auto fino alla borgata Tolosano, raggiunta arrivando dalla Valle Maira.

A Ponte Marmora, nei pressi della centrale Enel, abbiamo svoltato a sinistra in direzione di Canosio. Poco prima del paese, al bivio, mantenendo la sinistra siamo saliti verso Marmora. Seguendo i cartelli stradali che indicano Tolosano o Colle di Esischie, dopo alcuni chilometri di strada asfaltata siamo giunti di fronte alla borgata dove abbiamo parcheggiato l’auto. 

L’escursione segue il nastro d’asfalto che pigramente sale verso il Colle d’Esischie. Il percorso iniziale è tranquillo e ricalca pedestremente la lunga strada.

In salita nel vallone di Marmora

Superata quasi subito una baita molto ben ristrutturata ci si immerge nel lariceto proseguendo sulla destra orografica del vallone. Notiamo fin da subito, qua e là, che anche da queste parti la neve è stata raggiunta e chiazzata dalla sabbia gialla del deserto del Sahara. Ad ogni chilometro percorso un cartello indica la pendenza della strada e i km mancanti al raggiungimento del Colle.

Dopo aver affiancato, più avanti e sulla riva opposta, le grange di Ischia sottana alcuni tornanti stradali ci fanno recuperare velocemente dislivello. Altri tornanti, più avanti, ci conducono nelle vicinanze delle grange della Pieccia (4,58 km dalla partenza). Poche decine di metri prima, sulla sinistra, lasciamo la strada che sale in senso inverso nel nascosto vallone dell’Oliveto e alle omonime grange.

Continuiamo il percorso superando ancora alcuni curvoni poi, nei pressi di un cartello indicante le grange Lauset (1975 m), svoltiamo a sinistra andando a raggiungerle sul bel ripiano dove sono poste (km 5,34 dalla partenza). Verso est, di fronte a noi, è possibile ora notare il tragitto rimanente che ci condurrà fino alla cima.

Dalle Grange Lauset verso il Bric, visibile al centro della foto

Fin qui abbiamo camminato su neve portante senza l’ausilio delle ciastre; ora la neve si è rammollita e le dovremo calzare. Ripreso immediatamente il cammino che prosegue in salita, andiamo a superare i vari dossi che si presentano lungo il percorso.

Dopo un primo terzo di strada facciamo una deviazione, tra i larici, verso destra puntando poi direttamente alla sella ancora lontana e posta in alto sopra di noi.

Deviazione tra i larici

Alle nostre spalle si allarga la visuale verso il termine del vallone

Il Bric dell’Oliveto

Salendo lungo le pendici del Bric

Al termine di un lungo spostamento la raggiungiamo e subito, al di là, compare il versante opposto del vallone dell’Oliveto. Svoltiamo ora a sinistra per seguire il ripido crinale che ci accompagna sulla cima (km 7,12 da Tolosano).

Il Bric dell’Oliveto visto dalla sella

Negli ultimi metri. Si nota chiaramente la neve colorata dalla sabbia del Sahara

Dalla sella verso la cima

Possiamo ora ammirare lo stupendo panorama rivolto verso il vallone di Marmora, con la Costa Chiggia (2156 m) in lontananza, ma soprattutto è bellissimo quello rivolto verso le vicine Punte Piovosa (2602 m), Tempesta (2679 m) e Sibolet (2584 m).

Sulla cima

Punta la Piovosa

Punta Tempesta

Molto interessante anche uno sguardo sul lontano versante nord-ovest della Valle Maira, con le cime del Cassorso e dell’Oronaye in evidenza.

A sinistra il Cassorso; in fondo l’Oronaye

Bello, soprattutto, il colpo d’occhio sul versante sud completamente coperto da un lenzuolo di candida neve.

Sguardo a sud

Veduta verso il termine del vallone di Marmora

Dopo le consuete fotografie ridiscendiamo dapprima alla sella per proseguire nella lunga discesa fino alle grange Lauset.

Conclusa la pausa pranzo circondati dal bel panorama riprendiamo la discesa che ci ricondurrà a Tolosano.

Discesa verso le grange Lauset

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (4)


  1. Che meraviglia!…siete super allenati a far quasi 15 km e 1000 mt di dislivello con le ciaspole,mi sa’ che questo itinerario me lo terro’ buono per le altre stagioni!:-)…complimenti e ancora una volta belle foto,grazie ciao!

  2. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di oggi l’ha decisa Silvia ma purtroppo ieri sera abbiamo avuto una cena con amici in cui non ci siamo risparmiati sul mangiare.
    Così che stamattina alle 6:00 Silvia è stata male per cattiva digestione e quindi anche stavolta devo compierla da solo.
    Nemmeno io sono in forma al 100% ma decido lo stesso di partire, non avendo pensato ad alternative intraprendo la destinazione decisa dalla mia morosa.
    Così eccomi alle 8:10 a Tolosano, Marmora, per andare al Bric dell’Oliveto.
    Alla partenza fa davvero freddo, ci sono -6 gradi ma il cielo è sereno e non c’è vento.
    La neve alla partenza sulla strada che porta verso il Colle d’Esischie è stata battuta dai precedenti escursionisti ma ai lati noto che la neve è un po’ farinosa.
    Salgo con tranquillità la strada, ogni tanto tagliando qualche tornante seguendo le traccie degli sci-alpinisti.
    Dopo 1 ora e mezza arrivo al Grange Lauset e finalmente compaiono il Sole a scaldarmi e la mia destinazione alla mia sinistra.
    Qui la traccia che stavo seguendo finisce al Grange, lungo la Comba Castellazzo nessun segno di passaggio d’escursionisti.
    Mi tocca aprire le danze.
    La neve come avevo già visto è farinosa ed affondo di circa 30 centimetri.
    Puntando dritto verso la mia metà più in alto mi ricongiungo a svariate traccie di sci-alpinisti precedenti nascosti alla mia vista in precedenza, seguo quella che mi sembra più marcata e sicura.
    Questo sciatore deve aver visto la vostra pagina qui su Cuneotrekking, segue la vostra traccia con la deviazione tra i larici saltando così qualche ripida salita tra i vari sali e scendi della comba.
    Il Bric s’avvicina sempre di più ma il mio stomaco mi gioca dei brutti scherzi da metà salita in poi, la cena si fa sentire anche su di me, per fortuna due sciatori sono dietro di me più distanti, in caso di necessità non sono completamente solo.
    Tra molte fermate per i miei problemi gastrici (le gambe invece se la cavano molto bene) arrivo sotto le pareti del Bric e la traccia dello sciatore svolta verso il Monte Pelvo ed il Sibolet, mancano poche decine di metri alla sella e decido di puntare dritto verso essa, creando una nuova via sulla neve.
    Qui s’affonda di più di prima anche di mezzo metro.
    Arrivo alla sella alle 11:10 e vedo la salita del Bric dell’Oliveto intonsa da traccie.
    Provo a salire ma qui succede il fattaccio: alla prima rampa ripida la neve non tiene!
    Le ciaspole scivolano non trovano una superficie dura su cui fare presa, torno giù per montare i ramponi ma anche con loro scivolo, non è superficie abbastanza solida per loro.
    Sto rischiando troppo, la paura inizia a montare e decido di non andare in vetta.
    Mancavano solo poche decine di metri di dislivello da fare però i pendii intorno sono ripidi in caso di caduta…
    Torno alla sella per riposarmi un attimo e per smaltire la delusione, mi tranquillizzo e noto il panorama intorno a me che è stupendo: tutte le montagne del Vallone di Marmora sono belle visibili e sono grandiose.
    Per tutta la gita siamo con la temperatura sottozero ma il Sole riscalda bene sulla sella e il vento non soffia.
    C’è un silenzio oserei dire assordante, non si sente niente di niente se non i miei movimenti ed il mio respiro.
    Alle 11:30 inizio la discesa, intanto i due sciatori dietro di me in salita puntano verso il Sibolet, ed altri salgono nella comba.
    Nello scendere i punti più ripidi le ciaspole non tengono tanto e due volte ho fatto un bel capitombolo per terra senza conseguenze se non il freddo della neve in faccia.
    A Mezzogiorno circa sono già al Grange Lauset dove decido di fermarmi, lo stomaco mi da sempre problemi ma cerco di magiare qualcosa per darmi qualche energia in più.
    Riparto dopo 20 minuti per tornare a Tolosano, lungo la strada asfaltata incontro i primi ciaspolatori dopo diversi sci-alpinisti.
    Alle 13:30 sono dalla macchina a Tolosano.
    Una gita che non ha avuto l’esito che m’aspettavo, tra malanni vari e neve non troppo sicura verso la vetta non sono riuscito a raggiungere il Bric, però ho visto altre possibili prossime escursioni in zona aggiornando il mio “Google Maps mentale” della zona.
    Un saluto da Mattia di Mondovì.


    • Ciao Mattia. Eccoti alle prese con un’altra bella escursione. E’ un vero peccato arrivare a pochi metri dalla cima e non poter essere lì a gustarsela appieno. Comunque ti ammiro proprio per questo, e non sei il solo. Ci sono grandi alpinisti che a pochi metri dalla vetta hanno rinunciato per motivi di sicurezza. Ci puoi sempre tornare un’altra volta, magari senza avere tutto quel peso sullo stomaco per aver mangiato troppo nella serata precedente. Credo comunque ti sia piaciuto ugualmente questo percorso. Noi invece siamo tornati sul Birrone (che tu hai fatto da poco) e pochi giorni prima al gias Pittè (che hai fatto anche tu ultimamente). Appena si abbassa il pericolo valanghe ci possiamo sentire. Ciao da tutti noi.

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