Escursione con racchette da neve al Bric Mindino, 1879 m – Val Tanaro

Il Bric Mindino è una cima arrotondata situata sulla sinistra orografica della valle Tanaro. Punto d’incontro tra le valli Tanaro, Casotto e Mongia ha la caratteristica di offrire, meteo permettendo, un sublime panorama sulle Alpi Liguri e, a sud-est, verso il mare.
Accesso in auto: La Colla di Casotto si raggiunge da Ceva seguendo la statale 28 fino a Garessio. Verso il termine del paese, subito dopo l’ufficio postale, si svolta a destra sulla provinciale 178 (via Pian dei Prati) e la si percorre per 12/13 chilometri fino ai primi condomini del comprensorio sciistico di Garessio 2000. Oltre, la strada scende nella val Casotto.

Dati tecnici

  • Ascesa: 520 metri circa
  • Distanza: 8,4 km circa
  • Altitudine partenza: 1.379 metri
  • Altitudine massima: 1.879 metri
  • Difficoltà: T (Turistico)
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Da Garessio raggiungiamo la Colla di Casotto (1379 m). All’arrivo parcheggiamo sul lato destro della strada.

Le previsioni meteo davano tempo migliore, ma qui troviamo grigio e vento forte. Altri escursionisti si fermano con la macchina poi, vista la situazione, ripartono. Non ci facciamo impressionare e seguiamo la sterrata a destra della strada asfaltata. Dopo un’ottantina di metri la abbandoniamo per inoltrarci a sinistra su un sentiero abbastanza mal ridotto in seguito alle disastrose precipitazioni di dicembre.

Questa deviazione ci consente di accorciare un po’ il percorso di salita che per gran parte si sviluppa sulla strada costruita appositamente per portare la grande croce eretta a ricordo dei caduti in guerra.

Il tratto iniziale scorre all’interno di una faggeta al riparo dal vento e raggiunge più sopra il bivio per il colle di Pratorotondo e Rocca della Madonna che lasciamo alla nostra destra e che potrebbe diventare la strada di ritorno.

Bivio

Seguendo i tornanti della strada in faggeta raggiungiamo infine la radura che porta alla gran croce già visibile a distanza.

Nel tratto dopo la faggeta

Negli ultimi tornanti

Il vento ha ripreso la sua potenza e raggiunta la vetta scattiamo alcune foto.

Arrivo alla prima croce

Veduta verso Garessio

La croce, altissima, è stata eretta nel 1969 a ricordo dei caduti di tutte le guerre.

Dal piedistallo

L’altissima croce

Con il tempo bello da quassù dovrebbe esserci una veduta strepitosa, ma le condizioni odierne non ci permettono di fermarci oltre e non abbiamo neanche voglia di tornare compiendo un anello.

Riusciamo comunque a localizzare il Monte Antoroto. Tornando sui nostri passi ci fermiamo nel bosco al riparo dal vento per consumare due panini, poi nuovamente sulla strada del ritorno a Colla di Casotto.

Sulla strada del ritorno…

…a Colla Casotto

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Locanda d’Upega

Locanda d’Upega

Upega

Cartografia essenziale

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Institut Geographique National

Marguareis, Mongioie

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (5)


  1. Ciao Elio grazie per le tue ottime escursioni non vado quando c’è la neve ma da provare in altri periodi.


    • Ciao, sicuramente le escursioni con le ciastre sono molto più faticose. Ciao


      • Ciao e grazie per la risposta certo si fa’ + fatica sicuramente ripagata da panorami fantastici bisogna essere attrezzati ed esperti ma è anche pericoloso perchè sotto la neve non sai cosa si puo’ nascondere.
        Grazie per le bellissime immagini che condividete.

  2. claudia mattiauda


    Cari amici di Cuneotrekking davvero un peccato per le condizioni del tempo sfavorevoli. In effetti in una giornata tersa la sua posizione isolata lo rende un punto panoramico di straordinario interesse nonostante la modesta elevazione. L’ultima volta che ci sono stata ho trovato anch’io un vento talmente forte che ho fatto una brevissima sosta sulla cima per poi ripararmi nella baracchetta in lamiera poco sotto la croce più bassa (non so se ci sia ancora). Complimenti comunque per non arrendervi mai neppure di fronte a condizioni di tempo non proprio favorevoli e grazie per le foto sempre belle che ci regalate.


    • Ciao Claudia. Eh si, ci è dispiaciuto non trovare la giornata ideale per quell’escursione, proprio per il bel panorama che avremmo potuto avere sulla riviera ligure ma anche verso il Pizzo d’Ormea e il Mongioie. Comunque siamo rimasti ugualmente contenti.
      P.S. La baracchetta in lamiera c’è ancora, ma il vento si conficcava all’interno e per pranzo abbiamo dovuto scendere più in basso. Ciao.

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