Escursione con racchette da neve al Colle dell’Ortiga – 1774 m – Valle Stura

Il colle dell’Ortiga (che collega Demonte a Valloriate) è situato sul crinale divisorio tra la Valle Stura (all’altezza di Demonte) e la Valle Grana, ed è compreso tra la Rocca Radevil ad ovest e il Beccas di Mezzodì ad est.

Tra il 7 ed 8 agosto del 1744, proprio al Colle dell’Ortiga si svolse una grande battaglia tra le truppe dell’armata franco-spagnola e quelle piemontesi che dovettero soccombere. Alcuni resti di quella battaglia, pare giacciano ancora nel sottosuolo del Colle. Ecco perchè tanti appassionati di cose antiche salgono ancora oggi da queste parti col metal detector per cercarne i resti.

Accesso in auto: Raggiunto Demonte lo si percorre per la via centrale. Dalla piazza in testa al paese, prendere immediatamente a destra (piazza Renzo Spada) poi via Paschero per un corto tratto, quindi, sulla destra, via Gerbido e subito a sinistra via Perosa. Si continua oltrepassando la frazione Perosa, poi le borgate di Parafauda e Saret fino a raggiungere le case Ronvello (1064 m).

Dati tecnici

  • Ascesa: 790 metri circa
  • Distanza: 14,8 km circa
  • Altitudine partenza: 1.064 metri
  • Altitudine massima: 1.774 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Vogliamo usare questo sabato di marzo per fare una gita non troppo impegnativa ma che ci riservi, nel contempo, almeno un buon paesaggio.

Posata l’auto appena oltre le case del Ronvello, con Valerio mi metto in movimento alle 8:18 del 26 marzo lungo la carrareccia che prosegue in salita dopo il gruppo di case. Qualche centinaio di metri oltre, sulla strada che continua alla sinistra del cucuzzolo dove sorge la solatìa Cappella del Ronvello, oltrepassiamo il ponticello sul rio Fons, quindi proseguiamo verso alcuni tornanti.

La chiesetta della Madonna del Ronvello

Verso il Colle Angelino

Staccando sulla destra un tratto di strada che porta alle borgate di Alberetto inferiore e superiore, continuiamo (indicazioni) in direzione del Colle Angelino.

Altri tornanti si susseguono per portarci tra le case, ormai in rovina, di Tetto Montrosà (1355 m); la marcia si sposta quindi verso il valloncello del rio Fons. Poi la strada punta verso ponente ed acquista velocemente quota fino allo spartiacque dove è ubicato il Colle Angelino (1419 m). Lasciata, a sinistra, la stradina per il Colle delle Ferriere (1579 m), seguiamo quella per il Colle dell’Ortiga.

Dopo aver attraversato alcuni boschi di conifere, aver oltrepassato un rudere, ci immergiamo in un bel viale di faggi che accompagnerà il nostro cammino per un buon tratto.

Il viale di faggi dopo il Colle Angelino

Usciti più avanti allo scoperto, ci troviamo circondati da una pineta, dove, su un lato giace nella neve una roulotte abbandonata. Continuando la salita tra pini e larici, usciamo, più avanti, su un bellissimo pianoro, dal quale si prospetta una deliziosa panoramica sulla conca appena raggiunta e sulla lontana Rocca Radevil (1957 m), mentre a sud sono ben visibili tutte le cime delle Marittime.

Uno slargo nella pineta

Dal pianoro è visibile, al fondo, la Rocca Radevil

A sud spiccano le Marittime

Un ultimo quarto d’ora nella pineta in direzione nord-ovest per raggiungere, alle 10:40 il Colle dell’Ortiga (km 6,5 di percorso dalla macchina).

Arrivo al Colle dell’Ortiga

Valerio al Colle

Ottimo è il paesaggio che si prospetta sul vallone di Coumboscouro e, a nord, verso il Monviso. La vista viene però subito attratta dalla svettante Rocca Radevil che, sul momento, decidiamo di salire. Con uno spostamento di ulteriori 900 metri, risaliamo prima un grosso cumulo di neve per portarci gradatamente sotto le sue rocce dove, purtroppo, possiamo solamente constatare che, almeno per oggi, è meglio desistere dalla nostra idea. La presenza di neve molto pesante sui suoi ripidi pendii, pronta a slavinare, non ci lascia dubbi.

In salita verso la Rocca Radevil

In salita verso la Rocca Radevil

In salita verso la Rocca Radevil

Purtroppo la neve è abbondante e pericolosa

Valerio sta confrontando Garmin e MyNav (al fondo il Beccas del Mezzodì)

Dispiace trovarci ad un centinaio di metri dalla cima e rinunciare, ma siamo certi di aver fatto bene. Trovato allora un buon posto nelle vicinanze facciamo la sosta per il pranzo con un gran paesaggio di sfondo. Più tardi ritorneremo sui nostri passi calpestando una neve sempre più fradicia e pesante.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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