Escursione con racchette da neve al Gias sottano del Colle, 1586 m – Valle Pesio

Il Gias Sottano del Colle è situato in una conca al termine del vallone di Rumiano (Valle Pesio), di fronte alle strapiombanti e incombenti pareti calcaree delle punte Agugion (2132 m) e Mirauda (2157 m).

La base di partenza dell’escursione si raggiunge svoltando a destra dopo due piccoli tornanti situati un chilometro e mezzo prima della Certosa di Pesio (indicazioni stradali). Un successivo corto tratto di strada conduce ad uno slargo in prossimità del ponticello che scavalca il rio Rumiano.

  • Ascesa: 740 m circa
  • Distanza: 12,8 km circa
  • Altitudine partenza: 850 m
  • Altitudine massima: 1.586 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: gias
  • Equipaggiamento: artva, pala, racchette da neve, sonda
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Nell’escursione da noi fatta al Gias Sottano Pittè qualche tempo fa, dall’alto della cima La Tourra (1611 m), avevamo notato nella parte superiore del vallone di Rumiano, scartata in quell’occasione, un gias (alpeggio con rustico) collocato in posizione incantevole sotto le imponenti pareti della cima Mirauda.

La curiosità di allora ci ha spinti, Fulvio, Silvio ed io, a salire oggi fino a quel posto.

Un cartello (Gias Pittè) alla partenza (850 m circa) è posto sul fianco della pista forestale innevata su cui inizieremo l’escursione, a sinistra del rio. Dopo aver percorso qualche centinaio di metri scavalchiamo un ponticello passando sulla destra orografica del vallone.

Continuando in salita su terreno a tratti innevato seguiamo la strada senza prendere ulteriori deviazioni . Superati i 1000/1100 metri di quota il manto nevoso diventa continuo per cui calziamo definitivamente le ciastre. Il percorso che segue è interamente nel bosco di castagni, che si alterna lungo il tragitto a tratti colonizzati da conifere e faggi.

Dopo una buona percorrenza, poco prima di un tornante che svolta a destra, è posto un piccolo altarino in memoria di un ragazzo di trent’anni, certo Giraudi Secondo, probabilmente deceduto in questo luogo.

Più avanti, ad una curva a gomito, si svolta a sinistra e al termine del segmento di strada che segue, e prima del terzo tornante, ci troviamo ad un bivio. Siamo a circa 1300 metri di quota.

Abbandonata la strada che sale al Gias Pittè, svoltando a sinistra andiamo ad attraversare il rio Rumiano portandoci sulla destra orografica del vallone; notiamo fin dai primi passi che, rispetto a poco prima, il manto nevoso è tornato ad ispessirsi ed anche la neve è divenuta più portante.

Superate le prime curve iniziali, la salita entra nel vivo del canalone facendosi più decisa. I tornanti si alternano sempre più stretti sulla destra di una ripa scoscesa e boscosa e si moltiplicano per un lungo tratto conducendoci all’inizio di un lungo falsopiano superiore; sulla destra, semisommerso da una copiosa coltre di neve, compare il rustico in pietra del Gias sottano del Colle, mentre sulla sinistra della conca si rendono evidenti i picchi seghettati dei Gruppi di Sbergia.

Un ulteriore ripido tratto di salita ed eccoci arrivati nei pressi della malga. Nel cielo, che fino a un momento prima era limpido, si stanno formando strati nebulosi e questo ci spinge prima della sosta a salire ulteriormente fino al termine della conca. Riusciamo così ancora a scorgere a sud e ad ovest parti della Punta Mirauda (2157 m) e il crinale di Colla Piana rimanendo impressionati, nonostante la relativa bassa quota raggiunta, dalla quantità di neve presente sul posto.

 Affacciandoci poi dai Gruppi di Sbergia possiamo godere di una visuale insperata verso l’alta Val Pesio.

Scendendo verso il Gias, dove abbiamo intenzione di rifocillarci, notiamo in lontananza l’ultimo tratto di strada sotto cima La Tourra che conduce al Pittè.

Il tempo di mangiare in piena tranquillità poi, sotto il cielo sempre più nuvoloso, riprendiamo la discesa verso il basso.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (6)


  1. grazie a voi ho visto un altra zona a me sconosciuta…e vedo che c’e’ ancora tanta neve…mi segno anche questa!!!
    combinazione il giorno prima ero alla “Borgata Baudinet”…con un oretta di ciaspole si gode di un bel panorama,silenzio assoluto e dei “panettoni” di neve da disfare!!!:-)

    • Cuneotrekking


      Così ti abbiamo dato un’opportunità di conoscere un posto diverso. Noi ne siamo stati entusiasti. Ciao

  2. Wolfram Mikuteit


    La carta consigliata non è più disponibile. Mi può consigliare una alternativa?

    Grazie

    Wolfram

  3. Mattia Bertero


    Ciao a tutti.
    Oggi l’escursione della Vigilia mi ha portato a scegliere questa escursione nel Vallone di Rumiano perchè in quota sta soffiando un forte vento che avrebbe potuto essere pericoloso ed cercavo un posto riparato.
    Così alle 8:00 sono in partenza poco sotto la Frazione Rumiano seguendo la sterrata che entra nel vallone.
    Il tempo è sereno e ci sono 6 gradi, fa più caldo qui che a casa mia a Mondovì.
    Inversione termica che mi darà filo da torcere più avanti…
    Osservando il versante di salita mi accorgo che non c’è neve, così mi allaccio le ciaspole sullo zaino e proseguo con gli scarponi.
    La scelta si rivela giusta perchè la neve è molto discontinua fino a 20/30 metri prima del bivio con il Gias Pittè dove finalmente riesco a calzare le ciaspole.
    Non mi ricordavo quanto lo zaino diventasse pesante con le ciaspole attaccate…
    Dopo il bivio la neve si presenterà con uno strato di 30 cm circa di spessore per tutto il resto dell’escursione, gias compreso, ma con una peculiarità: non si è gelata, è molto pesante e si attacca sotto le ciaspole diventando pesante come cemento.
    In più devo aprirmi la strada e quindi si affonda come niente.
    L’inversione termica ha fatto danni…
    I tornanti per arrivare al gias sembrano infiniti, fatico molto a camminare con quella neve, sono costretto a fermarmi tante volte per riprendere fiato e forza nelle gambe.
    Ma non demordo e un passo alla volta arrivo al Gias Sottano del Colle alle 10:10, due ore e dieci dalla partenza.
    Non me l’ho ricordavo bene il posto, erano anni che non ci mettevo più piede, e devo dire che mi è piaciuto così isolato e vicino alle ripide pareti Nord di Punta Mirauda, con un pezzetto di pianura in lontananza.
    Arrivando una gradita sorpresa: la fontana del Gias è funzionante e posso rifornirmi di acqua fresca (gelata) di montagna; anche se il getto è molto altalenante e un paio di volte mi ha lavato il braccio.
    Resto li fino alle 10:50 prima di riprendere la discesa verso valle, si sta davvero bene come temperatura nonostante il sole si sollevi appena oltre il crinale dei Gruppi di Sbergia, ogni tanto arriva un venticello che non disturba.
    La discesa si rileva molto faticosa sempre per la neve poco portante, devo stare attento a non cadere a faccia a terra.
    Al bivio con il Gias Pittè trovo una roccia sgombra ed al sole, decido di pranzare li.
    Dopo aver mangiato faccio ancora 50 metri prima di togliere le ciaspole e continuare a piedi, le tengo in mano per farle asciugare e per non avere nuovamente il loro peso sulle spalle.
    Arrivo alla macchina alle ore 12:45.
    Non mi è dispiaciuta come escursione, la neve non è stata per niente ottimale ma almeno il luogo mi è piaciuto.
    Colgo l’occasione di augurarvi a tutti un Buon Natale e Felice anno nuovo.
    Un saluto da Mattia di Mondovì.


    • Ciao Mattia. Noi eravamo stati più fortunati perché di neve ce n’era parecchia e molto bella. Certo con il Föhn la neve diventa un grosso ostacolo. Bravo comunque. Ciao e a presto!

Risposte a Claus72

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