Escursione con racchette da neve al Gias sottano Pittè, 1628 m – Valle Pesio

Il Gias sottano Pittè è posto oltre la metà del lungo crinale alberato che da San Bartolomeo di Chiusa Pesio va a raggiungere il displuvio della Val Vermenagna (Colla Piana). La collocazione aperta e sopraelevata ne fa un magnifico belvedere su ampio tratto delle Alpi Liguri, dalla Cima Cars al Marguareis (2651), dalla Punta Mirauda (2157 m) alla Besimauda (2231 m).
Accesso in auto: La base di partenza si raggiunge dal tratto di strada che prosegue oltre la frazione di San Bartolomeo di Chiusa Pesio. Continuando verso la Certosa, dopo le piste di sci di fondo si superano due stretti tornantini; svoltando a destra a quello superiore, si entra nel Vallone Rumiano, trovando parcheggio per la macchina poco più avanti, nello spiazzo dove la strada gira verso una piccola borgata.

Dati tecnici

  • Ascesa: 780 metri circa
  • Distanza: 12,8 km circa
  • Altitudine partenza: 850 metri
  • Altitudine massima: 1.628 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

L’escursione che Gelu, Fulvio ed io ci siamo proposti oggi, venerdì 8 febbraio 2013, percorre buona parte del Vallone di Rumiano.

Il Gias sottano Pittè


Un cartello (Gias Pittè) alla partenza (850 m circa), è posto sul fianco della pista forestale innevata su cui inizieremo l’escursione, a sinistra del rio. Dopo aver percorso qualche centinaio di metri, scavalchiamo un ponticello passando definitivamente sulla destra orografica del vallone.

Un ulteriore piccolo tratto di strada ci porta ad un tornante che si dirige verso destra introducendoci, con pendenza regolare, tra boschi di castagni. Qui veniamo raggiunti dai primi raggi di sole. Al secondo tornante, lasciamo a destra una stradina che porta ai Tetti Tiracù.

Riprendiamo la graduale salita, sempre molto costante, che ci innalza rispetto all’ombroso vallone sottostante, nei boschi ora di conifere proseguendo per un lungo tratto di strada.

Momenti di salita sulla strada forestale

Raggiunta all’incirca la quota di 1300 metri, un tornante vira decisamente a destra. Lasciamo a sinistra una stradina minore che attraversa il rio in direzione di un ombroso valloncello che porta al Gias sottano del Colle (1588 m).

Prima della deviazione al Gias sottano del Colle

Il Gias sottano del Colle sotto la Punta Mirauda

Il nostro percorso riprende quota verso nord-est mentre appaiono sempre più evidenti, sulla parte opposta della Valle Pesio, il Monte Pigna (1768 m), la Cima Gardiola (1885 m) e la Cima Cars (2218 m); il bosco nel frattempo si infittisce di stupendi grossi alberi di faggio alternati da alcuni tratti di noccioleti.

Aumentando la pendenza si moltiplicano di conseguenza i tornanti.

Giunti fuori dal bosco appare finalmente visibile l’ultimo tratto di salita in zona aperta con un taglio di strada sotto una ripida rampa che può presentare problemi di slavine in caso di nevicate abbondanti, o di temperature elevate. Due lunghi tornanti ci portano sotto cima La Tourra (1611 m) trasferendoci infine alla sua sinistra sul ripiano in vista del Gias.

Negli ultimi lunghi tornanti

I tornanti sotto la rampa finale

Bellissimo il panorama che compare a nord-ovest e che abbraccia tutta la cresta della Bisalta, dalla Costa Rossa alla Besimauda, mentre a sinistra ampi panettoni innevati conducono verso il Gias soprano Pittè (1929 m) e la Cima Pittè (2175) che oggi non sono nei nostri programmi.

Verso il Gias Pittè (foto di Fulvio)

Zoom sulla croce di Costa Rossa

Verso il gias

Gli ampi panettoni di neve che salgono al gias Soprano e alla Cima Pittè

Sguardo verso la pianura

Più verso sinistra domina la rocciosa Punta Mirauda (2157 m) con la sottostante conca del Gias sottano del Colle. Il panorama che più ci affascina è rivolto a sud, dove è grandioso il massiccio del Marguareis, col rifugio Garelli visibile ai suoi piedi.

Il massiccio del Marguareis. Al centro della foto il rifugio Garelli.

Ci spostiamo, più tardi, sotto alcuni roccioni di cima La Tourra per ripararci da un vento gelido e consumare il nostro pranzo.

In salita alla Cima la Tourra

Sguardo d’insieme da cima La Tourra

La Besimauda

Risaliamo poi sulla piccola cima per goderci ancora il paesaggio verso la Valle Pesio, quindi riprendiamo la strada del ritorno, molto soddisfatti per aver trascorso in questo luogo la bella giornata, ripercorrendo a ritroso tutta la pista forestale fino al parcheggio.

In discesa

Scendendo nel bosco, ultimo sguardo verso il Marguareis

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Institut Geographique National

Marguareis, Mongioie

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (3)


  1. Bravi ragazzi che fate giretti nella mia valle!
    questo percorso e gran parte di questo versante sono a me sconosciuti,mi son tolto la soddisfazione di andare sulla Bisalta,ma in ordine mi mancano ancora la Costa Rossa,Cima Pitte’ e Punta Mirauda!mi piacerebbe fare un itinerario che riesca a toccarle tutte ma forse diventa un po’ lunghetta e improponibile!partire dal Villaggio d’Ardua o Area Meschie(Pradeboni)?!come periodo pensavo tardi primavera/estate…dai consigliatemi!:-)

    • Cuneotrekking


      Torno sempre volentieri nella tua bella valle ed anch’io ho ancora molto da scoprire. Il percorso che tu vorresti fare è vario, interessante, abbastanza lungo e con un buon dislivello. Visto che le cime che proponi sono per te nuove, potresti avvicinarti con cautela, partendo magari dalle Meschie per arrivare alla Costa Rossa. Eventualmente decidere sul posto se te la senti di continuare fino alla Cima Pittè ed oltre, tornando verso il basso dal vallone Rumiano per non risalire di nuovo alla Costa Rossa. A quel punto però qualcuno dovrebbe venirti a prendere a San Bartolomeo.
      Questo percorso non l’ho ancora sperimentato, ma penso possa essere fattibile. Ciao Elio


  2. ottima idea,la prendero’ in considerazione,grazie Elio

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