Escursione con racchette da neve al laghetto del Pic d’Asti, 2567 m – Valle Varaita

Il laghetto del Pic d'Asti è situato sulla sinistra orografica del vallone dell'Agnello, alla quota di 2567 metri, precisamente sul fianco destro della strada, a circa due chilometri a valle dell'omonimo colle. Dal laghetto partono i sentieri che si dirigono al colle vecchio dell'Agnello e alla sella d'Asti.

Da Costigliole Saluzzo si imbocca la strada provinciale n. 8 della valle Varaita e si superano numerosi paesi, tra i quali Brossasco, Frassino, Sampeyre, Casteldelfino, Pontechianale e Chianale. Poco dopo quest'ultimo si procede per un breve tratto sulla strada che prosegue per il colle dell’Agnello (2748 m) e si parcheggia dove la neve sbarra il passaggio ai mezzi motorizzati.

  • Ascesa: 730 m circa
  • Distanza: 13,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.838 m
  • Altitudine massima: 2.567 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: forte, grangia, lago
  • Equipaggiamento: racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Dal piazzale iniziamo la marcia seguendo i primi tornanti della provinciale 251 che in lenta progressione procede verso il colle dell’Agnello.

Dopo alcuni tornanti, verso quota 2000 raggiungiamo le grange del Rio, minuscolo gruppo di baite, poste sul lato destro della strada lasciando, subito dopo ancora a destra, la mulattiera che si inoltra nel lungo vallone di Soustra, conducendo nell’ampia conca puntellata da diversi gruppi di splendide grange, dalla quale prendono il via i sentieri per il passo Soustra (2850 m), passo Losetta (2872 m) e la cima omonima (3054 m).

Noi proseguiamo verso sinistra con un lungo traverso tendente ad aggirare l’affilata costa Ciais, avvicinandoci man mano al ricovero Carlo Emanuele III (2165 m), che appare collocato su un imprendibile sporgenza rocciosa dominante anche il vallone di Saint Véran.

Nel tratto successivo, dopo un ponticello, facciamo ingresso nel lungo piano dell’Agnello.

Seguendo per un po’ la strada che lo percorre, dopo due tornanti la abbandoniamo per salire verso destra un breve tratto delle pendici scoscese della costa Ciais.

Acquistato dislivello proseguiamo verso sinistra (nord) avvicinandoci ad alcuni ruderi di vecchie grange e, successivamente, ad altri ancora dislocati lungo il percorso.

Ora è uno spettacolo alzare lo sguardo verso le stupende cime che dominano la scena circostante: il Pan di Zucchero (3208 m) e lo slanciato dente del Pic d’Asti (3219 m), che da questa posizione ricorda la piramide del Cervino.

A sinistra invece notiamo la Punta dell’Alp (3031 m) e costa Biavette completamente imbiancate dalla neve. Quando siamo ormai in vista delle grange del Bersagliere (2375 m) stiamo solcando un falsopiano dal quale più in alto sono visibili nuovamente i tornanti della strada che vanno a incidere le scoscese pendici iniziali di cima delle Rossette (2905 m).

È il punto più delicato dell’escursione e lo risaliamo con cautela per via della pendenza e della neve a lastroni modellata dal vento.

Raggiunta nuovamente la strada non rimane che proseguire un tratto sulla stessa verso il colle dell’Agnello per pervenire al laghetto del Pic d’Asti, posto appena al di là delle Rocche Blen (2587 m).

Il laghetto, come avevamo immaginato, non è visibile perché coperto dalla neve, ma il paesaggio intorno è sublime. Alzando lo sguardo verso la sella d’Asti notiamo un branco di una dozzina di camosci intenti a rincorrersi sulla neve.

Tornati sui nostri passi, scegliamo una discesa diversa perché abbiamo intenzione raggiungere le grange del Bersagliere. Dopo essere tornati dai tornanti, tagliamo direttamente il percorso passando in un canalino in direzione delle grange, dove sostiamo per il pranzo.

Riprendiamo la strada del ritorno seguendo il più possibile la via che scende sulla sinistra orografica del vallone. All’altezza di un ponticello, già verso il fondo, ci fermeremo ad ammirare il vallone di Soustra con il lontano monte Losetta (3054 m) e, dall’alto, le grange del Rio (2007 m).

Poco più avanti lasciamo a destra il ricovero Carlo Emanuele III (2165 m) raggiungibile da qui in pochi minuti di cammino proseguendo in discesa sugli ultimi tornanti che ci riporteranno alla base, con gli occhi, la mente e il cuore ancora intrisi dei meravigliosi panorami appena visti.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Puoi essere il primo a scrivere un commento.

Il tuo commento

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.