Escursione con racchette da neve al Monte Birrone – 2131 m – Valle Maira

Il Monte Birrone (2131 m) situato sul divisorio tra le Valli Maira e Varaita, fa parte della dorsale e che inizia dal Monte San Bernardo e termina al Pelvo d’Elva. Questo monte, dalla forma piramidale, è chiaramente visibile dalla pianura di Cuneo.

Dati tecnici

  • Ascesa: 860 metri circa
  • Distanza: 10,7 km circa
  • Altitudine partenza: 1.297 metri
  • Altitudine massima: 2.131 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: passo, vetta
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Lunedì 18 gennaio. Non avevamo programmato la salita al Monte Birrone. Partito con Gelu per un’escursione al Monte Giobert, giunti in quel di Canosio abbiamo dovuto desistere perché, a fine paese, una transenna bloccava il passaggio per salire al Preit con un’ordinanza del Sindaco che chiude la strada a mezzi e persone dalle 10:00 alle 16:00. Oltretutto, un sensibile strato di neve schiacciata avrebbe reso difficile il raggiungimento in auto alla borgata.

Impressionati comunque dalla quantità di neve caduta in questa zona, dopo una veloce consultazione, decidiamo di tornare sui nostri passi e trovare una meta alternativa. Perché non provare il Monte Birrone? Lì almeno sappiamo che ha un’ottima esposizione verso sud. Detto fatto.

Fatto marcia indietro riscendiamo la vallata fino a San Damiano Macra, dove prendiamo la strada che sale a Pagliero e poi alle borgate superiori fino al gruppo di case denominato Palu (1297 m). Posiamo finalmente l’auto (sono quasi le 10:00) in un piccolo spiazzo seguendo, ciastre ai piedi, una pista che troviamo già ottimamente battuta in direzione della vicina borgata Chesta.

In salita dalla borgata Chesta

La borgata Chesta dall’alto

Aggirata la borgata, riprendiamo a salire senza difficoltà lungo la strada attorniata inizialmente da boschi e più su da larici. Alcuni tornanti e lunghi traversi conducono facilmente al Colle del Birrone (2700 m), dove si può ammirare il vicino Rastcias (2404 m) e, più distante, l’immancabile Viso.

Arrivo al colle Birrone

Il Monte Birrone visto dal colle

La nostra salita ora riprende sul versante destro (est), superando la famosa “via dei Cannoni” che da qui prosegue verso Valmala. Gli ultimi 431 metri sono leggermente più impegnativi poiché la salita lungo il crinale si fa più accentuata. Passiamo nel solco tracciato da qualche escursionista che ci ha preceduti, su neve farinosa bellissima, aggirando radi larici con un panorama che via via si fa più importante.

Salendo verso la cima

Alle nostre spalle il Monte Rastcias (2404 m)

Superiamo alcune balze con qualche zig-zag fin nei pressi delle rocce finali. Una prima croce ci fa credere di essere ormai sulla cima, ma non è ancora quella; un’altra più grande, poco più su ci indica che stiamo per arrivare alla meta. Al nostro arrivo tre scialpinisti di Savigliano, ormai pronti per la discesa, cedono il loro posto. Scendono nell’altra direzione.

Dopo aver sorseggiato un thé bollente ci dobbiamo vestire bene: la temperatura e l’aria gelida che tira quassù non dà scampo. Posati gli zaini ci fanno visita alcuni grossi uccelli (tordi?) che non esitano ad avvicinarsi a due metri da noi. Immaginiamo abbiano fame e, tirato fuori dallo zaino un po’ di pane, eccoli becchettare ai nostri piedi.

Sulla vetta del Birrone

Dalla cima verso la dorsale est

Dalla Cima verso la dorsale ovest

Dopo una decina di minuti arriva un altro escursionista che ci propone, per la discesa, un giro ad anello. Dobbiamo scendere un centinaio di metri sul versante est, dove è stato costruito un piccolo altarino da vedere e poi buttarci nel versante sud compiendo un grande semicerchio che, al termine, ci ricondurrà sulla via che dal Colle scende verso la borgata Chesta. Non è stata una grande idea, perché la quantità di neve farinosa ci ha fatto penare non poco per raggiungere la strada, dalla quale poi siamo scesi in direzione di una graziosa baita con fontana che ci ha ospitati per il pranzo. Da qui abbiamo successivamente intrapreso il cammino per ritornare alla borgata Palu.

Iniziamo la discesa nel versante sud

L’altarino

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Precedente Giro ad anello con racchette da neve al Prato del Soglio - 1124 m - Valle Colla

Cartografia essenziale

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (14)


  1. Io sono stato in quelle zone (bhè non proprio) il 21/01 sono salito da S.Anna di Roccabruna al colle della ciabra e da qui al Roccerè…
    mentre il 28/01 la mia meta era proprio il Giobert poi all’ultimo sono andato a Elva e di qui al colle di Sampeyre, una vera faticaccia, c’era molta neve fresca e farinosa e a causa del vento la traccia degli escursionisti era stata ricoperta di neve… risultato… si fativava ad andare avanti…
    Complimenti per le belle foto e le altrettanto belle escursioni…
    Matteo

    • cuneotrekking


      Ciao Matteo, vedo che non hai perso la voglia di camminare anche se ora, con la neve e il freddo, si fatica un pò di più. In compenso si godono panorami completamente diversi da quelli estivi e, direi, molto più belli. Ciao e buone gite.


  2. E si… Io la montagna la adoro in tutte le stagioni. In inverno per i cieli e i panorami, in primavera per il disgelo e gli animali, d’estate per la quota e per i laghi e in autunno per le mille tonalità dei suoi colori. Grazie per il suggerimento, la lunga dorsale Maira-Varaita è fantastica. Io sono stato (quasi) al Bric la Piata posto veramente bello, a breve vorrei tornare dalla parrochiale di Marmora in Maira o al Mindino in Valcasotto. In ogni caso questo Birrone da Palù mi tenta veramente molto. Grazie per il sito, utile in tutte le stagioni ma in inverno veramente prezioso per suggerimenti e idee. Ciao e Buone gite.

    • cuneotrekking


      Hai ragione Valerio. Sei nella sintonia giusta per apprezzare tutto ciò che di bello la montagna offre. Anch’io la penso esattamente come te e mi basta veramente poco per essere felice quando sono sui monti.
      Siamo anche gratificati dal fatto che questo blog sia così utile. Cercheremo di ampliarlo sempre più anche grazie alle manifestazioni di stima e simpatia da parte vostra. Ciao.


  3. bellissime foto panorami incantati frequento la montagna da anni con mio figlio (11 anni)domenica scorsa siamo stati sull’ostanetta la prox domenica meteo permettendo penso che andremo sulla testa dell garitta nuova ,continuate cosi ,mio figlio matteo prende tanti spunti per le escursioni(e’una piccola roccia)promette bene speriamo ciao

    claudio

    • cuneotrekking


      Fa indubbiamente molto piacere sapere che un ragazzino di 11 anni sia appassionato e già così bravo in montagna. Anche perchè questa passione (e i ragazzi di interessi ne devono avere) può essere molto utile nell’adolescenza per tenersi alla larga da altre tentazioni nocive. E bravo Matteo! Continua così e chissà se qualche volta non ci incontreremo su qualche cima. Ciao, Elio.

  4. Davide Valpiani


    Ciao, secondo il vostro prezioso consiglio, domani avevo intenzione di salire sul monte birrone. Anche se il pericolo valanghe domani indica il 3 su 5 è una meta fattibile?


    • Non dovrebbero esserci problemi di slavine su quel tracciato. L’importante è che non scendiate dal versante opposto, come abbiamo fatto noi.
      In ogni caso occorre valutate la quantità di neve presente.

  5. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Oggi, per la nostra 49° escursione insieme, io e Silvia abbiamo deciso di optare per il Monte Birrone, un’escursione da tempo inserita tra le nostre possibili mete e mai prima d’ora intrapresa, scelta anche per via del tempo che va i capricci (in direzione della Valle Maira però il cielo era sgombro da nuvole) e per il fatto che in quote più elevate un po’ di neve è scesa.
    Così partiamo da Mondovì non troppo presto e alle 9:45 siamo alla frazione Chesta, nel Vallone di Pagliero, Valle Maira.
    Come abbiamo potuto osservare dalla pianura il tempo è sereno e non fa nemmeno troppo freddo (direi 7 gradi sopra lo zero), alla partenza altri escursionisti si preparano per intraprendere il Birrone nel piccolo parcheggio della borgata.
    La borgata Chesta è molto caratteristica così decidiamo di passarci in mezzo per vedere le tipiche architetture alpine, poi ci ricongiungiamo alla sterrata che porta al Colle Birrone.
    Il percorso non è segnato ma comunque non ci si può sbagliare, la sterrata punta verso un’unica e sola destinazione.
    Il tempo sembra tenere anche se verso il Monte Rastcias iniziano ad addensarsi delle nuvole.
    Proseguiamo di buona lena verso il Colle del Birrone, dominato da una croce e da alcune panchine. Qui ci si congiunge con la famosa Strada dei Cannoni.
    La Valle Varaita si presenta ai nostri piedi, le vette dello spartiacque con la Valle Po sono nascoste da uno spesso strato di nuvole, la cima del Monviso vi ci spunta sopra come un’isola in mezzo ad un oceano di nuvole.
    Il Birrone è davanti a noi, il suo versante Est si mostra in tutta la sua ripidezza.
    Non ci fermiamo al Colle ed eccoci a risalire il versante Est senza seguire alcun sentiero, anche perché non esiste nessun sentiero.
    La salita inizia a farsi davvero ripida, tanto da costringerci a risalire il versante in diagonale per faticare di meno, inoltre le nuvole intorno al Rastcias diventano scure e molto minacciose e si dirigono verso di noi.
    Peccato perché da altre parti sembra che il tempo tenga abbastanza bene, sembra che veniamo perseguiti da una grande nuvola tipo Nuvolone da Impiegati di Fantozzi.
    Sono costretto ad aspettare Silvia diverse volte perché questa salita la sta stancando un po’ troppo, a poche decine di metri dalla vetta decido di lasciarla indietro, a furia di ripartire e di fermarmi le mie gambe si stavano inchiodando, tanto lei sapeva la via.
    Lungo la salita trovo ancora delle viole gialle fiorite!!
    A pochi metri dalla cima si apre un piccolissimo altopiano e la croce di vetta dista solamente pochi metri d’altitudine, qui un leggero strato di neve rende il terreno scivoloso.
    Arrivo in vetta trovando diversi escursionisti a riposarsi ed a gustare il panorama.
    Purtroppo le nuvole la fanno da padrone, le vicine cime sono coperte ma andando verso la pianura quelle di inizio valle sono sgombre, solamente verso la pianura e le Valli Maira e Varaita il panorama non è offuscato dalle nubi.
    Sulla vetta il Sole va e viene ed è uscito un vento gelato, ai raggi del sole la permanenza non è così impossibile ma con il cielo coperto non ci si riesce a stare.
    Così, dopo diverse fotografie del paesaggio circostante ed dopo aver firmato il libro di vetta, decidiamo di scendere subito verso il Colle Birrone.
    La discesa si presenta lunga, ripida ed un filo pericolosa, l’umidità ha bagnato l’erba e rende il tutto decisamente scivoloso.
    Al Colle Birrone ci fermiamo per il pranzo nella comodità delle panchine che danno in direzione del Vallone di Pagliero, il Sole intanto è tornato e ci riscalda.
    Stiamo li una mezz’oretta prima di riprendere la sterrata che scende verso valle e verso la borgata Chesta, dove vi arriviamo verso le 14:00 e saliamo in macchina per tornare a casa.
    Bella escursione, peccato per il tempo un po’ instabile ma comunque siamo riusciti ad osservare ancora un bel panorama da lassù.
    Un saluto da Mattia e Silvia da Mondovì.


    • Quindi non avete calpestato neve, se non quel poco sulla cima. Mi raccomando di non fare stancare troppo Silvia. La prossima volta scegli magari un’escursione meno impegnativa per non farla stufare…
      Ciao

      • Mattia Bertero


        No Elio, niente neve.
        Infatti abbiamo avuto fortuna che il cielo è apparso discretamente sereno in una zona dove la neve non è scesa così prepotentemente da creare un vero e proprio strato, se non forse a quote più elevate di questa montagna.
        Si, effettivamente ho un po’ sottovalutato la salita al Birrone dal versante Est, quando ho scelto questa escursione da intraprendere pensavo errando che Silvia fosse più in forma (considerando anche il fatto che negli ultimi tempi siamo andati diverse volte in montagna), la prossima volta decisamente sceglierò un percorso meno impegnativo se vado con lei.
        Un saluto.

        • Mattia Bertero


          Me ne sono accorto adesso: siamo risaliti dal versante Ovest del Birrone, non quello Est.


          • Salendo dal Colle è quello ovest, come avevo già inteso io. Ciao ed un saluto a Silvia.


  6. sono salito al Birrone dal vallone di Pagliero sopra San Damiano Macra ad inizio estate e ho soggiornato in una casa vacanza in borgata Fracchie in Birrone Houses https://plus.google.com/116037817219865393084/posts/TLRrueabm4c . spettacolare esperienza. natura e libertà totale.
    Giorgio

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