Escursione con racchette da neve al Monte Borel – 2287 m – Valle Stura

Il Monte Borel è posto sulla cresta che divide il Vallone dell’Arma dalla Val Grana, tra il Colle del Viribianc (2187 m) e il Passo Borel (2180 m).

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.080 metri circa
  • Distanza: 14,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.312 metri
  • Altitudine massima: 2.287 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Passo, Vetta
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Vogliamo approfittare di queste belle giornate fin che è possibile per scoprire nuovi luoghi. Questa volta è nostra intenzione raggiungere il Monte Borel.

L’appuntamento con Gelu e Riccardo per oggi, mercoledì 9 febbraio 2011, è nel piccolo parcheggio di San Giacomo di Demonte. Ancora per una volta da questo inizio d’anno l’itinerario segue la strada innevata che sale lungo il freddo vallone di San Giacomo e che, dopo 2 km e 200 metri, va a raggiungere la presa d’acqua dell’ENEL posta all’inizio del magnifico anfiteatro dove sono ben allineati: il monte Gorfi, la Pera Puntua, la cima di Peracontard, la Punta dell’Omo, il Grum ed il Bram. Al termine di questo tragitto iniziale abbiamo percorso all’incirca 200 metri di dislivello. Rimaniamo un po’ delusi dal fatto che nella parte soleggiata la neve sta svanendo precocemente.

In salita verso il Gias Contard. Monte Gorfi al centro della foto

Dalla presa d’acqua seguiamo comunque la strada che rimane sempre ben innevata e sale verso il gias Contard. Dopo i primi tornanti lasciamo a sinistra il tratto che scende verso il Gias Burel (1660 m) e un pò più in su la strada che a destra che porta al Gias della Sella.

Camminiamo verso ovest con la sagoma innevata del Monte Gorfi che spicca, alla nostra sinistra, nel bellissimo cielo azzurro. Dopo un lungo traverso, raggiungiamo la costruzione in lamiera arrotondata del Gias Contard (1807 m).

Arrivo al Gias Contard

La salita riprende immediatamente alle spalle del gias. Ci inerpichiamo sul ripido costone fra tratti erbosi alternati ad altri innevati. Man mano che ci innalziamo di quota l’erba lascia il posto alla neve. Al termine del costone la pendenza decresce; ci spostiamo quindi diagonalmente verso sinistra per andare a cercare il Colle di Peracontard (2192 m) inserito tra l’arrotondata Cima di Peracontard a sinistra e il monte Borel.

La Cima di Peracontard

A destra, il monte Borel

Arrivo al colle Peracontard

Lo raggiungiamo e, con esso, ci appaiono maestose tante vette delle Alpi Cozie con il vallone del Serour in primo piano. Dal Colle centocinquanta metri ci separano allo spartiacque della Valle Grana.

Ne raggiungiamo in pochi minuti la cresta, poi giriamo ad est per portarci su una puntina rocciosa, per poi scendere di qualche metro su una selletta, superare una spalla successiva e raggiungere il Monte Borel (2287 m).

Sulla puntina rocciosa che precede la Cima Borel

Cima del Monte Borel

Nella foto, sulla destra si noti il Santuario di San Magno

Gelu arriva sulla Cima

Ci fermiamo un bel momento per osservare l’immenso paesaggio innevato a 360 gradi e dare un colpo d’occhio al vicino Santuario di San Magno, 500 metri più in basso a ovest.

La giornata magnifica ci permette ancora di continuare il nostro cammino verso la Punta dell’Omo (2299 m) che andiamo a toccare dopo essere transitati al Passo Borel (2180 m). Qui troviamo la compagnia di uno scialpinista di Chieri arrivato dal lato opposto quasi in contemporanea.

In rotta verso la Cima dell’Omo

Panorama dalla Cima dell’Omo

Iniziamo la discesa tagliando trasversalmente i pendii sottostanti per raggiungere infine il gias della Sella (1848 m), luogo scelto da noi per pranzare. Al termine proseguiremo un tratto sulla strada quasi pianeggiante per poi buttarci a capofitto sul costone che in pochi minuti ci riporterà nei pressi della presa d’acqua ENEL e quindi lungo la strada di discesa per San Giacomo.

Il Gias della Sella

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

Carta n. 112, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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