Escursione con racchette da neve al Monte Gorfi (2203 m) – Valle Stura

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23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

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Salendo nel Vallone dell’Arma (diramazione della valle Stura di Demonte) il monte Gorfi si trova sulla sinistra orografica in posizione panoramica dirimpettaia, ad est, dal vallone del Serour. La forma a panettone e le conseguenti svariate possibilità di discesa dai suoi versanti lo rendono meta molto frequentata dagli scialpinisti.

Accesso in auto:

Base di partenza è San Giacomo che si raggiunge da Demonte. Seguendo la strada che conduce al colle di Valcavera, dopo aver superato in sequenza diverse borgate si arriva a San Giacomo dove d’inverno la strada rimane chiusa. Il parcheggio si trova a fine paese, lato strada nei pressi di una chiesetta.

Dati tecnici

  • Ascesa: 950 metri circa
  • Distanza: 11,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.312 metri
  • Altitudine massima: 2.203 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Nonostante la temperatura proibitiva di questi giorni (–11° questa mattina a casa mia) mi appresto con Noemi e Valerio a recarmi in Valle Stura per questa escursione. A San Giacomo di Demonte, verso le 9:00, il termometro segna ancora –8°. Troviamo il parcheggio già occupato per cui ci spostiamo nello slargo che precede la discesa alla centrale ENEL. Tornati indietro di qualche decina di metri (dalla fontana d’angolo) ci inoltriamo nel freddo vallone di San Giacomo. Due centimetri di neve scesi nella notte hanno celato alcuni strati di ghiaccio che ci fanno marciare con circospezione.

Salendo lungo il vallone di San Giacomo

La strada che percorriamo, lunga più di due chilometri, ci porta nei pressi di una presa d’acqua dell’ENEL (1500 m circa) posta all’inizio dell’anfiteatro che, oltre al Monte Gorfi, racchiude al suo interno le cime di Peracontard, Borel, dell’Omo, Grum e Bram.

Proseguendo ancora per due curve, nei pressi di un piccolo muro di cemento, abbandoniamo la strada che continua la salita verso il Gias Contard e ci spostiamo su una traccia che, serpeggiando tra gli alberi, va a costeggiare il torrente. Dopo tre/quattrocento metri percorsi sulla sinistra orografica, all’altezza di alcuni manufatti in cemento, scavalchiamo il torrente ed iniziamo una lenta risalita superando dapprima qualche leggera balza poi, più sopra, obliquando in progressione verso destra per andare a superare un costone alberato oltre il quale si riprende a salire con diversi zig-zag che ci proiettano oltre una selletta in cresta.

Momento della salita

L’anfiteatro opposto quasi sgombro di neve

Al centro, in lontananza, la Pera Puntua

Qui ha inizio il lungo pendio che poco alla volta degrada e va a terminare sulla cima del Monte Gorfi. Sbucando in cresta avvertiamo folate di vento gelido che abbassano la temperatura percepita a –14/15°.

Il panorama che possiamo godere da questo punto è splendido e spazia su tutta la catena dalle Marittime. Rivedo con piacere alcune cime, tra cui il Monte Salè, la Cima Peracontard e il Monte dell’Omo su cui avevo posato i piedi quest’anno. Purtroppo il vento gelido non ci concede troppo tempo per ammirare il maestoso paesaggio che ci circonda. Per fortuna, e questa volta lo sperimentiamo per davvero sul campo, l’abbigliamento della ODLO ci mantiene il corpo ad una temperatura ottimale. Abbiamo invece qualche problema con le mani, la faccia ed i piedi che, più esposti, faticano ad adattarsi a quella temperatura. Tempo per fare alcune foto e berci un ottimo the caldo in compagnia di due scialpinisti giunti poco prima di noi.

Arrivo in cresta

Lungo il pendio terminale

Sguardo verso sud

Quasi in cima

Gli ultimi metri che portano sulla Cima

Iniziamo così il ritorno che vogliamo fare verso il lato più soleggiato, scartando così l’idea iniziale di scendere nel vallone Gorfi dato che le raffiche del vento freddo provengono proprio da quella parte. Scendiamo quindi in direzione nord su un tratto scosceso di neve dura che porta verso la Pera Puntua.

Più in basso incontriamo qualche problema di tenuta con le ciastre. In qualche maniera riusciamo a guadagnare il colletto che ci separa dalla Pera Puntua. Anche qui altri scialpinisti, scesi dalla Cima Peiracontard, cercano riparo dal vento. Resistiamo qualche minuto per poi incamminarci in discesa sul versante soleggiato con l’intenzione di scendere per pranzare al Gias Contard (1807 m). Su questo versante la neve è scarsa e qualche traverso a vista ci porta rapidamente nei pressi della casupola dove, finalmente, siamo più riparati e possiamo consumare un veloce pasto. Da questo punto, fino al nostro ritorno a San Giacomo, troveremo sulla strada un’unica lastra di ghiaccio, e per questo cercheremo di usufruire di tutte le scorciatoie esistenti.

Durante la discesa dalla Pera Puntua

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

Carta n. 112, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (4)

  1. Michelangelo


    Ciao,

    nella foto la cui didascalia legge”Gli ultimi metri che portano sulla Cima” quali sono le montagne che si vedono sulla sinistra? Tanti saluti e auguri di buon anno e ottime escursioni nel 2011!

    • cuneotrekking


      Ciao Michelangelo. la montagna più a sinistra, di cui non si vede la cima, è il Monte Savi; alla sua destra sta il Monte Salè, appena più a destra e scura è la Rocca Salè poi, piccollini, i due gendarmi che separano il Monte Omo che è quello grande e innevato. Sono tutti ubicati nel vallone del Serour. Spero di essere stato esauriente. Ciao, grazie per gli auguri che ricambiamo.

  2. Stefano Costa


    Valli stupende tutte da scoprire. Una vera ricchezza!!! Bravi. Ciao

    • cuneotrekking


      Sì Stefano, è vero quello che dici. All’interno di ogni nostra valle abbiamo tanti angoli nascosti con possibilità di escursioni infinite, e questo è una vera ricchezza per noi che amiamo questi posti. Ciao, Elio

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