Escursione con racchette da neve al Monte Merdenzone, 1764 m – Valle Corsaglia

Oggi abbiamo intenzione di salire questa cima dall'etimologia... particolare. Il monte Merdenzone è localizzato sulla sinistra orografica della val Corsaglia ed è situato a circa tre chilometri in linea d'aria a sud-est dal centro di Prato Nevoso e a due a sud-ovest dalle grotte di Bossea. Offre grande visibilità sulle cime della val Corsaglia e quelle adiacenti.

Raggiungere da Cuneo o Mondovì la valle Corsaglia e percorrerla fino alle grotte di Bossea. Da lì proseguire verso la località Fontane che si supera per arrivare a un bivio. Lasciare l'auto nella curva che precede l'ultimo tratto di salita alla borgata Vinè.

  • Ascesa: 690 m circa
  • Distanza: 10,4 km circa
  • Altitudine partenza: 1.068 m
  • Altitudine massima: 1.764 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: grangia, passo, vetta
  • Equipaggiamento: racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

21 febbraio 2019. Un cartello indica la strada per Prato Nevoso e un altro per il rifugio Balma. La strada chiusa e innevata ci induce quindi a calzare fin da subito le ciastre lungo il percorso stradale che sale molto gradatamente con tornanti e lunghi traversi verso Prato Nevoso.

Raggiunta la quota 1280 metri circa lasciamo a destra un sentiero che scende a Fontane e Revelli.

Proseguendo lungo la strada rimaniamo stupiti dalla bellezza di alcune grandi conformazioni rocciose che spiccano di fronte a noi.

Dopo altri tornanti, attorno alla quota di 1380 metri, raggiungiamo il bivio che ci interessa (indicazioni per Casera Vecchia, Alpe Mezzarina, rifugio Balma) per proseguire.

Svoltando a sinistra risaliamo un sentiero che più su si eleva passando accanto a blocchi rocciosi, mentre alla nostra sinistra (sud) possiamo notare la croce in ferro eretta sul Trucche Ciapè.

Ancora pochi passi per sbucare sulla radura di Casera Vecchia (1502 m) con la sua fontana; qui tutte le case hanno il tetto racchiuso, tipico di queste zone.

Da lì seguendo il percorso tracciato con tacche bianco/rosse proseguiamo in direzione nord-ovest tenendoci leggermente a destra della grande conca.

Superate ancora alcune vecchie baite ne raggiungiamo ancora una posta a quota 1609 metri, sulla via che porta alla Colla di Mezzarina. Abbandonato il sentiero svoltiamo verso destra (indicazione Merdenzone – sentiero n. 3).

Non essendoci quasi più neve su quest’ultimo tratto soleggiato posiamo momentaneamente le ciastre presso la baita e proseguendo a vista, senza seguire sentieri, raggiungiamo la cima posta a destra della colla.

Rimaniamo stupiti del paesaggio che si presenta di fronte a noi. La vista spazia dal monte Alpet (1611 m) alla cima Robert (1819 m), dal Baussetti (2002 m) all’Antoroto (2144 m), dalla Colla dei Termini (2006 m) al Pizzo d’Ormea (2476 m), dal Mongioie (2630 m) al Mondolè (2382 m).

Stupenda anche la visuale verso il Monviso, posto tra la Punta del Vallon (1838 m) e le costruzioni di Prato Nevoso.

Purtroppo una cappa di smog ristagna su tutta la pianura precludendoci la visuale di Cuneo.

Non vorremmo più scendere da questo balcone panoramico però, come ogni cosa, tutto ha un termine. Scesi alla vecchia baita ci fermiamo per il pranzo prima di riprendere lo stesso percorso di discesa a Viné.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (2)


  1. bravi a tutti i collaboratori di questo sito

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