Escursione con racchette da neve al Monte Nebin – 2511 m – Valle Maira

Il Monte Nebin è situato sulla dorsale che, dividendo la Valle Maira dalla Val Varaita, parte dal Monte San Bernardo per raggiungere il Pelvo d’Elva. Alla sua Cima si può pervenire sia da Elva (Colle della Cavallina) che da Sampeyre (Colle di Sampeyre).

Dati tecnici

  • Ascesa: 690 metri circa
  • Distanza: 9,6 km circa
  • Altitudine partenza: 1.941 metri
  • Altitudine massima: 2.511 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Approfittando di un lunedì di bel tempo (8 febbraio) decido con gli amici la salita al Monte Nebin. Il pericolo di slavine questa volta ci fa optare per un’escursione più tranquilla, anche se per arrivare alla base di partenza (il Colle della Cavallina, 1941 m) troviamo alcuni pietroni in più punti sulla strada di accesso, scesi dall’alto per il disgelo. Questa mattina, a dire il vero, la temperatura si è ulteriormente abbassata, tanto che la sonda esterna dell’auto segna -7°. Con la bassa temperatura affrontiamo questa salita con maggiore tranquillità.

Dal parcheggio, seguendo l’indicazione per il Colle di Sampeyre, raggiungiamo in breve il costone che prende a salire dolcemente in direzione nord.

In salita sul costone

Transitiamo, dopo poco, nei pressi di una cabina elettrica. Più avanti, seguendo la linea dei tralicci di alta tensione, ci avviciniamo ad una bella baita in pietra, dove non possiamo fare a meno di fermarci qualche minuto per godere dell’ampio panorama che spazia sulle vette del Chersogno (3026 m), Rocca Marchisa (3072 m) e Pelvo d’Elva (3064 m). La giornata si prospetta stupenda, anche se verso la pianura notiamo il formarsi di spessi strati di nebbia.

Arrivo alla baita in pietra col Monviso sullo sfondo

Monte Nebin sulla destra

Dalla baita sguardo verso il Colle di Sampeyre e il Viso

Chersogno, Marchisa e Pelvo d’Elva visti dalla baita

Dalla baita riprendiamo a salire affrontando piccole rampe che ci portano verso un grande dosso innevato chiamato “Cugn di Goria” (2384 m). La temperatura molto bassa ci permette, a questo punto, di tagliare con sicurezza la base del Cugn di Goria, dove la neve è indurita dal gelo, e di portarci sul suo lato destro, denominato la Bassa dell’Ajet (2310 m). D’ora in poi non ci resta che affrontare l’ultimo tratto di cresta che divide le valli Maira dalla Varaita e ci conduce sulla vetta del Nebin, ponendo particolare attenzione ad alcune cornici nevose sporgenti. Superata una prima balza raggiungiamo in poco tempo la Cima, molto panoramica, del Nebin (2511 m), dove una grande croce in ferro è collocata nel punto più alto. Da questo istante il panorama si allarga a dismisura, estendendosi da est ad ovest, quindi verso nord dove il Viso, molto vicino, ne ha la parte maggiore. Un gelido vento ci dice che è meglio tornare un po’ più in basso.

A sinistra il Cugn di Goria, a destra il Nebin

Verso la Cima

In punta

In discesa

Il ritorno lo facciamo ricalcando le orme dell’andata raggiungendo la Bassa dell’Ajet. Poi, evitando il traverso-scorciatoia fatto all’andata, ci portiamo sul Cugn di Goria, dove si ha la visuale completa sul vicino Colle di Sampeyre per scendere successivamente in direzione sud e raggiungere la baita in pietra dove è nostra intenzione fermarci per pranzare. Al momento del pranzo verremo raggiunti dalla nebbia, abbastanza fitta, che ci avvolgerà fino al nostro ritorno in macchina.

il Nebin visto dal Cugn di Goria

La nebbia sta arrivando

Arrivo alla baita per il pranzo

Ritorno nella nebbia

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 111, 1:25.000

Carta n. 111, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Maira, Acceglio, Brec De Chambeyron

Disponibile a 10,00
Esquiar en Val Maira

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Bruno Rosano

1:20.000

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