Escursione con racchette da neve al Monte Pigna, 1768 m – Valle Ellero

Il monte Pigna, situato tra le valli Pesio ed Ellero, è una cima di media altezza posta ai margini della pianura a sud-est di Cuneo. Dalla vetta, molto panoramica, in giornata limpida è visibile il semicerchio dalle Alpi Liguri alle Lepontine della Lombardia.

Da Roccaforte Mondovì imboccare la valle Ellero. Poco prima della frazione Prea, ad un bivio, seguire la strada verso sinistra che conduce nei pressi del cimitero, dove si lascia l’auto e parte la deviazione per la borgata Sant’Anna.

  • Ascesa: 950 m circa
  • Distanza: 12,3 km circa
  • Altitudine partenza: 820 m
  • Altitudine massima: 1.768 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: rifugio, vetta
  • Equipaggiamento: racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Mercoledì 19 dicembre 2012. Il GPS ci dà una quota di partenza di 820 metri. Sono le 8:55 quando ci mettiamo in movimento. Partiamo, preceduti da due scialpinisti, seguendo la strada a tratti innevata che dolcemente sale verso est con lunghi e numerosi tornanti.

Lungo il percorso di salita che ci porterà alla borgata Sant’Anna (di oltre tre chilometri), approfittiamo di qualche scorciatoia per salire più velocemente. Questo tratto di avvicinamento si sviluppa in ambiente boschivo, intervallato da alcuni gruppetti di case.

Giunti a Sant’Anna (1097 m) rimaniamo impressionati nel trovare la chiesa, in stile barocco, molto ben conservata. Alcune case della borgata hanno mantenuto la facciata a vela, caratteristica di questa zona. Dalla borgata si ha una prima bella visuale sulla Cima Cars (2217 m) che spicca in lontananza verso sud nella Val Ellero.

Proseguendo sulla strada che continua a destra della cappella di Sant’Anna, saliamo tra castagni, betulle, covoni di fieno e qualche bella baita ristrutturata; poi la strada si biforca.

Lasciata a sinistra quella verso la località Roccelle, procediamo oltrepassando una sbarra sulla stradina panoramica che volge verso nord per addentrarsi in una corta pineta.

Qualche metro più avanti, tagliando a sinistra su dolci prati, preferiamo abbandonare la strada che continua il suo percorso a semicerchio, per riaggiungerla più in alto.

Nuovamente sulla strada, continuiamo il cammino raggiungendo spazi sempre più aperti, con panoramiche verso la Cima delle Saline, che spicca al fondo a sinistra, e la valle Ellero.

Di fronte a noi appare sempre più visibile la meta dell’escursione. Più avanti, dopo aver superato una graziosa baita ristrutturata, affianchiamo l’ex rifugio Margherita (1386 m), ormai in disuso dopo la costruzione dell’albergo di Pigna.

Saliamo con un traverso che conduce al colle Pigna (1446 m) dove si apre l’ampio panorama sulla pianura e su tutte le Alpi piemontesi.

Raggiungiamo in seguito le strutture e gli skilift che salgono al Monte Pigna. Oggi le piste sono chiuse, ma troveremo comunque il tratto battuto fino alla cima. Prima della lunga rampa finale, affianchiamo un laghetto artificiale e una chiesetta in stile moderno.

Infiliandoci tra la chiesetta e il laghetto saliamo lungo il segmento battuto che diventa sempre più ripido. L’ultimo tratto è faticoso ma saremo ripagati dal panorama che poco più su ci sta aspettando.

Alle 11:15 siamo in cima (ore 2, 20’ dalla partenza) ed arriviamo insieme ai due scialpinisti incontrati lungo il percorso. Ora possiamo veramente godere appieno la visuale fantastica che si proietta sulla pianura piemontese, ma specialmente sulle Alpi che spaziano dalle Liguri (Cima delle Saline, Cars, Cima Gardiola e Marguareis) alle Lepontine in Lombardia.

In cima al Piemonte sono chiaramente visibili il Cervino e il vicino Monte Rosa mentre, ai nostri piedi, visualizziamo ogni singolo paese della nostra bella Provincia.

Altra cosa interessante: sul punto più alto del Monte Pigna è caratteristica la struttura metallica a balcone sorretta da un solo piloncino in acciaio. Dopo aver sorseggiato un buon tè, fatto le foto ricorrenti e osservato gli amici scialpinisti scendere, ci apprestiamo a portarci più in basso nei pressi del rifugio Margherita dove consumeremo lo spuntino.

Infine ritorno a Prea ripercorrendo a ritroso il percorso.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (4)


  1. Questo era un itinerario che volevo fare,pero’ mi sorge un dubbio,quando gli impianti da sci sono in funzione si riesce ad arrivare fin lassu’ con le ciaspole?!
    ….la seconda alternativa e’ prendere la gabinovia da lurisia e una volta arrivato al ristorante provare una ciaspolatina tra il Pigna/Gardiola/Casino del Cars!
    che ne pensate?!grazie

    • Cuneotrekking


      Ciao Claus. Le notizie che avevamo prima di intraprendere l’escursione ci dicevano che, per problemi di costi, le sciovie di Lurisia quest’anno non avrebbero aperto. In effetti ci siamo stupiti nel trovare la pista battuta. Non ho idea se nel frattempo ci abbiano ripensato, tenendo magari le piste aperte solo nel fine settimana.
      La seconda alternativa è sicuramente una buona idea, perchè offre un bel percorso su un crestone molto panoramico, partendo già da una quota elevata.

  2. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Oggi ho fatto una cosa che non avevo mai fatto in vita mia: una ciaspolata pomeridiana.
    Avevo proprio voglia di andare su dopo un mese e mezzo di stop forzato per le continue condizioni del tempo avverse, nonostante le conseguenze può portare questo come neve molle e bagnata, alte temperature, sole martellante.
    Decido di scegliere una destinazione che conosco a menadito e scelgo il Monte Pigna, scelgo anche una giornata nuvolosa come oggi per scongiurare al minimo il rischio di neve molle.
    A rendere tutto più difficile è il fatto che sono a Prea in uno spiazzo vicino al cimitero alle 14:30 circa dopo aver finito di lavorare in fabbrica alle 14:00, quindi riposo zero.
    Ad ogni modo nella zona di Prea la temperatura arriva a 15 gradi ed il tempo è nuvoloso come previsto.
    Intraprendo con gli scarponi la strada asfaltata che porta a Sant’Anna di Prea, la neve la incontrerò solamente all’altezza dell’ultimo tornante prima della borgata dove calzo le ciaspole.
    Superato Sant’Anna avrei la possibilità di fare dei tagli per parti andando incontro alle baite ma decido di seguire la strada per non affaticarmi troppo.
    Salgo abbastanza bene e la neve è molle ma si comporta come speravo: non si attacca troppo sotto le ciaspole e non affondo troppo.
    Lo spessore del manto nevoso è già di un certo spessore, circa 80 cm ed in continuo e costante aumento.
    In prossimità del Colle Pigna il panorama si apre: il cielo continua ad essere nuvoloso e la pianura Cuneese è coperta da una cappa di nebbia e smog.
    Pazienza: ho la consolazione che quel panorama l’ho già visto tante volte però…
    Arrivo alla Baita Monte Pigna ed incontro un gatto delle nevi in azione nello spianare le piste, oggi gli impianti sono chiusi.
    Salgo in direzione della cima ai bordi delle piste.
    L’ultima salita è massacrante per la pendenza sostenuta e tutta la stanchezza della giornata si presenta in un colpo solo, un passo alla volta e testa bassa.
    A metà salita vengo raggiunto e superato da una ragazza che sale con gli sci.
    Con le ultime energie arrivo in vetta alle 17:10, li incontro la ragazza di prima e ci scambiamo qualche parola, lo spessore del manto nevoso si aggira intorno ai due metri.
    Rimango in vetta per poco tempo giusto per scattare qualche foto e fare il solito video per il mio canale Youtube, il tempo scorre ed il Sole scende.
    Durante la discesa verso il Colle Pigna il tempo peggiora decisamente: la nebbia della pianura sale i versanti delle vallate Ellero e Pesio, riducendo la visuale; comunque non ho problemi d’orientamento, sto seguendo le mie traccie dell’andata.
    Poi improvvisamente sento due esplosioni nella zona del Mondolè, molto forti.
    Devo capire ancora adesso cosa le ha provocate…
    Mi mancano un po’ d’energie e le ginocchia iniziano un po’ a cedere ma, nonostante ciò, scendo velocemente ed arrivo alla mia macchina alle 18:45.
    Devo ammettere che questa idea di fare escursioni pomeridiane in zona non è male ma comunque non so se le ripeterei con la neve, tra la fatica del primo turno lavorativo alla mattina e l’escursione al pomeriggio, oggi ho avuto momenti un po’ faticosi.
    Le farei in Primavera o in Autunno.
    Comunque mi sono tolto un peso oggi: sono tornato a fare escursioni e questo mi ha rilassato non poco.
    Un saluto da Mattia di Mondovì


    • Ciao Mattia, si vede proprio che hai la passione per la montagna, altrimenti avresti scelto un altro orario. E’ sempre bella quella salita e non l’ho ancora ripetuta da quella volta. Le due esplosioni che hai sentito possono essere state provocate da un aereo che ha superato il muro del suono.
      Speriamo che da ora in poi il tempo si regolarizzi un po’. Ciao

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