Escursione con racchette da neve al Monte Roccerè – 1829 m – Valle Maira

Il Monte Roccerè (1829 m), con il Monte San Bernardo (1625 m), il Monte Santa Margherita (1679 m) e il Monte della Ciabra (1823 m), fa parte della dorsale che ha inizio dalla piana del Villar San Costanzo e, innalzandosi sempre più, prosegue fino al Pelvo d’Elva (3064 m) dividendo la Valle Maira dalla Valle Varaita. Può essere raggiunto (con percorso meno faticoso) anche dal Santuario di Valmala.

 

Accesso in auto:

Da Cuneo, raggiungete Dronero. Al termine del paese un lungo viale alberato (Viale Sarrea) conduce verso gli inizi della Valle Maira. Poco prima del termine abbandonatelo per svoltare verso destra (Roccabruna). Dopo una rotonda svoltate a sinistra seguendo la direzione “Borgata Centro” e, al bivio successivo (segnalato), tenete la sinistra, (direzione Sant'Anna) per raggiungere, dopo alcuni chilometri, la borgata (1252 m) dove si parcheggia l'auto.

Dati tecnici

Curiosità: la valle Maira ospita uno dei più importanti siti europei di arte rupestre dell’Età del Bronzo. Il Roccerè detiene il primato per il livello di concentrazione di incisioni: oltre 35000 coppelle su 20000 metri quadrati ed è unico per il tipo di figure presenti. Camminare in questo luogo spirituale e misterioso significa tornare indietro di 4000 anni, grazie anche ai suo meravigliosi panorami immutati nel tempo. Le incisioni, legate principalmente al culto sacro del Sole, venivano realizzate nell’ambito di riti celebrativi, commemorativi, iniziatici o propiziatori sotto la regia di sciamani o stregoni.

L’escursione è stata compiuta nel mese di gennaio 2018. Le ciastre si sono dimostrate indispensabili fin da subito. Durante tutto il percorso non abbiamo incontrato alcuna sorgente; non a prima vista, almeno, dal momento che avendo portato l’acqua da casa non le abbiamo esplicitamente cercate.

La prima parte della gita, fino al colle della Ciabra, si svolge quasi completamente all’ombra, su una pista forestale, in un bosco di conifere. Dato che la zona è abbastanza frequentata è facile trovare il sentiero sempre ben battuto e facilmente individuabile, anche se spesso occorre superare alberi crollati a causa del vento o per abbondanti nevicate.

Questo tratto non è particolarmente bello (tant’è che non abbiamo scattato fotografie), ma non bisogna farsi scoraggiare. Dopo circa duecento metri di dislivello dalla partenza lasciamo, a destra, il lungo percorso che passando sotto le pendici del Roccerè conduce al colle di Valmala (1529 m) e alla borgata Castello (palina).

Più avanti la pendenza si fa più ripida (30% di pendenza) ed al termine si arriva al colle della Ciabra (1712 m) dove si incrocia la strada dei cannoni proveniente dal Santuario di Valmala (1379 m). Qui il panorama si amplia notevolmente. Pochi metri prima si lascia, a sinistra, il sentiero per la borgata Roi.

Lasciato a sinistra il percorso per i monti della Ciabra (1847 m) e Cornet (1944 m) ci dirigiamo a destra (sud-est) in direzione del visibile e vicino monte Roccerè. La strada per raggiungerlo è breve: cento metri di dislivello percorribili in meno di venti minuti. Un ultimo sforzo che vale davvero la pena, perché il panorama diventa via via migliore, in un continuo crescendo.

Mentre comincia ad intravedersi alle nostre spalle il Monviso, raggiungiamo le rocce finali e la cima di questo panoramico monte che si affaccia sull’abitato di Dronero, sulla costa che scende verso il Monte San Bernardo (1625 m) e su un grande tratto di pianura. Il panorama si amplia anche su tutte le alpi Marittime; a breve distanza si possono scorgere le cime innevate dei monti Tibert (2648 m) e Tempesta (2679 m).

L’arrivo in vetta in una bella giornata (oggi abbiamo avuto forte vento) lascia senza parole.

Dalla vetta il panorama è semplicemente meraviglio, e spazia dal Monviso alla Valle d’Aosta.

Il ritorno avviene per la via percorsa in salita.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Bruno Rosano

1:20.000

Carta 12, Bassa Val Varaita - Bassa Val Maira

(2016)

Disponibile a 11,90

Carta 111, Valle Maira, Acceglio, Brec de Chambeyron

(2011)

Disponibile a 10,00

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (9)


  1. Stupende queste foto e anche quelle della gardetta.
    Bella l’idea della slides!

  2. cuneotrekking


    Grazie lady!!!


  3. vi ho scoperto da poco però il sito è molto interessante, per chi viene dal mare sarà ancora possibile effettuare tale escursione nelle prossime settimane grazie per eventuale risposta addì 14-03-2010

    • cuneotrekking


      Neve ce n’è in abbondanza, per cui si potrà, anche più avanti, compiere questa escursione. Ciao.


  4. infatti in data 29/03/2010 sono riuscita a farla perchè tentato il 26cm però si è messo a piovere come patate. Comunque passeggiata bella anche se con neve un po fradicia però l’arrivo stupendo con neve ancora perfetta in vetta sole e se pur con qualche nuvola stesso spettacolo visto in VS.foto.
    se state preparando camminata in quel di San Fruttuoso fatta in data 21/02/2010 con gruppo GES di Savona il sito è http://www.gruppoescursionistisavonesi.it/, passando dal passo del Bacio si cammina con molte ferrate da divertirsi se c’è battello si ritorna a Camogli con quello se no proseguite per portofino e poi bus e treno ritornate a camogli, buon divertimento attenzione alle capre non disturbare.

    • cuneotrekking


      Ciao Silsavona. La passeggiata a San Fruttuoso l’abbiamo già fatta. Tempo un giorno o due e la pubblichiamo. Grazie comunque per le informazioni. Siamo contenti ti sia piaciuta quella al Monte Roccerè. Ciao, alla prossima.

  5. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di oggi con Silvia doveva essere una ciaspolata (le opzioni erano: Monte Autes, Monte Granè, Colle Fauniera da Castelmagno e Lago Superiore di Roburent dal lato francese).
    Però, nonostante il bollettino valanghe abbastanza confortante (2 su 5 il pericolo), Silvia non si sente sicura di affrontare la neve, anche in virtù delle temperature elevate previste.
    Così cerchiamo un’alternativa senza neve e troviamo il Monte Roccerè, sgombro dalla neve e un troppo basso.
    Così alle 8:30 siamo a Sant’Anna di Roccabruna in direzione del Colle della Ciabra.
    La strada sterrata sale in modo regolare attraverso una faggieta (qui noto i segni visibili della processionaria), siamo ancora in ombra è fa un po’ freddo.
    C’è un po’ fango che ci costringe a salire un po’ più lentamente,
    L’ultimo pezzo prima del colle ha una pendenza media del 30% e si sente, fatichiamo un po’ tutti e due.
    Comunque al colle il panorama si apre sulle vette dello spartiacque Grana/Maira, davanti a noi il Roccerè si presenta ancora innevato.
    Mi preoccupo un po’ visto che non abbiamo altre che i nostri scarponi e le racchette.
    Dopo un brevissimo tratto sulla Strada dei Cannoni, svoltiamo a destra per seguire le traccie lasciate da precedenti escursioni in direzione della vetta.
    La neve si presenta molto varia: ghiacciata, sottile, spessa, molle, solida.
    Un bel fritto misto che ci fa dannare un po’, fortunatamente la ripida salita prima della vetta è abbastanza sgombra.
    Arriviamo al pianoro che anticipa le rocce della vetta e qui lo strato di neve è davvero spesso e molto molle, ci affondiamo fino quasi alle ginocchia.
    Arriviamo alla vetta del Roccerè dopo un’ora e mezza dalla partenza.
    Il panorama è stupendo verso le montagne: si vede praticamente tutto l’arco alpino cuneese dal Bric Mindino fino al Re di Pietra.
    La pianura invece è nascosta sotto una cappa di nebbia e di smog.
    Girando un po’ notiamo le famose “Coppette” reperti archeologici dell’Età del Bronzo ed alcuni disegni incisi sulla roccia.
    Restiamo sulla vetta per ben due ore a goderci il panorama e prendere un po’ di sole.
    Poi iniziamo a scendere lentamente nel primo tratto innevato, qui incontriamo una coppia d’escursionisti arrivati dal Cornet.
    Alle 13:40 con molta tranquillità ritorniamo alla macchina.
    Bella escrusione per il panorama anche se un po’ monotona nella salita nel bosco.
    Forse Silvia aveva ragione, la neve incontrata era difficile da intraprendere anche con le ciaspole, troppo molle che si sarebbe attaccata alle ciastre, forse fa davvero troppo caldo per salire sulla neve…
    Un saluto da Mattia e Silvia da Mondovì.


    • Ciao Mattia, a giudicare da casa mia ero quasi sicuro che non ci fosse più neve fino al monte Cornet. Invece mi smentisci.
      Comunque lì è sempre un bel posticino, tranquillo e molto panoramico. Salutami anche Silvia. Ciao e… alla prossima!

      • Mattia Bertero


        Ciao Elio.
        Si, la neve l’abbiamo trovata solamente nell’ultimo tratto, il sentiero passa in un bosco e quindi un po’ nascosto al sole.
        Il San Bernardo é completamente sgombro mentre salendo verso l’alta valle c’è ne ancora sul Cornet ma “a chiazze”, andando più se c’è ne ancora un po’.
        Silvia ricambia il saluto. Alla prossima.

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