Panorama dalla vetta verso la pianura

Commenti (11)


  1. Stupende queste foto e anche quelle della gardetta.
    Bella l’idea della slides!

  2. cuneotrekking


    Grazie lady!!!


  3. vi ho scoperto da poco però il sito è molto interessante, per chi viene dal mare sarà ancora possibile effettuare tale escursione nelle prossime settimane grazie per eventuale risposta addì 14-03-2010

    • cuneotrekking


      Neve ce n’è in abbondanza, per cui si potrà, anche più avanti, compiere questa escursione. Ciao.


  4. infatti in data 29/03/2010 sono riuscita a farla perchè tentato il 26cm però si è messo a piovere come patate. Comunque passeggiata bella anche se con neve un po fradicia però l’arrivo stupendo con neve ancora perfetta in vetta sole e se pur con qualche nuvola stesso spettacolo visto in VS.foto.
    se state preparando camminata in quel di San Fruttuoso fatta in data 21/02/2010 con gruppo GES di Savona il sito è http://www.gruppoescursionistisavonesi.it/, passando dal passo del Bacio si cammina con molte ferrate da divertirsi se c’è battello si ritorna a Camogli con quello se no proseguite per portofino e poi bus e treno ritornate a camogli, buon divertimento attenzione alle capre non disturbare.

    • cuneotrekking


      Ciao Silsavona. La passeggiata a San Fruttuoso l’abbiamo già fatta. Tempo un giorno o due e la pubblichiamo. Grazie comunque per le informazioni. Siamo contenti ti sia piaciuta quella al Monte Roccerè. Ciao, alla prossima.

  5. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di oggi con Silvia doveva essere una ciaspolata (le opzioni erano: Monte Autes, Monte Granè, Colle Fauniera da Castelmagno e Lago Superiore di Roburent dal lato francese).
    Però, nonostante il bollettino valanghe abbastanza confortante (2 su 5 il pericolo), Silvia non si sente sicura di affrontare la neve, anche in virtù delle temperature elevate previste.
    Così cerchiamo un’alternativa senza neve e troviamo il Monte Roccerè, sgombro dalla neve e un troppo basso.
    Così alle 8:30 siamo a Sant’Anna di Roccabruna in direzione del Colle della Ciabra.
    La strada sterrata sale in modo regolare attraverso una faggieta (qui noto i segni visibili della processionaria), siamo ancora in ombra è fa un po’ freddo.
    C’è un po’ fango che ci costringe a salire un po’ più lentamente,
    L’ultimo pezzo prima del colle ha una pendenza media del 30% e si sente, fatichiamo un po’ tutti e due.
    Comunque al colle il panorama si apre sulle vette dello spartiacque Grana/Maira, davanti a noi il Roccerè si presenta ancora innevato.
    Mi preoccupo un po’ visto che non abbiamo altre che i nostri scarponi e le racchette.
    Dopo un brevissimo tratto sulla Strada dei Cannoni, svoltiamo a destra per seguire le traccie lasciate da precedenti escursioni in direzione della vetta.
    La neve si presenta molto varia: ghiacciata, sottile, spessa, molle, solida.
    Un bel fritto misto che ci fa dannare un po’, fortunatamente la ripida salita prima della vetta è abbastanza sgombra.
    Arriviamo al pianoro che anticipa le rocce della vetta e qui lo strato di neve è davvero spesso e molto molle, ci affondiamo fino quasi alle ginocchia.
    Arriviamo alla vetta del Roccerè dopo un’ora e mezza dalla partenza.
    Il panorama è stupendo verso le montagne: si vede praticamente tutto l’arco alpino cuneese dal Bric Mindino fino al Re di Pietra.
    La pianura invece è nascosta sotto una cappa di nebbia e di smog.
    Girando un po’ notiamo le famose “Coppette” reperti archeologici dell’Età del Bronzo ed alcuni disegni incisi sulla roccia.
    Restiamo sulla vetta per ben due ore a goderci il panorama e prendere un po’ di sole.
    Poi iniziamo a scendere lentamente nel primo tratto innevato, qui incontriamo una coppia d’escursionisti arrivati dal Cornet.
    Alle 13:40 con molta tranquillità ritorniamo alla macchina.
    Bella escrusione per il panorama anche se un po’ monotona nella salita nel bosco.
    Forse Silvia aveva ragione, la neve incontrata era difficile da intraprendere anche con le ciaspole, troppo molle che si sarebbe attaccata alle ciastre, forse fa davvero troppo caldo per salire sulla neve…
    Un saluto da Mattia e Silvia da Mondovì.


    • Ciao Mattia, a giudicare da casa mia ero quasi sicuro che non ci fosse più neve fino al monte Cornet. Invece mi smentisci.
      Comunque lì è sempre un bel posticino, tranquillo e molto panoramico. Salutami anche Silvia. Ciao e… alla prossima!

      • Mattia Bertero


        Ciao Elio.
        Si, la neve l’abbiamo trovata solamente nell’ultimo tratto, il sentiero passa in un bosco e quindi un po’ nascosto al sole.
        Il San Bernardo é completamente sgombro mentre salendo verso l’alta valle c’è ne ancora sul Cornet ma “a chiazze”, andando più se c’è ne ancora un po’.
        Silvia ricambia il saluto. Alla prossima.


  6. Buongiorno, volevo fare escursione al Roccere’ lunedì 4 febbraio, visto il bollettino valanghe 3, è una gita con pericolo di valanghe?
    Grazie


    • Ciao Simone. Da Sant’Anna di Roccabruna può essere pericoloso. Meglio dal Santuario di Valmala seguendo la pista battuta per lo sci di fondo fino al colle della Ciabra.
      P.S. Ho visto ora che il bollettino valanghe dà grado 4. Meglio aspettare qualche giorno che si assesti la neve e cessi il pericolo.

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