Escursione con racchette da neve al Monte Saccarello – 2200 m – Valle Roya

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Il Saccarello, ovvero il più alto Monte della Liguria, è situato sulla cresta del confine italo-francese tra le Valli Roya e Tanaro. La sommità è raggiungibile da Monesi di Triora (Imperia) o, nel nostro caso, dalla Valle Roya. La base di partenza per noi è Bens che abbiamo raggiunto percorrendo la Val Roya fino a San Dalmazzo di Tenda. Qui abbiamo preso la deviazione verso La Brigue, poi percorso ulteriori 4 km che ci hanno portati a Notre Dame des Fontaines (866 m) e i successivi tre che chiudono il percorso alle auto nel piccolo parcheggio sterrato di Bens (1076 m).

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.250 metri circa
  • Distanza: 15,3 km circa
  • Altitudine partenza: 1.064 metri
  • Altitudine massima: 2.200 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Oggi, giovedì 9 dicembre 2010, vogliamo tornare nuovamente sulle montagne della Valle Roya, con la speranza di trovare meno neve che dalle nostre parti. L’obiettivo che ci ha proposto Riccardo è il Monte Saccarello. Posata l’auto a Bens mi incammino con Gelu e Riccardo sulla mulattiera che affianca le vecchie case del piccolo borgo.

La giornata è frescolina e nel primo tratto del percorso non troveremo neve; in compenso, nonostante l’inverno sia ormai prossimo, da queste parti sembra sia iniziato il disgelo, tanta è l’acqua che scorre sulla strada da ogni minimo valloncello. Pochi metri dopo la partenza un primo bivio. Seguiamo il percorso (contraddistinto a volte da qualche tacca gialla) che prosegue verso il Passo di Tanarello.

Più avanti incrociamo alcune costruzioni adibite ad ovili. Lungo il cammino capita, di tanto in tanto, dover guadare dei piccoli corsi d’acqua che provengono da gole laterali. Dopo un bel pò di salita in mezzo ad una vegetazione marittima, ci infiliamo in una gola che tende a restringersi.

In un tornante ci tocca guadare un torrentello più grande letteralmente invaso da alberi rotti. La mulattiera prosegue poi la salita con stretti zig-zag sul versante sinistro della gola, affiancandosi ad alcune belle cascatelle d’acqua.

Il vallone si restringe ulteriormente, le pareti sul lato sinistro diventano inaccessibili e di fronte a noi una grande cascata d’acqua ci barra il passo.

Tratto dopo la cascata

Scavalcato il rio ci portiamo sul versante opposto più esposto a nord. La neve aumenta di spessore e ora dobbiamo anche fare i conti con numerosi alberi trascinati giù da vecchie slavine che giacciono a terra intralciando il nostro cammino.

Nonostante la difficoltà a trovare un varco, dobbiamo infilarci le ciastre perchè la neve è abbondante. Qualche sporadica tacca gialla disegnata su alcuni tronchi rimasti in piedi ci guida con un itinerario che obliqua a sinistra verso l’alto.

Veduta sui monti alle nostre spalle

Momento della salita

Il percorso in questo tratto risulta faticoso per la ripidezza ma anche perchè lo strato nevoso ha una crosta superficiale ghiacciata che si rompe quando posiamo la ciastra e ci ostacola nel compiere il passo successivo.

Più su, verso il crinale che dobbiamo raggiungere, alcuni tralicci dell’alta tensione ci faranno da punto di riferimento: è in quella direzione che dobbiamo andare.

Passo dopo passo ed in ripida salita riusciamo a guadagnare una strada ex militare, posta sotto la cresta, che poi dovremo seguire con un lungo traverso fino allo spelacchiato Passo di Tanarello (2045 m).

Al centro: Passo di Tanarello

In salita verso i tralicci

Al termine del traverso, nei pressi del Passo di Tanarello

Raggiunto così il confine italo/francese troviamo i resti di una ex caserma abbandonata. Osservando la cresta in direzione nord scorgiamo in lontantanza il Monte Bertrand (2482 m) e, più vicine, le cime Missun (2356 m) e Ventosa (2096 m).

Verso sud riusciamo a localizzare, a parecchia distanza, la grande statua del Redentore (6 metri circa di altezza più 8,4 metri di piedistallo) e, poco più sulla destra, la cima arrotondata del Monte Saccarello.

Passo di Tanarello

Lontano verso sinistra si intravede la statua del Redentore; al centro il Monte Saccarello

Per raggiungere entrambe le mete percorriamo la dorsale di confine (sormontata dai tralicci) che con un piccolo dislivello raggiunge dapprima il Monte Tanarello (2094 m) e successivamente, in discesa, il Passo Basera (2036 m), da cui seguiremo la strada innevata che porta sulla cresta dove è stata installata, nel 1901, la grande statua in ghisa dorata del Redentore (2164 m).

Da quel punto abbiamo anche la fortuna di scorgere il mare luccicare in lontananza.

Vista sul Saccarello dalla statua del Redentore

Arrivo al Redentore

Autoscatto dal Redentore

Altri 500 metri circa di distanza ci separano dalla cima del Monte Saccarello che ci apprestiamo a raggiungere. La sommità è solcata da una stele di marmo.

Dalla cima riusciamo a vedere La Brigue posta in basso nel vallone; a distanza scorgiamo anche il Colle di Tenda e, lontanissimo, il Monviso.

In salita verso il Saccarello

Cima del Saccarello

Ora dobbiamo cercarci un posto riparato dal vento per mangiare e lo facciamo percorrendo il tratto del crinale che scendere al Passo Basera. Ripresa infine la salita al Monte Tanarello non ritorneremo più al Passo ma, con un taglio di percorso, ci dirigeremo a vista verso il vallone di Bens ripercorrendo poi, a ritroso, l’itinerario del mattino.

 

Momento del ritorno con veduta sui Monti Bertrand e Missun

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 8, 1:50.000

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Istituto Geografico Centrale

Alpi Marittime e Liguri

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Bibliografia

Vette delle Alpi dalla Liguria al Monviso

Vette delle Alpi dalla Liguria al Monviso

Andrea Parodi

Andrea Parodi Editore, 1996

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (1)


  1. Questa è stata la nostra prima escursione con le magliette della ODLO e devo dire che con il fortissimo vento che soffiava sulle creste , le suddette magliette intime hanno funzionato BENISSIMO.

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