Escursione con racchette da neve al Colle di Valmala e Monte San Bernardo -1625 m – Valle Maira

Il Monte San Bernardo, situato sullo spartiacque tra la Valle Maira e la Val Varaita, è quella cima arrotondata che, a nord, sovrasta Dronero e domina la pianura affacciandosi su Villar San Costanzo. Individuato il monte si può notare, già a distanza e con un po’ di attenzione, l’imponente croce in ferro posta sulla sommità. Il Monte San Bernardo è raggiungibile da diversi comuni: Roccabruna (da cui siamo passati noi) con un bell'itinerario, Villar San Costanzo, Rossana e Valmala.

Superare Dronero, percorrere il primo tratto del viale verso la Valle Maira e svoltare a destra per Roccabruna. Dopo una rotonda svoltare a sinistra, seguire la direzione “Borgata Centro” e, al bivio successivo, tenere la destra fino all’arrivo in borgata. Lasciare l’auto nei pressi del cimitero.

  • Ascesa: 670 m circa
  • Distanza: 10,5 km circa
  • Altitudine partenza: 955 m
  • Altitudine massima: 1.625 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: passo, vetta
  • Equipaggiamento: artva, pala, racchette da neve, sonda
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Giovedì 22 gennaio 2009. Non ci vogliamo allontanare troppo da casa, ma allo stesso tempo desideriamo fare una bella escursione in un ambiente piacevole e assolato.

Questa gita mi è stata consigliata da un lettore di Cuneotrekking, Valerio P., che l’ha provata qualche giorno fa e ne è rimasto entusiasta. Contagiato dal suo entusiasmo, telefono a Gelu, che è sempre d’accordo quando si prospettano nuovi itinerari, e coinvolge anche l’amico Riccardo, con noi per la prima volta.

Lasciata l’auto alle 9:00 nei pressi del cimitero della Borgata Centro, prendiamo subito la strada asfaltata che sale alla nostra sinistra. Percorso qualche centinaio di metri l’asfalto cede il posto alla neve. Qui (palina) ha inizio la nostra vera camminata, con le ciastre, su neve già battuta da precedenti escursionisti.

Il percorso, molto tranquillo e facile, si snoda, all’inizio, tra betulle e boschi di castagni per poi lasciare il posto, più in alto, ad abeti, pini e larici. La giornata è molto bella, ma anche parecchio fredda. Fortunatamente questo tragitto è davvero ben esposto al sole.

Dopo alcune svolte nei boschi sottostanti, si transita nei pressi di un poggio sul quale spicca una croce lignea. Si tratta, come ci ha segnalato Matteo, del “Castlas” ovvero la rupe su cui era situato il castello di Roccabruana. Raggiungendolo si può osservare ancora qualche resto di muro diroccato appartenente alla torre.

Lasciamo poco più avanti, alla nostra sinistra, la strada che sopraggiunge dall’abitato di Sant’Anna di Roccabruna e proseguiamo in lenta salita. Incontriamo poi, in tre punti successivi, alcuni pini che ci sbarrano la strada, sradicati dal peso della neve caduta abbondante anche qui.

Superiamo alcuni tornanti ed eseguiamo un lungo traverso verso la sinistra della pineta, entrando poi in un vallone laterale. Più avanti abbandoniamo la nostra strada per tagliare con salita più ripida, un boschetto di betulle e larici, al termine del quale ci troviamo sulla china che sempre meno ripida si affaccia sul Colle di Valmala. Lo raggiungiamo alle 10:30.

Lanciato un primo sguardo sul versante opposto, scorgiamo, poco più in basso, il Santuario di Valmala. Appena sotto il colle transita anche la cosiddetta “Strada dei Cannoni”, ora totalmente innevata, che partendo dalla Colletta di Rossana, con itinerario di una trentina di chilometri su lungo crinale, supera il Colle di Sampeyre per arrivare a quello della Bicocca.

Per raggiungere la cima, nostra meta, non ci rimane che proseguire in cresta per un chilometro circa (direzione est) con leggeri saliscendi e lo sguardo fisso verso la imponente croce che si intravede in lontananza.

Tocchiamo finalmente la cima alle 10:55 rimanendo subito incantati ed affascinati dal panorama che si presenta davanti a noi a 360°. Dobbiamo riconoscere che è veramente un balcone superlativo non solo sulle pianure cuneesi e torinesi (da qui infatti in giornate luminose come oggi si intravede anche Torino), ma su tutto l’arco delle Alpi, dalle Marittime alle Pennine. Molto bello è il Monviso (3841 m) che sembra a due passi da noi.

In cuor mio ringrazio ancora una volta l’amico Valerio P. che mi ha suggerito questo bellissimo itinerario che non conoscevo.

Rimaniamo a goderci questo meraviglioso panorama mangiando qualcosa al riparo da un vento gelido che nel frattempo ha iniziato a soffiare. Intanto sopraggiungono altri gruppetti di escursionisti che, come noi, hanno pensato di salire quassù per godersi dall’alto questa splendida giornata. A malincuore riprendiamo la strada del ritorno scendendo tra i boschi di larici, pini e castagni.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (20)


  1. Ciao Elio,vedo che alla fine sei salito sul S.Bernardo,come sempre molto belle le foto.
    Se vuoi fare una bella camminata con le racchette ti consiglio la cima Gardiola ,in valle Pesio,Sarebbe meglio durante la settimana perche’ nei week-end e’ molto frequentata.Anche la’ c’era ua bella pista battuta .Massimo.

  2. cuneotrekking


    Ciao Massimo, terrò presente la tua segnalazione per una delle mie prossime escursioni. Questo blog può anche essere utile proprio per lo scambio di informazioni tra i lettori.
    Ciao e grazie.


  3. Vista la bella recensione e le foto molto invitanti oggi ho colto la palla al balzo per fare questa gita e far esordire la morosa con le ciastre: molto molto bella come gita, grazie per l’idea! Anche la morosa ha apprezzato ed è arrivata con grande soddisfazione alla croce, dal quale si domina davvero tutto il Piemonte Sud-Occidentale…bellissimo!

    grazie ancora!

  4. cuneotrekking


    Ciao Marco, siamo molto soddisfatti di aver accontentato, con questa gita, la tua morosa. Non ce la saremmo mai perdonati, se una volta conclusa, per causa nostra avesse deciso di appendere le ciastre al chiodo. Scherzi a parte, ci fa piacere che abbiate scoperto e apprezzato questo bel posto come lo abbiamo scoperto e apprezzato noi. Grazie per il bel commento.
    Ciao, Elio.


  5. Mi fa piacere abbiate tutti apprezzato l’itinerario, ribalterò tutti complimenti su mio cognato che me lo ha suggerito. Io sono riuscito a farlo nella variante “poca fatica” partendo dal Santuario di Valmala (50 min alla Croce) appena prima dello stop forzato.
    Quando riprenderò stavo pensando di fare l’Alpe di Rittana, non la conosco di preciso ma dovrebbe essere molto simile al Monte San Bernardo sopra descritto.
    Saluti

  6. cuneotrekking


    Ciao Valerio, hai visto quanto è stata apprezzata la tua gita? In questi giorni abbiamo avuto parecchie centinaia di contatti, di cui numerosissimi su “Monte Bernardo”.
    Ciao e ancora grazie.


  7. E bravi siete venuti dalle mie parti (io sono di Roccabruna)…Complimenti per le belle foto! Mi permetto una piccola precisazione… La croce sul poggio è la croce del “Castlas” ovvero la rupe su cui era situato il castello di Roccabruana. Ora salendo se ne può osservare solo qualche pezzetto di muro diroccato appartenente alla torre.
    Ancora i miei complimenti per il bel sito e ovviamente le bellissime escursioni proposte.

  8. cuneotrekking


    Grazie Matteo per la doverosa precisazione tecnica. Non conoscevamo questo particolare, che ora prontamente andremo ad inserire, che arricchisce la nostra gita con una notizia storico-culturale del luogo.
    Ciao e ancora grazie


  9. Buongiorno ragazzi,sono uno dei 1068 visitatori…volevo solo ringraziarvi per le notizie che fornite,le belle foto e le descrizioni sempre semplici e gradevoli,le quali permettono a chiunque,anche seduti di fronte al Pc,di godere appieno delle gite che fate…un grande saluto e,anche se sono della seconda cintura torinese,quindi non proprio adue passi,penso che approfitterò di qualcuna delle vs proposte.Grazie

  10. cuneotrekking


    Grazie Massimo. Speriamo con le nostre gite di far conoscere le belle montagne cuneesi anche a chi, come te, abita un pò più distante. Nel frattempo cercheremo di fare del nostro meglio, coinvolgendovi con delle belle foto che, meglio di altre cose, danno l’idea delle bellezze naturali della nostra Provincia.
    Ciao.


  11. L’ho fatta Domenica, questa volta anch’io da Roccabruna. E’ un escursione perfetta per me panorama fantastico nessuna difficoltà o pericolo valanghe ma solo il piacere di camminare e godersi il panorama. Sapete consigliarmi escursioni di questo tipo? Forse il Monte Roccerè o il Bric la Piata (vostro itinerario Garitta Nuova) o il Monte Birrone Che avete in preparazione? Tanti saluti e sempre complimenti per il sito, ciao

    • cuneotrekking


      Ciao Valerio. Penso proprio che le prossime due escursioni che stiamo per immettere facciano al caso tuo. Quella al Prato del Soglio, molto panoramica all’arrivo, ha un dislivello di 523 m e quella al Monte Birrone un dislivello di 860 m. Tutte due senza pericoli di slavine e altrettanto facili da fare. Per il Bric la Plata, se c’è molta neve, ha un punto dove può scaricare.
      Ciao e grazie che ci leggi sempre.

  12. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Oggi escursione n°50 per me e Silvia, escursione d’oro :-).
    La meta designata è il Monte San Bernardo tramite il percorso segnato in questa pagina web (naturalmente senza neve considerato la situazione attuale), un’escursione semplice consigliatami da Elio stesso per non affaticare troppo la mia ragazza rimasta un po’ provata dall’escursione al Birrone versante Ovest di due settimane fà.
    Partenza alle 8:50 a Borgata Centro di Roccabruna, il cielo è completamente sereno e non fa nemmeno troppo freddo considerata la stagione.
    Qui testo dei nuovi scarponi della Salewa (più precisamente i Condor Evo Gor-Tex), regalo di natale di Silvia ed una nuova maglia termica invernale per entrambi.
    La via, dopo un paio di centinaia di metri di strada asfaltata, si trasforma in un incrocio con una strada sterrata a sinistra di esso, la diramazione di destra porta alla Borgata Castello.
    Saliamo agevolmente tutti e due anche se i miei piedi si devono abituare al nuovo scarpone e sono un po’ affaticati, la situazione migliora fino ad essere ottimale nel corso dell’escursione.
    Il posto è stupendo: si passa attraverso un bosco di una varietà molto varia di alberi ormai spogli ed alcuni pini sempreverde, il contrasto con l’erba secca ed il verde dei pini rende il paesaggio stupendo tipicamente autunnale in assenza del bianco della neve.
    La croce di vetta del San Bernardo ci compare quasi subito e ci accompagnerà per quasi tutto il tragitto d’avvicinamento.
    Il Sole batte abbastanza forte, tanto che procediamo solamente con la maglia termica (a parte in rari colpi di vento freddo dove dobbiamo vestirci meglio).
    La via prosegue in direzione del Colle di Valmala, non è affatto ripida e non c’è il rischio di perdersi.
    Procediamo lentamente per gustarci quello che ci circonda ed infatti arriviamo al Colle verso le 10:35, qui il panorama si apre in direzione della Valle Varaita e del Santuario di Valmala.
    Qui troviamo un guardiacaccia che gentilmente ci spiega della meridiana presente sulla cima e come leggerla.
    Si procede in direzione della croce di vetta direttamente attraverso un sentiero ben visibile, interrotto solamente da piccolissimi e molto facili passaggi tra alcune rocce.
    Arriviamo alla vetta, qui troviamo una trentina di boy-scout che stanno cantando a suon di chitarra classica, più altri escursionisti.
    Il panorama purtroppo è un po’ disturbato da una foschia che avvolge la pianura davanti a noi ma è ugualmente appagante: l’intero arco alpino fino alla Valle Maira è ben visibile, alle nostre spalle lo spartiacque tra la valle Maira e la Valle Varaita con il Roccerè ed il BIrrone ben riconoscibili, appena più a destra la mole del Re di Pietra Monviso desolatamente sgombro da neve e le vette dello spartiacque Varaita-Po.
    Più in basso della croce troviamo la meridiana che segna le ore che sono passate dall’alba, le ore che mancano al tramonto e l’ora solare.
    Non c’è vento e si sta bene, fin troppo bene considerato che siamo in Dicembre, sembra di stare in autunno non in inverno.
    C’è la prendiamo comoda e rimaniamo in vetta per un’ora e mezza buona prima di riprendere la discesa attraverso la stessa via dell’andata, si sta davvero troppo bene per lasciare il posto in fretta; non prima di aver scritto qualcosa e firmato il quaderno di vetta.
    La discesa procede bene senza intoppi ed alle 14:30 arriviamo alla macchina per tornare a casa.
    Prima prova scarponi e maglie termiche passata con ampio successo.
    Davvero una bella escursione, in un ambiente completamente esposto al Sole, con diverse tipologie di piante da osservare nonostante la stagione ed un panorama appagante senza che si compiano chissà quali sforzi.
    Elio avevi ragione: è un bellissimo posto che ci è piaciuto molto ad entrambi.
    Un saluto da Mattia e Silvia da Mondovì.


    • Ciao Mattia, immaginavo che questa escursione sarebbe andata bene per Silvia. Il tragitto non è faticoso e si arriva in cima abbastanza in fretta. Peccato per la foschia sulla pianura, altrimenti il panorama sarebbe stato ben più appagante. In questa stagione puoi imbattere giornate limpidissime o come quella di oggi.
      Seguendo la dorsale, in direzione del Birrone, sono belle anche le escursioni al Roccerè oppure al monte della Ciabra o al Monte Cornet. E sono splendide anche fatte quando c’è la neve, con le ciastre. Per queste ultime devi partire a piedi da Sant’Anna di Roccabruna (le potete trovare descritte sul sito).
      Complimenti per i bei regali ricevuti! Buon Natale a te, a Silvia e alla sorella!!!

  13. Aimasso Claudio


    Bel giro, comodissimo, propedeutico per chi vuole riprendere a camminare in montagna, pendenza dolce, costante, gia’ un po’ di dislivello, bene.
    Grazie dello spunto.

  14. Elsa pepino


    Ciao a tutti….fatta oggi questa bellissima escursione partendo però dal Santuario di Val mala. Giornata stupenda….panorama a 360 gradi… la prox volta da Roccabruna.

  15. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    In realtà la ciaspolata di oggi con Silvia aveva in programma un’altra destinazione: l’Altopiano della Gardetta da Chialvetta. Era così fino a ieri quando ho letto il bollettino valanghe Arpa Piemonte che davano un pericolo 3 su 5 quando fino al giorno prima l’allarme era sul 2 su 5.
    Abbiamo preferito non rischiare nonostante avessi letto da più fonti che l’escursione alla Gardetta non presentava pericoli rilevanti e così abbiamo pensato in fretta ad una nuova ciaspolata ed è venuta fuori questa al Monte San Bernardo, già fatta senza neve due anni fà.
    Così alle 8:30 siamo già a Roccabruna in frazione Centro in direzione della cima seguendo fedelmente il tragitto di Cuneotrekking.
    Il tempo è perfettamente sereno ma fa molto freddo, 6 gradi sottozero, almeno c’è calma di vento.
    i primi 300 metri sono su asfalto fino a che una deviazione a sinistra su sterrata innevata porta in direzione del Colle di Valmala, calziamo le ciastre.
    La salita procede bene anche se la neve è un po’ troppo gelata e ci crea qualche piccolo problema in salita.
    La salita tra i boschi è segnata dai numerosi altri escursionisti che ci hanno preceduto quindi la via è ottimamente segnata, la pendenza è regolare e non difficile.
    Più si sale e più ci rendiamo conto che abbiamo fatto la scelta giusta, il panorama in direzione di Dronero è spettacolare e è visibile quasi al 100%.
    Chissà da lassù.
    Anche noi, come la maggior parte dei nostri predecessori, abbiamo optato per il taglio per il bosco di pini, qui la salita diventa più accentuata e il ghiaccio presente lungo la via non ci permette di piantare bene le ciaspole a terra.
    Nonostante ciò arriviamo agevolmente al Colle di Valmala, il panorama si apre in direzione di Torino ed oltre fino ai 4000 della Valle d’Aosta e, anche qui, quasi tutto è perfettamente visibile.
    La neve cambia: lo strato diventa più spesso, arriva anche a 70/80 cm in molti punti, ed ha una consistenza un po’ farinosa infatti fuori dalla traccia s’affonda abbastanza.
    Puntiamo verso la croce di vetta del San Bernardo attraverso una traccia ben visibile.
    Essendo esposti fa la sua comparsa il vento: gelido da entrare nelle ossa, dobbiamo vestirci di più per proseguire.
    Gli ultimi 30 metri di strada ci ha riservato alcune difficoltà per le rocce esposte che sbarrano la strada alla traccia, dobbiamo improvvisare.
    Arriviamo in vetta alle 10:45 ed il panorama toglie il fiato: non un filo di nebbia, un immenso mondo imbiancato di neve è sotto di noi, l’arco alpino è sensazionale dal Bric Mindino fino al Monte Rosa.
    Bello da far riflettere…
    Siamo da soli ma ci rimaniamo per poco tempo: arriva una combriccola di 10 persone ed altre ancora stanno attraversando la cresta verso la vetta.
    Restiamo lassù per un’ora mangiando pranzo e scrivendo due righe sul libro di vetta.
    Scendiamo seguendo lo stesso percorso dell’andata.
    Procediamo in fretta senza pensarci ed infatti alle 13:00 siamo già dalla macchina a Roccabruna.
    Una gita improvvisata all’ultimo ma che ci ha lasciato senza parole per la bellezza del paesaggio visionato, mi ha riportato alla mente una frase di una delle leggende dell’Alpinismo, Walter Bonatti.
    “Da quassù il mondo degli uomini altro non sembra che follia, grigiore racchiuso dentro se stesso. E pensare che lo si reputa vivo soltanto perché è caotico e rumoroso”.
    Un saluto da Mattia e Silvia da Mondovì.


    • Bravi Mattia e Silvia. Penso sia uno dei posti più visitati in assoluto, proprio per il paesaggio che offre a 360 gradi. Da lassù sembra proprio poter dominare il mondo…
      Ciao, alla prossima!

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