Escursione con racchette da neve al Monte Tagliarè, 1654 m – Valle Stura

Quando si guarda dalla piana cuneese l’Alpe di Rittana, alla sua sinistra si possono notare due evidenti gobbe. Quella più vicina all’Alpe è la Rocciaia, la più a sinistra il Tagliarè. Il dislivello per raggiungerle è contenuto, ma dalle loro cime si può godere un ottimo panorama che si estende dalle Marittime al Monte Rosa.

Da Borgo San Dalmazzo seguite la strada conduce a Demonte e al colle della Maddalena. All'entrata di Gaiola abbandonatela svoltando a destra per Rittana. Superato il paese proseguite nel lungo vallone passando alcune piccole borgate. Mantenendo sempre la sinistra superate ancora quella di Cotella. La strada proseguirà ancora qualche chilometro terminando nella frazione Gorrè.

  • Ascesa: 540 m circa
  • Distanza: 8,1 km circa
  • Altitudine partenza: 1.117 m
  • Altitudine massima: 1.654 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: borgata, rifugio, vetta
  • Equipaggiamento: artva, pala, racchette da neve, sonda
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

La neve scesa a fine ottobre ci ha fatto venire voglia di provare la prima escursione con racchette della stagione 2012/2013. Per la prima uscita con le ciastre decidiamo un’escursione semplice anche perché vogliamo verificare lo spessore e la consistenza del manto nevoso.

Poco prima delle 8:00 di venerdì 2 novembre 2012, posiamo l’auto nello spiazzo antistante il Gorrè di Rittana (1117 m). Lo spartineve si è fermato qui. Saliamo tranquillamente il tratto che ci divide dal Chiot Rosa ammirando un paesaggio divenuto invernale nell’arco di pochi giorni. Molte piante sono ancora coperte di foglie ed è singolare vedere i colori autunnali su sfondo immacolato.

Dal Gorrè partono altri interessanti itinerari con le racchette da neve: l’Alpe di Rittana e il Monte Tamone. Giunti al Chiot Rosa (900 metri di strada dal Gorrè) svoltiamo verso sinistra passando accanto ad alcune belle baite ristrutturate.

È fin da subito possibile vedere quale sarà la nostra meta perchè spicca, tra gli alberi, in alto verso sinistra. L’itinerario prosegue in leggera salita verso ovest passando vicino ad un secondo gruppo di baite, poi si avvicina ad un ombroso valloncello e ripianandosi scavalca un rio svoltando verso sud.

Poco dopo calziamo le ciastre perchè il manto nevoso si fa più consistente; incontriamo due escursionisti diretti all’Alpe con cui ci accompagnamo per un breve tratto. Superati alcuni tornanti ci avviciniamo alla borgata Paralup (1361 m), la mitica storica borgata alpina del Cuneese (dove il 20 settembre 1943 salirono i primi partigiani del Piemonte e probabilmente d’Italia), divenuta famosa dopo essere stata citata nei libri di Nuto Revelli.

Ora la borgata che fu culla della Resistenza e quelle «montagne che furono davvero la casa dei partigiani», come rammentava Dante Livio Bianco, rinascono. Grazie alla Fondazione Revelli, guidata da Marco, il figlio di Nuto, e ad altri enti, sono state in parte già restaurate.

Tra le case, la strada volge a destra se si vuol salire all’Alpe. Noi superiamo la borgata proseguendo ancora verso sud seguendo l’indicazione per “Borgata Partigiana Cavagna” e “Valloriate” trovandoci in neve ancora intatta.

L’itinerario, in salita, raggiunge poco oltre un gruppo di vecchie case abbandonate, poi prosegue un bel tratto in un bosco fitto di betulle, faggi e frassini (tacche bianco/rosse) arrivando nelle vicinanze del Tagliarè.

Quando il sentiero inizia il tratto in discesa verso Valloriate e la borgata Cavagna, lo abbandoniamo svoltando a destra su un solco marcato seguendo la direzione “Colle della Gorgia” (sentiero P04). Il sentiero sale per un bel tratto tra betulle e altri alberi avvicinandosi ad un pianoro dove è posto un cartello in legno indicante Tajarè. Svoltati a sinistra proseguiamo un tratto nel bosco che si mantiene a valle della Rocciaia (1621 m) sbucando al termine sul versante est.

Un breve traversone obliquo raggiunge lo spartiacque Rittana-Valloriate dove troviamo un vento gelido e tagliente che ci accoglie obbligandoci a vestire in modo appropriato.

Aggirato verso sinistra uno spuntone roccioso, iniziamo l’ultimo ripido tratto  che ci separa dalla vetta. La neve crostosa ci crea qualche difficoltà ma poco dopo ci troviamo a fianco della grande croce di vetta.

Il panorama è sublime sulla pianura e sulla prima parte della Valle Stura, ed è grandioso verso l’Alpe di Rittana e il Beccas del Mezzodì.

Tornati sui nostri passi, ripercorriamo il sentiero fino a raggiungere le baite di Paralup, dove troviamo un posto per lo spuntino. Il ritorno verso il Gorrè viene subito dopo, con la soddisfazione di aver trascorso un’altra bella giornata.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (6)


  1. Grazie per la descrizione, bella , precisa e arricchita da bellissime foto. Penso che più avanti nella stagione mi verrà utilissima per andarci anch’io.

    • Cuneotrekking


      Ciao Aldo, con il meteo che prevede neve (anche ora starà sicuramente nevicando) avrai sicuramente occasione di poterci andare molto presto.
      Buone gite!!!

  2. Christian Gianti


    Ciao,
    sabato 16/03 sono finalmente riuscito a salire di corsa nonostante la neve il Tagliarè (per la prima volta)…normalmente tutti ambiscono sempre a Roccastella o all’Alpe di Rittana, ma trovo che anche il Tagliarè dia una soddisfazione non indifferente a livello di panorama…Non ho seguito il vostro itinerario, ma ho lasciato l’auto a Chiappue Soprano per raggiungere in breve tempo Caricatore e successivamente la borgata di Piantacotta (bellissima)..da qui ho proseguito diritto fino all’imbocco dei Prati di Roberts e in verticale ho raggiunto la cresta tra la Rocca Calere e il Tagliarè per proseguire fino alla sommità della Croce da qui si godeva di una splendida visuale…discesa sullo stesso percorso di salita…

    • Cuneotrekking


      Ciao Christian, vedo che hai ricominciato con le corse. Non sarà ancora il momento, per via della neve, ma l’allenamento bisogna cominciarlo al più presto.

  3. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di questa mattina è stata improvvisata, in realtà la mia prima scelta era diversa.
    Avevo inizialmente intenzione di andare su Cima Cars partendo dalla Valle Pesio facendo un bellissimo giro ad anello (Partenza da Villaggio d’Ardua, Vallone dei Pari passando per i due relativi gias Sottano e Soprano, Casino del Cars, vetta di Cima Cars, Colletto Pellerina, e discesa nel Vallone di Serpentera, passando per il Gias Soprano di Serpentera e Gias Madonna, discesa fino al Piano delle Gorre e ritorno a Villaggio d’Ardua).
    Arrivato a Pianfei però noto che c’è neve sulla vetta del Cars, o meglio c’è molta più neve di quanto credessi.
    Sapevo che l’avrei calpestata ed infatti avevo i ramponi nello zaino, ma a vedere così affioravano poche rocce, segno che lo spessore poteva essere consistente, senza contare che con le temperature di questo periodo il manto potrebbe essere poco consolidato.
    Decido di cambiare posto.
    Nel pensare in macchina dove andare, lo sguardo si rivolge verso Ovest e mi compare l’Alpe di Rittana e vicino a lui il Tagliarè, quest’ultima era una delle montagne che avevo segnato di farle prossimamente.
    Era sgombra di neve e la mattinata è bella limpida e serena.
    Decido di andare la.
    Siccome avevo preventivato solo la mattinata per scendere e salire ho chiamato un amico che abita a Castelletto, frazione di Roccasparvera, dicendo che dopo la salita sarei passato a trovarlo.
    Così eccomi alle 8:40 al Chiot Rosa, potevo anche arrivare con la macchina fino a Paraloup ma a quei punti non c’era più gusto a fare il Tagliarè.
    Percorro tranquillamente la strada fino alla borgata oggetto di lotta partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale, la pianura cuneese è ben visibile, mi si prospetta un panorama stupendo in vetta.
    Alla borgata intraprendo il sentiero P04 in direzione di Valloriate.
    Siccome in questi giorni ha piovuto sulla via c’è un po’ di fango e c’è ne sarà fino alla croce di vetta.
    Dopo 10 minuti arrivo ad un bivio e svolto a destra seguendo le indicazione per il Tagliarè e il Colle della Gorgia.
    Una leggera salita mi porta su un pianoro tra l’Alpe di Rittana e il Tagliarè, qui l’ultima svolta secca a sinistra e punto dritto verso la mia destinazione, passando a sinistra delle Rocche Calera.
    Qui la pendenza si fa a tratti sostenuta e si presenta la difficoltà di scivolare per il fango.
    Ad ogni modo si procede bene e, dopo tanto bosco, sbuco all’aperto sulla sella intermedia prima dell’ultima rampa di salita verso la vetta.
    Ci arrivo alle 9:40, un’ora giusta dalla partenza.
    Il Panorama è stupendo: le montagne innevate del versante Sud della Valle Stura sono imponenti, così come alle loro spalle il Massiccio dell’Argentera ed il Monte Matto, l’alpe di Rittana risulta ancora leggermente innevato sulla vetta ed è pieno di gente.
    Da me invece vengo solo raggiunto da un signore che se ne va dopo pochi minuti, io invece rimango li in cima per 40 minuti a gustarmi in solitaria il panorama ed a scattare fotografie.
    Nello scendere dalla croce il fango non ancora asciugato mi fa scivolare tante volte da costringermi a scendere la ripida discesa iniziale fuori sentiero, il resto della discesa è proseguita ottimamente, incontro tanti escursionisti sulla strada tra Paraloup ed il Chiot Rosa.
    Sono alla macchina alle 11:20 e scendo dal mio amico a Castelletto.
    Una gita di ripiego si è dimostrata davvero molto appagante nella sua semplicità, un panorama mozzafiato ed una giornata stupenda ha incoronato questa salita al Tagliarè.
    Tra l’altro è la mia prima volta su questa montagna, sono andato tante volte sul vicino Alpe di Rittana ed anch’io come tanti avevo sempre snobbato il Tagliarè, oggi ho risolto questa mia lacuna ed mi è piaciuto davvero tanto.
    Un saluto da Mattia da Mondovì.


    • Bravo Mattia, anche secondo me hai fatto bene a cambiare meta. Il Cars dalla valle Pesio lo vorrò fare anch’io tra qualche tempo. Il Tagliarè è sempre una bella meta, anche se di ripiego. Ciao

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