Escursione con racchette da neve al Monte Vanclava (Tête de Vauclave) – 2874 m – Valle Stura

Il monte Vanclava (2874 m) è posto a confine tra la Valle Maira e la valle dell’Ubayette. E' situato a ridosso del Monte Oronaye (3100 m) in posizione panoramica tra i Monti Feuillas (2867 m) e Scaletta (2840 m). È anche raggiungibile, con percorso diverso, da Chialvetta (Valle Maira).

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.020 metri circa
  • Distanza: 12,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.951 metri
  • Altitudine massima: 2.874 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: lago, passo, vetta
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Tempo fa, durante la salita al Passo della Gardetta (2437 m), girando all’indietro lo sguardo intravvidi, alla destra del Monte Scaletta e vicinissima all’Oronaye, una bella punta che ho in seguito localizzato essere il Monte Vanclava.

Monte Vanclava visto dal Passo della Gardetta

Da quel giorno la curiosità mi ha spinto ad arrampicarmi fin lassù (salita ripetuta anche in estate). Approfittando del bel tempo, martedì 19 maggio mi metto in viaggio verso il Colle della Maddalena con Valerio che all’ultimo momento è riuscito a prendere un giorno di ferie.

Oltrepassato il valico ed entrati nel dipartimento francese Alpes de Haute Provence lasciamo l’auto in un piccolo spiazzo sulla destra (1951 m) dove parte il percorso. Il sentiero da seguire è quello che porta verso i laghi Roburent (2436 m); sentiero che, dopo qualche centinaio di metri, si perde tra la neve. In ogni caso bisogna seguire l’insenatura sulla destra idrografica del torrente fino a raggiungere il Vallone dell’Oronaye. Poco prima si attraversa il torrente verso destra, su neve portante, per tagliare e portarsi in direzione del Colle di Roburent.

Scorciatoia verso il Vallone dell’Oronaye

Appena più avanti si transita vicino ad un laghetto innominato (2353 m) ancora innevato, oltre il quale occorre portarsi in quota verso il centro del vallone.

Il laghetto innominato

Paesaggio alle nostre spalle dal centro del vallone

Più avanti si passa alti sulla sinistra del Lago Oronaye (2411 m).

Lago Oronaye e cima di Pierassin (Peyrassin) sullo sfondo

Ora non si procede più verso il Colle di Roburent ma si taglia a sinistra verso il vallone di Vanclava, al cospetto del Monte Oronaye, del colle Feuillas e del Monte Feuillas (2867 m). Già ad inizio vallone si intravede in fondo, a sinistra, la cima, meta della nostra escursione di oggi. Il vallone è ampio, ma c’è ancora molta neve e dai monti appena citati si sono staccate alcune slavine. Ci portiamo, tenendoci alternativamente al centro e sulla destra, verso il Passo di Vanclava (2774 m) che intravediamo lontano sul fondo.

Guglie del Feuillas nel vallone di Vanclava

Nel vallone di Vanclava

Poco prima del Passo di Vanclava

Raggiunto il passo, ci appare, verso est, una visuale bellissima sul Passo della Gardetta e su Rocca la Meja. Alla nostra destra, a due passi, abbiamo in tutto il suo splendore il Monte Scaletta (2840 m) che potrebbe essere meta di una delle nostre prossime escursioni.

Panorama verso il Passo della Gardetta e Rocca la Meja

Arrivo sul colletto panoramico

A due passi dal Monte Scaletta

Il Monte Scaletta (2840 m)

Oltre il Passo di Vanclava (2774 m)

Iniziamo l’ultimo tratto di salita verso la cima

Salendo qualche decina di metri verso la cima veniamo raggiunti da folate di vento fortissimo e gelido. La neve è dura e compatta, per cui ci mettiamo i ramponi e ci incamminiamo, seguendo il filo di cresta con una pendenza di 40/45°, verso la cima che è pochi metri sopra di noi.

Il vento trasporta con forza impressionante le scaglie di neve ghiacciate sollevate dai ramponi

Arrivati a quota 2810 metri dobbiamo desistere perché il vento fortissimo rischia di sbatterci giù. Dobbiamo tenerci aggrappati e fatichiamo non poco a scendere quei pochi metri fatti in direzione della punta. Dispiace rinunciare quando ormai siamo prossimi all’arrivo in vetta, ma il rischio è troppo grande. A malincuore riprendiamo la via della discesa ricalcando le orme della salita.

In discesa

La cima delle Manse (2727 m)

Prima di conlcudere degnamente questa splendida escursione andremo a mangiare al riparo dal vento nei pressi di alcuni grossi massi in compagnia di alcune grasse marmotte che non si sentono minimamente minacciate dalla nostra presenza.

la nostra vicina di tavola

Pausa pranzo: ciastre a riposo…

La Meyna (3067 m)

Riportiamo il profilo altimetrico dell’escursione, catturato con il GPS:

vanclava_profilo_altimetrico

Profilo altimetrico

E’ curioso anche il grafico a torta che ci mostra le percentuali di tempo in cui abbiamo camminato in salita (54%), in discesa (38%) o in piano (8%):

vanclava_salite_discese

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Rifugio della Pace

Rifugio della Pace

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Commenti (6)


  1. ….ma allora la neve è ancora buona!
    Ero indeciso se partire(l’idea di fare 5 ore di viaggio tra andata e ritorno,col rischio di trovare neve marcia o pericolosa,non mi sorrideva molto)ora invece grazie a voi e alle vostre bellissime foto ho idea che partirò alla volta della bella Valle Stura.
    Grazie per le idee che mi date e complimenti per la bella escursione.Siete in gambissima.
    ciau Ernesto.

  2. cuneotrekking


    Guarda Ernesto, le condizioni della neve variano da giorno a giorno. Oggi abbiamo fatto un’altra gita (che tra poco descriveremo) ed abbiamo usato esclusivamente i ramponi, tanto era dura la neve. Ci eravamo portati dietro anche le ciastre che però sono rimaste inutilizzate. L’importante è sempre partire presto la mattina e così è più difficile trovare neve marcia.
    Ciao, Elio.


  3. Bravo Elio,viste le foto ,come sempre bellissime….credo che la prossima gita sara’ sul Vanclava..Ci sentiamo ciao


  4. Una domanda ed un consiglio…
    Iniziamo con la domanda…Qual è l’altezza media della neve (indicativamente si intende) perché domenica 31/05 avrei intenzione di percorrere parzialmente il vostro percorso, Almeno fino all’ oronaye per poi prendere sulla sinistra ed andare verso il colle delle Munie e poi sul Soubeyran e volevo sapere più o meno quanta neve c’era…
    Passiamo ora al consiglio…
    Ho letto che avete intenzione, prima o poi di salire lo scaletta…C’è un tunnel militare percorribile senza pericolo di crolli proprio sotto lo scaletta…Quindi se disponete di una lampada frontale portatela perché ne vale veramente la pena!

    • cuneotrekking


      Grazie per il consiglio. Sapevo del tunnel militare ma hai fatto bene a ricordarmi della lampada frontale; quando si parte pensiamo sempre a tutto l’occorrente ma qualcosa di importante può essere dimenticato.
      Per il Soubeyran, hai visto che anche noi lo abbiamo fatto (e anche descritto) qualche tempo fa? Detto questo ti posso dire che in certi avvallamenti la neve raggiunge anche i due/tre metri di spessore; in altri tratti, dove batte di più il sole o sulle creste, puoi trovare anche soltanto erba. Possono essere utili i ramponi se trovi neve dura. Nella gita che presto descriveremo e che abbiamo appena fatto (Monte Bodoira) abbiamo dovuto calzare i ramponi per tutto il tratto innevato. Le ciastre sono rimaste attaccate allo zaino.
      Ciao.


  5. A grazie a dire il vero non mi ero accorto che anche voi avevate fatto questo tragitto…Grazie pe la tempestività…!

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