Escursione con racchette da neve al Passo di Ceresole – 1620 m – Valle Colla

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Sui sentieri con Cuneotrekking

23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

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L’itinerario inizia dalla bella frazione Rosbella di Boves (1000 m). Con uno sviluppo completo di circa 14 chilometri e un dislivello di 620 metri raggiunge il passo di Ceresole dove incrocia il sentiero della via normale che dal Buscaié (San Giacomo di Boves) conduce al Bric Costa Rossa (2404 m).

La rotta segue, a grandi linee, la cresta che divide la valle Colla dalla valle Vermenagna, ed offre all’escursionista il miglior panorama sulla Bisalta e ottimi scorci su gran parte dell’arco alpino da Rocca dell’Abisso (2755 m) al Monviso (3841 m).

Per raggiungere Rosbella occorre, da Madonna dei Boschi di Boves, seguire i cartelli per San Giacomo. Dopo circa un chilometro si lascia, a sinistra, il ponte sul torrente Colla e si continua a seguire la strada (via Merlat) che costeggia le colline. Proseguendo per altri due chilometri ci si imbatte, ancora a sinistra, in un secondo ponte. Si continua ancora dritto oltrepassando una borgata. Dopo altri 250 metri si svolta a destra in Via Peroca (un cartello poco visibile indica anche Rosbella) e in pochi minuti si raggiunge la base di partenza ai piedi dell’abitato.

Dati tecnici

  • Ascesa: 620 metri circa
  • Distanza: 14,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.000 metri
  • Altitudine massima: 1.620 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Per influenze o impegni di lavoro, giovedì 12 febbraio 2009 non trovo nessun compagno disposto a condividere con me questa escursione. La giornata è bella e la temperatura rigida.

Lasciata la macchina poco dopo le 8:00 nel parcheggio antistante Rosbella, tornato in dietro di qualche metro seguo la strada che in leggera salita si inoltra nel bosco e poi, più su, nella pineta fiancheggiando alcune case. In fondo al lungo rettilineo iniziale, un tornante verso sinistra mi fa salire di quota andando a costeggiare, poco oltre, alcune palazzine edificate negli anni ’70 sulla dorsale che va in direzione del prato del Soglio.

La strada prosegue per un bel tratto all’aperto e più avanti si addentra in una pineta al termine della quale si tralascia, a sinistra, un viottolo in piano che conduce ad una borgata e si continua sulla rampa che finisce in uno slargo. A questo punto, abbandonato per una mezz’oretta l’itinerario, decido di fare una capatina al vicino prato del Soglio (1100 m), prendendo la strada verso destra e raggiungendo la baita oltre la pineta . E’ una deviazione che vale la pena di compiere per godere dell’ottimo panorama che spazia dal Monte Bussaia (2451 m) al Monviso (3841 m).

Arrivo al prato del Soglio

Panorama verso il Monviso

Baita ricoperta da circa 1,80 metri di neve

Verso il Monte Bussaia (Bec d’Orel)

Fotografia autunnale del prato del Soglio

Scattate alcune foto ritorno sui miei passi e riprendo la strada raggiungendo nuovamente lo slargo. Seguo ora la strada (sentiero L 21) che, dopo alcuni brevi tornanti, si allunga e si snoda a metà versante sotto le alture del Becco del Corno (1342 m) e successivamente della Cima di Francia (1421 m).

Il sentiero in salita

Verso la Bisalta

Dopo un lungo cammino sul versante della valle Colla la stradina piega a destra.Percorso alcune centinaia di metri, il mio sguardo viene colpito da uno strano cumulo di neve. Faccio alcuni passi e scopro che sotto è nascosto un casotto.

Il “cumulo di neve” che nasconde un vecchio casotto

La strada continua in leggera salita a semicerchio fino a raggiungere la base di due tralicci di alta tensione. Fino ad ora ho seguito le evidenti tracce di altri escursionisti. Poiché però nessuno ha proseguito oltre, d’ora in poi mi dovrò arrangiare da solo.

Fatti pochi passi mi rendo conto che non sarà possibile seguire alcun tracciato, perché metri di neve ne hanno occultato completamente le tracce. Dovrò quindi crearne uno zigzagando ad istinto tra un’infinità di alberi: castagni selvatici, betulle e faggi. Per non perdere la rotta cerco di mantenere il più possibile il filo di cresta, che però mi costringe a salire e scendere le collinette che mi separano dalla meta.

Verso l’Argentera

Verso le Alpi Marittime meridionali

La traccia alle mie spalle

Quando ormai manca poco alla meta mi imbatto, ahimè, in un insormontabile scoglio: Punta Gutzard (1678 m). Mancano solamente 150 metri al passo di Ceresole, ma mi devo arrestare perché la punta è sormontata da una autentica meringa di neve di diversi metri di spessore, e i suoi fianchi sono ripidi e senz’alberi. Meglio non rischiare.

Nei pressi del passo di Ceresole

Il Bric Costa Rossa

La Bisalta e le sue due punte

Peccato, perché avrei anche voluto raggiungere il nuovo rifugio della Bisalta inaugurato lo scorso anno. Intanto il cielo, così bello in mattinata, si è oscurato e inoltre si è alzato un gelido vento. Non mi rimane che ripercorrere le orme lasciate in precedenza e fare ritorno, per uno spuntino, al prato del Soglio e poi a Rosbella.

Il tempo sta cambiando

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Commenti (2)


  1. Grazie per farci scoprire la sempre troppo trascurata Valle Colla (forse perchè troppo vicina a noi Cuneesi e Fossanesi). Io ho scoperto la bisalta a Dicembre con la Sella Morteis e mi sono promesso di tornare in zona, se non prima Maggio-Giugno per fare la Besimauda.
    Saluti

  2. cuneotrekking


    Bentornato Valerio. Come dici tu, si va sempre a vedere le cose più lontane e non si apprezzano quelle attaccate a casa… Ti suggerirei anche una gita al Bric Costa Rossa, anche se un pò più impegnativa, per il magnifico paesaggio.
    Ciao.

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