Escursione con racchette da neve al rifugio Migliorero, 2100 m – Valle Stura

Il rifugio Migliorero è posto su un poggio panoramico al centro del vallone dell'Ischiator. È una buona base di partenza per escursionisti che da lì possono salire sulle cime del Corborant (3010 m), del Becco Alto dell'Ischiator (2996 m), del Monte Laroussa (2905 m) o per trekking verso i rifugi Zanotti, Sabernui e De Alexandris.

Da Borgo San Dalmazzo raggiungere Demonte, Vinadio e Pianche, dove occorre svoltare a sinistra in direzione di Bagni di Vinadio. All'inizio del paese seguire, a destra, gli ultimi chilometri che consentono di raggiungere la località Besmorello (1451 m). Lasciare l’auto nel piccolo parcheggio antistante la borgata.

  • Ascesa: 650 m circa
  • Distanza: 13,3 km circa
  • Altitudine partenza: 1.451 m
  • Altitudine massima: 2.100 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: grangia, lago, rifugio
  • Equipaggiamento: racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Ci incamminiamo sul tratto di asfalto che ci porta fuori dalle prime case. Dopo alcune curve troviamo la strada innevata che prosegue verso il vallone dell’Ischiator. Oggi la giornata è molto fredda e seguiamo il manto nevoso indurito dal gelo, precedentemente battuto dal gatto delle nevi; per il momento non è ancora necessario calzare le ciastre.

Dopo un tratto all’aperto ci infiliamo su un rettilineo che sul finale porta al cosiddetto Ponte del Medico (1544 m). Quindici metri a sinistra prima del ponte si può fare rifornimento d’acqua ad una fresca fontana. Oltrepassato il torrente Ischiator cessa il tratto battuto (che continua invece a destra fino alla borgata Luca) e noi svoltiamo a sinistra proseguendo sul tratto innevato che dopo pochi tornanti sale per raggiungere il parcheggio estivo. Da lì seguiamo la strada innevata che taglia alcune pendici scoscese deviando più avanti su scorciatoie (visibili quando non c’è neve) che ci consentono di eliminare lunghi tornanti portandoci alla base della copiosa cascata Pisciai.

Evitato ancora su scorciatoia un ulteriore tornante, superiamo un ripido tratto che ci proietta sull’ampio pianoro.

Oltre un ponte in cemento, proseguiamo seguendo la parte centrale dell’ampio vallone superando, di tanto in tanto, alcuni rigagnoli d’acqua che tagliano il pianoro affiancati da strati di neve di oltre due metri di spessore.

Il cielo, velato fino a questo punto, finalmente sta cedendo ampi spazi al sereno.

Il rifugio Migliorero, che da qui è ancora distante, spicca in tutta la sua imponenza su un bel poggio al centro del vallone.

Lo raggiungiamo spostandoci sulla destra orografica (sinistra) su una slavina che taglia il rio al termine del pianoro, pervenendo al rifugio dopo un corto tratto più ripido.

Il cielo è meraviglioso ed oggi stranamente non c’è nessun ciaspolatore o scialpinista sul tracciato.

Nei giorni scorsi sicuramente qualcuno è salito, e lo notiamo vedendo numerose tracce provenienti dal Passo di Laroussa (2471 m). Non ci sono tracce invece in direzione del lago di Laroussa (2438 m) e dei laghi Ischiator di mezzo (2410 m) il cui accesso può essere ancora pericoloso.

Davanti al rifugio notiamo che la fontana è rimasta attiva e possiamo attingere acqua freschissima sistemandoci poi per uno spuntino su alcuni grossi pietroni a sud del rifugio.

Il tempo di pranzare, scendere sulle rive del lago, scattare ancora qualche fotografia, prima di riprendere la discesa che ci riporterà a Besmorello.

Escursione sempre piacevole in ogni stagione!


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (2)

  1. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione decisa per oggi è una classica delle nostre vallate: questa che porta al Rifugio Migliorero partendo da Besmorello.
    Scelta per Silvia, un’escursione non troppo difficile ma molto appagante.
    Così eccoci che alle 8:40 siamo nei piccoli posteggi di Besmorello e qui notiamo già due particolari: una temperatura ambientale di 7 Gradi e un forte vento che sferza sulle vette, tirando su la neve come polvere.
    Purtroppo questo particolare si rivelerà rilevante per noi e per altri escursionisti…
    Dopo il primo tratto sull’asfalto calziamo le ciaspole, assieme a noi una famiglia con una bambina calza gli sci anche loro sono diretti al rifugio.
    Il primo tratto è battuto dal gatto delle nevi fino al ponte del medico, qui la strada battuta gira verso Case Luca mentre noi dobbiamo intraprendere la strada a sinistra che s’innoltra nel Vallone dell’Ischiator.
    La neve è stupenda per le ciaspole, dietro di noi la famiglia di sciatori prosegue con un buon passo.
    Il Sole non è ancora sorto ma continua a non fare freddo.
    All’altezza di un masso prendiamo una scorciatoia seguendo le traccie di altri ciaspolatori che ci permette di tagliare un bel pezzo di strada mentre la famiglia decide di seguire fedelmente la via sterrata per non affaticare la bambina.
    Si sale bene, il vento continua a colpire sulle vette, fortunatamente i versanti hanno già scaricato la neve e quindi non c’è pericolo di eventuali valanghe.
    Grazie al vento il cielo si mantiene perfettamente sereno.
    Dopo la bellissima cascata Pisciai, le traccie si perdono un po’ e così decidiamo di proseguire ad istinto risalendo il ripido pendio prima del pianoro.
    E qui iniziano i guai…
    Appena sbuchiamo nel pianoro il rifugio fa la sua comparsa in lontananza ma assieme a lui compare anche il vento, assente prima di quel punto, ma non è un vento normale.
    Colpisce con raffiche fortissime che sollevano la neve sparandocela addosso come piccoli proiettili, impedendoci di fare un passo in più.
    Siamo attrezzati per ripararci dal vento ma non si riesce lo stesso a proseguire.
    Quando le raffiche cessano riprendiamo ma ritornano quasi subito, la neve sollevata crea una nebbia che ci acceca nonostante gli occhiali.
    Attraversiamo il ponte di muratura sotto il Gias d’Ischiator per portarci alla sinistra del torrente gelato: ho notato che il versante destro della Testa della Costabella del Piz non ha scaricato la neve ed infatti questo vento forte sta provocando una serie di piccole valanghe, inoltre siamo più riparati dal vento impetuoso che non cessa la sua opera.
    La neve dove prima era perfetta adesso è un misto tra molle e dura, il vento la sta rendendo imprevedibile.
    Proseguiamo controvento.
    All’altezza della costruzione a sinistra il rifugio è ormai abbastanza vicino ma più ci avviciniamo e più le raffiche aumentano fino a che una di queste, con un bel colpo, mi scaraventa a terra e mi sta facendo scivolare verso il torrente alla mia destra, non so come riesco a puntare sulla neve molle le ciaspole e mi fermo.
    Decidiamo di non proseguire oltre, sta diventando davvero pericoloso proseguire, puntiamo dritti verso il Gias d’Ischiator per trovare un riparo per poter mangiare pranzo.
    Incrociamo un ciaspolatore solitario intento a salire verso il rifugio, nonostante le sue preoccupazioni per il vento prova lo stesso a continuare la salita.
    Arrivati velocemente al Gias ci sistemiamo sotto le scale esterne in legno che portano al secondo piano, troviamo un riparo (ma ogni tanto qualche sferzata con la polvere di neve c’investe lo stesso) e mangiamo pranzo, sono le 11:30 ed il Sole finalmente fa la sua comparsa nella zona.
    Ripartiamo appena finito il pasto, ritroviamo all’altezza del ponte in muratura del gias la famiglia con la bambina, intenzionati a tornare indietro, poche decine di metri più in basso troviamo una coppia di sci-alpinisti che sta faticando un botto e un gruppo di 4 ciaspolatori che ci chiedono informazioni su questo vento.
    Nessuno dei presenti è intenzionato a continuare ed infatti li ritroviamo tutti, ad eccezione del ciaspolatore solitario incontrato nel pianoro, a scendere velocemente.
    Riscendiamo nel Vallone dell’Ischiator ed il vento scompare, si vede che il pianoro offre riparo alla vallata sottostante.
    Alle 13:15 siamo già dalla macchina, pochi minuti dopo arriva anche il ciaspolatore solitario che è riuscito ad arrivare al rifugio ma prendendo dei grossi rischi.
    Ci fermiamo in un bar a Vinadio e ci sono alcuni giovani sci-alpinisti che anche loro hanno avuto problemi nella zona di Argentera non riuscendo più a proseguire verso una cima, non ricordo quale, di quella zona anche per le condizioni della neve resa instabile dalle alte temperature.
    Non era la giornata giusta per salire: questo vento fortissimo e pericoloso ci ha bloccato tutti quanti, peccato perchè la giornata si preannunciava ottima.
    Vabbè ci riproveremo in futuro.
    Un saluto da Mattia e Silvia di Mondovì.


    • Il vento di queste ultime giornate non accenna a diminuire, specialmente alle quote alte. Dispiace per chi ha a disposizione solo il sabato o la domenica. Arriveranno giornate migliori, si spera. Peccato perché il Migliorero è sempre una bella meta, anche per chi ha bambini al seguito. Un saluto anche a Silvia.

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