Ferrere e Vallone di Rio Forneris

Commenti (2)

  1. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Oggi è stata l’ora di tirare fuori le ciaspole per iniziare la stagione della neve su in montagna.
    Assieme a Silvia abbiamo deciso di fare un qualcosa di non complicato sia per vedere il nostro stato di forma, sia per vedere la situazione della neve.
    Così decidiamo di andare verso Ferrere partendo da Bersezio.
    La giornata si preannuncia stupenda e lo sarà per tutta la durata dell’escursione.
    Arrivati a Bersezio alle 9:15 ci accorgiamo che fa più caldo di quanto avessimo preventivato, anzi fa più caldo per in pianura a Mondovì dove viviamo: 5 gradi con l’1 della pianura.
    Indossate le ciaspole il percorso da seguire è molto semplice e consiste di seguire la strada asfaltata non aperta durante il periodo invernale fino a Ferrere.
    La neve sarà presente per tutto il percorso ma con altezze diverse: si va dai pochi cm dei tratti esposti al sole fino ai 30/35 cm di quelli all’ombra.
    Nel proseguire ci accorgiamo che la neve non è così compatta come ci saremo aspettati: è abbastanza farinosa e non si compatta nemmeno sotto il nostro peso, lo si nota specialmente nei punti in cui il manto è più spesso e ci costringe a faticare di più.
    Nonostante ciò avanziamo senza particolari difficoltà sia io che Silvia.
    Nei tratti dei tornanti all’ombra dove la strada deve scavallare un altura troviamo una scorciatoia attraverso il bosco di larici che ci permette di tagliare un po’ di strada, l’unico punto da prestare un po’ di attenzione per la ripidezza del pendio.
    Entrati nel Vallone Forneris il paesaggio si apre e superato il bivio per la Bassa di Colombart, ci appare Ferrere.
    Non ci sono parole per descrivere la bellezza di quello che avevamo davanti, il panorama che la zona ci offre è uguale alle foto messe qui su Cuneotrekking. Il cielo perfettamente limpido in contrasto con il bianco della neve rende questa borgata quasi un luogo delle favole, a me ha ricordato molto il paese immaginario che lo scrittore Mauro Corona ha descritto nel libro “La voce degli uomini freddi” (che vi consiglio caldamente di leggere).
    E’ bellissimo e toglie il fiato.
    Il silenzio poi mi ha colpito: nessun rumore se non quelli prodotti da me e Silvia, niente altro…
    Dopo esserci “ripresi” da tale visione, riprendiamo la strada che inizia a scendere verso la borgata.
    Arriviamo a Ferrere alle 11:30 dopo poco più di due ore dalla partenza.
    La temperatura è assai gradevole: per tutta l’escursione ci siamo tenuti addosso solamente il primo strato di termica senza mai aggiungere uno strato in più, nemmeno nei luoghi all’ombra, calma di vento.
    Ci sistemiamo in una panchina libera dalla neve vicino alla chiesa dove mangiamo pranzo e ci godiamo il sole, nel frattempo arrivano due coppie di escursionisti con i rispettivi cani, molto felici di stare in mezzo alla neve.
    Restiamo li fino alle 13:00 quando ripartiamo seguendo la via dell’andata.
    Arriviamo al Bersezio alle 14:45 dove il sole è già nascosto e sentiamo il primo vero freddo della giornata.
    Che dire…
    Una gita non complicata ma che ci ha letteralmente meravigliati per il panorama che Ferrere ci ha offerto, con l’aggiunta di una giornata stupenda ha reso il tutto perfetto, solamente la neve ci ha creato più fatica del solito non era la neve adatta al 100 %, troppo farinosa.
    Che posto meraviglioso però…
    Un saluto da Mattia e Silvia da Mondovì.


    • Ciao Mattia. Certamente raggiungere Ferrere con una giornata così e in solitaria come avete fatto voi è una meraviglia. Sono contento che avete potuto fare questa escursione, perché in genere con le prime nevicate la strada di accesso da Bersezio viene chiusa per pericolo di slavine. Bravi! Un saluto anche a Silvia.

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