Escursione con racchette da neve alla Bassa del Colombart – 2461 m – Valle Stura

Dati tecnici

  • Ascesa: 840 metri circa
  • Distanza: 21,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.624 metri
  • Altitudine massima: 2.461 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: borgata, passo
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

L’abitato Ferrere (1869 m) ai piedi del Monte Pe Brun (2797 m)

Oggi primo maggio 2008, la Festa del Lavoro decidiamo di festeggiarla a modo nostro, ossia godendoci una giornata tra le montagne Cuneesi. Sappiamo che in questi giorni il rischio valanghe è abbastanza elevato, per cui cerchiamo una meta panoramica, ma non troppo esposta: la Bassa del Colombart fa al caso nostro. Oltre a me e Valerio ci fa di nuovo compagnia Noemi che si sta appassionando sempre più a queste escursioni.

Dato che la strada per Ferrere (o Ferriere?) è ancora chiusa alle auto decidiamo di seguire “in toto” il percorso stradale che parte dall’abitato di Bersezio (1624 m). Solamente per arrivare presso Ferrere dovremo percorrere circa 6 km, e ce ne rimarranno quasi altrettanti per giungere alla Bassa del Colombart.

Inizialmente la strada, essendo ben esposta a sud, è abbastanza pulita.

Il primo tratto della strada che collega Berserzio e Ferrere

Passando però in prossimità di valloni laterali dobbiamo ancora scavalcare alcune grosse slavine. Arrivando nei pressi di un lariceto troviamo ancora tutto ben innevato; potremmo calzare le ciastre, ma la neve regge bene e per il momento ne facciamo a meno.

Giunti al Colle di Ferrere, dove la strada inizia a scendere verso l’abitato, il paesaggio cambia di colpo. Si cominciano a vedere scenari grandiosi: riconosco bene l’ubicazione dei Colli di Stau e del Ferro e altre vette familiari.

Seguiamo la strada non asfaltata che prosegue in leggera salita sulla destra. Ieri deve aver nevicato, perché la strada è molto bagnata e fangosa. Decine di ungulati fuggono alla nostra vista in tutte le direzioni.

Per il momento decidiamo di non calzare ancora le ciastre, benché per alcuni tratti dobbiamo attraversare enormi panettoni di neve.

La scelta di non usare le ciastre non sempre si dimostra felice…

Proprio nell’attraversamento di uno di questi avvertiamo, con un po’ di timore, un forte sibilo tutt’intorno a noi: era la neve che si stava assestando. Cambiamo quindi immediatamente direzione, procedendo non più in diagonale ma in verticale per toglierci al più presto dal pericolo. Decidiamo poi di indossare le ciastre.

Dopo numerose svolte giungiamo nei pressi del gias del Colombart (2213 m). Percorriamo tutto il pianoro incontrando alcune marmotte che ci osservano incuriosite. Qui la coltre di neve è molto spessa.

Affrontiamo ora gli ultimi panettoni per puntare poi verticalmente in direzione della bassa. Gli ultimi metri sono su neve primaverile alternati a tratti di neve farinosa. La notevole pendenza ci costringe a fare attenzione a non scivolare.

Finalmente giungiamo al Colombart e ci affacciamo sullo spartiacque del Vallone del Puriac. Abbiamo ora davanti e ben visibile la Rocca dei Tre Vescovi (2867 m) e il Monte Enciastraia (2955 m), in lontananza la massiccia mole dell’Oronaye e, alla nostra destra, la Cima delle Lose (2813 m).

Dalla Bassa del Colombart verso l’Enciastraia (2955 m)

Un nostro pensiero va a Don Franco Martini, parroco della Valle Stura, appassionato alpinista che due anni fa, proprio nelle vicinanze della Cima delle Lose, è rimasto vittima di una valanga.

Dopo aver scattato numerose foto scendiamo per il pranzo poco sotto il gias.

Discesa dalla Bassa di Colombart verso il gias

Nella discesa abbiamo ancora avvertito un paio di volte quel sibilo sinistro della neve che si assesta.

In tutto questo percorso non abbiamo incontrato anima viva. Solo quando, tornando verso l’auto, siamo rientrati nel lariceto abbiamo incrociato un gruppo di sciatori francesi che salivano verso Ferrere e due altri escursionisti con ciastre che ritornavano giù.

Ferrere o Ferriere? Sembra che nessuno ne conosca la corretta denominazione. Persino i cartelli talvolta riportano un nome e talvolta l’altro. Per non far troppa confusione, nella descrizione di questa escursione noi abbiamo sempre usato il nome Ferrere, proprio come riportato sulla nostra cartina.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Escursione con racchette da neve al Passo di Barbacana - 2585 m - Valle Stura

Precedente Escursione al lago inferiore di Valscura – 2274 m – Valle Gesso

Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

Carta n. 112, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

Disponibile a 10,00

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (6)

  1. Valerio Picco


    Complimenti, per quest’anno ho appeso le racchette al chiodo ma forse l’ho fatto troppo presto. Le racchette si devonono calzare poco oltre il bivio Ferrere-Bassa Colombart? A vedere le foto dalla bassa c’è molta neve.
    Saluti

  2. cuneotrekking


    Dopo il bivio di Ferrere, la strada, data l’esposizione, per un bel pezzo continua su terreno pulito. Dopo circa 2 Km, dove la strada svolta a sinistra, iniziano i panettoni di neve di cui faccio cenno nella descrizione. Un pò oltre le cose si alternano. Avvicinandoti alla conca dove ha sede il gias lo spessore di neve aumenta e diventa impressionante.
    Se continua così le racchette le potremo utilizzare ancora per un pò 🙂
    Ciao.


  3. Ciao ho visto il vostro bellisimo sito e sono rimasto molto affascinato, volevo chiederti un informazione, la settimane prossima vado a fare il giro del monte Tenibres Ferrere-colle del ferro laghi di vens Raubons passo ischiator migliorero e gta fino a ferrere, secondo te c’ è ancora tanta neve? meglio portarsi dietro le racchette?
    Ciao e grazie mille
    Saluti
    enrico

  4. cuneotrekking


    E’ proprio un bel giro quello che stai per fare. Credo che portarsi dietro le racchette per tutta questa camminata sia inutile e faticoso. Opterei piuttosto per un paio di ramponi, casomai trovassi la neve dura in prossimità di qualche colle con esposizione nord. Di neve certamente ne troverai ancora, specialmente oltre i 2300 m. ma non dovrebbe più dare troppo fastidio. Tempo permettendo abbiamo in previsione per sabato anche noi una nuova camminata oltre i 2500 m. Se hai pazienza potremo dirti con maggiore certezza riguardo le condizioni della neve.


  5. grazie mi fate un grosso regalo allora aspetterò le nuove notizie sulla neve in alto.
    Ancora Grazie

  6. cuneotrekking


    Caro Enrico,
    purtoppo le condizioni metereologiche non ci hanno consentito di effettuare la gita che avevamo in previsione. Ci dispiace di non esserti stati di grosso aiuto in quest’occasione. Speriamo che dalla prossima settimana le cose cambino ed inizi un periodo di bel tempo.
    Ciao, Elio.

Il tuo commento