Escursione con racchette da neve alla capanna sociale Angelo Manolino, 1638 m – Valle Casotto

Raccogliamo l'invito di un nostro lettore per venire a scoprire la valle Casotto, una delle meno conosciute della provincia di Cuneo stretta tra la val Corsaglia, la valle Roburentello e la val Mongia. La capanna sociale Manolino è situata sotto gli sguardi delle rocce di Perabruna, della cima Ciuaiera (2175 m) e del monte Antoroto (2149 m), vette delle Alpi Liguri. La raggiungiamo con un percorso su pista forestale fino al pian Marlà e poi sul sentiero che prosegue in direzione della colla Bassa.

Da Mondovì raggiungere Vicoforte. Seguendo la strada per Ceva/Imperia attraversare poco dopo un tunnel stradale che scende verso San Michele di Mondovì. Ad un bivio seguire le indicazioni per Pamparato. Dopo averlo raggiunto proseguire per Valcasotto (frazione di Pamparato). Appena superato il paese seguire a destra una stradina (indicazioni Manolino) che scende in direzione del torrente portando al cimitero. Parcheggiare l'auto nel piccolo piazzale a destra della cappella di San Rocco.

  • Ascesa: 750 m circa
  • Distanza: 14,8 km circa
  • Altitudine partenza: 974 m
  • Altitudine massima: 1.650 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: rifugio
  • Equipaggiamento: artva, pala, racchette da neve, sonda
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

29 gennaio 2019. Iniziamo la marcia con le ciastre ai piedi scendendo la stradina sottostante che si dirige a sud-est nel vallone.

Dopo l’ultima nevicata di gennaio siamo i primi a percorrere questo tracciato. Qualche centinaio di metri più avanti superiamo il torrente Casotto su un ponte in pietra e ci inoltriamo nel boscoso vallone fiancheggiato dal torrente di Valcalda.

Dopo altri 750 metri lasciamo a destra la deviazione per la borgata Tagliante (segnalazioni) e, proseguendo sempre verso l’interno del vallone, circa cinquecento metri oltre risuperiamo il torrente su un secondo ponte in pietra.

Mantenendo sempre la sinistra, proseguiamo sulla sterrata con moderata pendenza che sale nel vallone. Intanto i boschi di castagni lasciano il posto a estese faggete.

A circa metà percorso, presso un tornante, ignoriamo una scorciatoia (tacche sugli alberi) e, proseguendo sempre lungo la pista forestale, procediamo speditamente verso il distante ampio pianoro-radura denominato Pian Marta (localmente chiamato Pian Marlà).

Lo percorriamo fino al fondo, quindi una breve discesa ci consente di superare il rio di Perabruna e subito dopo un’impennata più decisa nel bosco ci proietta verso l’Alpe di Perabruna, conca pascoliva dove permangono ancora alcune strutture di baite ormai in rovina.

Volgendo lo sguardo alla nostra destra, su un ripiano compare la capanna sociale Manolino sovrastata dallo spuntone roccioso della Rocca dell’Aquila, mentre sul lato opposto è ben visibile la colla Bassa (1851 m) che divide il monte Grosso (2007 m) a nord dal monte Antoroto (2144 m).

Da questa posizione dobbiamo scegliere se affrontare direttamente il ripido pendio che porta alla capanna sociale oppure se proseguire sulla stradina a sinistra che la va a raggiungere con percorso più lungo. Seguendo la seconda opzione il tragitto è più sicuro e protetto dalle slavine.

Valutando bene percorso e situazione neve, oggi scegliamo la salita diretta. Il bivacco (non gestito, ma le chiavi si possono reperire presso la Locanda del Mulino di Pamparato) ci accoglie avvolto nella sua solitudine. Prende il nome dall’alpinista Angelo Manolino, imprenditore edile di Chieri, molto attivo negli anni ’70 con le guide Alessio e Attilio Ollier di Courmayeur sulle pareti del Monte Bianco. Perse la vita nel 1977 per un incidente sul lavoro.

Non ci fermiamo subito qui, ci torneremo più tardi perché abbiamo ancora intenzione di salire alla vicina cappella di santa Teresa che raggiungiamo in pochi minuti di percorso. La cappella, eretta nel 1946, è seminascosta tra i larici. Il luogo è panoramico e di grande suggestione.

Ci fermiamo nelle immediate vicinanze per la pausa pranzo con la stupenda visuale di fronte dei monti Grosso (2007 m) e Antoroto (2144 m).

Più tardi torniamo alla capanna sociale Manolino fermandoci il tempo necessario prima di intraprendere la discesa.

Con percorso più ampio lo aggiriamo a sud scendendo poi sugli ampi tornanti che ci riportano tra le vecchie baite della sottostante Alpe di Perabruna.

Di qua il percorso di discesa ricalca fino al parcheggio esattamente quello fatto in salita.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (2)


  1. Ciao a tutti da Paolo di Lurisia. Bella gita, alla scoperta di un solitario angolo delle nostre Montagne. L’ho fatta con un amico il 31/12/2018, quando a terra c’era solo la neve della prima nevicata; qualcuno aveva già tracciato il percorso, quindi è stato sufficiente indossare i ramponcini (ottimo acquisto) per quasi tutto il tracciato. Bello il Pian Marta, che dà il senso del classico pianoro isolato dal mondo… Buone gite a tutti, a presto.


    • Ciao Paolo. E’ un posto davvero isolato, se percorso in questa stagione. D’estate può diventare punto di partenza per almeno altre tre escursioni. Ciao, a presto!

Il tuo commento

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.