Escursione con racchette da neve alla Cime de la Nauque (Cima di Nauca) – 2207 m – Valle Roya

Dal lago delle Mesches, salendo verso il rifugio delle Meraviglie, un vallone sulla sinistra conduce alla Cime de la Nauque, dalla quale si può godere un vasto panorama sul retro delle nostre Alpi estendibile, con un un pò di fortuna, fino al mare.

Dati tecnici

  • Ascesa: 850 metri circa
  • Distanza: 10,2 km circa
  • Altitudine partenza: 1.400 metri
  • Altitudine massima: 2.207 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

La grande quantità di neve scesa nelle nostre vallate ci impone una piccola pausa di riflessione. Ciò nonostante non siamo disposti a fermare la nostra attività. In casi come questi cerchiamo una meta alternativa al di là delle nostre Alpi dove, solitamente, la quantità di neve dovrebbe essere inferiore. Riccardo, che conosce bene questa zona, ci propone la Cime de la Nauque, situata in posizione molto panoramica.

Partiamo così mercoledì 23 marzo 2011 alla volta di San Dalmazzo di Tenda. Dal paese prendiamo a destra la deviazione verso Casterino di circa 9,5 km che ci porterà al lago delle Mesches. Parcheggiamo l’auto in una rientranza stradale del Lago artificiale. Alcune tabelle informative e cartelli di indicazione sulla sinistra suggeriscono il sentiero di partenza. Iniziamo la salita sulla stradina innevata del Vallon de la Minière che si inerpica a zig-zag tra i larici. Durante la salita si possono avere alcuni ottimi scorci panoramici sul lago.

Salendo, abbiamo degli scorci panoramici sul lago delle Mesches

Al termine di questo primo tratto il sentiero si ripiana e va a scavalcare due rii prima di raggiungere un sito sede di un’antica miniera (Minière de Vallaure). Lasciata a destra una stradina che si dirige verso il gruppo di case, proseguiamo in direzione di una paretina rocciosa, abbandonando poco dopo il sentiero che continua verso il Refuge des Merveilles e seguendo quello che ritorna un pò indietro (indicazioni per Cime de la Nauque). Dopo un piccolo tratto di discesa si riprende immediatamente a salire a serpentina nel versante ombroso. Al termine di questo zig-zag nel bosco di larici, si sfocia all’aperto in un piccolo avvallamento. Riprendendo immediatamente dopo a salire, troviamo nel bosco un cartello indicante che stiamo proseguendo nella giusta direzione.

Indicazioni di salita

Il cammino si snoda tra i larici

Qualche sporadica tacca gialla sui larici ci aiuta a individuare il sentiero conducendoci ad un secondo ripiano. La salita prosegue nel vallone ascendente portandoci, infine, ad una successiva radura molto più ampia delle precedenti, dalla quale, svoltando lo sguardo all’indietro, si può avere un primo grandioso panorama sul retro delle nostre Alpi, mentre, di fronte, riusciamo ad individuare la posizione del Colle de la Nauque. Non immaginavamo di trovare tanta neve anche qui: calcoliamo ce ne sia circa un metro e mezzo. Sui versanti assolati di questa conca sono scese anche alcune slavine.

Dalla radura si può notare, al fondo, il Colle della Nauca

Sguardo all’indietro sulle montagne di casa nostra

Al fondo di questa radura, tra i larici, si intravede verso sinistra un possibile percorso sul ripido che in diagonale ci conduce a dover transitare sotto le svettanti rocce sommitali della Cima di Nauca. Un successivo traverso verso destra va a scavalcare un corto tratto delicato portandoci in direzione del Colle di Nauca (2130 m) che risaliamo facilmente.

La Cime de la Nauque vista dalla salita verso il Colle

Ultimi tratti prima del Colle

Arrivo al Colle

Dal colle non rimane che girare verso sinistra e andare a guadagnare in pochi minuti il cippo di pietre della nostra Cima. Una seconda Cima di uguale altezza, con una sgangherata croce, è situata a pochi metri di distanza. La giornata è meravigliosa ma, per colpa di un pò di foschia, non abbiamo la vista sul mare che ci attendevamo. In compenso possiamo ammirare da molto vicino il Monte Bego (2872 m) e, più lontani, il Gelas (3143 m), la Cime Chamineye (2921 m) ed il Clapier (3045 m), quindi la Rocca dell’Abisso (2756 m) e perfino la Bisalta (2404 m). La giornata soleggiata ma fredda per un gelido vento, ci lascia molto tranquilli sulla possibilità di caduta slavine. Una buona mezzora sulla Cima per riprendere in seguito il percorso nella sottostante radura dove abbiamo individuato un buon posticino per rifocillarci.

Ultimo tratto di salita verso la cima

Riccardo tra le rocce

Arrivo in punta

La Bisalta vista con lo zoom

Foto di gruppo sulla seconda Cima

Da sinistra: il Gelas, la Cime Chamineye ed il Clapier

Il Monte Bego

Proseguiamo infine la discesa sulle nostre tracce fino al sito dell’antica miniera. Passato il torrente riprenderemo la discesa al di là del ponte, su una stradina lastricata che ci ricondurrà direttamente sui tornanti della strada asfaltata a monte del lago delle Mesches. Svoltati a destra andremo a concludere la gita presso la nostra auto.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Escursione con racchette da neve al Colle dell’Ortiga – 1774 m - Valle Stura

Precedente Escursione ad anello con racchette da neve al Rifugio Ceresole – 1540 m circa – Val Colla

Cartografia essenziale

Carta 3841OT, 1:25.000

Carta 3841OT, 1:25.000

Institut Geographique National

Vallée de la Roya, Vallée des Merveilles, Parc National du Mercantour

Vedi su Amazon

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (2)


  1. Non è la Maledia ma il Chamineye (2921 mt.). 🙂

    • cuneotrekking


      Ciao Paolo, mi sa che hai ragione. Il Chamineye è nella direzione della Maledia che viene occultata. Le montagne, viste dal lato opposto, a volte possono trarre in inganno. Faccio subito la correzione.
      Ciao e grazie, Elio.

Il tuo commento