Escursione con racchette da neve alla Punta dell’Omo (Lo Crest de Gibert) – 2299 m – Valle Stura

La Punta dell’Omo, da non confondersi con Cima Omo, è posta sulla dorsale che, con i Monti Grum, Bram, Borel, Viribianc e Viridio divide il Vallone dell’Arma (valle Stura) dalla val Grana. Bella cima, molto panoramica che si può raggiungere, con differenti itinerari, sia da Frise che da San Giacomo di Demonte. Noi l’abbiamo raggiunta da quest’ultimo.

Accesso in auto:

Da Borgo San Dalmazzo entrare nella Valle Stura e superare via via i paesi di Gaiola e Moiola. Giunti a Demonte, dopo aver percorso la strada centrale si esce sulla piazza situata al termine del paese. Dopo il bar prendere a destra la strada che sale nel vallone dell'Arma (dir. Colle di Valcavera) e percorrere i rimanenti chilometri che ci separano dalla località San Giacomo di Demonte. Lì si parcheggia.

Dati tecnici

  • Ascesa: 990 metri circa
  • Distanza: 15,2 km circa
  • Altitudine partenza: 1.312 metri
  • Altitudine massima: 2.299 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: passo, vetta
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Giovedì 28 gennaio. Posiamo l’auto a San Giacomo di Demonte (1312 m) appena prima della centrale idroelettrica. Iniziamo la nostra marcia tornando indietro di una sessantina di metri, passando davanti ad un abbeveratoio con fontana, dove ha inizio il vallone laterale di San Giacomo.

Qui calziamo le ciastre; solo ieri mattina una coltre di neve di venti centimetri ha nuovamente imbiancato il paesaggio ed ora, seguendo la traccia fresca lasciata da uno sci alpinista, superiamo le prime case seguendo la destra orografica del vallone. Verso metà percorso, alcuni roccioni costringono la strada a deviare, con un ponticello, sulla parte opposta, dove alcuni tornanti ed un tratto di strada finale ci conducono nei pressi di una presa d’acqua (1532 m).

Qui si apre, a ventaglio, l’anfiteatro le cui cime ci dividono dalla Valle Grana. Per raggiungere la Punta dell’Omo occorrerebbe ora seguire un ipotetico sentiero che si inoltra nel fitto bosco verso destra, ma la quantità di neve presente, la ripidezza e il pericolo di slavine, ci fanno cambiare idea. Per un tratto continuiamo a seguire le tracce che ha condotto lo sciatore in direzione del Monte Gorfi. Saremo i primi, d’ora in poi, a solcare questo spesso mando nevoso che ci separa dalla Punta dell’Omo.

Abbandonate le tracce affrontiamo a zig-zag i ripidi pendii alla nostra destra con lo scopo di raggiungere la strada che taglia trasversalmente tutto il versante est-ovest. Una volta raggiunta, la seguiamo lasciando poco dopo la deviazione che scende al vicino Gias Bourel (1660 m). Dopo alcuni tornanti lasciamo anche a sinistra la strada che sale verso il Gias Contard (1807 m).

Non ci rendiamo ancora conto che il traverso che ora dovremo affrontare è lungo quasi due chilometri, e in tutto questo tragitto guadagneremo solo pochi metri di dislivello giungendo, al termine, al Gias della Sella (1848 m). Questa perdita di tempo ci demoralizza un po’.

Arrivo al Gias della Sella

Tratto del lungo traverso alle nostre spalle

Affrontiamo con decisione la salita alle spalle del Gias della Sella che si presenta fin da subito complicata. In alcuni punti assai ripidi il gelo ha ghiacciato la superficie del mando nevoso; riusciamo a stento a salire, ma i ramponi delle ciastre mordono e assolvono bene il loro compito.

salita alle spalle del Gias della Sella. In lontananza i Monti Gorfi e Peracontard

In salita verso il Colle Bram

A circa 2000 metri di quota ci togliamo da questo tratto obliquando a sinistra su pendii meno scoscesi ritrovando neve farinosa. Superate in diagonale alcune balze, individuiamo sulla cresta ancora lontana, il Colle Bram (2179 m). Ci dirigiamo nella sua direzione superando ancora qualche dosso fino al raggiungimento della cresta. Dal colle si manifesta fin da subito una magnifica prima visuale verso tutta la val Grana e gran parte delle Alpi Cozie.

Ultimi passi prima del colle

La Punta dell’Omo vista dal Colle

A sinistra il Monte Grum visto dal Colle

La Punta dell’Omo

Ora, seguendo lo spartiacque in salita verso ovest, andiamo a superare una prima balza, raggiungendo in seguito la Punta dell’Omo (“lo Crest de Gibert”, in dialetto occitano) da cui il panorama si amplia a 360 gradi.

Siamo molto contenti, nonostante la difficoltà di salita in neve farinosa, di trovarci su questo magnifico belvedere, dal quale ammiriamo una quantità enorme di vette, tra le quali spiccano Rocca la Meja (2831 m) ed il vicino Tibert (2647 m). Nella valle di accesso si vede anche, più in basso, il Santuario di San Magno.

Dalla punta verso ovest

Ora non rimane altro che ridiscendere al Gias della Sella per il pranzo.

Dalla cima ritorniamo verso il Colle Bram; nella discesa successiva notiamo, in lontananza, due gruppi di sci alpinisti in un mare di neve alle prese con la salita verso il monte Grum.

Sciatori nel mare di neve

Ritorno verso il Gias della Sella

Per non imbatterci nel tratto insidioso della salita, tagliamo diagonalmente alcuni pendii che scendono in direzione del Gias della Sella, che raggiungiamo per pranzare.

Nella discesa seguente devieremo, ove possibile, su alcuni costoni per abbreviare il percorso che ci riporterà a San Giacomo.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

Carta n. 112, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

Disponibile a 10,00

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

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