Escursione con racchette da neve alla Punta Sea Bianca – 2721 m – Valle Po

La Punta Sea Bianca (Sea, dal provenzale Séo, significa “Crinale, cresta spartiacque”), balcone spettacolare sul gruppo del Monviso, è situata a nord del Viso sul displuvio tra la Val Po e la Valle Pellice. Per raggiungere la base di partenza occorre recarsi in Valle Po e percorrerla fino a Crissolo. Dal centro del borgo si prende la strada asfaltata, a destra, che sale in direzione del Pian del Re e dopo qualche chilometro si raggiunge Pian Melzè (o Pian della Regina) dove si lascia l’auto.

Accesso in auto:

Da Saluzzo, passando a Paesana percorriamo tutta la valle Po fino a Crissolo dove, al centro del paese, deviamo a destra sulla stretta strada che conduce al Pian Melzè, 1770 m (o Pian della Regina). Lasciamo l'auto nell'ampio parcheggio di fronte alla "Baita della polenta".

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.010 metri circa
  • Distanza: 10,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.714 metri
  • Altitudine massima: 2.721 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Cartografia: IGC – Carta 106
  • Partenza: Indicazioni stradali

Dopo un annetto di escursioni nelle vallate più vicine a casa nostra ritorno nella Valle Po. Questa volta, in compagnia di Valerio, ci voglio tornare per ammirare la catena innevata del Monviso in tutta la sua grandezza.

Sabato 11 dicembre. Lasciamo l’auto nel gelido parcheggio del Pian della Regina o Pian Melzè (1714 m) ancora avvolto all’ombra del Monviso e, preceduti da uno sci-alpinista, ci incamminiamo percorrendo alcuni lunghi traversoni lungo la strada innevata che sale verso il Pian del Re. Passato il terzo, nei pressi della confluenza di un rio, abbandoniamo la strada per entrare nella valletta denominata “Cumbal del Rio”, dove scorrono le acque provenienti dalle conche superiori.

Tenendo la sinistra orografica iniziamo la risalita che per un lungo tratto si svolge in prossimità del centro del Cumbal. Passo dopo passo, in continua progressione, andiamo a raggiungere quello che da lontano ha le sembianze di un colletto. Quest’ultimo tratto, ad imbuto, in caso di neve non ben assestata può essere pericoloso per il distacco di slavine proveniente da ambi i lati.

Passata la strozzatura entriamo in una nuova conca che si allarga diventando sempre più dolce. Il paesaggio che ci apprestiamo ad ammirare durante questa salita, sempre più grandioso e spettacolare, ci fa contemplare, a parte il Monviso (3841 m) e il Visolotto (3348 m), tutte le punte che superano i tremila metri situate a nord di esso, ovvero: Gastaldi (3214 m), Roma (3070 m), Udine (3022 m), Venezia (3095 m), i Monti Granero (3171 m) e Meidassa (3105 m).

Dopo un po’ di cammino al centro della conca si inizia ad intravedere, lontano al fondo, il Colle della Gianna (2525 m). Per abbreviare un bel tratto, seguendo anche le tracce di chi ci ha preceduto, preferiamo non raggiungere il colle ma portarci, con percorso obliquo nell’ampio bacino (direzione nord-est), sulle rocce situate più alla destra del colle che si assestano attorno ai 2600 metri di quota.

Questo tratto, molto bello per lo stupendo paesaggio proposto alle nostre spalle, lo superiamo un po’ su neve crostosa modellata dal vento e un po’ su neve ghiacciata.

Più su comprendiamo, dalle raffiche gelide di vento che ha iniziato a soffiare, di essere ormai in prossimità della cresta.

Superate le ultime roccette ci troviamo sullo spartiacque che ci divide dalla Val Pellice.

Guardando ora verso la nostra destra scorgiamo in lontananza la cima da raggiungere. Prima però ci portiamo su una punta minore nelle vicinanze.

Perdendo infine qualche metro di quota attraversiamo un colletto che si interpone tra noi e l’ultimo tratto di salita verso la Sea Bianca poi, a vista, risaliamo di un centinaio di metri il restante tratto di neve modellata dal vento.

Raggiungiamo la punta che giace sotto una spessa coltre nevosa; qui finalmente possiamo rilassarci per contemplare il panorama grandioso che dal Viso Mozzo (3019 m) si protrae fino al Monte Rosa.

Rivedo con piacere la cima Ostanetta (2380 m) e la Punta Rumelletta (2370 m) salita esattamente una ventina di giorni fa e, più vicino, la bella ed invitante punta del Frioland (2720 m). Siamo contenti e soddisfatti per aver imbattuto una così bella giornata che ci permette di godere di uno spettacolo di montagne unico e di poter anche testare, direttamente sul campo, il nuovo abbigliamento fornitoci dalla prestigiosa ditta svizzera ODLO.

Dopo aver scattato un po’ di foto facciamo ritorno al colletto incontrando altri due sci-alpinisti alle prese con l’ultimo tratto di salita.

Ridiscesi di un altro centinaio di metri, troviamo una grande pietra, in un posto più riparato, che ci farà da “poltrona vista Monviso” dove andremo a consumare un pasto da sogno.

Al termine riprenderemo la via del ritorno quando il sole sta oramai per occultarsi dietro il Re di Pietra.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Escursione con racchette da neve al Monte Saccarello - 2200 m - Valle Roya

Precedente Escursione con racchette da neve al Monte Autes (2286 m) e alla Cima Varirosa (2292 m) – Valle Stura – Alpi Cozie

Strutture di appoggio nei dintorni

Cartografia essenziale

Carta 106, Monviso, Valle Varaita, Valle Po, Valle Pellice

(2016)

Disponibile a 10,00

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (1)


  1. Complimenti ragazzi e splendide foto!!!…ho anche votato,posso avere in regalo una di quelle magliette intime tecnologiche?!?!:-):-):-)

Il tuo commento