Escursione con racchette da neve alla Punta Sea Bianca – 2721 m – Valle Po

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23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

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La Punta Sea Bianca (Sea, dal provenzale Séo, significa “Crinale, cresta spartiacque”), balcone spettacolare sul gruppo del Monviso, è situata a nord del Viso sul displuvio tra la Val Po e la Valle Pellice. Per raggiungere la base di partenza occorre recarsi in Valle Po e percorrerla fino a Crissolo. Dal centro del borgo si prende la strada asfaltata, a destra, che sale in direzione del Pian del Re e dopo qualche chilometro si raggiunge Pian Melzè (o Pian della Regina) dove si lascia l’auto.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.010 metri circa
  • Distanza: 10,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.714 metri
  • Altitudine massima: 2.721 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Al fondo si delineano le punte a nord del Monviso

Dopo un annetto di escursioni nelle vallate più vicine a casa nostra ritorno nella Valle Po. Questa volta, in compagnia di Valerio, ci voglio tornare per due motivi:

  • ammirare la catena innevata del Monviso in tutta la sua grandezza;
  • sperimentare il nuovo abbigliamento fornitoci dalla ODLO nelle condizioni invernali di freddo intenso.

Sabato 11 dicembre 2010. Lasciamo l’auto nel gelido parcheggio del Pian della Regina o Pian Melzè (1714 m) ancora avvolto nell’ombra del Monviso e, preceduti da uno sci-alpinista, ci incamminiamo percorrendo alcuni lunghi traversoni lungo la strada innevata che sale verso il Pian del Re. Passato il terzo, nei pressi della confluenza di un rio, abbandoniamo la strada per entrare nella valletta denominata “Cumbal del Rio”, dove scorrono le acque provenienti dalle conche superiori.

Tenendo la sinistra orografica iniziamo la risalita che per un lungo tratto si svolge in prossimità del centro del Cumbal. Passo dopo passo, in continua progressione, andiamo a raggiungere quello che da lontano ha le sembianze di un colletto. Quest’ultimo tratto, ad imbuto, in caso di neve non ben assestata può essere pericoloso per il distacco di slavine proveniente da ambi i lati.

Nel tratto di salita dopo l’imbuto

Passata la strozzatura entriamo in una nuova conca che si allarga diventando sempre più dolce. Il paesaggio che ci apprestiamo ad ammirare durante questa salita, sempre più grandioso e spettacolare, ci fa contemplare, a parte il Monviso (3841 m) e il Visolotto (3348 m), tutte le punte che superano i tremila metri situate a nord di esso, ovvero: Gastaldi (3214 m), Roma (3070 m), Udine (3022 m), Venezia (3095 m), i Monti Granero (3171 m) e Meidassa (3105 m).

Tratto della conca superiore

Controluce sul Viso

Lo spettacolo di vette prende forma

Dopo un pò di cammino al centro della conca si inizia ad intravedere, lontano al fondo, il Colle della Gianna (2525 m). Per abbreviare un bel tratto, seguendo anche le tracce di chi ci ha preceduto, preferiamo non raggiungere il colle ma portarci, con percorso obliquo nell’ampio bacino (direzione nord-est), sulle rocce situate più alla destra del colle che si assestano attorno ai 2600 metri di quota. Questo tratto, molto bello per lo stupendo paesaggio proposto alle nostre spalle, lo superiamo un pò su neve crostosa modellata dal vento e un pò su neve ghiacciata.

Al fondo, il colle della Gianna

Più su comprendiamo, dalle raffiche gelide di vento che ha iniziato a soffiare, di essere ormai in prossimità della cresta. Superate le ultime roccette ci troviamo sullo spartiacque che ci divide dalla Val Pellice. Guardando ora verso la nostra destra scorgiamo in lontananza la cima da raggiungere. Prima però ci portiamo su una punta minore nelle vicinanze.

In salita verso la cresta

 

Arrivo sulla cresta

Valerio verso la cima minore

Arrivo sulla cima minore

Sul colletto

Perdendo infine qualche metro di quota attraversiamo un colletto che si interpone tra noi e l’ultimo tratto di salita verso la Sea Bianca poi, a vista, risaliamo di un centinaio di metri il restante tratto di neve modellata dal vento.

Dal colletto si vede, in alto a destra, la Sea Bianca

Raggiungiamo la punta che giace sotto una spessa coltre nevosa; qui finalmente possiamo rilassarci per contemplare il panorama grandioso che dal Viso Mozzo si protrae fino al Monte Rosa. Rivedo con piacere la cima Ostanetta, salita esattamente un anno fa e, più vicino, la bella ed invitante punta del Frioland. Siamo contenti e soddisfatti per aver imbattuto una così bella giornata che ci permette di godere di uno spettacolo di montagne unico e di poter anche testare, direttamente sul campo, il nuovo abbigliamento fornitoci dalla prestigiosa ditta svizzera ODLO.

Sulla Punta Sea Bianca. Al fondo il Monte Frioland

Autoscatto sulla Punta Sea Bianca

Sguardo verso la pianura

Vista a nord

Dopo aver scattato un pò di foto facciamo ritorno al colletto incontrando altri due sci-alpinisti alle prese con l’ultimo tratto di salita. Ridiscesi di un altro centinaio di metri, troviamo una grande pietra, in un posto più riparato, che ci farà da “poltrona vista Monviso” dove andremo a consumare un pasto da sogno. Al termine riprenderemo la via del ritorno quando il sole sta oramai per occultarsi dietro il Re di Pietra.

Ritorno al colletto

In discesa

Il sole si nasconde dietro il Re di Pietra flagellato dai venti

Note sull’abbigliamento

Già in altre occasioni abbiamo avuto modo di dire che il modo più corretto di vestirsi durante le escursioni, nel periodo estivo ma tanto più in quello invernale, è quello così detto “a cipolla”, cioè preferendo indossare più strati di indumenti che si possono togliere o aggiungere a seconda delle necessità.

In questa occasione Valerio ed io abbiamo indossato un intimo sportivo dolcevita caldo (warm) più un mid-layer stand-up collar a mezza zip della ODLO. Entrambi poi ci siamo portati un secondo mid-layer a zip intera che abbiamo usato in partenza e poco dopo l’arrivo in punta più un guscio che ho iniziato ad usare durante il primo tratto di discesa e nella pausa pranzo.

Nonostante le gelide temperature della giornata questi pregiati tessuti tecnologici, studiati appositamente per mantenere il calore corporeo ottimale, ci hanno fatti sentire veramente a nostro agio. Già durante gli sforzi della salita nessuno di noi due ha avvertito il minimo ristagno di sudore. Come prima esperienza non c’è che dire: siamo veramente soddisfatti. Altri test li faremo nelle prossime escursioni.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 106, 1:25.000

Carta n. 106, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Monviso, Valle Po, Valle Varaita, Valle Pellice

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (1)


  1. Complimenti ragazzi e splendide foto!!!…ho anche votato,posso avere in regalo una di quelle magliette intime tecnologiche?!?!:-):-):-)

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