Escursione con racchette da neve alla Testa di Garitta Nuova, 2385 m, da Pian Muné – Valle Po

Già salendo la valle Po potrete notare, sulla destra orografica, l'ampio crinale innevato che partendo dal colle di Gilba (1525 m) va a terminare su Testa di Garitta Nuova (2385 m). L'escursione passa nei pressi delle splendide Meire di Pian Croesio (1853 m) lasciandole a sinistra e prosegue sui bordi di una pista da sci, continuando infine con un lungo tratto di cresta fino alla cima.

Da Saluzzo risalire la valle Po. Dopo aver superato Sanfront raggiungere Paesana. Alla rotonda per l'entrata in paese, tenere la sinistra. Dopo circa 400 metri, alla deviazione per il Pian Muné, svoltate nuovamente a sinistra. Una bella e comoda strada di circa 12,5 chilometri condurrà sull'ampio piazzale-parcheggio nei pressi del rifugio, dove parte la seggiovia.

  • Ascesa: 870 m circa
  • Distanza: 11,4 km circa
  • Altitudine partenza: 1.523 m
  • Altitudine massima: 2.385 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: borgata, vetta
  • Equipaggiamento: artva, pala, racchette da neve, sonda
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

26 marzo 2018. Oggi eseguirò l’escursione in solitaria, non avendo trovato disponibili gli amici. Non è la prima volta che Garitta Nuova mi ospita sulla sua cima. Le altre volte ero salito dalla valle Varaita, rispettivamente dal colle di Gilba e da Becetto.

Dal piazzale di Pian Muné mi dirigo a sinistra del rifugio omonimo seguendo la strada innevata (battuta dal gatto delle nevi), in leggera discesa, attorniata da betulle. Dopo qualche tornante ignoro a destra una stradina che si dirige verso un caseggiato.

Proseguo oltre con una serie di tornanti che più sopra si avvicinano ad un pilone della seggiovia, dove la strada si biforca. Seguendo la sinistra entro, più avanti, all’interno di un’abetaia (sono presenti anche alcuni esemplari di pino silvestre) addentrandomi con tornanti più stretti tra i pendii della comba Virett.

Subito dopo la strada si distende con l’avvicinarsi alla conca-pianoro innevata che racchiude la splendida borgata-presepio delle Meire Croesio (1853 m).

Oggi sono fortunato perché trovo le Meire letteralmente sotterrate da circa due metri di neve, che rendono il panorama ancor più fiabesco.

La strada, ancora battuta dal gatto delle nevi, prosegue verso destra e va a raggiungere, sul costone, gli impianti sciistici di Pian Croesio.

Mantenendomi sul lato sinistro e al di fuori della pista battuta risalgo serpeggiando la lunga e ripida china che mi condurrà al termine dello skilift Fontanone (2060 m).

Mentre lungo il tratto, dall’alto, godo di fantastiche visuali su Meire Croesio, faccio amicizia con Flavio che con gli sci sta puntando alla Garitta.

Con lui avrò il piacere di accompagnarmi per un pezzo scambiando alcune utili informazioni sul percorso.

Raggiunto l’arrivo dell’impianto di risalita, mi incammino per gli ultimi trecento metri di dislivello tenendomi sul lato ovest della cresta. Il panorama intanto si espande sempre più e ora posso contemplare le innumerevoli cime che fanno corona a tutta la catena del Monviso.

Lungo questo tratto alcune brevi balze rompi-tratta interrompono di tanto in tanto la salita dando un po’ di respiro.

Nell’ultimo segmento il percorso si sposta leggermente a sinistra della cresta (est), proiettando belle visuali sul Bric la Piata (1731 m), sul colle di Gilba (1525 m) e sul lungo spallone innevato che da lì sale alla Garitta Nuova.

La cima la si scorge solamente negli ultimi metri, quando all’improvviso compare prima l’enorme ripetitore e, sul lato destro, la croce di vetta, poi un grande cippo in pietra.

Due sci alpinisti, provenuti da Becetto, stanno lasciando la cima per tornare alla base. Ne approfitto per farmi scattare una foto poi, esaminato tutto il panorama, mi dedico ai miei scatti fotografici.

Al termine riprendo la discesa sulle mie stesse orme ripercorrendo a ritroso tutto il tratto fino alle Meire Croesio.

Intento a trovare un posto per pranzare, casualmente mi imbatto in due “giovanotti” di una certa età (76 e 87 anni), entusiasti per i panorami e innamorati della montagna, venuti qui con le ciastre per festeggiare, proprio oggi, il loro compleanno. Questa longevità sia di buon auspicio per tutti noi.

Il posto per la pausa pranzo lo troviamo insieme sotto la pensilina di una baita.

Ripartendo più tardi per tornare al parcheggio incontrerò sulla strada diversi escursionisti intenti a salire.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (8)

  1. Agostino Angeli


    Grazie per queste bellissime immagini e la descrizione sempre impeccabile. Anch’io questa settimana non ho trovato nessuno del gruppo ma a differenza della tua costanza ho rinunciato. Seguirò la tua traccia per la prossima escursione


    • Ciao Agostino, peccato non essere arrivato in cima, comunque hai sempre tempo di tornare su in qualsiasi momento. Grazie per il commento.


  2. Grazie delle belle immagini . Spero un giorno finalmente di riuscire di nuovo a fare qualche piccola cosa,anche se combinare e’ sempre più…complicato! Auguri,buone feste!

  3. Sandra Collino


    Acquistato tuo libro che trovo utilissimo. E’ possibile dedicare qualche articolo a chi può camminare per soli 60 minuti per postumi di operazione ad una gamba? Partenza da luoghi raggiungibili in auto in provincia di Cuneo.
    Tante grazie per l’attenzione. Ciao

    • Valerio Dutto


      Ciao Sandra, grazie per il suggerimento. Ne terremo sicuramente conto. In effetti sarebbe utile anche per chi volesse iniziare a far camminare un po’ i bimbi piccoli.

  4. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di questa mattina era da un po’ che volevo farla, la Garitta Nuova l’ho già percorsa diverse volte in Estate ma mai con la neve!
    Inoltre sono sempre salito dalla Valle Varaita ma mai dalla Valle Po.
    E aspettavo una giornata così limpida come quella di oggi per andare.
    Ero un po’ perplesso all’inizio per via del vento forte che veniva preannunciato nei giorni scorsi: si parla di tempeste di vento con punte di 100 Km/h!
    Inizialmente previste per tutto il weekend, poi ieri hanno spostato questa tempesta a Domenica quindi il Sabato era ok per la scalata.
    E così alle 8:!5 sono a Pian Munè giusto quando sta per albeggiare, il tempo è stupendo e ci sono 2 gradi di temperatura e la pianura è ben visibile, per non parlare dello spettacolo del Gruppo del Monviso così vicino.
    Ho azzeccato la giornata mi sa.
    Gli impianti sono in funzione anche se non c’è molta neve, non c’è ancora nessuno se uno un ciaspolatore che sta già intraprendo la via che dovrò seguire anch’io.
    Intraprendo la via verso le Meire Croesio sulla sterrata battuta dal gatto delle nevi, in realtà è più ghiaccio che coltre nevosa che mi costringe a mettere le ciaspole fin dalla partenza e lungo la strada molte volte la via è sgombra dalla neve.
    Dopo 40 minuti di passeggiata arrivo a Meire Croesio dove la mia vetta si palesa davanti a me con l’inconfondibile ripetitore a farmi da guida.
    Qui decido di cambiare percorso rispetto a quello intrapreso da Elio in questa pagina di Cuneotrekking, lui ha girato a destra dopo Meire Croesio per poi seguire la pista da sci fino alla cresta che lo ha portato sulla cima, io invece decido per la parte opposta salendo verso sinistra per risalire una dorsale che si sarebbe ricongiunta con la cresta di Elio più avanti quasi alla Garitta.
    Ho deciso così perchè dalla parte destra c’è poca neve e non posso invadere la pista (aperta) con le ciaspole, il lato sinistro invece è più in ombra è più carico.
    Così ha inizia la lenta salita di questa dorsale che si presenta in alcuni tratti molto ripida, in compenso c’è una traccia ben visibile che ha compattato la neve e sembra dirigersi verso la mia destinazione.
    Vedo che il ciaspolatore visto alla partenza che ha avuto la mia stessa idea, lo vedo più in alto e decido di seguire le sue orme perchè sembra che abbia percorso una via intelligente.
    Più salgo e più mi accorgo del panorama che si sta aprendo alle mie spalle, tutto limpido fino alle montagne della Valle D’Aosta, mi fa sempre tenerezza la collina isolata di Cavour, come cavolo sia riuscita a formarsi li rimane un mistero per me.
    La neve è molto buona per le ciaspole: una leggera corsa ghiacciati in superficie e sotto un manto abbastanza compattato, lo spessore non è elevato anche più verso la vetta non arriverà a più di 40 cm, meglio non affonderò tante volte.
    Dopo tanti tornanti improvvisati arrivo alla cresta finale tra l’arrivo della seggiovia e la cima.
    La seguo per un po’ fino a che ad un centinaio di metri dalla vetta vedo troppi massi spuntare dalla neve che rendono difficile l’attraversamento, il ciaspolatore di prima è passato pericolosamente da li. E’ un punto un po’ esposto.
    Non mi fido e decido di aggirarle sulla sinistra ma devo fare un attraversamento con i piedi obliqui per la pendenza del versante, un po’ pericoloso ma si affonda un po’ sulla neve che mi garantisce una bella presa.
    L’ultimo tratto è davvero ripido e punto diretto verso il ripetitore senza seguire la dorsale.
    Alle 10:30 sono arrivato al cippo di pietra della Garitta Nuova dopo due ore e un quarto di salita, incontro il ciaspolatore e facciamo amicizia, scambiandoci impressioni ed indicazioni su possibili escursioni della zona con le ciaspole, mi consiglia in special modo la vicina Testa di Cervetto.
    Il panorama è semplicemente STUPENDO: si vede tutto, il Gruppo del Monviso ed il Re di Pietra stesso sono impressionanti, le vette della Valle Varaita e Maira in bella vista, le Alpi Marittime e Liguri in tutto il loro splendore, la pianura di Cuneo e quella di Torino, le montagne della Valle D’Aosta.
    Nel frattempo arrivano due sciatori che ripartono subito, mezz’ora dopo riparte anche Davide (Il ciaspolatore) verso Pian Munè, io rimango da solo a fare ancora fotografie varie e per rilassarmi un po’ al sole.
    Ogni tanto mi arriva un vento gelido da Nord che mi fa venire male alla faccia, ogni tanto qualche raffica è bella forte.
    Inizio la discesa alle 11:30 dopo un’ora di sosta sulla vetta.
    Intraprendo la via del ritorno verso Pian Munè con una prima parte tutta improvvisata: il sole ha scaldato la neve e si affonda di più e questo mi permette di scendere in maniera diretta la dorsale di salita fin quasi a Meire Croesio.
    La faccio quasi di corsa e quasi con una via dritta verso le case, divertente con questa neve.
    Da Meire Croesio fino al Pian Mulè tanta gente che si dirigeva verso la pista da sci.
    Alle 13:00 sono al parcheggio molto intasato di macchine.
    Una bella escursione con un panorama stupendo ed un ottima neve per le ciaspole, anche se con questo sole e queste temperature alte non so quanto può durare senza altre nevicate.
    Un saluto da Mattia di Mondovì.


    • Ciao Mattia. Bella l’idea di salire in cima con quella variante da Pian Croesio. Ci avevo pensato anch’io l’ultima volta che sono salito. Tutto però dipende dalla quantità di neve presente. Con una giornata come ieri avrai avuto un panorama eccezionale. Bravissimo, come sempre. Elio

Risposte a Sandra Collino

Fai clic qui per annullare la risposta.

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.