Escursione con racchette da neve alla Testa di Garitta Nuova (da Brossasco) – 2385 m – Valle Varaita

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23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

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La cima, situata a confine tra la Valle Varaita e la Valle Po, offre un panorama splendido verso la catena del Monviso. Può essere raggiunta dal Vallone di Gilba (Brossasco) oppure, con percorso più breve, dal Pian Munè (Rossana).

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.240 metri circa
  • Altitudine partenza: 1.150 metri
  • Altitudine massima: 2.385 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Non conosciamo questo monte; ne abbiamo sentito parlare e quel nome, molto originale, ci incuriosisce. Sappiamo che questa escursione può essere adatta a chi pratica lo scialpinismo e agli amanti delle ciastre, anche se per quest’ultimi un po’ impegnativa. Sento l’amico Gelu e ci mettiamo d’accordo per l’indomani, venerdì 30 gennaio 2009. Da una vecchia cartina mi sono fatto un’idea del luogo e da un libro di Paolo Caroni ho tratto qualche spunto.

Raggiunta Brossasco, verso il fondo del paese, occorre prendere la deviazione per il lungo Vallone Gilba percorrendo altri 8/9 chilometri di strada. Vorremmo andare in macchina fino a Borgata Danna, ma non riusciamo a raggiungerla a causa del ghiaccio sul fondo di una stretta curva. Lasciamo quindi l’auto in uno slargo al bivio sotto la Borgata di San Sisto. A causa di questo inconveniente dovremo superare ulteriori 185 metri di dislivello.

Prendiamo ora, a sinistra, la direzione verso la Borgata Barra. Dopo pochi metri, ad un secondo bivio, inforchiamo la strada che sale a gomito sulla destra tra due spessi muri di neve e, dopo un lungo tragitto, raggiungiamo la Borgata Danna (1335 m) dove la strada è chiusa.

Calzate le racchette ci inoltriamo tra le belle baite sepolte sotto enormi cumuli di neve, fino a che non raggiungiamo la chiesetta posta in cima alla borgata.

Il vecchio forno

Tra le baite innevate

Ci teniamo ora alla sua destra superando un tratto di terreno in leggera salita. Ci conforta vedere che qualcuno prima di noi è già passato di qua e questo facilita la nostra ascesa anche perché non conosciamo la strada. Saliamo dolcemente in mezzo a boschetti di faggi e betulle con percorso lineare, passando ogni tanto vicino a sagome di baite appena visibili sotto grandi quantità di neve.

Al termine dei boschetti

Terminati i boschetti il percorso continua in leggera salita all’aperto sotto le pendici del Bric La Piata, dalle cui alture è già precipitata negli scorsi giorni una slavina. Il freddo di oggi ci fa stare abbastanza tranquilli. In ogni caso prendiamo ogni precauzione per prevenirne il pericolo.

Proseguendo oltre intuiamo l’insenatura del Colle di Gilba situato a quota 1529 m. Giunti sul versante della Valle Po intravediamo a distanza gli impianti sciistici di Pian Munè.

In vista del colle di Gilba (1529 m)

Arrivo al colle

Chi era salito con le ciastre prima di noi si è fermato qui ed ora siamo costretti a batterci la pista. Il tragitto prevede di salire, sulla sinistra, una lunga rampa impegnativa.

La lunga rampa, cui la foto non rende giustizia

Faticosa salita

Scorcio durante la salita

Iniziamo la faticosa ascesa seguendo dapprima una traccia lasciata da uno sciatore, ma senza benefici perché le ciastre affondano ugualmente nella neve farinosa per almeno 25 cm. Per non rischiare slavinamenti ci spostiamo più sulla destra vicino a un boschetto di larici.

Con fatica, un passo dopo l’altro, raggiungiamo la sommità di questa prima rampa. Superata anche una seconda riusciamo a scorgere la direzione in cui dovremo procedere perché in lontananza intravediamo il ripetitore posto nei pressi della Testa Di Garitta Nuova (2385 m).

Al termine della seconda rampa

In lontananza la nostra meta

Sullo sfondo il “Bric la Piata”

Prima di proseguire facciamo una breve sosta con un tè bollente e due fichi secchi. Alternandoci nel compito di apripista, possiamo ora affrontare con maggior voga la lunga dorsale fatta di un susseguirsi di panettoni innevati. Con la neve così farinosa il percorso diventa infinito: il pannello del ripetitore rimane sempre distante e ci sembra di non poterlo raggiungere mai. Neppure l’altimetro ci è di conforto: siamo sempre sotto quota 2000. Ci restano ancora 400 metri di dislivello.

Strane magiche forme della neve

Seguendo la dorsale transitiamo nei pressi di alcune rocce affioranti dove il vento ha ripulito la cresta accumulando la neve qualche metro sotto. Qui troviamo un po’ di neve crespata e portante. Consultiamo l’ora. Per i nostri canoni è già un po’ tardi ma non vogliamo comunque rinunciare ad arrivare in vetta; sappiamo che il bello arriva solo quando la conquisteremo.

Ultimi metri…

Finalmente, alle 13:30, la raggiungiamo, e quando i nostri occhi si posano sul Monviso, così splendido e vicino, veniamo ripagati di tutta la fatica.

Bellissimo panorama sul Monviso (3841 m)

Ammiriamo tutte le cime dalle Marittime alla Valle d’Aosta. Ci dispiace che sulla pianura persista una cappa che non ci permette di vedere Torino.

Dopo una mezz’oretta scendiamo di un centinaio di metri per fare una piccola sosta sulle rocce; mangiamo qualcosa e poi giù a capofitto seguendo il medesimo percorso dell’andata.

Bibliografia

Paolo Caroni, “Andar per cime… in inverno”, seconda edizione, Primalpe.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta 12, 1:25.000

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Bassa Val Varaita, Bassa Val Maira

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (3)


  1. Come sempre complimenti per le foto; io ero salito sulla Garitta lo scorso anno ,con molta meno neve.La settimana scorsa sono affondato nella neve del Briccas.Dal 16 dovrei avere un po’ di tempo libero in settimana,se vuoi combiniamo una gita ,Ciao Massimo

  2. cuneotrekking


    Va bene, ci sentiamo verso la fine della prossima settimana per vedere le condizioni della neve e metterci d’accordo.
    Ciao, Elio.


  3. Complimenti! Questa dev’essere bella e impegnativa. si fa anche dal colle del prete con percorso più agevole?
    Io ho ripreso Domenica con l’Alpe di Rittana, è stato di certo un bell’inizio anche quello.
    Ciao

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