Escursione con racchette da neve alla Testa Gardon, 2117 m – Valle Stura

Novità Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

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Cima poco conosciuta, la Testa Gardon è posta sulla sinistra orografica del vallone dell’Arma all’altezza di Trinità di Demonte. È un ottimo punto di osservazione su tutta la costa che separa dalla Val Grana ma anche sulle più distanti cime della Valcavera.

Dati tecnici

  • Ascesa: 800 metri circa
  • Distanza: 14,4 km circa
  • Altitudine partenza: 1.312 metri
  • Altitudine massima: 2.117 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Venerdi 2 marzo 2012. Il sole e le temperature primaverili di questi giorni stanno rapidamente facendo regredire il manto nevoso. Se vogliamo approfittarne ancora dobbiamo darci da fare.

Mi sento con Gelu e organizziamo in pochi minuti la gita a questa cima che, pur essendo posizionata all’estremità est, fa ancora parte della comba di San Giacomo. Partiamo dal parcheggio di fronte alla centrale ENEL verso le 8:30, tornando indietro qualche decina di metri per immetterci nel vallone di San Giacomo.

Qualche residuo di neve è rimasto sulla strada, ma è solo per ricordarci che questo vallone prende poco sole. Ne risaliamo tutta la strada fino alla presa d’acqua dell’ENEL.

La Testa Gardon (a destra) come si vede salendo al Gias della Sella

Superato il ponticello successivo svoltiamo decisamente a destra e salendo le prime rive erbose raggiungiamo poco sopra una roulotte avvolta in un telo di plastica. Seguiamo per una ventina di metri la strada verso destra, poi l’abbandoniamo per salire con decisione, senza sentiero, la ripida riva che si para davanti a noi. Sappiamo che duecento metri più su incroceremo in qualche punto la strada sterrata che taglia tutta la comba per portarci verso il Gias della Sella.

Durante la salita abbiamo modo di trovare già alcune genzianelle fiorite. Raggiunta la sterrata, la seguiamo tenendo la destra in direzione del Gias che incrociamo dopo alcuni minuti.

In cammino verso il Gias della Sella

Appena oltre, la neve è consistente e ci fa calzare le ciastre. La strada prosegue acquistando quota in un tratto non ancora raggiunto dal sole, poi svolta verso sinistra passando ai bordi di una graziosa baita posta su un’altura proprio di fronte alle sottostanti Rocce Pinte (1948 m), guglie frastagliate alla cui base s’intravede il gias Gardon.

La baita

Vista sulle Rocce Pinte. A sinistra si intravede il gias

Oltre la baita, proseguiamo ancora per un tratto in direzione di un colletto poi, senza raggiungerlo, deviamo a destra con un semicerchio verso l’oramai visibile Testa Gardon.

Verso il colletto

Sguardo all’indietro dal colletto

All’arrivo (km 7,61 dalla partenza), rimaniamo impressionati dal roccioso e ripido versante opposto che dà verso San Giacomo. Da questo punto riusciamo a vedere la nostra auto, parcheggiata a San Giacomo e due laghetti che portano acqua alla centrale dell’ENEL. Ci troviamo proprio di fronte al Monte Gorfi che si presenta con il versante nord-est ancora abbastanza innevato.

Poco prima della cima

 

Ultimi metri

Sulla punta

Vista sul vallone del Serour con a destra, in primo piano, il Monte Gorfi

Il panorama abbraccia tutta la comba, dal Monte Gorfi al Grum estendendosi poi verso tutte le Alpi Marittime. La giornata, bellissima, ci permette di trascorrere un bel pò di tempo sulla cima, poi decidiamo di tornare verso la baita per il pranzo.

La parte rimanente del tragitto la facciamo ricalcando le orme dell’andata.

Sulla strada del ritorno, ultimo sguardo alla Testa Gardon
In discesa verso la baita

Dalla baita, in primo piano il Pra ‘d Giacu e, al fondo, il Becco alto dell’Ischiator

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Precedente Escursione con racchette da neve al Monte Ventasuso (l’Enclause), 2712 m – Valle Stura

Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

Carta n. 112, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (6)


  1. il cuneese un po’ lo conosco ma grazie a voi scopro sempre itinerari diversi,complimenti!!!
    un applauso anche all’ultima foto…bella,bellla!!!

    • cuneotrekking


      Ciao Claus, con le tante vallate che ci circondano, si moltiplicano gli itinerari. Poi a noi piace variare paesaggio spostandoci sempre in posti nuovi o diversi.
      Ciao e grazie per i complimenti.

  2. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    51° escursione con Silvia, giusto per riprenderci dai pranzi e cene di Natale, e probabilmente l’ultima che faremo per quest’anno.
    L’escursione di oggi si svolge in direzione della Testa Gardon seguendo più o meno lo stesso percorso di questa pagina web di Cuneotrekking.
    Un’idea nata per caso: cercavo qualcosa di appagante senza faticare troppo, girando per il sito mi sono imbattuto in questa pagina e ho deciso all’istante.
    Partenza alle ore 9:30 dalla presa d’acqua dell’ENEL, seguendo un consiglio di Elio su un’altra escursione di risalire la strada asfaltata se era ancora possibile.
    Il tempo è ottimo, sereno completo con zero vento ed una temperatura alta per la stagione (5° più o meno).
    Decidiamo, differentemente dalla via che viene proposta qui, di seguire completamente la strada sterrata fino al Passo Gardon passando per il Gias della Sella.
    Vogliamo gustarci appieno il completo silenzio che questo vallone ci offre, rotto solamente dallo scroscio dell’acqua dei vicini ruscelli, senza avere particolare fretta.
    Proseguiamo molto bene, al Gias della Sella troviamo i primi escursionisti della giornata che cercavano una via verso il Monte Bram partendo da li.
    Due passaggi in una zona in costante ombra ci costringe a fare un po’ più di attenzione per via del ghiaccio che ricopre interamente la carreggiata della strada sterrata.
    Dopo un’ora e cinquanta dalla partenza arriviamo al passo, svoltiamo a destra per percorrere le ultime decine di metri fuori sentiero verso la Testa Gardon.
    Ed eccoci sulla vetta pochi minuti dopo.
    Il panorama offerto è M-E-R-A-V-I-G-L-I-O-S-O: le montagne sono completamente sgombre da nebbia e perfettamente visibili, una piccola fetta di pianura è visibile e anch’essa priva di nebbia. Ed ecco presentarsi partendo dalla nostra sinistra, verso Est, la Bisalta ed il Bric Costa Rossa, l’Argentera, il Gelas, il Monte Matto, le più vicine Cima Cialancia e la Cresta dell’Arp, i Valloni di Riofreddo e di Sant’Anna di Vinadio, le montagne di confine con la Francia.
    Andando verso destra, verso Ovest, ecco le cime del Vallone dell’Arma quali il Nebius, il Salè, il Monte Omo, il molto vicino Monte Gorfi.
    Infine alle nostre spalle, verso Nord, ecco la cresta dei monti, Bram, Grum e la Punta dell’Omo, oltre la cresta ecco spuntare Cima Tempesta e Monte Tibert, ed ancora per pochissimo la vetta del Monviso.
    In basso il Vallone dell’Arma offertoci da un secco e profondo versante a strapiombo sul Vallone stesso.
    E poi i colori: il cielo è limpido e con un acceso azzurro, le montagne hanno le tonalità del giallo-marrone tipiche dell’autunno con la differenza che ormai gli alberi sono completamente spogli di foglie, come scheletri.
    Bellissimo e la tranquillità poi, anche grazie al fatto che eravamo completamente soli lassù…
    La neve è completamente assente, se non nelle montagne più alte nel versante non esposto al Sole invernale, una cosa totalmente inusuale per la stagione, inoltre fa davvero caldo il Sole martella anche prepotentemente, solamente il vento gelido, che ogni tanto si fa vivo, ci fa ricordare che siamo in Inverno.
    Restiamo in vetta per un’oretta a goderci il tutto prima di intraprendere la via del ritorno seguendo lo stesso percorso dell’andata, troviamo alcuni escursionisti intenti a percorrere la strada sterrata in tutte e due le direzioni.
    Alle 14:15 siamo arrivati alla macchina per ritornare a casa.
    Molto appagante questa escursione perché nella sua semplicità offre tantissimo a livello di panorama, il posto è stupendo e un po’ appartato rispetto al resto della Valle Stura, la prossima volta che ci torneremo lo faremo per fare il Grum e il Bram (con il vicino laghetto) però partendo dal Gias della Sella grazie alla Panda del Papà di Silvia che può affrontare tranquillamente gli sterrati di questo tipo senza preoccupazioni.
    Un saluto da Mattia e Silvia di Mondovì.


    • Ciao Mattia, questa volta avete scelto proprio una bella giornata limpida. Immagino il panorama stupendo che avete visto lassù. Bravi! Questo è ancora un momento buono e se vuoi ancora fare quello che dici, Bram e Grum, è meglio approfittare di queste giornate. Ancora auguri per le festività di fine anno a te e a Silvia!!!

      • Mattia Bertero


        Ciao Elio.
        In questi giorni riprendiamo a lavorare per tre giorni prima di fine anno sia io che Silvia quindi purtroppo non abbiamo il tempo di tornare sulle montagne entro brevissimo tempo, per questo che avevo scritto che questa escursione alla Testa Gardon era probabilmente l’ultima dell’anno.
        La prima trance di giorni disponibili per noi per fare trekking saranno il 2 o il 3 Gennaio, sperando che il tempo tenga ancora bene.
        Un’ultima cosa: per orientarmi in caso di necessità durante un’escursione usiamo delle vecchie carte topografiche di mio nonno (avranno almeno 20 anni), ancora abbastanza attendibili ma che iniziano a non segnare i piccoli particolari aggiunti negli ultimi anni come i nuovi sentieri o strade divenute asfaltate o nuove strade sterrate.
        Avevo pensato alle carte topografiche della Fraternali Editore già visionate diverse volte in alcune librerie della nostra provincia ma, a tua conoscenza, ci sono editori che offrono carte migliori o più o meno sono di eguale valore e chiarezza?
        Tengo a precisare che ho intenzione di rinnovare completamente le carte topografiche, quindi devo acquistare mappe per tutte le vallate della provincia.
        Auguri e grazie in anticipo per la risposta.
        Mattia.


        • Per quanto riguarda le cartine, senza alcun dubbio ti consiglio di prendere solo quelle 1:25000 o 1:20000 che sono le più dettagliate. Per la valle Maira sono imbattibili quelle di Rosano Bruno (Chaminar en auta e bassa Val Maira) che sono 1:20000.
          Sono valide anche quelle della carta dei sentieri e dei rifugi n: 106 – 111 – 112 – 113 – 114.
          Le Fraternali vanno anche molto bene, anche se ho già riscontrato parecchi errori sia di quota che di nomi. Le uso anch’io per le parti più basse delle vallate, visto che non ce ne sono altre.
          Andavano anche molto bene quelle italo-francesi della IGN (Alpi senza frontiere) che non si fermavano sul confine di stato, ma andavano ben oltre il confine, però mi risulta che non le facciano più (il prezzo girava sui 19 € per via di un libretto, poco utile, allegato).
          Molto utili, se vai anche in Francia, ad esempio in Valle Roya, la cartina IGN 3841 OT (Carte de Randonnée de la Roya)
          La scelta è ampia e le puoi anche acquistare su Amazon (senti però prima il prezzo nelle librerie).
          A disposizione se hai ancora bisogno. Ciao

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