Escursione con racchette da neve alla Testa Gardon, 2117 m – Valle Stura

Cima poco conosciuta, la Testa Gardon è posta sulla sinistra orografica del vallone dell’Arma all’altezza di Trinità di Demonte. È un ottimo punto di osservazione su tutta la costa che separa dalla Val Grana ma anche sulle più distanti cime della Valcavera.

Dati tecnici

  • Ascesa: 800 metri circa
  • Distanza: 14,4 km circa
  • Altitudine partenza: 1.312 metri
  • Altitudine massima: 2.117 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: grangia, vetta
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Cartografia: IGC – Carta 112
  • Partenza: Indicazioni stradali

Il sole e le temperature primaverili di questi giorni stanno rapidamente facendo regredire il manto nevoso. Se vogliamo approfittarne ancora dobbiamo darci da fare.

Mi sento con Gelu e organizziamo in pochi minuti la gita a questa cima che, pur essendo posizionata all’estremità est, fa ancora parte della comba di San Giacomo. Partiamo dal parcheggio di fronte alla centrale ENEL verso le 8:30, tornando indietro qualche decina di metri per immetterci nel vallone di San Giacomo.

Qualche residuo di neve è rimasto sulla strada, ma è solo per ricordarci che questo vallone prende poco sole. Ne risaliamo tutta la strada fino alla presa d’acqua dell’ENEL.

Superato il ponticello successivo svoltiamo decisamente a destra e salendo le prime rive erbose raggiungiamo poco sopra una roulotte avvolta in un telo di plastica. Seguiamo per una ventina di metri la strada verso destra, poi l’abbandoniamo per salire con decisione, senza sentiero, la ripida riva che si para davanti a noi. Sappiamo che duecento metri più su incroceremo in qualche punto la strada sterrata che taglia tutta la comba per portarci verso il Gias della Sella.

Durante la salita abbiamo modo di trovare già alcune genzianelle fiorite. Raggiunta la sterrata, la seguiamo tenendo la destra in direzione del Gias che incrociamo dopo alcuni minuti.

Appena oltre, la neve è consistente e ci fa calzare le ciastre. La strada prosegue acquistando quota in un tratto non ancora raggiunto dal sole, poi svolta verso sinistra passando ai bordi di una graziosa baita posta su un’altura proprio di fronte alle sottostanti Rocce Pinte (1948 m), guglie frastagliate alla cui base s’intravede il gias Gardon.

Oltre la baita, proseguiamo ancora per un tratto in direzione di un colletto poi, senza raggiungerlo, deviamo a destra con un semicerchio verso l’oramai visibile Testa Gardon.

All’arrivo (km 7,61 dalla partenza), rimaniamo impressionati dal roccioso e ripido versante opposto che dà verso San Giacomo. Da questo punto riusciamo a vedere la nostra auto, parcheggiata a San Giacomo e due laghetti che portano acqua alla centrale dell’ENEL. Ci troviamo proprio di fronte al Monte Gorfi che si presenta con il versante nord-est ancora abbastanza innevato.

Il panorama abbraccia tutta la comba, dal Monte Gorfi al Grum estendendosi poi verso tutte le Alpi Marittime. La giornata, bellissima, ci permette di trascorrere un bel po’ di tempo sulla cima, poi decidiamo di tornare verso la baita per il pranzo.

La parte rimanente del tragitto la facciamo ricalcando le orme dell’andata.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta 112, Valle Stura, Vinadio, Argentera

(2015)

Disponibile a 10,00

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (8)


  1. il cuneese un po’ lo conosco ma grazie a voi scopro sempre itinerari diversi,complimenti!!!
    un applauso anche all’ultima foto…bella,bellla!!!

    • cuneotrekking


      Ciao Claus, con le tante vallate che ci circondano, si moltiplicano gli itinerari. Poi a noi piace variare paesaggio spostandoci sempre in posti nuovi o diversi.
      Ciao e grazie per i complimenti.

  2. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    51° escursione con Silvia, giusto per riprenderci dai pranzi e cene di Natale, e probabilmente l’ultima che faremo per quest’anno.
    L’escursione di oggi si svolge in direzione della Testa Gardon seguendo più o meno lo stesso percorso di questa pagina web di Cuneotrekking.
    Un’idea nata per caso: cercavo qualcosa di appagante senza faticare troppo, girando per il sito mi sono imbattuto in questa pagina e ho deciso all’istante.
    Partenza alle ore 9:30 dalla presa d’acqua dell’ENEL, seguendo un consiglio di Elio su un’altra escursione di risalire la strada asfaltata se era ancora possibile.
    Il tempo è ottimo, sereno completo con zero vento ed una temperatura alta per la stagione (5° più o meno).
    Decidiamo, differentemente dalla via che viene proposta qui, di seguire completamente la strada sterrata fino al Passo Gardon passando per il Gias della Sella.
    Vogliamo gustarci appieno il completo silenzio che questo vallone ci offre, rotto solamente dallo scroscio dell’acqua dei vicini ruscelli, senza avere particolare fretta.
    Proseguiamo molto bene, al Gias della Sella troviamo i primi escursionisti della giornata che cercavano una via verso il Monte Bram partendo da li.
    Due passaggi in una zona in costante ombra ci costringe a fare un po’ più di attenzione per via del ghiaccio che ricopre interamente la carreggiata della strada sterrata.
    Dopo un’ora e cinquanta dalla partenza arriviamo al passo, svoltiamo a destra per percorrere le ultime decine di metri fuori sentiero verso la Testa Gardon.
    Ed eccoci sulla vetta pochi minuti dopo.
    Il panorama offerto è M-E-R-A-V-I-G-L-I-O-S-O: le montagne sono completamente sgombre da nebbia e perfettamente visibili, una piccola fetta di pianura è visibile e anch’essa priva di nebbia. Ed ecco presentarsi partendo dalla nostra sinistra, verso Est, la Bisalta ed il Bric Costa Rossa, l’Argentera, il Gelas, il Monte Matto, le più vicine Cima Cialancia e la Cresta dell’Arp, i Valloni di Riofreddo e di Sant’Anna di Vinadio, le montagne di confine con la Francia.
    Andando verso destra, verso Ovest, ecco le cime del Vallone dell’Arma quali il Nebius, il Salè, il Monte Omo, il molto vicino Monte Gorfi.
    Infine alle nostre spalle, verso Nord, ecco la cresta dei monti, Bram, Grum e la Punta dell’Omo, oltre la cresta ecco spuntare Cima Tempesta e Monte Tibert, ed ancora per pochissimo la vetta del Monviso.
    In basso il Vallone dell’Arma offertoci da un secco e profondo versante a strapiombo sul Vallone stesso.
    E poi i colori: il cielo è limpido e con un acceso azzurro, le montagne hanno le tonalità del giallo-marrone tipiche dell’autunno con la differenza che ormai gli alberi sono completamente spogli di foglie, come scheletri.
    Bellissimo e la tranquillità poi, anche grazie al fatto che eravamo completamente soli lassù…
    La neve è completamente assente, se non nelle montagne più alte nel versante non esposto al Sole invernale, una cosa totalmente inusuale per la stagione, inoltre fa davvero caldo il Sole martella anche prepotentemente, solamente il vento gelido, che ogni tanto si fa vivo, ci fa ricordare che siamo in Inverno.
    Restiamo in vetta per un’oretta a goderci il tutto prima di intraprendere la via del ritorno seguendo lo stesso percorso dell’andata, troviamo alcuni escursionisti intenti a percorrere la strada sterrata in tutte e due le direzioni.
    Alle 14:15 siamo arrivati alla macchina per ritornare a casa.
    Molto appagante questa escursione perché nella sua semplicità offre tantissimo a livello di panorama, il posto è stupendo e un po’ appartato rispetto al resto della Valle Stura, la prossima volta che ci torneremo lo faremo per fare il Grum e il Bram (con il vicino laghetto) però partendo dal Gias della Sella grazie alla Panda del Papà di Silvia che può affrontare tranquillamente gli sterrati di questo tipo senza preoccupazioni.
    Un saluto da Mattia e Silvia di Mondovì.


    • Ciao Mattia, questa volta avete scelto proprio una bella giornata limpida. Immagino il panorama stupendo che avete visto lassù. Bravi! Questo è ancora un momento buono e se vuoi ancora fare quello che dici, Bram e Grum, è meglio approfittare di queste giornate. Ancora auguri per le festività di fine anno a te e a Silvia!!!

      • Mattia Bertero


        Ciao Elio.
        In questi giorni riprendiamo a lavorare per tre giorni prima di fine anno sia io che Silvia quindi purtroppo non abbiamo il tempo di tornare sulle montagne entro brevissimo tempo, per questo che avevo scritto che questa escursione alla Testa Gardon era probabilmente l’ultima dell’anno.
        La prima trance di giorni disponibili per noi per fare trekking saranno il 2 o il 3 Gennaio, sperando che il tempo tenga ancora bene.
        Un’ultima cosa: per orientarmi in caso di necessità durante un’escursione usiamo delle vecchie carte topografiche di mio nonno (avranno almeno 20 anni), ancora abbastanza attendibili ma che iniziano a non segnare i piccoli particolari aggiunti negli ultimi anni come i nuovi sentieri o strade divenute asfaltate o nuove strade sterrate.
        Avevo pensato alle carte topografiche della Fraternali Editore già visionate diverse volte in alcune librerie della nostra provincia ma, a tua conoscenza, ci sono editori che offrono carte migliori o più o meno sono di eguale valore e chiarezza?
        Tengo a precisare che ho intenzione di rinnovare completamente le carte topografiche, quindi devo acquistare mappe per tutte le vallate della provincia.
        Auguri e grazie in anticipo per la risposta.
        Mattia.


        • Per quanto riguarda le cartine, senza alcun dubbio ti consiglio di prendere solo quelle 1:25000 o 1:20000 che sono le più dettagliate. Per la valle Maira sono imbattibili quelle di Rosano Bruno (Chaminar en auta e bassa Val Maira) che sono 1:20000.
          Sono valide anche quelle della carta dei sentieri e dei rifugi n: 106 – 111 – 112 – 113 – 114.
          Le Fraternali vanno anche molto bene, anche se ho già riscontrato parecchi errori sia di quota che di nomi. Le uso anch’io per le parti più basse delle vallate, visto che non ce ne sono altre.
          Andavano anche molto bene quelle italo-francesi della IGN (Alpi senza frontiere) che non si fermavano sul confine di stato, ma andavano ben oltre il confine, però mi risulta che non le facciano più (il prezzo girava sui 19 € per via di un libretto, poco utile, allegato).
          Molto utili, se vai anche in Francia, ad esempio in Valle Roya, la cartina IGN 3841 OT (Carte de Randonnée de la Roya)
          La scelta è ampia e le puoi anche acquistare su Amazon (senti però prima il prezzo nelle librerie).
          A disposizione se hai ancora bisogno. Ciao

  3. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Guarda caso l’ultima escursione dell’anno 2015 era proprio qui a Testa Gardon con Silvia e guarda caso anche quest’anno si è rilevata l’ultima del 2017, fatta però in solitaria che Silvia è influenzata.
    In realtà la meta della ciaspolata di oggi era un’altra: avevo intenzione di fare il Colle dell’Agnello da Chianale ma proprio di mattina molto presto osservo su Internet le Webcam della zona di Pontechianale e con mia (amara) sorpresa scopro che sta nevicando!
    Non avevo proprio l’intenzione di affrontare della neve fresca ad oltre 2500 m d’altezza, per di più in una giornata che si preannunciava ventosa e quindi con il pericolo valanghe in aumento.
    Devo inventarmi qualcosa ed ecco che per una ragione ignota mi balza in testa il Monte Bram.
    Aggiudicata.
    Così eccomi questa mattina alle 8:10 partire inoltrandomi nel Vallone di San Giacomo, fa freddo ma qui ho la prima sorpresa: pensando alle temperature molto rigide dei giorni passati mi sarei aspettato un manto nevoso piuttosto gelato (Infatti oltre alle ciaspole ho dietro anche i ramponi) ed invece è l’esatto contrario.
    La neve è farinosa e si affonda se si cammina fuori dal percorso battuto da precedenti escursionisti.
    Bene, mi tengo lo stesso i ramponi in caso di necessità a quote più alte, e parto con le ciaspole.
    Arrivo speditamente alla presa d’acqua dell’ENEL all’entrata della Comba di San Giacomo.
    Non conoscendo la zona in inverno punto di seguire fedelmente la strada che porta verso il Gias della Sella nonostante siano presenti diverse traccie dei tagli fatti dai precedenti escursionisti.
    La salita procede senza problemi, ci sono già i primi alpinisti sciatori che puntano verso il Gorfi.
    Più o meno all’altezza dell’ultimo tornante a destra prima dell’incrocio con il Gias Contard spunta il sole dietro la Testa Gardon e la neve scaldandosi inizia ad attaccarsi sulle ciaspole ed ogni passo diventa più pesante, fortunatamente c’è una traccia battuta dagli sciatori.
    Volgendo lo sguardo verso il Bram noto che c’è un vento fortissimo sulla cresta spartiacque con la Valle Grana: si nota la neve spazzata via, alcune volte crea dei veri e propri mulinelli. Inoltre, cosa più importante, noto che si sono create delle piccole slavine intorno ai 2000-2200 m.
    Fidandomi di quello che vedo decido di cambiare ulteriormente destinazione quindi punti verso la Testa Gardon che sembra più sicura e con meno vento.
    Avanzo lungo la sterrata e sarò l’unico che la intraprenderà per tutta la giornata, la stanchezza si fa un po’ sentire per la neve che s’attacca sulle ciaspole, inoltre mi accorgo che non sono al 100% della mia forma fisica, forse Silvia mi ha attaccato qualche suo virus…
    Il vento gelido inizia a farsi sentire di più e mi rallenta un po’, mi arriva addosso con raffiche molto forti.
    Comunque arrivo al Gias della Serra verso le 10:15, qui la pista battuta svolta a sinistra verso il nuovo sentiero che porta al Bivacco Bernardi (che sarebbe interessante da fare come futura ciaspolata), verso la Testa Gardon c’è solo una vecchia pista probabilmente di qualche giorno fà quasi completamente cancellata dagli elementi naturali.
    Decido di fermarmi qui a fare pranzo prima di ripartire.
    Alle 10:45 riprendo la scalata.
    Qui si attraversa una zona d’ombra e la neve è tornata farinosa ma c’è un problema, il manto è davvero profondo e non essendoci una pista battuta sprofondo di molto in molti punti (si parla di 40/50 cm).
    Un altro sforzo in più da compiere ma almeno il vento ha cessato di soffiare violento.
    Avanzo a fatica, ad ogni passo s’affonda e quindi procedo molto lentamente.
    Accidenti.
    Più vado avanti più la labile traccia scompare fino a sparire del tutto.
    Qui devo aprire le danze.
    Traccio una nuova traccia seguendo fedelmente la sterrata ma il manto nevoso continua ad aumentare e i contorni della strada si fanno sempre meno visibili.
    Inizio a dubitare di raggiungere la mia meta prefissa…
    Arrivo al Gias Gardon Nuovo ed i contorni della strada spariscono: davanti a me ho solo un pendio inclinato.
    Provo ad avanzare verso il Colletto Gardon ma purtroppo ho finito le mie forze: sono trascorse ben 3 ore dalla partenza, ormai affondo di 70/80 cm nella neve farinosa ed il vento è tornato a soffiare molto forte.
    Non c’è la faccio più…
    Comunque dal gias si gode già di una bella vista, faccio qualche foto e giro il video per il mio canale Youtube.
    Sono le 11:20 quando inizio la discesa.
    Cerco di scendere più rapidamente possibile, anche perchè altre piccole slavine si sono formate sotto la Punta dell’Omo, devo togliermi da li.
    All’altezza del Gias della Sella il vento sparisce e non ritornerà più fino alla fine e qui sento che il Sole picchia davvero forte, rimango solamente con la maglia termica primo strato e sto bene, che caldo!!!
    Nella zona dei tornanti faccio qualche taglio per arrivare alla presa dell’ENEL, le mie gambe stanno iniziando a cedere, intanto diversi sciatori scendono dal Gorfi.
    Arrivo alla macchina alle 14:30, con mia sorpresa ho fatto in fretta.
    Nonostante tutto mi è piaciuta l’escursione di oggi, ho visto lo stesso un posto stupendo anche se la mia destinazione finale non è stata raggiunta e mi sono goduto il tutto nonostante la neve ed il vento sono stati contro di me.
    Approfitto per augurare un Buon Anno a tutti voi utenti ed allo staff di Cuneotrekking.
    Un salito da Mattia da Mondovì.


    • Bella escursione in solitaria. E’ vero, quando si va in montagna, soprattutto con la neve, occorre sempre essere disposti a cambiare itinerario anche all’ultimo momento, come hai fatto tu.
      Mi spiace che Silvia sia ancora ammalata. Queste influenze sono davvero terribili quest’anno.
      Noi invece che volevamo andare al nuovo rifugio Savoia (Terme di Valdieri) alla fine siamo saliti fino al Valasco, ripetendo l’escursione che avevi fatto tu qualche giorno fa (20 km di camminata).
      Auguri a voi anche da parte nostra per un buon 2018, ricco di escursioni. Anche Valerio ricambia gli auguri.

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