Escursione con racchette da neve all’alpe Bulè, 1827 m – Valle Po

Bella e facile escursione adatta anche a chi vuole iniziare l'avventura con le ciastre. Il percorso segue per un lungo tratto la strada a tornanti che conduce alla meire Dacant per poi continuare su una facile cresta in direzione della croce Bulè che è posta su una selletta.

Da Saluzzo si percorre la valle Po fino a Paesana, poi si prosegue fino al bivio per Oncino, dove si svolta a sinistra. La strada, che si restringe, conduce fino al paese. Seguendo da qui l’indicazione per il rifugio Alpetto si continua su asfalto verso meire Dacant (1641 m) e, in base alla presenza di ghiaccio o neve, si parcheggia lungo la strada.

  • Ascesa: 540 m circa
  • Distanza: 8,8 km circa
  • Altitudine partenza: 1.280 m
  • Altitudine massima: 1.827 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: borgata, grangia, vetta
  • Equipaggiamento: artva, pala, racchette da neve, sonda
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Lasciata l’auto presso la borgata di Ruetto (1280 m) ci incamminiamo lungo la strada asfaltata, ma con neve e ghiaccio, che sale verso le grange Dacant lasciando, più avanti a destra, la borgata Comba e, poco dopo, il bivio per le borgate Siteita.

Dopo un altro tornante lasciamo ancora a destra la strada che sale verso la borgata Bodoire.

Seguendo sempre la strada innevata superiamo ancora altri tornanti fin tanto che non raggiungiamo la quota 1560 metri. Con una svolta a sinistra il panorama si apre grandioso.

Di fronte a noi compare ora la Rocca Bianca (1872 m) sovrastata dal Monviso e, a sinistra, la meire Dacant (1641 m) che ci apprestiamo a raggiungere dopo un tratto di strada e una scorciatoia.

Lasciandola a sinistra proseguiamo sulla neve che aumenta di spessore seguendo la facile cresta che punta nella direzione di uno spallone. Intanto alla nostra sinistra andiamo ad affiancare il falsopiano denominato pian Paladino.

Al termine della cresta lasciamo a destra la stradina che conduce diretti alla croce Bulè (1811 m) per salire sull’alpe (1827 m). Lungo quest’ultimo tratto, ma anche sul dosso, troveremo alcuni artistici “ciaperet”.

La croce Bulè, che ricorda il rastrellamento di 25 giovani partigiani giustiziati dai nazifascisti tra l’1 e il 2 aprile del 1944, è posta appena al di là del dosso in un avvallamento.

Da questa modesta altura possiamo ammirare la mole innevata del Monviso, situata in linea d’aria a poco meno di sei chilometri, mentre a sud, oltre il vallone Bulè, scorgiamo la punta Rasciassa (2664 m), la cima di Crosa (2531 m) e il monte Riba del Gias (2379 m).

A nord vediamo il Bric Arpiol (o monte Tivoli, 1791 m) e, più distanti, il Briccas (2426 m) e la punta Rumelletta (o Razil, 2370 m).

Dopo aver fotografato il sublime paesaggio togliamo il primo tratto di discesa tornando verso la meire Dacant. Lì ci fermiamo per uno spuntino.

Al termine, tornati sui nostri passi, riprendiamo la via del ritorno verso la borgata Ruetto.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (9)


  1. bellissima escursione!!
    grazie


  2. Grazie per le escursioni che ricevo.


  3. Molto Bello!
    Volevo quasi andarci questo sabato, ma sarà ancora accettabile l’innevamento?
    Grazie


  4. Fatta oggi dopo la nevicata di mercoledì.. Giornata di sole top.. Veramente bella e facile. Neve super farinosa.. Un saluto Ricky e brixie.👋😄

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