Escursione con racchette da neve da Festiona a Madonna del Colletto, 1308 – Valle Stura

Il santuario della Madonna del Colletto, intitolato alla Madonna della neve e meta di pellegrinaggi, è situato in piacevole posizione su un varco naturale di confine tra le valli Stura (Festiona) e Gesso (Valdieri), tra il monte la Piastra (1832 m) a sud-ovest e la cima Pissousa (1673 m) a nord-est.

Si raggiunge Festiona, base di partenza dell’escursione, da Borgo San Dalmazzo percorrendo il primo tratto della valle Stura. Oltrepassati i paesini di Beguda, Gaiola e Moiola, ad una grande rotonda sul rettilineo che conduce a Demonte, si svolta a sinistra superando il fiume Stura per salire all’interno della borgata.

  • Ascesa: 550 m circa
  • Distanza: 13,7 km circa
  • Altitudine partenza: 760 m
  • Altitudine massima: 1.308 m
  • Difficoltà: T (Turistico)
  • Sul percorso: altro, borgata
  • Equipaggiamento: racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

18 marzo 2016. Non conoscendo il punto esatto dove la strada viene interrotta per la neve, facciamo partire la nostra escursione un centinaio di metri prima della chiesa da una piazzetta (760 m) che si incontra salendo, a sinistra. Il primo tratto passa tra le vecchie case del paese e prosegue oltre su bella strada asfaltata che si snoda ad ampi tornanti in salita verso sud-est.

Raggiungiamo con tutta tranquillità (dopo 2,7 km dalla partenza) la borgata Baut (991 m, fontana) le cui case sono sparpagliate su un esteso pianoro e, al fondo del rettilineo che segue, troviamo la strada chiusa per neve (3,1 km dalla partenza).

Calzate le racchette proseguiamo il nostro cammino sul manto nevoso ancora intatto che si prolunga nella valle del Baut.

Siamo felici di essere i primi a calpestarlo e i primi tornanti scorrono abbastanza veloci. Poi il sole fa la sua parte e la neve cambia consistenza, diventando parecchio pesante.

Da lì in poi ci troveremo a sopportare un sovrappeso di 4/5 chili per ciastra che continuamente cercheremo, senza riuscire, di alleggerire.

Fortunatamente la vista attorno è piacevole e, ogni tanto, ci fermiamo per osservare alle nostre spalle Demonte e, al fondo, il vallone Serour con i monti Omo (2615 m), Nebius (2600 m) e l’aguzza rocca Radevil (1957 m) che fa capolino più a destra.

Il cammino prosegue faticoso sotto le propaggini della Croce del Pissousa (1538 m) prima tra le betulle e frassini poi, più su, tra le conifere. Nell’ultimo tornante lasciamo, a destra, una stradina che, passando sotto il versante nord della costa dell’Arp, conduce a Bergemolo.

Svoltando infine verso sinistra raggiungiamo il santuario (6,7 km dalla partenza), che è meta di pellegrinaggi fin dal 1500, dedicato alla “Madonna della neve” che qui si festeggia e si celebra ogni anno il 5 di agosto.

Posati momentaneamente gli zaini sotto il porticato, scendiamo un centinaio di metri in direzione di Valdieri per ammirare il paesaggio innevato sui monti della valle Gesso.

La visuale si estende verso la cima del Saben (1670 m), la Bisalta (2404 m), la punta del Van (1973 m), il Bussaia (2451 m) per arrivare fino al Frisson (2629 m) e alla rocca dell’Abisso (2756 m). Più vicino a noi è il monte Ray (2318) e il Lausetto (2687 m).

Mentre ad intervalli regolari la neve precipita dal tetto della chiesa, noi troviamo riparo e ospitalità sotto il porticato anche per consumare due panini.

Per completare degnamente l’escursione ora potremmo far ritorno a Valdieri ma, non avendoci pensato prima, con la macchina a Festiona siamo costretti a tornare sui nostri passi.

Anche il ritorno alla borgata Baut si rivela più faticoso del previsto per la neve che continua a creare zoccolo sotto le ciastre. In ogni caso, gran bella escursione.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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