Escursione con racchette da neve da Oncino alla Costa del Vallone, 2055 m – Valle Po

La costa del Vallone è locata sulla destra orografica della valle Po, a est del Viso Mozzo, ed è il proseguimento a sud della cresta tra il Bric Arpiol (o monte Tivoli, 1791 m) e la Rocca Nera (2318 m).

Da Saluzzo si percorre la strada provinciale 26 della valle Po fino a Paesana, poi si prosegue fino al bivio per Oncino, dove si svolta a sinistra. La strada, che si restringe, conduce al paese ed al parcheggio nei pressi della chiesa parrocchiale.

  • Ascesa: 840 m circa
  • Distanza: 14,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.230 m
  • Altitudine massima: 2.055 m
  • Difficoltà: T (Turistico)
  • Sul percorso: altro, grangia, passo, vetta
  • Equipaggiamento: racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Torniamo in valle Po senza avere un’idea precisa sulla quantità di neve presente per una facile escursione individuata lo scorso anno durante la salita al monte Tivoli. Il giro programmato parte dal piazzale della chiesa di Oncino (1230 m), ma con poca neve è possibile salire con l’auto un chilometro più su, fino allo slargo adiacente la borgata Porcili (1328 m).

Dal parcheggio di Oncino seguiamo il tracciato verso destra che a lunghi tornanti si inerpica nel bosco. Lasciata poco più avanti sul lato destro la deviazione per la borgata Chiotti andiamo a raggiungere il nucleo di case Porcili. Da questo punto la neve inizia ad essere presente in modo saltuario nei punti meno esposti.

Proseguendo nella marcia, in un curvone si può scorgere con un po’ di attenzione, in basso a sinistra, la borgata Paschiè.

Mentre a sud si stagliano grandiosi panorami che comprendono la cima di Crosa (2531 m) e la punta Rasciassa (2664 m), il nostro cammino procede nel susseguirsi dei tornanti che ora si dirigono verso nord.

Pian piano inizia a farsi più evidente la sagoma del Monviso che in seguito irromperà rubando la scena a tutto il paesaggio circostante.

Al termine di un rettilineo, prima di una curva a sinistra, costeggiamo un gruppetto delle case della borgata Meisonette (1536 m) poste sul lato destro della strada.

Intanto sale la nebbia che ci avvolge. Poche curve dopo ci troviamo a percorrere, con un semicerchio verso sinistra, il pianoro ospitante una vecchia borgata. Raggiungiamo un pilone votivo, immerso nella neve, dedicato ai santi Chiaffredo e Pancrazio.

Dopo aver superato alcuni ruderi in pietra iniziano le prime case della bella borgata Tirolo (1618 m). Il luogo, idilliaco, specie dopo una copiosa nevicata, è in posizione dominante sugli opposti versanti della val Po.

Per fortuna un po’ oltre la borgata la nebbia si dirada lasciandoci a bocca aperta per il bellissimo paesaggio.

Allungando lo sguardo verso nord iniziamo a intravedere, ancora distante, la cima Tivoli mentre sul retro risplende in pieno sole il monte Frioland (2720 m). Superate le case della borgata, il cammino riprende quota tra alcuni arbusti compiendo un lungo semicerchio.

Al fondo (lasciata in basso una vecchia casa) risaliamo verso sinistra un pendio cosparso di massi erratici che s’interrompe quando raggiunge il colle Arpiol (1768 m).

Panorama mozzafiato verso la parete est del Viso che pare di toccare con le mani. Le grange sparse sul colle contribuiscono ancora a valorizzare un quadro già di per sé spettacolare.

Dalle case comincia la tranquilla e facile salita alla costa del Vallone in direzione della rocca Nera (2318 m) che si può percorrere a piacimento finché si desidera, circondati dallo splendido scenario naturale di monti imbiancati.

Dopo un grande cippo in pietra proseguiamo sulla Costa fino al raggiungimento di un grande ammasso roccioso (quota 2055 m), appena prima del ripido tratto di salita sulla Rocca Nera.

Da questo punto iniziamo più tardi il ritorno verso le grange Arpiol dove vogliamo sostare per il pranzo. Al termine riprendiamo il cammino per la facile salita al vicino monte Tivoli.

Una croce in ferro, con un piloncino e statuetta della Madonna, ne segna il culmine. L’unico neo è rappresentato da un pannello ripetitore posizionato pochi metri più in basso che rovina, in parte, il paesaggio.

Il panorama si espande verso Crissolo, 470 metri più in basso, e Ostana. Rivedo così, alle spalle di quest’ultimo, la cima Ostanetta salita con le ciastre tempo fa.

Dal monte Tivoli riprendiamo la discesa portandoci sulle orme dell’andata verso la borgata Tirolo tornando infine al parcheggio di Oncino.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (5)

  1. Stefy Gheroppa IMontanari


    Che bello 🙂 eravamo sulla Costa Nera domenica scorsa! noto che la situazione neve è identica, credo abbiate notato che si alternano tratti di crostoso che non regge a tratti ghiacciti dove servono i ramponi per proseguire! Special modo sul tratto dove la pendenza aumenta poco piu avanti, ma anche arrivati su si ritrova la stessa situazione!
    Non eravamo mai stati in quelal zona della Val Po, ci torneremo 🙂
    P.S. Siamo saliti da Paesana noi…
    buona montagna e sempre grazie per le info!

  2. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Oggi assieme al mio collega Davide siamo andati al Monte Tivoli per una semplice escursione d’inizio anno, non conoscendo bene la situazione neve e grazie ed un consiglio dei ragazzi di Cuneotrekking.
    Alle 9:00 parcheggiamo la macchina a Borgata Porcili e partiamo di buona lena verso Meire Tivoli sull’asfaltata.
    La neve è presente a tratti ed è ghiacciata (ci sono -4° di temperatura).
    Arrivato nei presi di Meire Tivoli il panorama si apre ed è bellissimo, il Re di Pietra svetta su tutto e le montagne innevate intorno creano una cornice spettacolare.
    Qui la neve diventa una presenza costante ma la temperatura si è alzata e il manto nevoso risulta molto agevole con i semplici scarponi, abbiamo portato anche i ramponi per sicurezza ma non c’è ne stato bisogno.
    Comunque la via è ben visibile e per nulla faticosa.
    In un’ora e mezza siamo in vetta al Tivoli.
    Tutto è bellissimo, complice anche il fatto di essere da soli (e lo saremo per tutta la durata dell’escursione) la magia della montagna si presenza nel suo splendore più grande: le vette dello spartiacque Po-Varaita, quelle dello spartiacque Po-Pellice, il Monviso e le vette del suo gruppo, i paesini incantevoli della vallata.
    Tutto era perfetto, non una nuvola in cielo e solamente la pianura coperta da uno strato di nebbia da smog.
    Siamo rimasti lassù per un’oretta circa a goderci il tutto e complice la temperatura gradevole non volevamo scendere più.
    Comunque in men che non si dica eccoci di nuovo alla macchina dopo un’oretta di discesa.
    Gita leggera ma molto gradevole per iniziare l’anno nuovo come un panorama incredibilmente bello in una giornata semplicemente perfetta come condizioni meteo.
    In estate il mio collega vole tornarci per la bellezza del posto ed io gli ho proposto l’Alpetto, vedremo poi in seguito.
    Un saluto da Mattia e Davide.


    • Sapevo che vi sarebbe piaciuta quest’escursione. Bravo che fai conoscere la montagna ai tuoi amici. Tu hai seguito questa nostra gita; noi invece abbiamo provato quella che tu avevi fatto lo scorso anno da Cialancia al Cauri. La descriveremo prossimamente.
      Ciao, a presto.

  3. marco craveri


    Effettivamente è una zona stupenda. In estate purtroppo è frequente la nebbia e la zona è “monopolizzata” dalle mandrie in alpeggio con allegati di cani, recinzioni, mosche…..Vi suggerisco il giro ad anello: Meire Tirolo, dritto verso Costa del Vallone, Pian Fiorito, Quintino Sella, Alpetto , Pian Radice e ritorno sulla Costa del V. Lo farò prima di metà Giugno o a fine Settembre: meno nebbia e meno vacche….


    • Grazie Marco per questa segnalazione. Penso proprio che sia un giro bellissimo da fare. Lo mettiamo in programma per la fine primavera. Ciao e buone escursioni.

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